Causa in corso
Armida Barelli

Armida Barelli

(1882 - 1952)

Beatificazione:

- 30 aprile 2022

- Papa  Francesco

  • Biografia
Col mio Signore nel cuore io vado incontro a tutto il mondo e sono sicura che con Lui vincerò sempre. Non mi angustio per nulla: ci penserà Lui ad ogni difficoltà

 

  Armida Barelli nacque a Milano da una agiata famiglia il 1° dicembre 1882. Fece i primi studi in casa, ma non venne educata ai valori spirituali. Passò poi presso le suore Orsoline, e negli anni tra il 1895 e il 1900 studiò presso le suore della S. Croce di Menzingen, conseguendo il diploma di scuola normale e di lingua tedesca. In tale ambiente iniziò a conoscere ed amare il Signore.

    Rientrata a Milano, ebbe alcune occasioni per formare una propria famiglia, ma la sua vocazione era un’altra, e si dedicò ad attività caritative per orfani e figli di carcerati. Nel 1909 si consacrò al Signore facendo voto privato di castità.

    L’anno seguente conobbe padre Agostino Gemelli, che la orientò verso il Terzo Ordine Francescano, iniziando anche una feconda collaborazione. Tra le diverse attività, la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù dei soldati italiani nella Prima Guerra Mondiale. Nel 1917 l’Arcivescovo di Milano, il Beato cardinale Andrea Carlo Ferrari, la invitò ad occuparsi delle giovani del nascente movimento femminile cattolico. Sorsero così i primi circoli della gioventù femminile di Azione Cattolica, che si sarebbero diffusi anche nelle altre diocesi italiane. Nel 1918 papa Benedetto XV la nominò vicepresidente dell’Unione Donne Cattoliche Italiane. Girò per tutta l’Italia, organizzando convegni e congressi a vari livelli, ma anche settimane sociali, pellegrinaggi, corsi di cultura e formazione. Diede anche grande impulso all’attività cattolica femminile nelle Leghe Internazionali; era considerata dalle giovani come una “sorella maggiore”.

    Il 19 novembre 1919, ad Assisi con un gruppo di amiche, avviò una nuova forma di consacrazione laicale, riconosciuta in seguito da Pio XII dopo la Provida Mater, dando così inizio all’Istituto Secolare delle Missionarie della Regalità di Cristo, presente in molti paesi. Su impulso dell’enciclica Maximum illud, avviò l’opera missionaria della gioventù femminile in Cina, collaborando con i Vescovi francescani delle missioni.

    Insieme a Mons. Luigi Olgiati e al Venerabile Ludovico Necchi collaborò con padre Gemelli alla fondazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, avvenuta nel 1921. Diede vita anche all’associa­zione degli amici dell’Università, e con l’approvazione di Pio XI, la giornata universitaria per la raccolta di fondi nelle varie diocesi. In questo contesto nacque anche la casa editrice Vita e Pensiero.

    Nel 1929 organizzò l’Opera della Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, per la diffusione nelle parrocchie della vita liturgica con spiritualità cristocentrica. Con deciso impegno avanzava nella via della santità esercitando generosamente e con perseveranza e gioia la vita cristiana, coinvolgendo molte altre persone. La sua crescita spirituale fu caratterizzata dall’adempimento della volontà di Dio e mettendo a frutto, per il bene della Chiesa, i talenti che aveva ricevuti. La sua vita spirituale e la sua azione apostolica erano curate con l’Eucaristia, la parola di Dio, la liturgia, le devozioni al Sacro Cuore e all’Immacolata. Fu un’apostola della santità aperta a tutti, compiendo i doveri quotidiani in maniera armoniosa e in mezzo a molteplici impegni.

    Adempì anche i suoi doveri verso genitori, parenti e collaboratori, con una capacità di attenzione e premura verso tutti. Ebbe grande fiducia nella divina Provvidenza e camminò con ricchezza di fede e di speranza. Aveva scritto già nel 1912: «Contro ogni speranza spero che Dio mi faccia santa. Col mio Signore nel cuore io vado incontro a tutto il mondo e sono sicura che con lui vincerò sempre. Non mi angustio per nulla: ci penserà lui ad ogni difficoltà».

    Nel 1946 Pio XII la nominò vicepresidente generale dell’Azione Cattolica italiana; qualche anno dopo le si manifestò una grave malattia, che ella visse con fede e spirito di penitenza. Morì a Marzio (Varese) il 15 agosto 1952.

    Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 1° giugno 2007.

    Per la beatificazione, la Postulazione della Causa presentò all’esame della Congregazione l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, riguardante la Signora A. M. da “grave politrauma cranio-encefalico, maxillo-facciale e toraco-addominale”. L’evento accadde nel maggio 1989 a Prato (Italia). Il 5 maggio 1989, la Signora M., di 65 anni, mentre rientrava a casa in bicicletta, fu investita da un camion. Venne ricoverata in terapia intensiva nell’ospedale di Prato in stato di coma a livello I e agitazione psicomotoria con stato confusionale. Nei giorni successivi si registrò un peggioramento. Un primo segnale di ripresa si manifestò il 9 maggio, quando A. iniziò a rispondere, anche se ancora in modo un po’ confuso. Il 9 giugno il suo stato neurologico migliorò ulteriormente. Il 14 giugno venne dimessa. Nei mesi successivi presentò un recupero pressoché completo dello stato cognitivo e motorio.

    L’artefice dell’invocazione fu la nipote della sanata la quale, dopo aver appreso del grave incidente, cominciò ad invocare la Venerabile Serva di Dio, utilizzando un’immaginetta contenente una sua reliquia. La nipote invitò anche altri familiari ad unirsi all’invocazione per la guarigione della zia. Il successivo 18 maggio si tenne una giornata di preghiera nella Cappella Universitaria del S. Cuore dell’Università Cattolica di Milano, presso la tomba della Venerabile Serva di Dio. Mentre si continuava a pregare, si assistette al viraggio favorevole delle condizioni della paziente che si consolidò nei mesi successivi. È quindi provato il nesso causale tra l’invocazione alla Venerabile e la conseguente guarigione.