Antonio Maria Gianelli

(1789-1846)

Beatificazione:

- 19 aprile 1925

- Papa  Pio XI

Canonizzazione:

- 21 ottobre 1951

- Papa  Pio XII

- Basilica Vaticana

Ricorrenza:

- 7 giugno

Religioso, Vescovo di Bobbio, che fondò la Congregazione delle Figlie di Maria Santissima dell’Orto e rifulse per l’impegno e il luminoso esempio di dedizione ai bisogni dei poveri e alla salvezza delle anime e nel promuovere la santità del clero

  • Biografia
  • Discorso Giovanni Paolo II
"La sua vita può dirsi che fosse un atto continuo e perpetuo di fede, di speranza e di carità verso il prossimo. Tutte le sue azioni, come tutte le sue parole, tutti i suoi pensieri, come tutti i suoi affetti, avevano un solo e stesso principio, un solo e stesso fine: la gloria di Dio e la salute delle anime" (Tommaso Reggio, arcivescovo di Genova)

 

Antonio Maria Gianelli nacque a Cereta, presso Chiavari in provincia di Genova il 12 aprile 1789.

Entrò in seminario a 19 anni e fu ordinato sacerdote quattro anni dopo. Insegnante di lettere e di retorica, per accogliere il nuovo vescovo, Lambruschini, organizzò a Genova una recita intitolata «La riforma del seminario» che ebbe una notevole eco. Dal 1826 al 1838 fu arciprete a Chiavari.

Questo periodo è contrassegnato da una serie di innovazioni pastorali e dalla creazione di varie istituzioni, come un proprio seminario. Sotto il nome inconsueto di «Società Economica» prese l'avvio un'istituzione culturale e assistenziale affidata da don Gianelli «alle cure delle Signore della Carità» per l'istruzione gratuita delle ragazze povere: un ente di beneficenza che affida alle Signore della Carità. È il primo passo verso le Figlie di Maria Santissima dell’Orto, conosciute come Gianelline.

Nel 1838 venne eletto vescovo di Bobbio. Aiutato dai Liguoriani, ricostituì la sua congregazione col nome di Oblati di Sant'Alfonso.

Morì il 7 giugno 1846.Due anni prima aveva creato una piccola congregazione missionaria per la predicazione al popolo e l'organizzazione del clero.

È stato canonizzato da Pio XII.  

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GIOVANI DELL’ISTITUTO «ANTONIO MARIA GIANELLI»

Domenica, 14 gennaio 1990

 

1. In occasione della Visita Pastorale alla parrocchia romana dei Santi Fabiano e Venanzio, non potevo non compiere una sosta, seppur breve, in mezzo a voi, in questo Istituto che ha come Patrono Sant’Antonio Maria Gianelli. Porto a tutti il mio cordiale ed affettuoso saluto, esprimendo il mio vivo ringraziamento per quanto qui realizzate nel campo così importante della formazione umana e cristiana.

Mi piace ricordare che il vostro Istituto svolge la sua attività educativa nel quartiere fin dal 1931 e che conta, oggi, circa 800 alunni distribuiti tra la Scuola Materna, la Scuola Elementare, la Scuola Media e quelle Tecniche Commerciali e per Programmatori. Siete indubbiamente una grande Comunità: siate anche una grande famiglia, in cui tutti i componenti si amano, si aiutano, si confortano a vicenda; in cui tutti i singoli doveri e impegni siano svolti nella carità e nella edificazione reciproca.

2. In questo incontro qui, nella Cappella, che è come il cuore pulsante della vita dell’Istituto, mi viene spontaneo esortarvi alla pratica quotidiana della meditazione. Evidentemente tutti siamo in un modo o nell’altro occupati ed impegnati. Eppure, bisogna riuscire a ritagliare ogni giorno uno spazio di tempo per raccogliersi nel silenzio e nella preghiera. Ve ne offre un luminoso esempio il Fondatore delle Suore “Gianelline”, che presiedono alla gestione dell’Istituto: Sant’Antonio Maria Gianelli.

Egli, nonostante i suoi numerosi impegni, come insegnante nel Seminario di Genova, Parroco a Chiavari, dove fondò appunto la Congregazione dedicandola alla Vergine Santissima, e poi come Vescovo a Bobbio, non tralasciò mai la pratica della meditazione e di inculcarla negli animi dei suoi fedeli.

Uomo intelligente e lungimirante, colto e sensibile alle correnti ideologiche del tempo, era ben conscio che la meditazione personale delle Verità rivelate da Gesù può creare salde convinzioni che formano le coscienze ed illuminano le menti. La meditazione infatti aiuta a mantenere vivo il contatto con il Signore, fortifica la volontà, fa emergere i difetti che devono essere corretti, eleva il tono della vita, fa respirare una atmosfera più alta e serena.

3. Vi lascio anch’io come ricordo questa esortazione, mentre con grande affetto imparto la mia Benedizione alle Suore, ai docenti, agli alunni, agli ex alunni ed ai rispettivi familiari.