Giustino Maria Russolillo

Giustino Maria Russolillo

(1891-1955)

Beatificazione:

- 07 maggio 2011

- Papa  Benedetto XVI

Ricorrenza:

- 2 agosto

Sacerdote parroco di Pianura e fondatore della Società delle Divine Vocazioni, per la cultura, ricerca e formazione delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata

  • Biografia
  • il miracolo
  • REGINA CÆLI
“Che faccio a Pianura? Faccio i preti”

 

Giustino Russolillo nacque a Pianura, in provincia di Napoli, il 18 gennaio 1891. Si distinse ben presto tra i coetanei per la spiccata inclinazione allo studio, per la docilità e la pietà veramente singolari.

Avvertita fin dalla fanciullezza la vocazione al sacerdozio e alla santità, entrò nel Seminario di Pozzuoli il 18 novembre 1901. Da seminarista trascorreva le vacanze con i ragazzi di Pianura. Li accoglieva nel giardino di casa per impartire lezioni di catechismo e iniziarli alla preghiera e alla vita eucaristica. Cercava così di individuare i “tanti germogli di vocazioni ecclesiastiche e religiose in molti dei migliori fanciulli”. Fedele alla vocazione sacerdotale, non cedette alle lusinghe del mondo. “Peccato che si faccia prete”, disse qualcuno, meravigliato dell’ingegno non comune, espresso agli esami di maturità classica.

A una società belga, operante nella città di Napoli, che insisteva per assumerlo come impiegato, Giustino rispose: “Sarò prete e soltanto prete”. E lo divenne il 20 settembre 1913, nella cattedrale di Pozzuoli. Nominato parroco di S. Giorgio Martire in Pianura, nel 1920 fondò la Congregazione dei Padri Vocazionisti (Societas Divinorum Vocationum), l’anno dopo quella delle Suore Vocazioniste.

Successivamente anche l’Istituto Secolare, ora denominato Apostole vocazioniste della santificazione universale. Ogni suo progetto era pensato nel segno della santità e della divina unione con la SS. Trinità. Anche il suo saluto: “Fatti santo” oppure “Gesù Maria Giuseppe”, rivelava un desiderio e annunciava una missione. Considerava i suoi collegi per orfani e bisognosi “vocazionari” della santità laicale. Asceta e mistico si adoperava perché la mitezza, nell’esercizio delle virtù teologali, prevalesse sul carattere impulsivo.

Attingeva forza dal culto della Parola, dell’Eucaristia, dalla preghiera, dall’unione con Dio, dall’amore alla Chiesa e da una tenera devozione alla Vergine che dolcemente così invocava: “Nostra Signora delle divine vocazioni, prega per noi”. Da uno stile di vita sempre raccolto, composto, umile, obbediente, illibato, traspariva il Sacerdote secondo il cuore di Dio e si irradiava l’ardore del buon pastore che per tutti aveva una parola buona e un sorriso benevolo, particolarmente per i poveri, gli ammalati e i tentati.

Fu instancabile ministro della Parola come predicatore, conferenziere e scrittore. La catechesi permanente, l’apostolato eucaristico, la pastorale della famiglia, trasformarono la sua comunità parrocchiale, che divenne pertanto “casa della santità” e culla di molte vocazioni. Estese la sua attività anche ai sacerdoti e religiosi in difficoltà.

Per le sue opere vocazionali soffrì molte incomprensioni. Però, mai un lamento: si affidava teneramente alla Vergine, onorata come celeste Superiora di ogni opera e attività. Anche quando avvertì la sensazione di una lenta agonia della Congregazione maschile, per restrizioni e limitazioni di vario genere, ebbe a scrivere: “Il Signore che l’ama, ha applicato le forbici ai suoi tralci e taglia sul verde; guardiamoci bene dal mormorare contro le forbici, mentre sappiamo le Mani che le muovono”.

Consunto dalle fatiche apostoliche, debilitato dalla leucemia, ma pieno di speranza in Dio, si spense a Napoli, nel suo quartiere di Pianura, il 2 agosto 1955. 

In vista della sua beatificazione la Postulazione ha presentato alla Congregazione delle Cause dei santi la presunta guarigione miracolosa della sig.na Gaetanina Meloro, avvenuta a Paterson, N.J. USA, nel 1998.      

La storia clinica della sig.na Meloro inizia il 12 gennaio 1998, all’età di 59 anni, allorquando, presentando perdite ematiche dai genitali esterni, si sottopone a visita medica. Lo specialista ginecologo diagnosticò una voluminosa tumefazione vaginale dalle dimensioni di un limone. Dopo il prelievo bioptico, alla luce dell’esame istologico e dell’esame clinico, fu formulata l’infausta diagnosi di “carcinoma”, aggravata alcuni giorni dopo da una lesione squamosa intraepiteliale. La paziente fu sottoposta ad alcune cure basate sulla chemioterapia e radioterapia, prima esterna e successivamente interna.

Alla notizia, del tutto sconfortante, l’inferma ebbe un iniziale e comprensibile momento di smarrimento; subito però si riprese e decise di sperare nella guarigione, affidandosi all’intercessione del Venerabile Servo di Dio don Giustino Russolillo. Invocarono lo stesso Servo di Dio il fratello, la cugina, i bambini della scuola materna, le suore vocazioniste, i padri vocazionisti e vari fedeli della Parrocchia alla quale l’inferma apparteneva. Pur non avendo completato il ciclo terapeutico e nonostante la persistenza di fattori patologici sfavorevoli che delineavano uno sviluppo decisamente infausto della malattia, improvvisamente il quadro clinico della paziente manifestò una completa risoluzione della gravissima e avanzata forma di neoplasia, avvenuta in modo rapido e totale. Appare evidente la concomitanza cronologica e il nesso tra l’invocazione al Servo di Dio e la guarigione, confermata dai periti ab inspectione, della sig.na Meloro, la quale in seguito  ha goduto di buona salute ed è stata in grado di gestire una normale vita relazionale.

BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Piazza San Pietro
Domenica, 15 maggio 2011

  

Cari fratelli e sorelle!

La liturgia della IV Domenica di Pasqua ci presenta una delle icone più belle che, sin dai primi secoli della Chiesa, hanno raffigurato il Signore Gesù: quella del Buon Pastore. Il Vangelo di san Giovanni, al capitolo decimo, ci descrive i tratti peculiari del rapporto tra Cristo Pastore e il suo gregge, un rapporto talmente stretto che nessuno potrà mai rapire le pecore dalla sua mano. Esse, infatti, sono unite a Lui da un vincolo d’amore e di reciproca conoscenza, che garantisce loro il dono incommensurabile della vita eterna. Nello stesso tempo, l’atteggiamento del gregge verso il Buon Pastore, Cristo, è presentato dall’Evangelista con due verbi specifici: ascoltare e seguire. Questi termini designano le caratteristiche fondamentali di coloro che vivono la sequela del Signore. Innanzitutto l’ascolto della sua Parola, dal quale nasce e si alimenta la fede. Solo chi è attento alla voce del Signore è in grado di valutare nella propria coscienza le giuste decisioni per agire secondo Dio. Dall’ascolto deriva, quindi, il seguire Gesù: si agisce da discepoli dopo aver ascoltato e accolto interiormente gli insegnamenti del Maestro, per viverli quotidianamente.

In questa domenica viene dunque spontaneo ricordare a Dio i Pastori della Chiesa, e coloro che si stanno formando per diventare Pastori. Vi invito pertanto a una speciale preghiera per i Vescovi – compreso il Vescovo di Roma! –, per i parroci, per tutti coloro che hanno responsabilità nella guida del gregge di Cristo, affinché siano fedeli e saggi nel compiere il loro ministero. In particolare, preghiamo per le vocazioni al sacerdozio in questa Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, affinché non manchino mai validi operai nella messe del Signore. Settant’anni or sono, il Venerabile Pio XII istituì la Pontificia Opera per le vocazioni sacerdotali. La felice intuizione del mio Predecessore si fondava sulla convinzione che le vocazioni crescono e maturano nelle Chiese particolari, facilitate da contesti familiari sani e irrobustiti da spirito di fede, di carità e di pietà. Nel messaggio inviato per questa Giornata Mondiale ho sottolineato che una vocazione si compie quando si esce “dalla propria volontà chiusa e dalla propria idea di autorealizzazione, per immergersi in un’altra volontà, quella di Dio, lasciandosi guidare da essa”. Anche in questo tempo, nel quale la voce del Signore rischia di essere sommersa in mezzo a tante altre voci, ogni comunità ecclesiale è chiamata a promuovere e curare le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. Gli uomini infatti hanno sempre bisogno di Dio, anche nel nostro mondo tecnologico, e ci sarà sempre bisogno di Pastori che annunciano la sua Parola e fanno incontrare il Signore nei Sacramenti.

Cari fratelli e sorelle, rinvigoriti dalla gioia pasquale e dalla fede nel Risorto, affidiamo i nostri propositi e le nostre intenzioni alla Vergine Maria, madre di ogni vocazione, perché con la sua intercessione susciti e sostenga numerose e sante vocazioni al servizio della Chiesa e del mondo.

APPELLO

Continuo a seguire con grande apprensione il drammatico conflitto armato che, in Libia, ha causato un elevato numero di vittime e di sofferenze, soprattutto fra la popolazione civile. Rinnovo un pressante appello perché la via del negoziato e del dialogo prevalga su quella della violenza, con l’aiuto degli Organismi internazionali che si stanno adoperando nella ricerca di una soluzione alla crisi. Assicuro, inoltre, la mia orante e commossa partecipazione all’impegno con cui la Chiesa locale assiste la popolazione, in particolare tramite le persone consacrate presenti negli ospedali.

Il mio pensiero va anche alla Siria, dove è urgente ripristinare una convivenza improntata alla concordia e all’unità. Chiedo a Dio che non ci siano ulteriori spargimenti di sangue in quella Patria di grandi religioni e civiltà, ed invito le Autorità e tutti i cittadini a non risparmiare alcuno sforzo nella ricerca del bene comune e nell’accoglienza delle legittime aspirazioni a un futuro di pace e di stabilità.

Dopo il Regina Caeli

Cari fratelli e sorelle, la beatificazione del Papa Giovanni Paolo II ha avuto, come sapete, una risonanza mondiale. Vi sono altri testimoni esemplari di Cristo, molto meno noti, che la Chiesa addita con gioia alla venerazione dei fedeli. Oggi, a Würzburg, in Germania, è proclamato beato Georg Häfner, sacerdote diocesano, morto martire nel campo di concentramento di Dachau; e sabato 7 maggio scorso, a Pozzuoli, è stato beatificato un altro presbitero, Giustino Maria Russolillo, fondatore della Società delle Divine Vocazioni. Ringraziamo il Signore perché non fa mancare santi sacerdoti alla sua Chiesa!

Chers pèlerins francophones, chaque année, au mois de mai nous vénérons la Vierge Marie. Dans son pèlerinage de foi, elle est restée discrète mais efficace pour soutenir et accompagner la mission de son Fils. En ce dimanche où l’Eglise prie pour les vocations au sacerdoce et à la vie consacrée, que son intercession maternelle suscite au cœur de nombreux jeunes une réponse généreuse et confiante à l’appel du Seigneur! Prions comme Marie et avec elle! Je vous bénis de grand cœur. Et vous les jeunes, répondez avec enthousiasme à l’appel au sacerdoce!

I greet with joy the English-speaking visitors gathered here today, and I pray that your pilgrimage to Rome will strengthen your faith and your love for the Lord Jesus. Today we pray especially for vocations to the priesthood and the religious life, asking Christ our Lord to send shepherds to care for his flock, so that God’s people may have life in abundance. Upon all of you I invoke the peace and joy of the Risen Lord!

Ein herzliches „Grüß Gott“ sage ich den Pilgern und Besuchern aus den Ländern deutscher Sprache. Besonders verbinde ich mich mit den zahlreichen Gläubigen, die heute am Sonntag des guten Hirten an der Seligsprechung des Martyrerpriesters Georg Häfner im Würzburger Dom teilnehmen. In den Wirren des Nationalsozialismus war Georg Häfner bereit, als treuer Hirte bis zur Hingabe seines Lebens die Herde zu weiden und viele Menschen in der Verkündigung der Wahrheit und der Spendung der Sakramente zu den Wassern des Lebens zu führen. Seinen Peinigern hat er von Herzen vergeben, und seinen Eltern schrieb er aus dem Gefängnis: „Mit allen wollen wir gut sein.“ Seiner Fürsprache vertrauen wir uns gerne an, damit auch wir die Stimme Christi, des guten Hirten, hören und so zum Leben und zur Freude in Fülle gelangen.

Saludo con afecto a los fieles de lengua española. En este cuarto domingo de Pascua, llamado «del Buen Pastor», celebramos la Jornada mundial de oración por las vocaciones. Invito a todos a asumir el compromiso en la promoción y cuidado de las vocaciones, a alentar y sostener a los que muestran indicios de una llamada a la vida sacerdotal o a la vida consagrada. Roguemos al «Señor de la mies», que conceda a su Iglesia numerosas y santas vocaciones. Confiemos igualmente a la maternal protección de María, la Virgen, a todos aquellos que han respondido a la llamada de Dios en sus vidas. Muchas gracias y Feliz Domingo

Słowo pozdrowienia przekazuję wszystkim Polakom. Dzisiaj w Niedzielę Dobrego Pasterza, w Światowy Dzień Modlitw o Powołania prosimy Chrystusa Zmartwychwstałego, by obudził w sercach wielu młodych pragnienie oddania się wyłącznej służbie Bożej. Niech staną się światłem dla współczesnego świata, świadkami Chrystusa, który jest bramą wiodącą wszystkich do zbawienia. Waszej modlitwie o powołania z serca błogosławię.

[Rivolgo il mio saluto a tutti i Polacchi. Oggi, Domenica del Buon Pastore e Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, chiediamo a Cristo Risorto di destare nei cuori di numerosi giovani il desiderio di donarsi esclusivamente al servizio di Dio. Risplendano come luce per il mondo di oggi, come testimoni di Cristo che è la porta che conduce tutti alla salvezza. Benedico di cuore la vostra preghiera per le vocazioni.]

Infine, saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli provenienti da Perugia e Parma, i giovani di Pesaro, i ragazzi di Taggi di Sopra che hanno ricevuto la Cresima. Saluto inoltre l’Associazione “Amici della Musica” di Niscemi, gli alunni della Scuola “Nostra Signora della Neve” di Genova e il gruppo Protezione Civile di Roccamonfina. A tutti auguro una buona domenica, una buona settimana.. Grazie per la vostra presenza.