Causa in corso
Lucia dell’Immacolata

Lucia dell’Immacolata

(1909-1954)

Religiosa professa dell’Istituto delle Ancelle della Carità per l'assistenza ospedaliera e domiciliare, la cura degli anziani e dei bambini, con la fondazione di scuole, orfanotrofi e case di riposo; diagnosticatale una grave malattia, offrì a Dio la sua sofferenza come espiazione degli ammalati che assisteva in ospedale

  • Biografia
  • Il miracolo
  • Decreto
Era la suora che "accoglieva, serviva, aiutava, trasformava le amarezze in sorrisi e i problemi in occasioni di impegno reciproco e generoso"

 

Maria Ripamonti era nata ad Acquate in provincia di Lecco il 26 maggio 1909. Figlia di umile famiglia, incominciò presto a lavorare nella filanda del paese. Poi, nel 1932, l’irresistibile forza della vocazione religiosa la spinse fino a Brescia per chiedere alle Ancelle della Carità di accoglierla e aiutarla a «diventare suora al pari dei Maria Crocifissa Di Rosa» la loro fondatrice.

Minuta e esile, semplice e umile, sempre sorridente e pronta al servizio, ritratto straordinario di una serenità che distribuiva gioia a prima vista, Maria diventò presto suor Lucia dell’Immacolata, «angelo di Casa Madre, mano generosa della carità, consolatrice di mamme, donne e spose, ma anche di disoccupati e disperati, di giovani in cerca di speranza e di futuro, di ragazze perse sulla strada eppure desiderose di ricominciare a vedere giorni degni d’essere vissuti».

Era la suora che «accoglieva, serviva, aiutava, trasformava le amarezze in sorrisi e i problemi in occasioni di impegno reciproco e generoso». Ubbidiente e coraggiosa, era la «mano invisibile e docile» di cui la madre superiora si serviva per far giungere la carità dove era attesa e dove poteva davvero fare la differenza, ma anche «l’anima candida e senza paura» che poteva assicurare rifugio ai perseguitati e una via di scampo a coloro che erano costretti alla fuga.

Madre Giuseppina Pezzoli, che la guidò alla professione perpetua, definì suor Lucia, morta a Brescia all’ospedale del Ronchettino il 4 luglio 1954 dopo mesi di sofferenze e quando aveva soltanto 45 anni, «di carattere docile, di natura tranquilla, di sano criterio, di intelligenza aperta, di ottima volontà: una figliola seria, ubbidiente, vera ancella della carità».

 

(fonte: Luciano Costa, BresciaOggi.it)

Il vescovo Bruno Foresti, concludendo il processo per la causa di beatificazione disse che «la santità di suor Lucia era racchiusa nella forza delle virtù che ella aveva sempre onorato». Papa Giovanni Paolo II, il 30 maggio 1995, a conclusione del primo ciclo di verifiche della sua santità, dichiarò suor Lucia «venerabile» spalancando per lei le porte della santità. Dopo quell’atto ufficiale, incominciò l’attesa del miracolo necessario alla Chiesa per stabilire la sua glorificazione. 

Il miracolo attribuito all’intercessione di suor Lucia risale al 1967. Riguarda una bimba, vittima di un grave incidente. Grazie alle preghiere e alle suppliche elevate a Dio dalle suore Ancelle della Carità in servizio all’Ospedale di Bolzano per intercessione della loro «venerabile sorella», suor Lucia dell’Immacolata, nonostante la medicina ritenesse la bimba «ormai inguaribile», questa si riprese e, come testimoniarono i medici nel corso del processo di beatificazione, «ritornò alla vita». Oggi è un'infermiera professionale e madre di tre figli. Ieri le suore Ancelle della Carità, raccolte davanti alla tomba che custodisce le spoglie mortali della Venerabile e presto Beata suor Lucia Ripamonti hanno innalzato a Dio il solenne «Te Deum…» di ringraziamento.

Il 13 maggio 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Lucia dell’Immacolata (al secolo: Maria Ripamonti), Suora professa dell’Istituto delle Ancelle della Carità; nata ad Acquate (Italia) il 26 maggio 1909 e morta a Brescia (Italia) il 4 luglio 1954;