Causa in corso
Maria Antonia Samà

Maria Antonia Samà

(1875 - 1953)

Beatificazione:

- 03 ottobre 2021

- Papa  Francesco

  • Biografia
  • Decreto sulle Virtù

 

    La Venerabile Serva di Dio Maria Antonia Samá nacque a Sant’Andrea Jonio (Catanzaro, Italia) il 2 marzo 1875, in una famiglia molto povera. Mentre si occupava del lavoro nei campi, nel 1897, fu colpita da una malattia artrosica, che la costrinse a rimanere a letto in posizione supina, con le ginocchia alzate per quasi sessant’anni. Assistita dalla madre e dagli abitanti del paese, sostenuta nella sua vita spirituale dai parroci, dalle Suore Riparatrici del Sacro Cuore e da Padre Carmine Cesarano, redentorista, nel 1915 emise i voti privati di speciale consacrazione a Dio, si coprì il capo con il velo nero e da quel momento venne chiamata comunemente la “Monachella di San Bruno”. La sua casa divenne punto di riferimento spirituale per gli abitanti del paese, che si recavano da lei per esporre i propri problemi, chiedere preghiere e consigli, trovare conforto e consolazione nelle difficoltà.

    Morì il 27 maggio 1953 a Sant’Andrea Jonio (Italia).

Per la beatificazione della Venerabile Serva di Dio Maria Antonia Samà, la Postulazione della Causa ha presentato all’esame della Congregazione l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, di una Signora da una grave forma degenerativa di artrosi alle ginocchia (“gonartrosi bilaterale con sintomatologia algico-funzionale”) che provocava dolori insopportabili alle ginocchia. L’evento accadde nella notte tra il 12 e il 13 dicembre 2004 a Genova (Italia) quando, in preda ai forti dolori, la Signora iniziò a supplicare la Venerabile Serva di Dio che aveva conosciuto in giovane età. Dopo l’invocazione si addormentò e al mattino seguente, nell’alzarsi, constatò che erano spariti i dolori e che poteva riprendere tutte le sue attività.

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

CATACENSIS – SQUILLACENSIS

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS

Servae Dei

MARIAE ANTONIAE SAMÁ

Christifidelis laicae

(1875-1953)

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DECRETUM SUPER VIRTUTIBUS

 

    «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11, 25).

 

    La Serva di Dio Mariantonia Samá, gravemente inferma e costretta a letto per oltre sessant’anni, visse con grande soavità e serenità la condizione di quei piccoli e semplici, ai quali è rivelato il Mistero dell’Amore-Crocifisso di Dio. Patendo con Cristo, sostenuta dalla grazia di Dio, impresse un chiaro orientamento di fede e di speranza alla propria esistenza sofferente, trasformando la sua umile casetta in un centro di solidarietà, di preghiera e di carità, un luogo di autentica evangelizzazione.

    La Serva di Dio nacque a Sant’Andrea Jonio (Catanzaro) il 2 marzo 1875 da Bruno e da Marianna Vivino e venne battezzata il giorno seguente. Probabilmente nel 1882 fu ammessa alla prima Comunione e ricevette la Cresima. La fanciulla, sana fisicamente e psicologicamente, giocava e correva con gli altri coetanei e, docile e ubbidiente alla madre - rimasta vedova pochi giorni dopo averla concepita - lavorava con lei per il proprio sostentamento.

    Nel 1886, ritornando dalla campagna, dopo aver bevuto da un acquitrino probabilmente infetto, accusò dolori e disturbi che, non essendo stati diagnosticati, fecero pensare a un’ossessione, anche perché ella appariva inquieta e ribelle. Questo stato durò circa sei anni.

    Una nobildonna, andando generosamente incontro alla povertà della fanciulla e della madre, cercò una via di liberazione e nel giugno del 1894 fece condurre a spalla la ragazza presso la Certosa di Serra San Bruno per un esorcismo. Qui il parroco iniziò le preghiere di liberazione, continuate poi per oltre cinque ore dal Priore della Certosa con tutta la comunità, davanti al busto-reliquiario di San Bruno. Mariantonia si sentì finalmente guarita e abbracciò il busto del Santo come se fosse lì presente fisicamente.

    Per circa due anni la sua salute fu buona, ma nel 1896 la Serva di Dio fu di nuovo costretta a letto, in posizione supina, con le ginocchia alzate. Iniziò, così, il suo calvario di ammalata allettata, che la affliggerà fino alla morte. Fu assistita prima dalla madre, e poi da altre persone, oltreché, spiritualmente, dal parroco, dai Padri Redentoristi e dalle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, che le assicurarono, dopo la morte della mamma, la costante presenza di una donna del tutto dedita a lei.

    Verso il 1915 la Serva di Dio pronunciò privatamente i voti religiosi nelle mani della Superiora delle Suore Riparatrici, con la benedizione del parroco. Da quel momento portò sempre sul capo, fino alla morte, un velo nero e per questo fu da tutti chiamata la Monachella di San Bruno. Divenne sempre più testimonianza spirituale e di consiglio prudente per gli abitanti del paese: stimolo di offerta e di preghiera, di conversione e di solidarietà. In questa sofferenza, fisica e spirituale, il Padre celeste, con la sua maniera di insegnare e grazie ai doni dello Spirito Santo, la condusse alla piena conformazione con Gesù Crocifisso.

    Iniziò a diffondersi la fama della sua santità tra la gente, toccata dal modo esemplare con cui Mariantonia si conformava alla volontà di Dio, dalla sua preghiera costante, dalla sua disponibilità all’immolazione, dalla sua serenità e dal suo sorriso, nonché dalla sua capacità di accoglienza, di consolazione e di consiglio per chiunque venisse da lei.

    Gli abitanti di Sant’Andrea, dopo la morte della madre avvenuta il 24 febbraio 1920, le portavano i viveri necessari, che ella lei condivideva con i bisognosi. Portò così la sua croce con fede, speranza e serenità, condividendo con gli altri tutto quanto aveva. Con semplicità ed efficacia divenne per tutti un modello di vita cristiana, con la diffusione del messaggio evangelico, della preghiera soprattutto mariana, la pratica della comunione quotidiana, l’annuncio della necessità di essere uniti a Cristo, come il tralcio alla vite, per portare frutto. Crocifissa col Crocifisso e aperta alle richieste e bisogni del prossimo, contribuì a edificare la Chiesa e la società umana, segnata da due guerre mondiali, con la sua testimonianza orante e silenziosa, la sua costante immolazione, la sua fiducia nella Provvidenza ed il suo abbandono a Dio.

     Morì il 27 maggio 1953, guardando il Crocifisso appeso alla parete di fronte al letto, pronunciando il santo nome di Gesù e di Maria.

    Perdurando la fama di santità, il 5 agosto 2007 presso la Curia Vescovile di Cassano all’Jonio fu avviata l’Inchiesta diocesana, che si concluse il 2 marzo 2009. Alla richiesta di questa Congregazione delle Cause dei Santi di produrre un’ulteriore documentazione sulla fama di santità, dal 20 ottobre 2011 al 31 gennaio 2012 ha avuto luogo un’Inchiesta diocesana suppletiva. Con decreto del 9 giugno 2012, la Congregazione ha riconosciuto la loro validità. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Il 21 giugno 2016 ha avuto luogo, con esito positivo, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 4 luglio 2017, presieduta da me Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.

 

    Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deun in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu eroico, Servae Dei Mariaeantoniae Samà, Christifidelis Laicae, in casu et ad effectum de quo agitur.

 

    Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congre­gationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

 

    Datum Romae, die 18 mensis Decembris a.D. 2017. 

 

Angelus Card. Amato, S.D.B.

Praefectus

 

                                                                                    + Marcellus Bartolucci

                                                                                    Archiep. tit. Mevaniensis

                                                                                        a Secretis 

 

 

    «In illo tempore respondens Iesus dixit: “Confiteor tibi, Pater, Domine caeli et terrae, quia abscondisti haec a sapientibus et prudentibus et revelasti ea parvulis» (Mt 11,25).

 

    Serva Dei Maria Antonia Samá, infirmitate graviter affecta et in lecto amplius  quam sexaginta annos decumbi vincta magna suavitate ac serenitate se tradidit in condicionem illorum parvulorum ac simplicium quibus revelabatur Mysterium illud Amoris-Crucifixi Dei. Patiens cum Christo gratiaque Dei fulta, suam dolentem vitam fide et spe prospexit, convertens suam humilem domum in receptaculum solidaminis, caritatis et denique in locum verae Evangelii praedicationis.

    Serva Dei in pago Sancti Andreae ad Ionium in Catacensi provincia, die 2 mensis Martii anno 1875 a Brunone et Maria Anna Vivino nata est, sequenti die sacro fonte lustrata est. Ad annum 1882 primitus sacram ad mensam accessit confirmationemque accepit. Puella in plenitudine suae valetudinis tam in corpore quam in animo cum sodalibus suae aetatis ludebat et currebat docilis ac matri parens, quae in viduitate vix paucos dies post filiae partum versabatur et cum qua operam suam dabat ut sustentaretur. Anno 1886 cum rure regrederet et palustri ex scaturigine aqua forsitan infecta potaret dolores ac molestias arguit, quarum cum causae non cognoscerentur, suspicabatur obsessionis casus etiam quia ea inquieta et indocilis videbatur, haec fere per sex annos extiterunt.

    Mulier autem, nobili genere, ut adulescentis ac matris paupertati subveniret,  viam conquisivit ad eam liberandam et mense Iunii anno 1894 disposuit ut iuvenis usque ad Cartusiam Serrae Sancti Brunonis traduceretur ut exorcizaretur.  Illic parochus orationes ad eam liberandam incepit easque amplius quam quinque horas Prior Cartusiae tota cum communitate ante bustum reliquiarium Sancti Brunonis produxit.

    Maria Antonia tandem animadvertit se omnino sanatam esse et Sancti bustum amplexa est quasi viva carne praesens esset. Duos per annos circiter bona valetudine usa est sed anno 1896 Serva Dei rursus in lecto resupina et cum genibus sublatis iacere morbo coacta est. Sic eius incepit cruciatus aegrotae lecto decumbentis, qui usque ad mortem excruciavit. Primum a matre auxiliata est deinde etiam aliae  personae ei assiderunt et praeterea spiritualiter parochus, Patres Redemptoristae et Sorores Reparatrices a Sacro Corde, quae ei, post matris obitum, cuiusdam mulieris ei deditae constantem praesentiam praestiterunt.

    Ad annum 1915 Serva Dei privatim religiosa vota in manibus Superiorissae Sororum Reparatricum, parochi cum benedictione, edidit. Post id tempus in capite atrum semper induit velum ex quo ab omnibus monachula Sancti Brunonis nuncupabatur.

    Magis magisque evenit spirituale testimonium ac prudens consilii autrix omnibus incolis illius pagi, quibus fuit etiam calcar oblationis, orationis, conversionis et denique soliditatis. Hoc in cruciatu corporis et in spiritus, caelestis Pater, sua ratione docendi et Sancti Spiritus muneribus, eam ad plenam conformationem cum Iesu Crucifixo perduxit.

    Inter homines eius fama sanctitatis propagari incepit, qui commovebantur a Mariae Antoniae exemplo in Dei voluntati se conformando, eius constanti ab oratione, eius absoluta promptitudine ad immolationem, eius a serenitate, eius a risus et praeterea ab eius facultate in excipiendo, in consolando et denique in consilio iuvando cuicumque ad eam convenienti.

    Incolae Sancti Andreae pagi post matris obitum die 24 mensis Februarii anno 1920 ei suppeditabant omnia necessaria cibaria, quae ea autem vice sua cum egentibus participabat. Suam ergo crucem cum fide, spe, serenitate sustinuit, omnia sua cum aliis participando. Simplici modo et efficaciter christianae vitae omnibus exemplar evenit per Evangelii nuntii propagationem, per orationem maxime erga Mariam, per exercitium devotum cotidianae sacrae communionis, per monitum necessitatis adhaesionis cum Christo ut vitis sarmentum fructus suos ederet.

    Crucifixa fuit cum Crucifixo et prompta aliorum postulationibus ac necessitatibus, operam suam dedit in Ecclesiam et humanam societatem aedificandam, quae duobus universis bellis vulnerata erat, suo oranti ac silenti testimonio, sua constanti immolatione, sua fide in Providentiam sua denique  absoluta commendatio in Deum.

    Die 27 mensis Maii anno 1953, Crucifixum  parieti in fronte positae adfixum prospiciens nomenque sanctum Iesu et Mariae prodens, mortali e vita exiit.

    Sanctitatis fama perdurante, a die 5 mensis Augustii anno 2007 ad diem 2 mensis Martii anno 2009 iuxta Curiam Episcopalem Cassanensem Inquisitio Dioecesana celebrata est. Cum autem ab hac Congregatione de Causis Sanctorum ampliora quoad famam sanctitatis documenta requisita essent, a die 20 mensis Octobris anno 2011 ad diem 31 mensis Ianuarii anno 2012 Suppletiva Inquisitio habita est, cuius iuridica validitas ab hac Congregatione de Causis Sanctorum  per decretum diei 9 mensis Iunii anno 2012 est approbata. Exarata Positione, consuetas secundum normas disceptatum est an heroum in gradum Serva Dei virtutes excoluisset.  Die 21 mensis Iunii anno 2016, positivo cum exitu habitus est Theologorum Consultorum Peculiaris Congressus. Patres Cardinales et Episcopi Ordinaria in Sessione die 5 mensis Decembris anno 2017 congregati, cui egomet ipse Angelus Cardinalis Amatus praefui, Servam Dei heroico in gradu, virtutes theologales, cardinales eisque adnexas exercuisse professi sunt.

    Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servae Dei Mariae Antoniae Samá, Christifidelis Laicae, in casu et ad effectum de quo agitur.