Prolusione in occasione dell'Apertura dello Studium, 2018

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La Congregazione delle Cause dei Santi, "fabbrica dei Santi"

Introduzione allo Studium[1]

Angelo Card. Amato, SDB

 

1. La “Fabbrica dei Santi” e le beatificazioni e canonizzazioni del 2017

1. In una recente intervista mi si chiedeva cosa pensassi del fatto che, talvolta, la Congregazione delle Cause dei Santi venisse chiamata “la fabbrica dei santi”. La mia risposta è stata che ritenevo positiva questa qualifica. Al pari delle “fabbriche” che producono, ad esempio, eccellenti auto di lusso, come la Mercedes, la Ferrari o la Chevrolet, frutto di ricerca e di continua innovazione, anche la Congregazione delle cause di Santi “produce” Beati e Santi, come Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio da Pietrelcina, Giovanni Paolo II, Mons. Oscar Romero, che, per la loro straordinaria testimonianza evangelica, sono nel nostro tempo il fiore all’occhiello della Chiesa e della società. Aggiungo anche che la meticolosità che si riserva alla lavorazione dei prodotti di qualità, è la stessa che viene riservata anche alla procedura canonica per giungere alla beatificazione dei Servi di Dio e alla canonizzazione dei Beati.

2. Diamo ora uno sguardo d’insieme all’anno appena trascorso. Nel corso del 2017 ci sono state 19 cerimonie di beatificazione e 2 di canonizzazione.

Le beatificazioni hanno avuto luogo in 11 nazioni diverse: Argentina, Brasile, Colombia, Giappone, India, Irlanda, Italia, Lituania, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti d’America; mentre le canonizzazioni sono state celebrate a Fatima e a Roma.

Per quanto riguarda le beatificazioni, a Córdoba (Argentina), è stata beatificata Catalina de María Rodriguez (1823-96), fondatrice della Congregazione Hermanas Esclavas del Corazón de Jesús; a Caxias do Sul (Brasile), Padre Giovanni Schiavo, Giuseppino del Murialdo (1903-1967); a Villavicencio (Colombia), i martiri Pedro María Ramírez Ramos (1899-1948), sacerdote diocesano, e Jesús Jaramillo Monsalve, Vescovo di Arauca (1916-1989);[2] a Osaka (Giappone), il samurai Justus Takayama Ukon (1552-1615), morto martire in esilio nelle Filippine; a Indore (India), la martire Suor Rani Maria Vattalil, della Congregazione delle Suore Clarisse Francescane (1954-1995); a Dublino (Irlanda), padre John Sullivan S.I. (1861-1933).

In Italia si sono celebrate quattro beatificazioni: a Bolzano, è stato beatificato Josef Mayr-Nusser (1910-1946), giovane padre di famiglia, martire; a Verona, Leopoldina Naudet (1773-1834), fondatrice della Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia; a La Spezia, Itala Mela (1904-1957), laica, Oblata benedettina del monastero di San Paolo fuori le Mura (Roma); a Milano, Arsenio da Trigolo (1849-1909), Cappuccino e fondatore delle Suore di Maria Santissima Consolatrice.

A Vilnius (Lituania), è stato beatificato Teofilo Matulionis (1873-1962), Arcivescovo-Vescovo di Kaišiadoris, e a Bratislava (Slovacchia), Tito Zeman (1915-1969), sacerdote salesiano, martire.

Cinque sono state le beatificazioni in terra spagnola: ad Almería, la beatificazione di José Álvarez-Benavides y de La Torre e 114 Compagni, sacerdoti diocesani, martirizzati nel 1936; a Barcellona, nella stupenda cornice della chiesa della Sagrada Familia, la beatificazione dei Claretiani Matteo Casals, Teofilo Cadajús, Fernando Saperas e 106 Compagni, martirizzati negli anni 1936-1937; a Girona, la beatificazione di Antonio Arribas Hortigüela e 6 Compagni, membri della Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore, martirizzati nel 1936; a Madrid, la beatificazione di Vicente Queralt Lloret e 20 Compagni, Lazzaristi, martirizzati negli anni 1936-1939; a Oviedo, la beatificazione di Luis Antonio Rosa Ormières (1809-1890), Sacerdote e Fondatore della Congregazione delle Suore dell’Angelo Custode.

Infine, negli Stati Uniti d’America è stato beatificato a Oklahoma City il missionario americano Padre Stanley Francis Rother (1935-1981), martirizzato in Guatemala, e a Detroit Padre Francis Solanus Casey (1870-1957), Cappuccino.

3. Le due canonizzazioni sono state celebrate a Fatima, dove Papa Francesco ha canonizzato il 13 maggio 2017 i pastorelli Francisco e Giacinta Marto, e a Roma, dove Papa Francesco ha canonizzato i Beati Andrea de Soveral, Ambrogio Francisco Ferro, sacerdoti diocesani, e Matteo Moreira, laico, insieme a 27 Compagni, martirizzati nel 1645; i Beati Cristobal, Antonio e Juan, adolescenti messicani, martirizzati negli anni 1527-29, chiamati Protomartiri delle Americhe; il Beato Faustino Míguez, sacerdote scolopio, fondatore dell’Istituto Calasanziano delle Figlie della Divina Pastora (1831-1925) e il Beato Angelo d’Acri (1669-1739), Cappuccino.

I nuovi santi canonizzati sono in tutto 37, dei quali 30 sono martiri e 7 confessori. Essi sono brasiliani, messicani, portoghesi, spagnoli e italiani.

4. Da questo semplice elenco si ricava che il servizio della Congregazione delle Cause dei Santi alla Chiesa e alla società è quello di celebrare uomini e donne, piccoli e grandi, di ogni lingua e nazione, che hanno vissuto in modo eroico le virtù cristiane o hanno perso la vita col martirio, ribadendo con fierezza la propria identità cristiana davanti ai nemici di Dio e della Chiesa.

Ribadiamo ancora che le beatificazioni e le canonizzazioni hanno luogo alla fine di una procedura accurata e complessa, che vede al lavoro – oltre agli officiali della Congregazione e ai numerosi postulatori – , anche molti specialisti esterni, qualificati in storia, teologia, diritto canonico, medicina e scienze umane. Virtù, martirio, miracolo sono i tre nuclei che caratterizzano la documentazione delle cause di beatificazione e canonizzazione.

 

2. Procedura canonica sempre aperta

A proposito di ricerca e innovazione che caratterizzano l’opera della nostra Congregazione, notiamo che la procedura canonica, pur fondandosi su una qualificata e collaudata esperienza plurisecolare, non è mai definitivamente chiusa, ma rimane sempre aperta a ulteriori precisazioni e superamenti.

Per questo, nel 2017, si sono avuti due importanti pronunciamenti: l’innovativo Motu Proprio di Papa Francesco sull’offerta della vita, pubblicato l’11 luglio 2017, e l’Istruzione della Congregazione delle Cause dei Santi sulle reliquie nella Chiesa, pubblicata il 17 dicembre 2017.

Il Motu proprio sull’offerta della vita tratta di una nuova via per la beatificazione, che si aggiunge a quelle più tradizionali delle virtù, del martirio e, molto raramente, dell’equipollenza. A questo documento la Congregazione ha dedicato un volume di presentazione, pubblicato dalla LEV e intitolato appunto L’offerta della vita nelle cause dei santi, Città del Vaticano, LEV 2017.

Per quanto riguarda l’Istruzione sulle reliquie è evidente la sua importanza per la loro comprensione teologica, liturgica e pastorale. Le reliquie nella Chiesa, infatti, hanno sempre ricevuto particolare attenzione e venerazione, perché il corpo dei Beati e dei Santi, destinato alla risurrezione, è stato sulla terra il tempio vivo dello Spirito Santo e lo strumento della loro santità.

È poi ammirevole la devozione che i fedeli nutrono per le reliquie dei beati e dei santi, non solo come ricordo della loro santità, ma anche come strumento di intercessione per ottenere grazie e favori spirituali e materiali. Nelle nostre chiese le reliquie autentiche dei santi, al pari delle icone, sono tenute in grande onore (SC n. 111). Nei monasteri ortodossi, ad esempio, il luogo più prezioso è la cappella delle reliquie, che costituisce il cuore e il tesoro della comunità monastica. È stata straordinaria, ad esempio, l’accoglienza che, durante l’estate del 2017, i fedeli ortodossi russi hanno riservato a Mosca e a San Pietroburgo, al pellegrinaggio di una reliquia del corpo di San Nicola di Bari, molto venerato non solo in Occidente ma anche in Oriente.

Del resto, nella Chiesa cattolica, per la consacrazione delle nuove chiese e degli altari sono necessarie alcune reliquie dei santi e dei martiri. Durante la cerimonia di beatificazione, poi, vengono portate in processione all’altare, vengono incensate e venerate le reliquie dei nuovi Beati, come segno della preziosità della loro testimonianza di virtù o di martirio.

Notiamo che nell’Istruzione c’è una innovazione, che riguarda le reliquie insigni. Tradizionalmente, sono considerate reliquie insigni sia il corpo dei Beati e dei Santi sia le parti notevoli dei loro corpi. Ora è da considerare come reliquia insigne anche l’intero volume delle ceneri derivanti dalla loro cremazione. È quindi rilevante l’attenzione da dare a questo argomento.

L’Istruzione è utile non solo per comprendere il valore teologico, liturgico e devozionale delle reliquie, ma anche per assicurarne l’autenticità e la conservazione e per impedire un loro commercio sacrilego. Si danno, quindi, disposizioni concrete circa le operazioni di ricognizione canonica dei resti, di prelievo di frammenti e di confezione delle reliquie, di traslazione dell’urna, di alienazione delle reliquie e del loro pellegrinaggio. Queste operazioni richiedono il consenso della Congregazione delle Cause dei Santi.

 

3. Il sesto volume dell’Opus magnum di Benedetto XIV

Da qualche anno la nostra Congregazione è impegnata nella riproposizione, in edizione bilingue latina e italiana, dell’opus magnum di Benedetto XIV sulla beatificazione dei Servi di Dio e sulla canonizzazione dei Beati. Si tratta di un classico dell’argomento.

Dal 2010 al 2017 sono stati pubblicati sei grossi volumi, corrispondenti ai primi tre tomi dell’opera originaria (in cinque tomi). L’edizione italiana, pubblicata dalla LEV, si presenta in una veste accurata e in una esemplare nobiltà grafica. Il contenuto poi è di una ricchezza e di una utilità straordinaria.  

Se nel quinto volume gli argomenti affrontati riguardavano la qualità e l’importanza dei testimoni, il significato del martirio e il concetto di virtù, nel sesto volume, edito nel 2017, gli argomenti sono vari. Si parla, infatti, della pratica delle virtù nei vari stati della vita cristiana: Papi, cardinali, vescovi, sacerdoti, consacrati, laici. Oltre alle virtù c’è anche la trattazione dei difetti in cui possono incorrere i Servi di Dio. Particolarmente interessante è l’attenzione che il Lambertini dedica alla causa di Giuseppe da Copertino, per le sue manifestazioni mistiche, in particolare per le sue elevazioni da terra e i suoi voli.[3] Il volume è chiuso da cinque appendici. Rilevante è la prima, che contiene una lettera di Maria Stuart, ultima regina cattolica di Scozia e Inghilterra, indirizzata a Sisto V prima della sua esecuzione capitale.

L’opera è particolarmente raccomandata allo studio dei postulatori, dal momento che l’autore, Prospero Lambertini poi diventato Benedetto XIV, è stato promotore della fede (advocatus diaboli) nella Congregazione dei Sacri Riti – come ai suoi tempi si chiamava la Congregazione delle Cause dei Santi (dal 1969, a opera di Paolo VI, ha assunto la denominazione attuale).

 

4. Santi e Beati giovani

Per diffondere sempre più e sempre meglio la conoscenza dei santi, due officiali della nostra Congregazione, il prof. Maurizio Tagliaferri e la dottoressa Judith Borer, hanno preparato una pubblicazione, giunta in questi giorni in libreria, intitolata: Santi e Beati Giovani.[4]

Sant’Ambrogio diceva: «Ogni età è matura per Cristo».[5] Il martirio, come la santità, non conosce età. Dal tempo dei Santi Innocenti fino a oggi sono innumerevoli i santi giovani, siano essi martiri o confessori.

Ricordiamo, ad esempio, San Tarcisio, ucciso il 15 agosto del 257, da una folla di pagani smaniosi di profanare l’Eucaristia, che l’adolescente stava portando, di nascosto, ai cristiani incarcerati durante la persecuzione dell’imperatore Aureliano. Nella persercuzione dell’imperatore Diocleziano fu martirizzato, sempre a Roma, San Pancrazio, di quattordici anni, decapitato nel 304. Durante la stessa persecuzione fu martirizzata Sant’Agnese, bambina romana di dodici anni.

Nella storia della Chiesa, abbiamo le testimonianze non solo di martiri ma anche di confessori, di giovani, cioè, che, nella loro breve esistenza, hanno vissuto in grado eroico le virtù cristiane della fede, della speranza e della carità, tanto da meritarsi, da parte dei fedeli, ammirazione, imitazione e richiesta di intercessione presso il Signore.

Esempi di giovani confessori, sono, fra gli altri, San Luigi Gonzaga, San Domenico Savio, Santa Maria Goretti. Così come esempi di giovani martiri sono il filippino Pietro Calungsod e il messicano José Sánchez del Río, canonizzati in questi ultimi anni.

Ma la lista dei santi giovani è lunga, come fa fede questo prezioso studio, la cui lettura mostra come la santità giovanile sia presente in tutti i continenti e parli tutte le lingue del mondo. Il Vangelo, infatti, è una buona notizia per tutti.

Ed è questo il messaggio che oggi ci consegnano questi giovani santi. Essi invitano a essere fieri del nostro battesimo, a essere coerenti con la nostra identità cristiana, senza paura e senza rispetto umano. Questi giovani non sono “uomini vuoti”, senza prospettive e senza ideali. Sono invece persone piene, colme di grazia divina e di straripante esemplarità umana.

La lettura di questa pagine infonda entusiasmo nelle famiglie e negli educatori, chiamati al grande compito della formazione cristiana dei giovani alla scuola del Vangelo, fonte di autentica umanità.

Il volume è un utile contributo al prossimo Sinodo dei Vescovi (ottobre 2018) sui giovani.

 

5. La nuova edizione del Manuale sulle Cause dei Santi

1. Esaurite in breve tempo le tre edizioni precedenti – l’ultima, la terza, è del 2014 –, la Congregazione, con la collaborazione dei nostri officiali e collaboratori, ha preparato questa quarta edizione del Manuale, rivista, rinnovata e notevolmente ampliata (di quasi 200 pagine).

È il nuovo libro di testo dello Studium, con gli argomenti di esame per gli studenti, che intendono ottenere il diploma di postulatori. Ma è anche, ovviamente, il nuovo sussidio indispensabile per i postulatori, che in tal modo vengono aggiornati sulle novità teologiche, canoniche e procedurali delle cause.

Come le precedenti edizioni, il manuale si suddivide in tre sezioni: teologica, storico-agiografica e giuridica.

2. Nella sezione teologica, oltre alla trattazione dei concetti fondamentali di santità, virtù eroica, martirio, canonizzazione, uno studio specifico è riservato alla nuova fattispecie di santità, caratterizzata come “offerta della vita”, e recentemente riconosciuta da Papa Francesco con il Motu proprio “Maiorem hanc dilectionem”.

Nella seconda sezione, storico-agiografica, si tracciano le linee storiche del primitivo culto dei martiri, contrassegnato dalla morte inflitta dal nemico in odium fidei, e del culto dei confessori, caratterizzato dall’eroicità delle virtù. Si analizza, poi, l'iter di accertamento della santità, messo in atto nel corso dei secoli. Particolare rilievo ha la procedura canonica della canonizzazione, prima vescovile e poi pontificia. Quest'ultima divenne definitiva ed esclusiva nel 1234. In questa sezione si ha, tra l'altro, lo studio delle reliquie. Concludono la sezione storico-agiografica le norme riguardanti l'elaborazione della Positio, che può essere di sei specie: Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis, Positio super martyrio, Positio super oblatione vitae, Positio super beatificatione aequipollenti, Positio super canonizatione aequipollenti e Positio super Ecclesiae doctoratu. Ovviamente, la maggior parte delle Positiones riguarda l'accertamento delle virtù eroiche e del martirio.

L’ultima sezione, di carattere giuridico, contiene i più importanti interventi legislativi, relativi sia alla fase diocesana sia a quella romana, specificando dettagliatamente persone, organismi e procedure per giungere al risultato finale della beatificazione e canonizzazione. 

3. Alla fine del volume si è ritenuto opportuno aggiungere un'appendice documentaria in cui sono riprodotti nove tra i testi più significativi e recenti sulle cause dei santi. In particolare: 1. la costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister, promulgata il 25 gennaio 1983; 2. le Norme servandae in Inquisitionibus ab Episcopis faciendis in Causis Sanctorum, del 7 febbraio 1983; 3. il Regolamento dello Studium de Causis Sanctorum, istituito nell'Udienza Pontificia del 2 giugno 1984; 4. le Nuove procedure nei Riti della Beatificazione del settembre 2005; 5. l'Istruzione Sanctorum Mater per lo svolgimento delle Inchieste diocesane o eparchiali, del 17 maggio 2017: si tratta di un prezioso e concreto vademecum circa le corrette procedure da svolgere in sede diocesana o eparchiale; 6. le Norme sull'amministrazione dei beni delle Cause di Beatificazione e Canonizzazione, del 7 marzo 2016; 7. il Regolamento della Consulta Medica, del 24 agosto 2016; 8. il Motu proprio Maiorem hanc dilectionem, dell'11 luglio 2017; 9. l'Istruzione Le Reliquie nella Chiesa: autenticità e conservazione, dell'8 dicembre 2017. 

4. Il volume viene chiuso da una serie di 29 formulari di documentazione più frequente, relativi a nomine, procure, dichiarazioni, giuramenti, verbali, interrogatori e interventi vari, tutti attinenti alle procedure canoniche in fase diocesana o eparchiale.

Come si vede, si tratta di un manuale, allo stesso tempo teorico e operativo, di facile accesso, finalizzato primariamente a scopi didattici. Esso contiene una informazione essenziale su tutto l’insieme di conoscenze storiche, teologiche, spirituali, mistiche e canoniche. Ovviamente, oltre agli studenti dello Studium, il manuale è utilizzabile anche da tutti coloro - vescovi, conferenze episcopali, sacerdoti, superiori religiosi, associazioni laicali, studiosi di diritto - che sono, in qualche modo, interessati alla conoscenza della materia o addirittura coinvolti nell'ardua, ma gratificante fatica di promozione e di elaborazione delle Cause di beatificazione e di canonizzazione.

 

6. Grazie

Vorrei concludere ringraziando tutti gli officiali e i collaboratori, interni ed esterni, della Congregazione delle Cause dei Santi. La loro fatica quotidiana e la loro professionalità sono di stimolo e di ispirazione per un lavoro sempre più proficuo e accurato.

Non dimentichiamo che presentare al mondo le figure esemplari dei santi costituisce un elemento non secondario della pastorale della Chiesa nel mondo contemporaneo.

Nell'Angelus dell'ultima solennità di Tutti i Santi Papa Francesco ha detto: «I santi sono nostri fratelli e sorelle, che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l'hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria tonalità. Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Questo è lo scopo della vita, anche per noi».

E poi a braccio il Papa ha aggiunto: «E ce ne sono tanti oggi, salutiamoli con un applauso».

Ce ne sono tanti! E la Congregazione delle Cause dei Santi è la provvidenziale e qualificata "fabbrica" dei tanti Santi.

Buon anno e buon lavoro a tutti.


 

[1] Tenuta presso l’Università Urbaniana l’8 gennaio 2018, in occasione dell’inizio delle lezioni dello Studium della Congregazione per le Cause dei Santi. La stessa relazione è stata tenuta, il giorno seguente, 9 gennaio, ai Postulatori accreditati presso la Congregazione delle Cause dei Santi.

[2] Questa beatificazione fu celebrata da Papa Francesco, mentre tutte le altre dal Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

[3] Benedetto XIV – Prospero Lambertini, De Servorum Dei Beatificatione et Beatorum Canonizatione, III/2, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2017, cap. XLIX, n. 9, p. 638.

[4] Maurizio Tagliaferri – Judith Borer, Santi e Beati Giovani, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2017.

[5] De virginitate, 40.