Causa in corso
Benigna Cardoso da Silva
- Venerabile -

Benigna Cardoso da Silva

(1928-1941)

Vergine e martire, più nota come Menina Benigna, assassinata a soli 13 anni per aver resistito agli assalti sessuali di un adolescente; Eroina della Castità

  • Biografia
Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Osservando la tua parola (Sal 119, 9)

 

Nacque il 15 ottobre 1928 a Sitio Oiti, presso Santana do Cariri, in Brasile, ultima dei quattro figli di José Cardoso da Silva e Teresa Maria da Silva. Venne battezzata il 21 ottobre seguente. Benigna non conobbe suo padre, che morì prima della sua nascita, e perse la madre ad appena un anno. Lei e i fratelli furono adottati dalle sorelle Rosa e Honorina Sisnando Leite, proprietaria di Sotio Oitis, che si interessarono anche affinché Benigna frequentasse la scuola e la chiesa. La bambina crebbe come una studentessa devota e fedele, partecipava alla Santa Messa e all’attività della parrocchia di Santana. Inoltre, svolgeva lavori domestici, assistendo le due anziane signorine che l’avevano adottata.

A dodici anni La Serva di Dio fu avvicinata da un ragazzo prepotente, che iniziò a molestarla. Benigna, che non era interessata ad iniziare una relazione in così giovane età, lo respinse. Cercò la guida del parroco, il quale le consigliò di resistere con fermezza e le diede un libro illustrato sulle storie bibliche. Il giovane, tuttavia, continuò a insistere in modo sempre più intenso, fino a giungere a forme di violenza.

Dopo diversi tentativi falliti, nel pomeriggio del 24 ottobre 1941, quando seppe che Benigna avrebbe preso l’acqua ad un pozzo, decise di aspettarla, nascosto nella vegetazione. Quindi la sorprese e cercò di afferrarla con la forza, ma Benigna dimostrò una notevole capacità di resistenza. Preso dalla furia, il giovane afferrò un machete che aveva portato con sé e la colpì quattro volte: il primo colpo recise tre dita della mano destra della ragazza, che aveva fatto un gesto automatico di difesa; il secondo la colpì alla fronte; il terzo, i reni; il quarto e fatale, nel collo, che praticamente le tagliò la gola. Quando si rese conto della sua azione, l’assassino fuggì.

Il corpo della Serva di Dio fu trovato da un suo fratello, che era uscito in cerca di lei. La salma fu sepolta la mattina del giorno successivo nel cimitero pubblico.

Alcuni giorni dopo l’omicida venne catturato e incarcerato. Cinquanta anni dopo tornò sulla scena del crimine, che nel frattempo era diventato meta di pellegrinaggi, e manifestò il suo pentimento.