James Miller

James Miller

(1944-1982)

Beatificazione:

- 07 dicembre 2019

- Papa  Francesco

Ricorrenza:

- 13 febbraio

Sacerdote lasalliano, religioso professo dei Fratelli delle Scuole Cristiane; primo nordamericano della Congregazione a salire agli onori degli altari

  • Biografia
  • Decreto sul Martirio
  • angelus
"Mi sento profondamente impegnato con questi poveri che soffrono nell’America centrale e continuo a lavorare con fede e speranza e con fiducia nella provvidenza di Dio"

 

James Alfred Miller nacque in una famiglia di allevatori nei pressi di Stevens Point, Wisconsin, Stati Uniti d’America il 21 settembre 1944. Frequentò la piccola scuola elementare vicino casa e poi la Pacelli High School nella città di Stevens Point, dove incontrò per la prima volta i Fratelli delle Scuole Cristiane.

Nel settembre 1959 entrò nel noviziato minore del Missouri. Dopo tre anni fu ammesso al noviziato, e nell’agosto del 1962 ricevette l’abito di Fratello e il nome religioso di Fratel Leo-William. In seguito, come la maggior parte dei Fratelli, avrebbe utilizzato di nuovo il suo nome di battesimo. Fu destinalo per tre anni alla Scuola secondaria Cretin a St. Paolo, Minnesota, dove, oltre all’insegnamento della lingua spagnola, dell’inglese e della religione si occupava della manutenzione della scuola.

Nell’agosto del 1969, dopo l’emissione dei voti perpetui, fu inviato alla scuola missionaria dei Fratelli in Bluefields, Nicaragua. Vi rimase fino a quando fu trasferito a Puerto Cabezas, sempre in Nicaragua, nel 1974, dove fu direttore. Sotto la sua direzione la scuola passò da 300 a 800 studenti. Accettò anche il compito di dirigere e supervisionare la costruzione di dieci nuove scuole rurali. I superiori religios, tuttavia, gli ordinarono di lasciare il Nicaragua nel luglio 1979, al tempo della rivoluzione sandinista. Temevano che il fatto di aver lavorato sotto il governo di Somoza avrebbe potuto fargli correre dei rischi. Così dovette rientrare negli Stati Uniti, dove insegnò di nuovo a Cretin nell’autunno del 1979 e poi partecipò al corso di rinnovamento a Sangre de Cristo (New Mexico) nel 1980.

Nel gennaio del 1981 fu mandato di nuovo in missione, però in Guatemala. Insegnava nella scuola secondaria di Huehuetenango e lavorava anche nel Centro Indigeno, dove studiavano e apprendevano l’agricoltura i giovani indios maya delle zone rurali. Era passato appena un anno quando, nel pomeriggio del 13 febbraio 1982, ricevette vari colpi sparati da tre uomini con il volto coperto. Morì all’istante. I tentativi di identificare gli assassini non hanno avuto successo.

Dopo l’ufficio funebre in Guatemala e a St. Paul, Minnesota, fu sepolto nel cimitero parrocchiale di Polonia, Wisconsin, USA. In una delle sue ultime lettere, nel gennaio del 1982, scriveva: “Cristo è perseguitato a causa della nostra opzione per i poveri. Consapevoli dei molti pericoli e difficoltà, continuiamo a lavorare con fede e speranza e con fiducia nella provvidenza di Dio...Chiedo a Dio la grazia e la forza di servirLo fedelmente tra i poveri e gli oppressi del Guatemala. Lascio la mia vita alla Sua provvidenza e mi affido a Lui”.  Morì un mese dopo aver scritto queste parole.

Oggi, il “Fondo Fratel James Miller”, istituito dopo la sua morte, continua l’opera da lui compiuta per i poveri e gli oppressi, e ogni anno invia aiuti in tutto il mondo per la realizzazione di progetti a favore dei più poveri e della giustizia sociale.

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

GERONTOPOLITANA

Beatificationis seu Declarationis Martyrii

Servi Dei

IACOBI ALFREDI MILLER

Fratris professi

Instituti Fratrum Scholarum Christianarum

(† 13.2.1982)

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DECRETO SUL MARTIRIO

 

    «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Orma mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno» (II Tm 4, 7-8)

 

    Il Servo di Dio Giacomo Alfredo Miller fu testimone del Signore nel dono supremo della vita. Dopo aver combattuto la “buona battaglia” della fede e della carità, affrontò con incrollabile speranza la violenta crudeltà dei persecutori e versò il suo sangue in odorem suavitatis.

    Il Servo di Dio nacque a Stevens Point (Wisconsin, Stati Uniti d’America) il 21 settembre 1944. Dopo aver frequentato l’High School dei Fratelli delle Scuole Cristiane, decise di entrare nel loro Istituto. Nel 1962 iniziò l’anno di noviziato. Emise la professione religiosa temporanea nel 1963 e proseguì gli studi, conseguendo il baccellierato in Arte e Lingue moderne, con specializzazione in spagnolo e inglese. Il 5 maggio 1969 emise i voti perpetui.  

    In quello stesso anno chiese di andare in Centroamerica. Fu inviato a Bluefields in Nicaragua, dove insegnò inglese, matematica e religione. Nel 1975 fu trasferito a Puerto Cabezas come direttore dell’Istituto Bartolomé Colón. A causa dei problemi politici, il Servo di Dio lasciò il Nicaragua nel 1979 e, dopo un breve periodo trascorso nel Wisconsin e a New Messico, nel 1981 fu inviato a Huehuetenango in Guatemala, dove i Fratelli delle Scuole Cristiane gestivano anche il Centro Indígena, una casa di accoglienza che ospitava circa centocinquanta giovani indigeni, per lo più provenienti dalle povere zone rurali e montuose. A loro venivano offerti sia i corsi teorici del collegio, sia la preparazione professionale in agricoltura e allevamento.

    Durante il regime militare, che causò trent’anni di guerra civile, i Fratelli delle Scuole Cristiane, ed in particolare il Servo di Dio, che era Vicedirettore della Scuola per il settore indigeno, si prodigarono per aiutare i discendenti dei maya a recuperare la loro dignità. Il religioso statunitense era stato inviato in Guatemala per occuparsi della formazione degli indigeni.

    La situazione politica del Paese diventava sempre più era delicata per il conflitto non solo tra governo dei militari e guerriglia comunista, ma anche per i frequenti contrasti etnici tra bianchi e indios. In tale contesto la Chiesa cercava di ristabilire la giustizia ed il rispetto dei diritti umani, soprattutto dei più poveri. Per questo apostolato era accusata di complicità con i guerriglieri. Il martirio del Servo di Dio si inscrive in questo contesto avvelenato.

    Il 10 febbraio 1982 il padre di uno dei Fratelli delle Scuole Cristiane si recò al collegio per comunicare che aveva sentito dire che lo “squadrone della morte” stava tramando l’uccisione del Vicedirettore della scuola. Il Servo di Dio, avendo già vissuto situazioni simili in Nicaragua, continuò serenamente il suo lavoro. Il 13 febbraio 1982, mentre stava riparando un muro all’esterno del Centro Indígena, fu ucciso con vari colpi di arma da fuoco. i mandanti appartenevano agli ambienti governativi guatemaltechi, mentre gli esecutori furono militari o membri degli “squadroni della morte”. L’inchiesta avviata dalle autorità statali non portò ad alcun accertamento significativo e l’omicidio rimase senza colpevoli.

    Da parte sua, il Servo di Dio era pienamente consapevole del pericolo al quale era esposto a causa del suo apostolato.

    La fama del suo martirio si diffuse nella comunità ecclesiale, per cui dal 1° settembre al 10 ottobre 2009 si celebrò presso la Curia ecclesiastica di Huehuetenango l’Inchiesta Diocesana; inoltre furono effettuate due Inchieste Rogatoriali: una presso l’Arcidiocesi di Chicago, nei giorni 5 e 6 ottobre 2009, e un’altra presso la Diocesi di La Crosse, il 7 ottobre 2009; la loro validità giuridica fu riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 9 luglio 2010. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la morte del Servo di Dio sia stata un vero martirio. Il 20 marzo 2018 si celebrò il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, che espresse parere favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 2 ottobre 2018, presieduta da me Card. Angelo Becciu, hanno riconosciuto che il suddetto Servo di Dio fu ucciso per la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa.

    De hisce omnibus rebus, referente subscripto Cardinale Praefecto, certior factus, Summus Pontifex Franciscus, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de martyrio eiusque causa Servi Dei Iacobi Alfredi Miller, Fratris professi Instituti Fratrum Scholarum Christianarum, in casu et ad effectum de quo agitur.

 

    Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

 

     Datum Romae, die 7 mensis Novembris a. D. 2018.

    

ANGELUS Card. BECCIU

Praefectus

 

                                                        + MARCELLUS BARTOLUCCI

                                                     Archiep. tit. Mevaniensis

                                                     a Secretis

 

 

 

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CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

GERONTOPOLITANA

Beatificationis et Canonizationis

Servi Dei IACOBI ALFREDI MILLER

Fratris professi

Instituti Fratrum Scholarum Christianarum

(†13.2.1982)

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DECRETUM SUPER MARTYRIO

 

    «Bonum certamen certavi, cursum consummavi, fidem servavi; in reliquo reposita est mihi iustitiae corona, quam reddet mihi Dominus in illa die, iustus iudex» (2 Tim 4 7-8).

 

    Servus Dei Iacobus Alfredus Miller Domino supremo vitae dono testimonium perhibuit. Postquam fidei caritatisque bonum certamen certaverat, firmissima spe persecutorum dirissimam crudelitatem pertulit et in odorem suavitatis suum sanguinem profudit.

    Servus Dei in pago v. d. Stevens Point in Visconsinia in Foederatis Civitatibus Americae Septentrionalis die 21 mensis Septembris anno 1944 natus est.  Postquam High School, scilicet lycaeum Fratrum Scholarum Christianarum frequentaverat, statuit eorundem Fratrum Institutum ingredi. Anno 1962 novitiatum incohavit. Religiosam professionem anno 1963 ad tempus emisit et studia sua perrexit, baccalaureatum Artium et recentium linguarum adipiscens, singulari cum peritia in Hispanico et Anglico sermone. Die 5 mensis Maii anno 1969 perpetua emisit vota.

    Eodem anno postulavit ut in Americam Centralem proficisceretur. Missus est in pagum v. d. Bluefields in Nicaragua, ubi Anglicam linguam, mathesim necnon religionem docuit. Anno 1975 translatus est in pagum Puerto Cabezas ut praeses Instituti Bartolomé Colón. Ob politicas quaestiones Servus Dei anno 1979 a Nicaragua discessit et, post breve intervallum in Visconsinia et in Novo Mexico, anno 1981 ad Gerontopolim in Guatimalam missus est, ubi Fratres Scholarum Christianarum regebant domum v. d. Centro Indígena, id est domum ad excipiendos plus quam centum et quinquaginta iuvenes aborigines, praesertim ex pauperibus regionibus rusticis et montanis. Iis iuvenibus in collegio tam theorici cursus quam professionalis institutio operibus in rusticis et in rebus pecunariis suppeditabantur.

    Cum militare regimen vigeret, quod per triginta annos civile bellum peperit, Fratres Scholarum Christianarum  et maxime Servus Dei, qui Scholae praefecti vicarius erat partis indigenae, operam dederunt ut prognati a Maiano populo propriam dignitatem reciperarent. Religiosus vir Feoederatarum Civitatum Americae Septentrionalis in Guatimalam missus est ut incumberet in indigenarum institutionem.

    Res politica illius nationis magis magisque difficilis fiebat, non solum ob contentionem inter militum dominationem et bellum inordinatum  communistarum  sed etiam ob crebras gentium discordias inter homines albos et indigenos. Iis in adiunctis, Ecclesia conata est iustitiam instaurare una cum hominum universorum iurium observantia. Propter hanc apostolicam navitatem accusabatur de societate sceleris cum excursoribus. Servi Dei martyrium iis in adiunctis venenatis consummatum est.

    Die 10 mensis Februarii anno 1982 pater cuiusdam sodalis Fratrum Scholarum Christianarum ad collegium se contulit, ut enuntiaret se audivisse manipulum excursorum dictum turmam mortis, mortales insidias vicario praefecti scholae comparaturum esse. Servus Dei, cum similia in Nicaragua iam cognovisset, operam suam aequo animo perrexit. Die 13 mensis Febrarii anno 1982, dum murum extra domum dictam Centro Indígena reficeret, pluribus manuballistae ictibus interfectus est. Auctores huius sceleris ex parte Guatemaltensium auctoritatum exstiterunt, percussores autem fuerunt milites vel viri ex illa turba mortis. Iuridica inquisitio ab auctoritatibus status fere nihil comperit et homicidium inultum evasit. Sua ex parte Servus Dei bene cognitum habuit periculum in quo versabatur, propter suum apostolatum.

    Cum fama martyrii in communitate propagata esset, a die 1 mensis Septembris ad diem 10 mensis Octobris anno 2009 apud Curiam ecclesiasticam Gerontopolitanam Inquisitio Dioecesana celebrata est, cui accesserunt Inquisitiones Rogatoriales apud Archidioecesim Chicagiensem diebus 5 et 6 mensis Octobris anno 2009 necnon apud dioecesim Crossensem die 7 mensis Octobris anno 2009; quorum omnium iuridica validitas ab hac Congregatione de Causis Sanctorum per decretum diei 9 mensis Iulii anno 2010 est approbata.

    Exarata Positione, disceptatum est consuetas secundum normas an Servi Dei verum fuisset martyrium. Die 20 mensis Martii 2018, positivo cum exitu, Peculiaris Congressus Consultorum Theologorum celebratus est. Patres Cardinales et Episcopi, Ordinaria in Sessione diei 2 mensis Octobris anno 2018 congregati, cui egomet ipse Angelus Cardinalis Becciu praefui, Servum Dei propter suam fidem in Christum et in Ecclesiam interfectum fuisse professi sunt.

    Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de martyrio eiusque causa Servi Dei Iacobi Alfredi Miller, Fratris professi Instituti Fratrum Scholarum Christianarum, in casu et ad effectum de quo agitur.

 

     Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

 

     Datum Romae, die 7 mensis Novembris  a. D. 2018.

  

ANGELUS Card. BECCIU

Praefectus

 

                                                        + MARCELLUS BARTOLUCCI

                                                         Archiep. tit. Mevaniensis

                                                         a Secretis

PAPA FRANCESCO

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 8 dicembre 2019

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi celebriamo la solennità di Maria Immacolata, che si colloca nel contesto dell’Avvento, tempo di attesa: Dio compirà ciò che ha promesso. Ma nell’odierna festa ci è annunciato che qualcosa è già compiuto, nella persona e nella vita della Vergine Maria. Di questo compimento noi oggi consideriamo l’inizio, che è ancora prima della nascita della Madre del Signore. Infatti, la sua immacolata concezione ci porta a quel preciso momento in cui la vita di Maria cominciò a palpitare nel grembo di sua madre: già lì era presente l’amore santificante di Dio, preservandola dal contagio del male che è comune eredità della famiglia umana.

Nel Vangelo di oggi risuona il saluto dell’Angelo a Maria: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te» (Lc 1,28). Dio l’ha pensata e voluta da sempre, nel suo imperscrutabile disegno, come una creatura piena di grazia, cioè ricolma del suo amore. Ma per essere colmati occorre fare spazio, svuotarsi, farsi da parte. Proprio come ha fatto Maria, che ha saputo mettersi in ascolto della Parola di Dio e fidarsi totalmente della sua volontà, accogliendola senza riserve nella propria vita. Tanto che in lei la Parola si è fatta carne. Questo è stato possibile grazie al suo “sì”. All’Angelo che le chiede la disponibilità a diventare la madre di Gesù, Maria risponde: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (v. 38).

Maria non si perde in tanti ragionamenti, non frappone ostacoli al Signore, ma con prontezza si affida e lascia spazio all’azione dello Spirito Santo. Mette subito a disposizione di Dio tutto il suo essere e la sua storia personale, perché siano la Parola e la volontà di Dio a plasmarli e portarli a compimento. Così, corrispondendo perfettamente al progetto di Dio su di lei, Maria diventa la “tutta bella”, la “tutta santa”, ma senza la minima ombra di autocompiacimento. È umile. Lei è un capolavoro, ma rimanendo umile, piccola, povera. In lei si rispecchia la bellezza di Dio che è tutta amore, grazia, dono di sé.

Mi piace anche sottolineare la parola con cui Maria si definisce nel suo consegnarsi a Dio: si professa «la serva del Signore». Il “sì” di Maria a Dio assume fin dall’inizio l’atteggiamento del servizio, dell’attenzione alle necessità altrui. Lo testimonia concretamente il fatto della visita ad Elisabetta, che segue immediatamente l’Annunciazione. La disponibilità verso Dio si riscontra nella disponibilità a farsi carico dei bisogni del prossimo. Tutto questo senza clamori e ostentazioni, senza cercare posti d’onore, senza pubblicità, perché la carità e le opere di misericordia non hanno bisogno di essere esibite come un trofeo. Le opere di misericordia si fanno in silenzio, di nascosto, senza vantarsi di farle. Anche nelle nostre comunità, siamo chiamati a seguire l’esempio di Maria, praticando lo stile della discrezione e del nascondimento.

La festa della nostra Madre ci aiuti a fare di tutta la nostra vita un “sì” a Dio, un “sì” fatto di adorazione a Lui e di gesti quotidiani di amore e di servizio.

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

ieri, a Huehuetenango, in Guatemala, è stato beatificato Giacomo Miller, religioso dei Fratelli delle Scuole Cristiane, ucciso in odio alla fede nel 1982, nel contesto della guerra civile. Il martirio di questo esemplare educatore di giovani, che ha pagato con la vita il suo servizio al popolo e alla Chiesa guatemalteca, rafforzi in quella cara Nazione percorsi di giustizia, di pace e di solidarietà. Un applauso al nuovo Beato!

Domani si svolgerà a Parigi un incontro dei Presidenti di Ucraina, Russia e Francia e della Cancelliere Federale della Germania – noto come “Formato Normandia” – per cercare soluzioni al doloroso conflitto in corso ormai da anni nell’Ucraina orientale. Accompagno l’incontro con la preghiera, una preghiera intensa, perché lì ci vuole la pace, e vi invito a fare altrettanto, affinché tale iniziativa di dialogo politico contribuisca a portare frutti di pace nella giustizia a quel territorio e alla sua popolazione.

Saluto con affetto tutti voi, pellegrini dell’Italia e di vari Paesi, in particolare i fedeli polacchi di Varsavia e Lublino, i poliziotti irlandesi e i giovani di Sorbara (Modena). Un saluto speciale va alle Figlie della Croce, recentemente riconosciute come Associazione Pubblica dal Cardinale Vicario.

In questa festa dell’Immacolata, nelle parrocchie italiane si rinnova l’adesione all’Azione Cattolica. Auguro a tutti i soci e i gruppi un buon cammino di formazione, di servizio e di testimonianza.

Benedico i fedeli di Rocca di Papa e la fiaccola con cui accenderanno la grande stella sulla Fortezza della cittadina, in onore di Maria Immacolata. E il mio pensiero va anche al Santuario di Loreto, dove oggi sarà aperta la Porta Santa per il Giubileo Lauretano: che sia ricco di grazia per i pellegrini della Santa Casa.

Oggi pomeriggio mi recherò a Santa Maria Maggiore a pregare la Madonna, e quindi in Piazza di Spagna per il tradizionale atto di omaggio ai piedi del monumento all’Immacolata. Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo gesto, che esprime la devozione filiale alla nostra Madre celeste.

A tutti auguro buona festa e buon cammino di Avvento verso il Natale, con la guida della Vergine Maria. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!