Causa in corso
Gaetana (v.d. Nuccia) Tolomeo

Gaetana (v.d. Nuccia) Tolomeo

(1936 - 1997)

Beatificazione:

- 03 ottobre 2021

- Papa  Francesco

Nuccia fu un modello eccezionale di evangelizzazione della sofferenza con la sofferenza.

  • Biografia
  • Decreto sulle Virtù
Ringrazio l’Amore di avermi crocifissa per amore

 

    La Venerabile Serva di Dio Gaetana (chiamata “Nuccia”) Tolomeo nacque a Catanzaro il 10 aprile 1936. All’età di due anni, le fu diagnosticata una malformazione degli arti con paralisi progressiva. L’infermità le impedì il normale sviluppo corporeo, per cui dovette vivere tra la sedia ed il letto di casa per tutta la vita. Per il suo stato, entrò sempre di più nella sua particolare chiamata alla sequela di Cristo sofferente. Nel 1952 partecipò ad un pellegrinaggio a Lourdes dove si offrì vittima per i peccatori, offerta che rinnovò in seguito soprattutto per i sacerdoti. La sua casa divenne un luogo di incontro, di preghiera e di formazione cristiana.

    Morì il 24 gennaio 1997 a Catanzaro (Italia).

    Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato l’8 aprile 2019.

    Per la beatificazione della Venerabile Serva di Dio Gaetana Tolomeo, la Postulazione della Causa ha presentato all’esame della Congregazione l’asserito evento miracoloso, attribuito alla sua intercessione, della prosecuzione della gravidanza di una signora di Catanzaro (Italia), nel 2014, alla quale un’ecografia aveva evidenziato un embrione annidato nel canale cervicale dell’utero e che, nonostante i molteplici inviti ad abortire, pur consapevole dei rischi, decise di portare avanti la gravidanza. Una successiva ecografia evidenziò che il feto si trovava in sede intrauterina e in normale evoluzione per cui si ebbe una prosecuzione fisiologica della gravidanza fino alla nascita, con taglio cesareo, di un bambino perfettamente sano.

    L’iniziativa di invocare la Venerabile Serva di Dio fu presa dal cappellano dell’Ospedale al quale si unì la signora, altre mamme ricoverate e il marito.

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

Catacensis  –  Squillacensis

 

Beatificationis  et  Canonizationis

Servae  Dei

CAIETANAE (v.d. NUCCIAE) TOLOMEO

christifidelis laicae

(1936-1997)

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DECRETUM  SUPER  VIRTUTIBUS

 

    «Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio» (1 Cor 1, 27-29).

 

    La Serva di Dio Gaetana Tolomeo, comunemente conosciuta con il diminutivo di Nuccia, fu testimone dell’amore misericordioso di Dio, vivendo nella gratitudine per il dono dell’immobilità e per la partecipazione alle sofferenze di Gesù. La sua immobilità fisica fu il mezzo attraverso il quale raggiunse un grande numero di persone e offrì sé stessa quale vittima d’amore.

    La Serva di Dio, primogenita di Salvatore e Carmela Palermo, nacque a Catanzaro, 10 aprile 1936: era il venerdì santo. All’anagrafe la sua nascita fu denunciata solamente il seguente 19 aprile. La bambina venne battezzata il 12 luglio dello stesso anno. Educata cristianamente in famiglia, quando Nuccia mosse i primi passi iniziò a evidenziare una paralisi progressiva e deformante, che ne impedì il normale sviluppo corporeo. Nuccia dovette vivere tra la sedia e il letto di casa praticamente per tutta la vita. Dopo aver consultato molti medici, nel 1941 la Serva di Dio fu inviata per cure presso una zia a Cuneo, dove rimase fino al 1944 per gli eventi della seconda guerra mondiale. Le cure tuttavia risultarono vane e non arrestarono la progressione della paralisi.

    Nel 1945 Nuccia ricevette la Prima Comunione, probabilmente insieme alla cresima. Riuscì a frequentare la scuola primaria fino alla quarta elementare. A causa dell’infermità, era in tutto dipendente dalle persone che stavano attorno a lei: mentre il padre non accettò la malattia della figlia e reagì con atteggiamenti sempre più violenti anche verso gli stessi membri della famiglia, la mamma la seguì con grande amore materno e cristiano e le cugine le furono vicine. In più, non le mancava il sostegno spirituale di alcune Suore Paoline e dell’Istituto Palazzolo e anche di alcuni sacerdoti.

    Nuccia, con grande fede, si immerse sempre più nella sua particolare sequela di Cristo sofferente. La sua crescita spirituale comportò anche forti prove, segnate da angoscia, mestizia, fatica e dolore. Unendosi alle sofferenze di Cristo e sperimentandone la consolazione, visse la trasfigurazione della croce nella forza della consolazione e della speranza. Il suo viso spesso si illuminava di un sorriso contagioso. Era molto devota dell’Angelo Custode, che chiamava amabilmente con il nome di “Sorriso”, e di San Pio di Pietrelcina. Amava il rosario, la meditazione della Parola di Dio, la preghiera dell’Ora santa e la Via Crucis. Nel 1952 poté partecipare ad un pellegrinaggio a Lourdes dove si offrì per la prima volta vittima per i peccatori, offerta che rinnovò in seguito a favore della Chiesa, dei carcerati, dei giovani, dei peccatori e per la santificazione dei sacerdoti. La Serva di Dio diventava, in tal modo, un modello eccezionale di evangelizzazione della sofferenza con la sofferenza. Fino all’età di trenta anni riuscì a partecipare alla Messa domenicale, portata in braccio. Fece parte dell’Azione Cattolica e della Milizia della Anime Riparatrici del Cuore di Gesù.

    Nel 1976 nacque il gruppo folk “Due Mari-Città di Catanzaro” che, anche grazie alla musica popolare, le offrì frequenti occasioni di sollievo spirituale, dando, allo stesso tempo, a molti giovani l’opportunità di confrontarsi con il Vangelo. La casa di Nuccia divenne sempre più un luogo di incontro, di preghiera e anche di formazione cristiana.

    Nel 1980 morì il papà della Serva di Dio, per la cui salvezza aveva pregato e sofferto molto. In quell’anno Nuccia era ormai arrivata alla paralisi completa che le provocò la tentazione della disperazione, superata con l’abbandono totale in Gesù Crocifisso. «Ringrazio l’Amore di avermi crocifissa per amore», amava ripetere. Nel 1993 morì anche la madre della Serva di Dio.

    L’anno seguente Nuccia iniziò un’intensa attività con Radio Maria, in un programma attraverso il quale si rivolgeva a coloro che soffrivano nel corpo e nello spirito, specialmente ai carcerati che chiamava fratelli ristretti senza dimenticare i giovani e le famiglie in difficoltà. Tantissime erano le persone che si rivolgevano a lei telefonicamente o per lettera. Tutti esortava a custodire la comunione con Gesù e Maria quale risposta alle necessità fisiche e spirituali.

    Sorella morte la colse nelle prime ore del venerdì 24 gennaio 1997. Le sue ultime parole furono: «Voglio Gesù».

    Perdurando la sua fama di santità, il 31 luglio 2009 si tenne la prima sessione pubblica dell’Inchiesta diocesana presso la Curia ecclesiastica di Catanzaro. L’Inchiesta si concluse il 24 gennaio 2010. Con decreto del 9 aprile 2011, questa Congregazione delle Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità giuridica. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Il 6 marzo 2018 ha avuto luogo, con esito positivo, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 26 marzo 2019, presieduta da me Card. Angelo Becciu, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.

    Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu eroico, Servae Dei Caietanae (v.d. Nucciae) Tolomeo, Christifidelis Laicae, in casu et ad effectum de quo agitur.

 

    Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congre­gationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

 

    Datum Romae, die 6 mensis Aprilis a. D. 2019.

 

 

 

Angelus Card. Becciu

Praefectus

 

                                                                               + Marcellus Bartolucci

                                                                                Archiep. tit. Mevaniensis

                                                                                    a Secretis