Causa in corso
Giuseppe Ambrosoli

Giuseppe Ambrosoli

(1923-1987)

Beatificazione:

- 21 novembre 2021

- Papa  Francesco

Sacerdote professo della Congregazione dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, morto nel 1987 a Lira, in Uganda; Dare gloria a Dio, percorrere la strada della santificazione attraverso un profondo amore a Gesù e ai fratelli, attingere dalla sorgente eucaristica la forza per aiutare le persone più fragili: questo fu il programma del Servo di Dio. Uomo dell’accoglienza e della generosità, «da ricco che era si fece povero» e, operando con mentalità profondamente cristiana, fu per tutti la “buona notizia” del Dio misericordioso

  • Biografia
  • Decretum Super Miraculo
"Le persone devono sentire l’influsso del Gesù che porto con me; devono sentire che in me c'è una vita soprannaturale espansiva ed irradiantesi per sua natura"

 

    Giuseppe Ambrosoli nacque a Ronago, presso Como il 25 luglio 1923. Settimo figlio di Giovanni Battista Ambrosoli, l’iniziatore della famosa omonima azienda del “Miele Ambrosoli” e di Palmira Valli, il cui padre era conosciuto in Como come “il medico dei poveri”.

    Nel suo ambiente familiare non c’erano distanze di ceto o di classe, ma una serena fusione di cuori e di intenti, una operosa apertura e solidarietà verso tutti, una fede luminosa e discreta: questo fu il clima nel quale si svolse la sua infanzia e adolescenza.

    Dopo la scuola superiore Giuseppe si iscrisse alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano, ma dovette interrompere gli studi a causa della guerra. Durante questi anni giovanili fece parte del gruppo diocesano di Azione Cattolica, nominato il “Cenacolo”, vera fucina di vocazioni sacerdotali e laicali.

    Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rischiando la vita, si impegnò per aiutare a rifugiarsi in Svizzera un gran numero di ebrei, di ex militari e di renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana, destinati ai  campi di concentramento nazisti. Anch’egli dovette riparare in Svizzera, ma rientrò in Italia per evitare il minacciato rischio di una rappresaglia nei confronti dei familiari. Le autorità della Repubblica di Salò lo arruolarono e lo inviarono con altri studenti medici in Germania nel campo di addestramento di Heuberg (Stoccarda). Anche qui si prodigò per aiutare e sostenere moralmente i compagni, spesso fiaccati dal duro addestramento e disprezzati dai tedeschi. In questo periodo maturò la vocazione missionaria, come poi riferì un suo commilitone.

    Finita la guerra riprese gli studi di medicina per laurearsi nel 1949. Dopo, per prepararsi meglio alla vita missionaria, studiò medicina tropicale a Londra e scelse di entrare nella Congregazione dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, fondata da San Daniele Comboni. Dopo due anni di noviziato emise i primi voti e, pur non avendo ancora completato l’iter formativo teologico, il 17 dicembre 1955 fu ordinato sacerdote.

    L’anno seguente partì per l’Uganda e fu assegnato a Kalongo dove contribuì con la sua opera instancabile a portare a piena fioritura le primitive opere sanitarie della missione ideate dai comboniani P. Alfredo Malandra e Suor Eletta Mantiero. Il Servo di Dio si dedicò alla trasformazione di quello che allora era un semplice dispensario e alla realizzazione della scuola per ostetriche “St. Mary’s Midwifery Training Centre”.

    Contemporaneamente, si impegnò nello studio della lingua Acioli, parlata localmente. In breve tempo l’ospedale si ingrandì e si arricchì di reparti, fino ad avere circa 350 posti letto e diventando ben presto un punto di riferimento per l’intera Africa centro-orientale. Alla luce del principio ispiratore di Mons. Comboni Salvare l’Africa con l’Africa, coadiuvato dalle suore comboniane, poté far sorgere la scuola per ostetriche e infermiere che contribuì al miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria ugandese. In seguito associò al suo ospedale anche l’assistenza a due lebbrosari. Per la sua opera umanitaria ebbe anche dei significativi riconoscimenti da parte di istituzioni mediche italiane.

    Il suo servizio, realizzato con indomita tenacia e fortezza cristiana, si ispirò costantemente  ad una sua frase che lo ha definito e fatto entrare nel cuore dei confratelli, delle suore che hanno operato con lui, dei medici che lo hanno coadiuvato nell’ospedale di Kalongo in Uganda, delle puerpere e degli ugandesi in generale curati con totale dedizione e infinita tenerezza e competenza: «Dio è amore e io sono il suo servo per la gente che soffre». Il Servo di Dio  davvero collocò il Cristo sofferente al centro focale di tutta la sua vita e per questo l’ammalato, icona vivente del Signore crocifisso, divenne la priorità di ogni suo pensiero, di ogni sua preoccupazione e di ogni sua azione.

    Profondamente partecipe al mistero della croce, alimentò costantemente la sua fede con la liturgia, la preghiera, la ricerca della volontà del Signore e la fedeltà alla sua consacrazione. Dare gloria a Dio, percorrere la strada della santificazione attraverso un profondo amore a Gesù e ai fratelli, attingere dalla sorgente eucaristica la forza per aiutare le persone più fragili: questo fu il programma del Servo di Dio. Uomo dell’accoglienza e della generosità, «da ricco che era si fece povero» e, operando con mentalità profondamente cristiana, fu per tutti la “buona notizia” del Dio misericordioso.

    Ma la guerra civile, che investì il nord dell’Uganda, causò non pochi problemi all’attività del Servo di Dio, che, nonostante fosse vittima di un’assurda guerra fratricida tra ugandesi, riuscì a mettere in salvo i pazienti dell’ospedale e a garantire altrove la continuità dei corsi della scuola ostetriche.

    La sua salute, già minata da una grave insufficienza renale, ne risentì per questi enormi sforzi e sacrifici. Le sue condizioni peggiorarono e il 27 marzo 1987 a Lira (Uganda) il Servo di Dio, ricco di meriti e di virtù, chiuse gli occhi alla luce di questo mondo, totalmente abbandonato alla volontà di Dio.

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

GULUENSIS

Beatificationis et Canonizationis

Venerabilis Servi Dei

IOSEPHI AMBROSOLI

Sacerdotis professi Missionariorum Combonianorum Cordis Iesu

(1923-1987)

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DECRETUM SUPER MIRACULO

 

    Venerabilis Servus Dei Ioseph Ambrosoli Ronigi, in dioecesi Comensi, die 25 mensis Iulii anno 1923 natus est. Medicae artis lauream adeptus, anno 1951 Gozzani instituti Missionariorum Combonianorum novitiatum ingressus est. Quattuor post annos professionem perpetuam emisit. Die 17 mensis Decembris anno 1955 Cardinalis Ioannis Baptista Montini, postea Summus Pontifex et Sanctus, eum presbyterum ordinavit. Anno 1956 Ioseph Ambrosoli oppidum v.d. Kalongo in Uganda profectus est, ubi parvum maternitatis ambulatorium et medicamentorum dispensarium in verum valetudinarium convertit. Artis ostetriciae iuvenibus huius loci mulieribus scholam aperuit. Anno 1972 Sanitatis Ugandae Administratio Leprosy Control quinque regionum, in quibus fere octo milia leprosi inscripti erant, eius curae commendavit. Ab anno 1985 status Ugandae et societatis condicio ruit et, post evangelizationis et praesertim aegrotantium curae iuvenumque educationis actuositatis tres et quinquaginta annos, missionis in Kalongo finis factus est. Unum fere post mensem, die 27 mensis Martii anno 1987 Venerabilis Servus Dei Lirae obiit. Die 17 mensis Decembris anno 2015 Summus Pontifex Franciscus eius virtutes heroicas agnovit.

    Beatificationis respectu, Causae Postulatio studio ac iudicio huius Congregationis de Causis Sanctorum miram cuiusdam mulieris sanationem subiecit. Res in pago v.d. Matany in Uganda anno 2008 accidit.

    Die 25 mensis Octobris mulier in Sancti Kiziti valetudinarium suum secundum paritura filium recepta est. Fetus quidem malam posituram habebat et cordis palpitationum defectum ostendebat. Aegrota, in gravissimis laborans, per caesaream sectionem fetum mortuum peperit.

    Cum parochus vocatus esset ad Sacri Olei Unctionem mulieri ministrandam, quidam medicus Venerabilis Servi Dei Ioseph Ambrosoli intercessionem petivit et parvam eius imaginem prope aegrotantis caput deposuit. Exinde res in melius mutavit, donec mulier celeriter sanaretur et a valetudinario dimitteretur. Venerabilis Servi Dei intercessionis invocatio univoca fuit magnaque fide prolata est, antequam clinicae condicio in melius mutaretur.

    Evidens est ergo concursus temporis et consequentia inter Venerabilis Servi Dei invocationem et mulieris sanationem, quae deinceps naturali socialique vita pollens sana vixit.

    De hac sanatione, mira aestimata, iuxta Curiam ecclesiasticam Morotoensem a die 17 mensis Septembris anno 2010 ad diem 21 mensis Iulii anno 2011 Inquisitio dioecesana celebrata est, cuius iuridica validitas ab hac Congregatione de Causis Sanctorum per decretum diei 11 mensis Maii anno 2012 est approbata.

    Medicorum Consilium huius Dicasterii in sessione diei 29 mensis Novembris anno 2018 declaravit sanationem celerem, perfectam, constantem et ex scientiae legibus inexplicabilem fuisse.

    Die 13 mensis Iunii anno 2019 Congressus actus est Peculiaris Theologorum Consultorum. Die autem 19 mensis Novembris eodem anno Patres Cardinales et Episcopi se congregaverunt, me Angelo Cardinale Becciu praesidente. Et in utroque Coetu, sive Consultorum sive Cardinalium et Episcoporum, posito dubio an de miraculo divinitus patrato constaret, responsum affirmativum prolatum est.

    Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de miraculo a Deo patrato per intercessionem Venerabilis Servi Dei Iosephi Ambrosoli, Sacerdotis professi Missionariorum Combonianorum Cordis Iesu, videlicet de repentina, completa ac constanti sanatione cuiusdam mulieris a “shock settico secondario da corioamnionite purulenta putrefattiva, tromboflebite pelvica e tromboflebite profonda della grande safena dell’arto inferiore sinistro con dermatite gangrenosa della metà inferiore della gamba”.

    Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

    Datum Romae, die 28 mensis Novembris a.D. 2019.

 

 

Angelus Card. Becciu

Praefectus

 

                                                                                        + Marcellus Bartolucci

                                                                                        Archiep. tit. Mevaniensis

                                                                                        A Secretis