Artemide Zatti

Artemide Zatti

(1880 - 1951)

Beatificazione:

- 14 aprile 2002

- Papa  Giovanni Paolo II

Canonizzazione:

- 09 ottobre 2022

- Papa  Francesco

-

Ricorrenza:

- 13 novembre

Religioso della Società di San Francesco di Sales, si distinse per il suo amore per i più poveri e per una profonda vita comunitaria segnata da un'obbedienza gioiosa e generosa. Nelle grandi regioni della Patagonia, ha dedicato la sua vita ai bisognosi nell'ospedale di Viedma, con grande generosità, pazienza e umiltà.

  • Biografia
  • Decreto sul Miracolo
  • omelia di beatificazione
Religioso esemplare, puntuale nel compiere i suoi doveri comunitari e completamente dedito al servizio dei bisognosi

 

VITA  E  OPERE

 

 

Artemide Zatti nacque a Boretto (Reggio Emilia) il 12 ottobre 1880. Sperimentò presto la durezza del sacrificio, tanto che a nove anni già lavorava come bracciante. Costretta dalla povertà, la famiglia Zatti emigrò in Argentina, quando Artemide era adolescente, e si stabilì a Bahía Blanca.

Il giovane cominciò subito a lavorare, prima in un albergo e poi in una fabbrica di mattoni. Prese a frequentare la parrocchia retta dai religiosi di San Giovanni Bosco dove, grazie anche alla direzione spirituale del parroco, non tardò ad orientarsi verso la vita salesiana. Partì quindi per Bernal, come aspirante. Aveva 20 anni. Fu un tempo molto faticoso per Artemide, più avanti dei suoi compagni per età ma più indietro di loro per l’esiguità degli studi compiuti. Volontà tenace, acuta intelligenza e solida pietà furono allora i suoi punti di forza.

Assistendo un giovane sacerdote tubercolotico, ne contrasse la stessa malattia. Si scelse quindi per lui la Casa salesiana di Viedma, dove il clima ne avrebbe favorito la salute. Si trovava lì anche un ospedale missionario, gestito da Padre Evasio Garrone, un salesiano infermiere, che in pratica fungeva da medico. Fu lui a suggerire ad Artemide di affidarsi a Maria Ausiliatrice per chiedere la guarigione, promettendo, in cambio, di dedicare tutta la vita all’assistenza degli infermi. Artemide misteriosamente guarì. L’8 febbraio 1911 emise poi la Professione Perpetua come fratello laico salesiano.

Coerentemente alla promessa fatta alla Madonna, si diede subito e totalmente al lavoro nell’ospedale, occupandosi in un primo tempo, dopo aver conseguito il titolo di “idoneo in farmacia”, della distribuzione dei farmaci. Alla morte di Padre Garrone nel 1913, tutta la responsabilità dell’ospedale fu sulle sue spalle: ne divenne vicedirettore ed amministratore. Vi lavorò come infermiere, stimato da tutti gli ammalati e dagli stessi sanitari che, rendendosi conto delle capacità del salesiano, gli lasciarono man mano sempre più libertà d’azione. Il suo servizio non si limitava all’ospedale: girava per tutta la città di Viedma ed oltrepassava anche il Rio Negro per raggiungere Patagones. Usciva abitualmente con il camice bianco e il borsello, portando con sé le medicine più comuni. Con una mano teneva il manubrio della bicicletta, con l’altra sgranava il Rosario. Poveri e ricchi beneficiarono delle sue cure, ma più di tutti amava servire quelli che non avevano niente e vivevano nei tuguri della periferia. Non chiese mai nessun compenso e, se qualcuno gli dava qualcosa, lo impiegava per l’ospedale. Era disponibile, in caso di necessità, a qualunque ora del giorno o della notte, con qualunque condizione atmosferica. Fu soprattutto un vero uomo di Dio, così che molti riscoprirono e si riavvicinarono alla fede grazie all’incontro con lui. Con grande equilibrio seppe conservare buoni rapporti con tutti, compresi i medici e i dirigenti legali dell’ospedale, con i quali a volte c’erano divergenze di vedute. Conquistava tutti, non solo col suo temperamento buono, ma anche col suo sorriso e l’autentico spirito salesiano. Fu infatti fedele in tutto al motto di don Bosco: “lavoro e temperanza”. In comunità era esempio di regolarità: tutti si stupivano di come, tanto indaffarato, riuscisse a suonare la campana in orario e precedere sempre gli altri negli appuntamenti comunitari.

Nel 1950, in occasione di una brutta caduta, gli esami clinici riscontrarono i sintomi di una malattia oncologica, che egli stesso lucidamente si diagnosticò. Per diversi mesi riuscì ad attendere ancora alla sua missione finché, dopo un tempo di sofferenze vissuto eroicamente, in piena coscienza, circondato da affetto e gratitudine per il bene compiuto, si spense il 15 marzo 1951. Al suo funerale accorsero tutti gli abitanti di Viedma e Patagones, con un corteo senza precedenti. Fin da subito la sua fama di santità si estese rapidamente e in tanti, negli anni, visitarono la sua tomba invocandone l’interces­sione. Ancora oggi, quando la gente va al cimitero di Viedma, è uso passare dalla tomba di Artemide Zatti.

 

 

"ITER" DELLA CAUSA

 

 

a) In vista della Beatificazione

 

Il Processo Cognizionale sulla vita, virtù e fama di santità di Artemide Zatti si è celebrato presso la Curia ecclesiastica di Viedma, in Argentina, dal 22 marzo 1980 al 17 maggio 1982. Il 14 dicembre 1984 la Congregazione delle Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità giuridica.

Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, svoltosi il 25 ottobre 1996, diede risposta positiva al dubbio circa l’esercizio eroico delle virtù da parte di questo fratello laico salesiano. Nel medesimo senso si pronunciò la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi dell’8 aprile 1997.

Il 7 luglio 1997 San Giovanni Paolo II autorizzò quindi la Congregazione a promulgare il Decretum super virtutibus di Artemide Zatti.

Il fatto straordinario presentato per la sua Beatificazione si verificò il 18 aprile 1980. Riguardò la guarigione, inattesa ed inspiegabile, di un giovane salesiano da “gravi complicazioni infettive conseguenti ad appendicite purulenta, con localizzazioni multiple addominali e pleuriche; sepsi generalizzata ed eziologia polimicrobica; stato di grave anergia immunitaria”.

L’Inchiesta diocesana sul miracolo si svolse presso la Curia ecclesiastica di Buenos Aires dal 14 aprile al 14 maggio 1998 e venne riconosciuta canonicamente valida con decreto della Congre­gazione delle Cause dei Santi del 20 novembre 1998.

Dopo l’esito positivo della Consulta medica del 9 marzo 2000, il caso fu sottoposto al giudizio dei Consultori teologi il 27 ottobre 2000. Quindi, nella Sessione Ordinaria del 6 febbraio 2001, gli Eminentissimi Cardinali e gli Eccellentissimi Vescovi della Congregazione lo riconobbero come un vero miracolo attributo all’intercessione di Artemide Zatti. La promulgazione del Decreto sul miracolo ebbe luogo il 24 aprile 2001.

San Giovanni Paolo II presiedette la solenne Beatificazione in Piazza San Pietro il 14 aprile 2002. Il Beato Artemide Zatti fu il primo coadiutore salesiano non martire ad essere elevato agli onori degli altari.

 

b) In vista della Canonizzazione

 

La Postulazione ha presentato la presunta guarigione mira­colosa di un uomo da “ictus ischemico cerebellare destro, complicato da voluminosa lesione emorragica”, avvenuta nelle Filippine nell’agosto del 2016.

L’Inchiesta diocesana si è tenuta presso la Curia ecclesiastica di Lipa dal 4 al 10 marzo 2018. La validità giuridica di tale Inchiesta è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 1° giugno 2018.

La Consulta medica, tenutasi il 1° luglio 2021, ha dato riscontro positivo circa la guarigione e l’ha dichiarata scientificamente inspiegabile. Il 16 dicembre 2021 i Consultori teologi si sono quindi pronunciati, unanimemente, circa il miracolo e la sua attribuzione all’intercessione del Beato Artemide Zatti. Alle medesime conclusioni è giunta, il 5 aprile 2022, la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi.

Il Santo Padre Francesco ha infine autorizzato la promulgazione del Decreto super miraculo il 9 aprile 2022.

 

CONGREGAZIONE DELLE CAUSE DEI SANTI

 

VIEDMA

 

BEATIFICAZIONE e CANONIZZAZIONE

del Beato

ARTEMIDE ZATTI

Laico professo

della Società Salesiana di San Giovanni Bosco

(1880-1951)

_____________________

 

 

DECRETO SUL MIRACOLO

 

Il Beato Artemide Zatti nacque in Italia a Boretto, oggi in diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, il 12 ottobre 1880. Costretta dalla povertà, agli inizi del 1897 la famiglia emigrò in Argentina e si stabilì a Bahía Blanca. Qui il Beato cominciò a frequentare la Società Salesiana di San Giovanni Bosco, tanto da desiderare di far parte di quella famiglia religiosa. Accolto come aspirante, gli fu affidato l’incarico di assistere un giovane sacerdote, malato di tubercolosi. Egli pure tuttavia contrasse la malattia e venne ricoverato in ospedale a Viedma. Alla Vergine Maria Ausiliatrice promise, una volta guarito, di dedicare tutta la vita alla cura dei malati. E così avvenne. Nel 1908 emise la professione perpetua. In un primo tempo si occupò della farmacia annessa all’ospedale, del quale successivamente assunse la piena gestione. In tutte le circostanze dimostrò un’assoluta dedizione verso gli ammalati. Allorché venne demolito l’ospedale che lui stesso nel 1913 aveva voluto fosse costruito, nel 1941, senza alcun scoraggiamento, ne costruì un altro. Come San Giovanni Bosco, ebbe la Provvidenza quale prima e sicura entrata economica per realizzare le sue opere. Colpito da una grave malattia, morì il 15 marzo 1951. San Giovanni Paolo II lo ha proclamato Beato il 14 aprile 2002.

In vista della Canonizzazione, la Postulazione della Causa ha sottoposto allo studio di questa Congregazione delle Cause dei Santi l’asserita guarigione miracolosa di un uomo, colpito al cervelletto da ischemia, con complicazioni emorragiche. L’evento è avvenuto nelle Filippine nel 2016.

La mattina dell’11 agosto 2016 l’uomo, che al tempo aveva 64 anni, iniziò ad accusare sudorazione profusa, vertigini e altri sintomi. Fu sottoposto in ospedale ad alcuni esami strumentali, mediante i quali i medici emisero la diagnosi. Riscontrarono infatti l’infarto acuto di ambedue le arterie cerebrali medie, con conseguente emorragia. Il fratello dell’uomo, coadiutore salesiano, viveva allora a Roma e, informato della cosa, ai vespri di quello stesso giorno iniziò a pregare per ottenere, con l’intercessione del Beato Artemide Zatti, la guarigione del fratello. Il giorno 13 il paziente, disorientato e confuso nel parlare, venne trasferito nel reparto di terapia intensiva. Un intervento chirurgico, sebbene fosse consigliato, non si poté eseguire, anche a motivo delle ristrettezze economiche della famiglia. L’indomani le condizioni cliniche dell’uomo peggiorarono. Non si poté nemmeno intubarlo, per la mancanza del respiratore. Un esame del 17 agosto confermò l’emorragia acuta e voluminosa del cervelletto. Dopo l’emissione della prognosi infausta, i famigliari decisero di portare a casa il malato, così da assisterlo negli ultimi giorni di vita.  Il fratello, che era giunto da Roma, radunò i parenti a pregare per intercessione del Beato. E lo stesso fece nei giorni successivi, guidando lui stesso la preghiera. Il 22 agosto 2016 il moribondo ricevette l’Unzione degli infermi e, nel cuore della notte, raccolse a sé i familiari per congedarsi. Il 24 agosto invece, oltre ogni attesa, il paziente si tolse gli ausili sanitari, chiamò i parenti dicendo che stava bene e che voleva lavarsi e mangiare. È evidente dunque il nesso di tempo e di causa fra l’invocazione dell’intercessione del Beato Artemide Zatti e la guarigione dell’uomo, che gode di buona salute e da quel momento vive una normale vita sociale.

Su tale guarigione, presso la Curia ecclesiastica di Lipa dal 4 al 10 marzo 2018 si è svolta l’Inchiesta diocesana, sulla cui validità giuridica questa Congregazione delle Cause dei Santi ha emesso il decreto il 1° giugno 2018. La Consulta Medica, nella seduta del 1° luglio 2021, ha riconosciuto che la guarigione fu rapida, completa e duratura, nonché inspiegabile secondo le leggi della scienza.

Alla domanda se si sia trattato di un vero miracolo compiuto da Dio, i Consultori Teologi il 16 dicembre 2021 e i Padri Cardinali e Vescovi il 5 aprile 2022 hanno risposto affermativamente.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Consta il miracolo compiuto da Dio per intercessione del Beato Artemide Zatti, Laico professo della Società Salesiana di San Giovanni Bosco, ossia la guarigione rapida, completa e duratura di un uomo da “ictus ischemico cerebellare destro, complicato da voluminosa lesione emorragica”.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti della Congregazione delle Cause dei Santi.

Dato a Roma il 9 aprile dell’anno del Signore 2022.

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                    Arciv. tit. di Montefiascone

                                    Segretario

 

 

__________

 

 

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

VIEDMENSIS

 

CANONIZATIONIS

Beati

ARTEMIDIS ZATTI

Laici professi Societatis Sancti Francisci Salesii

 (1880-1951)

_____________________

 

 

DECRETUM SUPER MIRACULO

 

Beatus Artemis Zatti Berupti ortus est in Italia, hodie intra dioecesim Regiensem in Aemilia-Guastallensem, die 12 mensis Octobris anno 1880. Inopia cogente, ineunte anno 1897 familia in Argentinam commigravit ac in Sinu Albo domicilium posuit. Illic Beatus Societatem Sancti Francisci Salesii frequentare incepit, adeo ut illius religiosae familiae interesse cuperet. Cui, ut petitori accepto, commissum est iuvenem sacerdotem, thabe autem confectum, munus adiuvandi. Et ipse tamen eundem in morbum cecidit atque in valetudinario receptus est Viedmae. Virgini Mariae Auxiliatricis promisit se, ad sanitatem perductum, cunctam vitam curandis aegrotis traditurum. Itaque evenit. Anno 1908 professionem perpetuam emisit. Primum in tabernam medicinam versatus est, valetudinario adnexam. Quod vero postea ipse plane gessit. Omnibus in vicibus summam erga aegrotantes sedulitatem ostendit. Cum valetudinarium, quod ipse anno 1913 condi voluit, destructum esset, anno 1941, animo autem minime fracto, alterum instituit. Tamquam Sanctus Ioannes Bosco, primum certumque quaestum sua ad perficienda opera Providentiam habuit. Graviore morbo affectus, die 15 mensis Martii anno 1951 obiit. Quem Sanctus Ioannes Paulus II die 14 mensis Aprilis anno 2002 Beatum nuncupavit.

Canonizationis respectu, huius Congregationis de Causis Sanctorum studio Causae Postulatio aestimatam sanationem subiecit cuiusdam viri, ictu apoplectico, haemorrhagicis cum adiunctis, in cerebello correpti. Res in Philippinis anno 2016 accidit.

Mane die 11 mensis Augusti anno 2016 vir, qui tunc quintum et sexagesimum aetatis annum agebat, copiose desudare, vertiginem et symphtomata alia pati incepit. In valetudinatio aliquot instrumentorum examinibus suppositus est, per quae medici porro diagnosim emiserunt. Nam acutum ambarum arteriarum cerebri mediarum infarctum compererunt, sequente cum haemorragia. Viri frater, Societatis Sancti Francisci Salesii coadiutor, Romae illo tempore vivebat atque, de re certior factus, vesperis eiusdem diei precari incepit ut, Beato Artemide Zatti intercedente, fratris sanationem impetraret. Die 13 aegrotus, perturbatus loquendoque confusus, translatus est in vehementioris curae valetudinarii partem. Sectio chirurgica quaedam, etsi suggerebatur, adhiberi nequivit, ob inopiam familiae quoque. Insequenti die clinicae viri condiciones in peius mutaverunt. Qui nec intubari quivit, cum machina ventilatoria abesset. Examinatio quaedam diei 17 mensis Augusti acutam copiosamque cerebelli haemorrhagiam comprobavit. Postquam infausta prognosis edita esset, aegrotum domum referri statuerunt, ita ut ei postremis diebus vitae adessent. Frater, qui Roma pervenerat, propinquos per Beati intercessionem ad precandum congregavit. Idemque fecit diebus sequentibus et ipse orationem moderabatur . Die 22 mensis Augusti anno 2016 moribundus Unctionem infirmorum suscepit ac, intempesta nocte, propinquos convocavit ut abiret. Attamen die 24 mensis Augusti, omnem praeter expectationem, aegrotus ipse a se instrumenta ad sanitatem pertinentia removit, denuo propinquos convocavit, se valere dicens, ablui edereque velle. Ergo evidens est concursus temporis et consequentia inter intercessionis Beati Artemidis Zatti invocationem et viri sanationem, qui deinceps naturali socialique vita pollens sanus vixit.

De hac sanatione, apud Curiam ecclesiasticam Lipensem a die 4 ad diem 10 mensis Martii anno 2018 Inquisitio dioecesana peracta est, cuius iuridica de validitate haec Congregatio de Causis Sanctorum die 1 mensis Iunii anno 2018 decretum emisit. Coetus Medicorum, diei 1 mensis Iulii anno 2021 in sessione, declaravit sanationem celerem, perfectam et constantem, necnon ex scientiae legibus inexplicabilem fuisse. Posito dubio an de miraculo divinitus patrato constaret, Consultores Theologi die 16 mensis Decembris anno 2021 atque Patres Cardinales die 5 mensis Aprilis anno 2022 adfirmative responderunt.

Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de miraculo divinitus patrato per intercessionem Beati Artemidis Zatti, Laici professi Societatis Sancti Francisci Salesii, videlicet de celeri, perfecta ac constanti viri sanatione a “ictus ischemico cerebellare destro, complicato da voluminosa lesione emorragica”.

Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

Datum Romae, die 9 mensis Aprilis a.D. 2022.

CAPPELLA PAPALE PER LA BEATIFICAZIONE DI 6 SERVI DI DIO

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 14 aprile 2002

 

1. "Gesù in persona si accostò e camminava con loro" (Lc 24, 15). Gesù, come abbiamo appena ascoltato nell'odierna pagina evangelica, si fa viandante affiancandosi a due discepoli diretti al villaggio di Emmaus. Spiega loro il senso delle Scritture e poi, giunto a destinazione, spezza il pane con loro, proprio come aveva fatto con gli Apostoli la sera prima della sua morte in croce. In quel momento gli occhi dei discepoli si aprono e lo riconoscono (cfr v. 31).

L'esperienza pasquale di Emmaus si rinnova continuamente nella Chiesa. Ne possiamo ammirare un mirabile esempio anche nell'esistenza di coloro che oggi ho la gioia di elevare alla gloria degli altari: Gaetano Errico, Lodovico Pavoni e Luigi Variara, presbiteri; María del Tránsito de Iesús Sacramentado, vergine; Artemide Zatti, religioso; María Romero Meneses, vergine.

Come i discepoli di Emmaus, questi nuovi Beati hanno saputo riconoscere la presenza viva del Signore nella Chiesa e, vincendo difficoltà e paure, ne sono divenuti testimoni entusiasti e coraggiosi davanti al mondo.

2. "Non a prezzo di cose corruttibili ... foste liberati..., ma con il sangue prezioso di Cristo" (1 Pt 1,18-19). Queste parole, tratte dalla seconda Lettura, ci fanno pensare al beato Gaetano Errico, presbitero e fondatore della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

In un'epoca segnata da profondi cambiamenti politici e sociali, di fronte al rigorismo spirituale dei giansenisti, Gaetano Errico annuncia la grandezza della misericordia di Dio, che sempre chiama alla conversione coloro che vivono sotto il dominio del male e del peccato. Vero martire del confessionale, il nuovo Beato vi trascorreva intere giornate spendendo il meglio delle proprie energie nell'accoglienza e nell'ascolto dei penitenti. Col suo esempio egli ci stimola a riscoprire il valore e l'importanza del sacramento della penitenza, dove Iddio distribuisce a piene mani il suo perdono e mostra la sua tenerezza di Padre verso i propri figli più deboli.

"Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni" (At 2,31). Questa intima consapevolezza, diventata fede infuocata e indomita, ha guidato l'esperienza spirituale e sacerdotale di Lodovico Pavoni, presbitero, Fondatore della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata.

Dotato di animo particolarmente sensibile, si impegnò con tutto se stesso nell'assistenza ai giovani poveri e abbandonati, e specialmente ai sordo-muti. La sua attività spaziava in molti campi, da quello dell'educazione al settore dell'editoria, con originali intuizioni apostoliche e coraggiose azioni innovatrici. A fondamento di tutto c'era una solida spiritualità. Egli ci esorta con la sua testimonianza a confidare in Gesù e a immergerci sempre più nel mistero del suo amore.

3. "Y comenzando por Moisés y siguiendo por los profetas les explicó lo que se refería a él en toda la Escritura" (Lc 24, 28). En estas palabras del Evangelio de hoy, Jesús se manifiesta como compañero en el camino de la vida del hombre y Maestro paciente, que sabe modelar el corazón e iluminar la mente para que comprenda el designio de Dios. Tras su encuentro con Él, los discípulos de Emaús, superado el abatimiento y la confusión, volvieron por su pie a la naciente comunidad cristiana para anunciarles la alegre noticia de haber visto al Señor resucitado.

Esta espiritualidad acomuna a tres de los nuevos beatos que buscaron la santidad a la sombra de Don Bosco y de la tradición salesiana. La elevación a los altares de Don Luigi Variara, del Señor Artemide Zatti y de Sor María Romero son un gran gozo para esa Familia religiosa.

4. De Italia, y precisamente de la diócesis de Asti, llegó a Colombia el salesiano Padre Luis Variara, seguidor fiel de Jesús misericordioso y cercano de los abatidos. Desde el primer momento dedicó su energía juvenil y la riqueza de sus dones, al servicio de los leprosos. Primer salesiano ordenado sacerdote en Colombia, logró reunir en torno de sí un grupo de muchachas consagradas, algunas de ellas incluso leprosas o hijas de leprosos y por ello no aceptadas en los Institutos religiosos. Con el tiempo este grupo se ha convertido en la Congregación de las Hijas de los Sagrados Corazones de Jesús y María, floreciente Instituto hoy presente en diversos países.

Artemide Zatti, Coadjutor salesiano, salió con su familia de la diócesis de Reggio Emilia en busca de una vida mejor a la Argentina, la tierra soñada por Don Bosco. Allí descubrió su vocación salesiana, que se concretó en un servicio apasionado, competente y lleno de amor a los enfermos. Sus casi cincuenta años en Viedma representan la historia de un religioso ejemplar, puntual en el cumplimiento de sus deberes comunitarios y dedicado totalmente a servicio de los necesitados. Que su ejemplo nos ayude siempre ser consciente de la presencia del Señor y nos lleve a acogerlo en todos los hermanos necesitados.

Sor María Romero Meneses, Hija de María Auxiliadora, supo reflejar el rostro de Cristo que se hace reconocer el repartir el pan. Nacida en Nicaragua, realizó su formación para la vida religiosa en El Salvador y pasó la mayor parte de su vida en Costa Rica. Estos queridos pueblos centroamericanos, unidos ahora en el júbilo de su beatificación, podrán encontrar en la nueva Beata, que tanto los amò, abundantes ejemplos y enseñanzas para renovar y fortalecer su vida cristiana, tan arraigada en esas tierras.

Con un amor apasionado a Dios y una confianza ilimitada en el auxilio de la Virgen María, Sor María Romero fue religiosa ejemplar, apóstol y madre de los pobres, que, sin excluir a nadie, eran sus preferidos. ¡Que su recuerdo sea bendición para todos y que las obras fundadas por ella, entre las que destaca la "Casa de la Virgen" en San José, sigan siendo fieles a los ideales que les dieron origen!

5. "¿No esta ardiendo nuestro corazón dentro de nosotros cuando nos hablaba en el camino y nos explicaba las escrituras?" (Lc 24, 32). Esta sorprendente confesión de aquellos discípulos primero encaminados a Emaús es lo que ocurrió también con la vocación de la Madre María del Tránsito de Jesús Sacramentado Villegas, fundadora de las Hermanas Terciarias Misioneras Franciscanas y la primera mujer argentina que alcanza el honor de los altares.

La llama que ardía en su corazón llevó a María del Tránsito a buscar la intimidad con Cristo en la vida contemplativa. No se apagó cuando por enfermedad tuvo que abandonar los Monasterios en que estuvo, sino que continuó en forma de confianza y abandono en la voluntad de Dios, que siguió buscando incesantemente. El ideal franciscano se manifestó entonces como el verdadero camino que Dios quería para ella y, con la ayuda de sabios directores, emprendió una vida de pobreza, humildad, paciencia y caridad, dando vida a una nueva Familia religiosa.

Traduzione italiana delle parti in lingua spagnola: 

3. "E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui" (Lc 24, 27). In queste parole del Vangelo di oggi, Gesù si manifesta come compagno sul cammino della vita dell'uomo e come Maestro paziente, che sa modellare il cuore e illuminare la mente affinché comprenda il disegno di Dio. Dopo l'incontro con Lui, i discepoli di Emmaus, superato l'abbattimento e la confusione, diressero i loro passi verso la nascente comunità cristiana per annunciarle la notizia che avevano visto il Signore risorto.

Questa spiritualità accomuna tre dei nuovi beati, che hanno cercato la santità sulle orme di Don Bosco e della tradizione salesiana. L'elevazione agli altari di Don Luigi Variara, del Signor Artemide Zatti e di Suor Maria Romero sono una grande gioia per questa Famiglia religiosa.

4. Dall'Italia, è più precisamente dalla Diocesi di Asti, il salesiano Padre Luis Variara, seguace fedele di Gesù misericordioso e vicino agli afflitti, giunse in Colombia. Sin dal primo istante dedicò la sua energia giovanile e la ricchezza dei suoi doni al servizio dei malati di lebbra. Primo salesiano ordinato sacerdote in Colombia, riuscì a riunire attorno a sé un gruppo di ragazze consacrate, tra cui alcune lebbrose o figlie di lebbrosi, che per questo non venivano accettate negli Istituti religiosi. Col tempo questo gruppo si trasformò nella Congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fiorente Istituto che oggi è presente in diversi Paesi.

Artemide Zatti, coadiutore salesiano, partì con la sua famiglia dalla Diocesi di Reggio Emilia alla ricerca di una vita migliore in Argentina, la terra sognata da Don Bosco. Lì scoprì la sua vocazione salesiana, che si concretizzò in un servizio agli infermi appassionato, competente e pieno di amore. I quasi cinquant'anni trascorsi a Viedema rappresentano la storia di un religioso esemplare, puntuale nel compiere i suoi doveri comunitari e completamente dedito al servizio dei bisognosi. Che il suo esempio ci aiuti ad essere sempre consapevoli della presenza del Signore e ci porti ad accoglierlo in tutti i fratelli bisognosi!

Suor Maria Romero Meneses, Figlia di Maria Ausiliatrice, seppe riflettere il volto di Cristo che si fa riconoscere nella divisione del pane. Nata in Nicaragua, svolse la sua formazione alla vita religiosa a El Salvador e trascorse la maggior parte della sua vita in Costa Rica. Questi amati popoli del Centro America, uniti ora nel giubilo della sua beatificazione, potranno trovare nella nuova beata, che tanto li amò, abbondanti esempi e insegnamenti per rinnovare e rafforzare la loro vita cristiana, tanto radicata in queste terre.

Con amore appassionato per Dio e fiducia illimitata nell'ausilio della Vergine Maria, Suor Maria Romero è stata una religiosa esemplare, apostola e madre dei poveri per i quali, nessuno escluso, mostrava la sua preferenza. Che il suo ricordo sia una benedizione per tutti, e che le opere da lei fondate, tra cui la "Casa de la Virgen" a San José, continuino ad essere fedeli agli ideali che le hanno originate!

5. "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?" (Lc 24, 32). Questa sorprendente confessione dei discepoli, che all'inizio erano in cammino per Emmaus, è ciò che è accaduto anche per quanto riguarda la vocazione di Madre Maria del Transito di Gesù Sacramentato Cabanillas, fondatrice delle Suore Terziarie Missionarie Francescane e prima donna argentina a salire agli onori degli altari.

La chiamata che ardeva nel suo cuore portò Maria del Transito a cercare l'intimità con Cristo nella vita contemplativa. Non si sentì spenta quando la malattia la costrinse ad abbandonare i monasteri nei quali stava, ma proseguì con fiducia e abbandono alla volontà di Dio, che essa continuò a cercare incessantemente. L'ideale francescano si manifestò quindi come il vero cammino che Dio voleva per lei e, con l'aiuto di guide sapienti, intraprese un cammino di povertà, umiltà, pazienza e carità, dando vita a una nuova Famiglia religiosa.

6. "Mostraci, Signore, il sentiero della vita" (Ritor. al Salmo Resp.). Facciamo nostra questa invocazione del Salmo responsoriale, che poc'anzi abbiamo cantato. Abbiamo bisogno che il Redentore risorto ci mostri la strada, ci accompagni nel cammino e ci guidi sino alla piena comunione con il Padre celeste.

Mostraci il sentiero della vita! Solo Tu, Signore, puoi indicarci il vero sentiero della vita, l'unico che ci conduce alla meta, come è avvenuto per i Beati quest'oggi risplendenti nella gloria del Cielo.