Devasahayam Pillai

Devasahayam Pillai

(1712-1752)

Beatificazione:

- 02 dicembre 2012

- Papa  Benedetto XVI

Ricorrenza:

- 14 gennaio

Laico indiano, padre di famiglia e martire: durante la persecuzione contro i cristiani nel regno di Travancore, trovò la morte perché colpevole di aver abiurato l'induismo. Primo laico indiano a diventare beato

  • Biografia
  • il martirio
  • litterae apostolicae
"È diventato cristiano, indipendentemente dalla differenza di casta, abbracciando tutti come fratelli amati" (card. Angelo Amato)

 

Nacque il 23 aprile 1712 da famiglia induista, nel villaggio di Nattalam di Vilavancode, (India), oggi diocesi di Kottar. Figlio del bramino Vasudevan Namputhiri e di Devani Amma, della casta Nair, di forti guerrieri.

Conformemente all’alto lignaggio, fu educato da tutori e raggiunse un alto livello di preparazione culturale. Iniziò la sua carriera come militare, ma divenne ben presto ministro della corte del Re di Thiruvithancore e assistente di un importante tempio indù. Si sposò con una giovane donna appartenente alla medesima alta casta.

Nel 1742 il Venerabile Servo di Dio Pillai, conobbe un capitano cattolico dell’esercito olandese, Eustachio Benedetto De Lannoy, preso prigioniero in una battaglia. Questa conoscenza fu provvidenziale: lo mise in contatto con il missionario gesuita Giovanni Battista Buttari S.J., che divenne suo amico e consigliere spirituale.

Al termine di un percorso catecumenale, lo stesso p. Buttari, il 14 maggio 1745, lo battezzò nella fede cattolica. Dopo la conversione ed il battesimo, il Venerabile Servo di Dio incominciò una grande opera di evangelizzazione per promuovere la fede in Cristo Gesù.

Diverse persone, fra cui anche sua moglie, chiesero il sacramento del battesimo e divennero cattolici di rito latino. Nella sua predicazione Lazzaro Pillai insisteva particolarmente sull’eguaglianza di tutti i popoli, nonostante le differenze di casta. Questo però gli attirò l’odio dei bramini e degli appartenenti alla casta Nair, che lo accusarono di tradimento e di disprezzo nei confronti delle pratiche religiose nonché di insulto agli dei, ai bramini e al Re. Questi lo fece arrestare il 23 febbraio 1749.Cominciò un calvario che durò per ben tre anni.

Fu rinchiuso, carico di ceppi, in un carcere angusto, poi fu condannato a morte, ma prima dell’esecuzione fu condotto per otto mesi per le città del regno, legato su un bufalo, esposto agli oltraggi della gente, flagellato, torturato. In seguito fu incatenato ad un albero ed esposto alle intemperie. Ma, come già accaduto precedentemente, il Venerabile Servo di Dio trasformò quest’ultimo luogo di prigionia in un’oasi di preghiera e di comunione con il Signore.

Gli fu possibile qualche volta ricevere l’Eucarestia. Divenne anche luogo di evangelizzazione, infatti poté predicare, raccontare la Passione di Cristo e fare lettura pubblica della Bibbia. Successivamente fu relegato in prigionia ai confini del regno, a Aralvaimoshy, ma anche qui la fama della sua presenza si diffuse presto e il popolo accorse ad ascoltare l’uomo che dava consigli ai cristiani e li fortificava nella fede cercando di istruire gli indù nella religione cattolica. Infine la condanna fu eseguita per fucilazione, il 14 gennaio 1752.

Il suo cadavere fu raccolto dai cristiani e seppellito davanti all’altare della chiesa di San Francesco Xavier, allora diocesi di Quilon, e fu subito meta di devoti pellegrinaggi.

Il beato Lázaro Pillai ha vissuto il suo martirio annunciando Gesù, ha dichiarato il prefetto della Congregazione per le cause dei santi: «La storia della sua conversione ricorda molto i martiri della chiesa primitiva. Conquistato dalla parola e dalla figura di Gesù, spiegò, il suo battesimo fu una vera rinascita per lui, ma anche una prova dolorosa. In effetti, solo quattro anni dopo aver ricevuto il battesimo, fu falsamente accusato, imprigionato e maltrattato. Nonostante tutto, la prigione divenne il suo territorio di missione. Ha costruito con il suo buon esempio e con la parola, narrando la vita di Gesù e la passione, morte e risurrezione del nostro Redentore.

Proprio in questo momento, il martire indù, “in primo luogo, è un modello di fermezza nella fede e perseveranza nella testimonianza. Secondo, il nostro Beato, come laico e padre di una famiglia, è anche un modello straordinario della partecipazione dei laici al ministero di evangelizzazione e carità cristiana. E infine - ha concluso il cardinale Amato - Il beato Lázaro Pillai è anche un modello di fraternità umana senza confini di cultura, casta, di qualsiasi distinzione, secondo le parole dell'apostolo e martire San Paolo, anche lui convertito, che scrisse ai Galati : "Non c'è più ebreo o pagano, schiavo o uomo libero, maschio o femmina, perché tutti voi siete uno solo in Cristo Gesù" (3:28) ».

Il Papa, durante i saluti dopo l'Angelus del 2 dicembre, ha ricordato che a Kottar il Beato Devasahayam Pillai era stato proclamato “un fedele laico che visse nel 18 ° secolo e morì martire. Uniamoci, ha detto, alla gioia della Chiesa dell'India e preghiamo affinché i nuovi Beati sostengano la fede dei cristiani di quel grande e nobile paese.

BENEDICTUS PP. XVI

LITTERAE APOSTOLICAE

VENERABILI SERVO DEI LAZARO DEVASAHAYAM PILLAI
BEATORUM HONORES DECERNUNTUR*

 

Ad perpetuam rei memoriam. — « Accipietis virtutem superveniente Sancto Spiritu in vos et eritis mihi testes... usque ad ultimum terrae » (Act 1, 8).

Fidei christianae nuntius abundantes dedit sanctitatis fructus etiam in populo Indiae ad quem Venerabilis Servus Dei Lazarus Devasahayam Pillai pertinet, qui testimonium catholicae fidei usque ad supremum vitae donum perhibuit, in lucem hoc modo radicalitatem sequelae Christi ponens, ingenium apostolatus laicorum in Ecclesia atque vim amoris erga Dominum Iesum. Cruciatus et persecutiones, quibus ob propriam fidem subiectus erat, in cathedram transformavit institutionis ad christianam religionem quae meridionali in Indiae nascebatur parte. Die XXIII mensis Aprilis anno MDCCXII e familia Induistarum, in pago Nattalam de Vilavancode (in India), hodie in dioecesi Kottarensi, est ortus. Filius fuit brachmanae Vasudevan Namputhiri et Devani Amma, ex ordine Nair, fortium bellatorum. Convenienter nobili generi a tutoribus est institutus atque altum parationis culturalis gradum est consecutus. Veluti miles suum incepit honorum cursum, sed breviter minister factus est in aula regis Thiruvithancore atque adiutor magni momenti templi Induismi. Uxorem in matrimonium iuvenem duxit puellam quae ad eundem pertinebat socialem ordinem. Anno MDCCXLII Venerabilis Servus Dei Pillai militem catholicum Neerlandensem cognovit, Eustachium Benedictum De Lannoy, captivum in bello. Hic occursus providentialis omnino fuit: miles iuvit enim ut missionarium cognosceret Iesuitam Ioannem Baptistam Buttari, qui eius factus est amicus et spiritalis consiliarius. Catechumenali peracto itinere, idem pater Buttari die XIV mensis Maii anno MDCCXLV eum in catholica fide baptizavit. Post conversionem et baptismum Venerabilis Servus Dei magnam coepit operam evangelizationis ut fidem in Christum Iesum promoveret. Variae personae, inter quas etiam uxor eius, sacramentum baptismi rogaverunt atque catholici ritus Latini facti sunt. Sua in praedicatione Venerabilis Servus Dei Lazarus Pillai in lucem aequalitatem inter populos posuit, quamvis diversitates essent ordinis. Hoc modo odium provocavit brachmanarum et illorum qui ad ordinem ‘Nair’ pertinebant, qui eum de proditione accusaverunt deque despectione erga usus religiosos nec non de contumelia erga deos, brachmanas et regem, qui proinde die XXIII mensis Februarii anno MDCCXLIX eum comprehendi iussit. Magni cruciatus fuit tempus quod tres per annos perduravit. In angustum carcerem inclusus est, compedibus astrictus, deinde ad mortem condemnatus, sed ante exsecutionem octo per menses per urbes Regni ducebatur, legatus super bubalum, contumeliis gentis expositus, flagellatus, tormentis cruciatus. Deinde ad arborem est alligatus et intemperiebus subiectus. Sed, sicut iam praeterito evenerat tempore, Venerabilis Servus Dei postremum hoc custodiae spatium in oasim orationis communionisque cum Domino mutavit. Nonnumquam Eucharistiam etiam accipere potuit, immo evangelizare et praedicare, Passionem Christi videlicet narrare atque publice Sacras Scripturas legere. Iterum in custodiam missus est in confinibus Regni, in Aralvaimoshy, sed etiam illic fama eius praesentiae statim diffusa est atque populus veniebat ut virum auscultaret qui consilia dabat christianis eosque fortiores in fide reddebat, studens Induistas in catholica religione instruere. Tandem manuballista die XIV mensis Ianuarii anno MDCCLII est interfectus. Corpus mortuum a christianis sumptum est atque ante altare sepultum ecclesiae sancti Francisci Xavier, tunc dioecesis Quilonensis, et statim locus piarum peregrinationum est factus.

Difficiles Ecclesiae catholicae ritus Latini in India conditiones non permiserunt ut formalis processus super martyrio inchoaretur usque ad annum MMVI, in quo videlicet Inquisitio dioecesana peracta est, quam Congregatio de Causis Sanctorum Decreto die XVIII mensis Martii anno MMX validam agnovit. Congressus Consultorum historicorum die XV mensis Novembris anno MMXI exitum dedit positivum, itemque Congressus Peculiaris Consultorum theologorum die VII mensis Februarii anno MMXII. Patres Cardinales et Episcopi in Sessione Ordinaria die VIII mensis Maii anno MMXII iudicaverunt internecionem ex manuballista Servi Dei Lazari Devasahayam Pillai verum fuisse martyrium. Nosmet Ipsi facultatem Congregationi de Causis Sanctorum dedimus ut Decretum super martyrio die XXVIII mensis Iunii anno MMXII promulgaret atque decrevimus ut Beatificationis ritus die II mensis Decembris anno MMXII in India perageretur.

Hodie igitur Kottarensi in urbe de mandato Nostro Venerabilis Frater Noster Angelus S.R.E. Cardinalis Amato, S.D.B., Congregationis de Causis Sanctorum Praefectus, textum Litterarum Apostolicarum legit, quibus Nos in Beatorum numerum Venerabilem Servum Dei Lazarum Devasahayam Pillai adscribimus:

Nos, vota Fratris Nostri Petri Remigius, Episcopi Kottarensis necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium explentes, de Congregationis de Causis Sanctorum consulto, auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabilis Servus Dei Lazarus v.d. Devasahayam Pillai, laicus et martyr, intrepidus Evangelii praeco, Regni Dei constans testis, quod regnum est iustitiae, fraternae caritatis et pacis, Beati nomine in posterum appelletur, eiusque festum die decima quarta mensis Ianuarii, qua in caelum ortus est, in locis et modis iure statutis, quotannis celebrari possit. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.

Quae autem decrevimus, nunc et in posterum rata et firma esse volumus, contrariis quibuslibet rebus minime obstantibus.

Datum Romae, apud Sanctum Petrum, sub anulo Piscatoris, die II mensis Decembris, anno Domini MMXII, Pontificatus Nostri octavo.

De mandato Summi Pontificis
Tharsicius card. Bertone
Secretarius Status