Maria Barbara della Santissima Trinità

(1918-1873)

Beatificazione:

- 06 novembre 2010

- Papa  Benedetto XVI

Ricorrenza:

- 6 novembre

Religioda, fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria

  • Biografia
  • il miracolo
  • litterae apostolicae
“Facciamo del Cuore di Maria una cassaforte per mettere tutti i dolori, le afflizioni e le fatiche, come elemosina al Santo Padre, giacché non abbiamo denaro da dare”

 

Maria Barbara della Santissima Trinità, al secolo Barbara Maix, nasce il 27 giugno 1918 a Vienna; la sua infanzia e la sua adolescenza furono segnate da continui attacchi tifoidi e privazioni.

Dai genitori eredita la fede cristiane e lo spirito di perseveranza di fronte alle sfide. Fin dalla più tenera età non è ignara alla realtà che la irconda ed esprime già lo spirito missionario e profetico. Nel 1843, vedendo la situazione sociale e la crescente disoccupazione decide di aprire una pensione destinata ad accogliere giovani lavoratrici e disoccupate.

In quegli anni, la situazione sociopolitica-culturale e religiosa a Vienna e in tutta Europa era carica di tensione e conflitti e si mosse una vera persecuzione degli ordini religiosi. Le leggi vietavano l'ingresso a nuove fondazioni e nuovi membri. Questa situazione spinse Barbara e i suoi 21 compagni ad accettare la proposta di lasciare il Paese.

Le giovani donne intendevano stabilirsi nel Nord America, ma mentre aspettavano nel porto di Amburgo, non trovando navi dirette negli Stati Uniti, dopo trenta giorni di inutile attesa, si imbarcarono su una nave diretta in Brasile, Barbara era ormai convinta che fosse quello il volere della Provvidenza.

Madre Barbara si fece brasiliana con i brasiliani, fondando la Congregazione delle Suore dell’Immacolato Cuore di Maria, con l'obiettivo di assistere orfani e malati. Come ha ricordato il card. Angelo Amato durante l'omelia di beatificazione: “Ha molto amato: ha amato e servito i poveri; ha amato ed educato i piccoli; ha amato e perdonato le sue figlie spirituali. La carità è come l’oro, sottolinea mons. Amato, il tempo non solo non lo corrode, ma ne aumenta lo splendore e il valore”. Da qui, il ricordo vivo della missionaria in Brasile. Certo “Porto Alegre – sottolinea il prefetto della Congregazione per la causa dei santi – non è il paradiso, ma ha avuto la grazia di ammirare lo spettacolo della carità di Madre Barbara, uno spettacolo che è preludio delle gioie del Cielo”.

Se a Vienna la Beata si era interessata delle domestiche e delle giovani disoccupate, in Brasile apre scuole e istituti per bambini orfani e abbandonati. Si interessa dell’educazione delle giovani e cura anche l’assistenza ai malati durante l’epidemia e i conflitti. “In questo suo operare – dice mons. Amato – si intravedono due virtù in particolare, che lei esercitò in grado eroico: la fiducia in Dio e la bontà materna”. Nella sua missione di carità, Madre Barbara incontrò ostacoli, divisioni, umiliazioni. Anche nei momenti più difficili – ricorda mons. Amato – ripeteva: “Dio troverà strade e mezzi. LasciamoLo fare tranquillamente”. Questa fiducia era alimentata dall’amore a Gesù e da una particolarissima devozione al Cuore di Maria. In una lettera la nostra Beata scriveva: “Facciamo del Cuore di Maria una cassaforte per mettere tutti i dolori, le afflizioni e le fatiche, come elemosina al Santo Padre, giacché non abbiamo denaro da dare”.

Madre Barbara, per la sua fede ferma, la speranza incrollabile e l'amore misericordioso, ha superato molte difficoltà: limiti di salute, mancanza di denaro, incomprensioni, disprezzo, perdita; viveva ogni cosa con il Cuore Immacolato di Maria come “Madre e modello di tutte le virtù. ", Confidando nella sua protezione e aiutandola, come lei, a seguire la strada di Gesù, dandole la vita per gli altri.

Morì il 17 marzo 1873, lasciando in eredità il grande esempio di "perdonare sempre, con tutto il piacere e il conforto del Cuore" e l'amore della Verità.

 Dopo la sua santa morte - ricorda mons. Amato - la Beata “ha riversato una pioggia di grazie sui fedeli che invocavano la sua intercessione”.

Tra queste grazie c’è la guarigione miracolosa di un bambino, Onorino Ecker, di quattro anni, avvenuta nel luglio del 1944, nella diocesi di Porto Alegre. La mamma del piccolo aveva lasciato sul fuoco una pignatta per scaldare l’acqua, sospesa a una catena. Il bambino, giocando, si aggrappò alla catena, rovesciando l’acqua bollente sul suo corpo e cadendo sulla brace. Il piccolo Onorino diventò tutto una piaga. Arrivò in ospedale dopo quattro ore, in stato di coma e in gravissimo pericolo di vita.

Si iniziò a pregare e a invocare l’intercessione della Serva di Dio. Dopo sette giorni, improvvisamente, il piccolo si svegliò e dopo circa quindici giorni dal ricovero venne dimesso dall’ospedale completamente guarito, senza vistose cicatrici e senza complicanze infettive.

È stato il segno dal cielo che confermava la santità di Madre Barbara Maix.

BENEDICTUS PP. XVI

LITTERAE APOSTOLICAE

SPONSUS NOSTER*

VENERABILI DEI SERVAE BARBARAE MAIX,
BEATORUM HONORES DECERNUNTUR

 

Ad perpetuam rei memoriam. — « Sponsus noster divinus vult ut per semitam ab Eo calcatam ad caelum tendamus. Sic nos sanctificare possumus » (epistula diei XXV mensis Ianuarii anno MDCCCLXXII).

Sanctitatis viam tenens, Venerabilis Dei Serva Barbara Maix divini amoris fragrantiam in pauperiores Dei filios in Austria et Brasilia effudit, summa caritate dum debilioribus desertioribusque iuvandis operam daret, in fide perseverans atque erga divinam voluntatem ac providentiam in fiducia.

Venerabilis Dei Serva Maria Barbara a Sanctissima Trinitate, saeculari nomine Barbara Maix appellata, die XXVII mensis Iunii anno MDCCCXVIII Vindobonae ex pauperrima familia orta est, cuius pater in imperatoris aedibus opus faciebat. Anno MDCCCXXXIII, XV annos nata, parentes iam amiserat. Eius familia typho ac fame penitus est correpta. Superstites sorores nuptias inierunt et ipsa cum sorore Maria mansit. Templum « am Gestade » adire solebat precatura, ubi sodalibus Congregationis Sanctissimi Redemptoris concionantibus, consilium cepit variis Vindobonae societatis difficultatibus subveniendi. Famularum et operibus carentium feminarum difficilibus condicionibus praesertim commovebatur. Amicabus patefacere coepit desiderium quod Dominus eius in cor infuderat: « Congregationem conde Matris Meae »! Quapropter anno MDCCCXLIII domum recipiendis feminis operariis et opere carentibus constituit, moderante patre Pöckl, Congregationis Sanctissimi Redemptoris sodale. Sed civilis condicio in Austria novas Congregationes instituere non sinebat. Romam petiit ut comprobationem a Gregorio XVI obtineret, qui pridie quam eam convenire debuerat, die II mensis Iunii anno MDCCCXLVI, mortuus est. Anno MDCCCXLVIII, cum liberalis motus ingrueret, omnia difficiliora sunt facta. In animum induxit ut Americam Septentrionalem peteret, sed cum Hamburgensi in portu navem opperiretur, mutavit consilium et cum praesto esset navis, in Brasiliam se contulit. Post LII dies cum ad urbem Sancti Sebastiani Fluminis Ianuarii una cum sociis appulisset, omni ope destituta, Episcopum adiit, qui in claustro sororum Conceptionistarum eas collocavit. Die VIII mensis Maii anno MDCCCXLIX Venerabilis Dei Serva Barbara Maix eiusque sociae religiosam vestem induerunt atque vota religiosa in Episcopi manibus nuncuparunt. Alacriter operoseque pauperibus inservire coepit. Anno MDCCCLII Vindobonam repetiit, ut secum XII novas sodales deferret atque die XVIII mensis Octobris eiusdem anni Pium IX convenit, qui eius animum confirmavit, dicens « Ite et operamini in vinea Domini. Date operam ut Congregatio augeatur ». Pontificis verbis roborata, anno MDCCCLIV in Brasiliam rediit, ubi totam per vitam apostolicum opus sustinuit. Congregatio Sororum abImmaculato Corde Mariae ab ea condita Vindobonae feminis operariis et opere carentibus inservivit, in Brasilia in scholis, pupillorum puerorumque desertorum institutis, iuvenum domiciliis, aegrotorum provincia est operata. Mater Barbara ex sacra Eucharistia, precatione ac Dei Verbo vires hauriebat. Cum terrestre iter faceret, se Christo aequare contendit, cuius voluntati semper, a Spiritu Sancto ducta, sese addixit. Suis filiabus, veluti spiritale testamentum, veniam dandam et veritatis amorem reliquit. Die XVII mensis Martii anno MDCCCLXXIII pie obiit in oppido Catubi prope S. Sebastianum Fluminis Ianuarii, silens quidem et paupera. Cum eam ad funera compararent, eius in capite coronam spineam posuerunt, ut sponsam Sponsi Crucifixi significarent.

Sanctitatis eius fama cum augeretur, eius intercessionem nonnulli petebant. Propter bella mundana atque gravem egestatem beatificationis Causa est procrastinata, quae apud Portum Alacrem die XIX mensis Iunii anno MCMXCIII incohata est et die XXIX mensis Novembris anno MCMXCVI ad finem adducta. De iuridica validitate dioecesanae Inquisitionis Decreto die XXIV mensis Aprilis anno MCMXCVIII obtento, Consultores Theologi, in Congressione Peculiari die XIX mensis Octobris anno MMVII coadunati, Servae Dei virtutibus, heroum in modum exercitis, suffragati sunt atque idem Patres Cardinales Episcopique in Sessione Ordinaria die I mensis Aprilis anno MMVIII iudicarunt. Sic Nos ipsi facultatem fecimus ut Congregatio de Causis Sanctorum de virtutibus, heroice exercitis, Decretum die III mensis Iulii anno MMVIII ederet. Pro beatificatione pueri, graviter perusti, sanatio est lata. Medici Consultores die XIII mensis Novembris anno MMVIII hanc sanationem ad scientiam inexplicabilem iudicaverunt, quam Congressio Peculiaris Theologorum die XXII mensis Martii anno MMIX Venerabilis Dei Servae intercessioni tribuit. Sic censuerunt Patres Cardinales et Episcopi in Sessione Ordinaria die XII mensis Ianuarii anno MMX. Nos Ipsi sivimus ut Congregatio de Causis Sanctorum die XXVII mensis Martii anno MMX Decretum evulgaret atque statuimus ut beatificationis ritus die VI mensis Novembris anno MMX in urbe Portus Alacris celebraretur. Hodie igitur de mandato Nostro Venerabilis Frater Angelus Amato, Congregationis de Causis Sanctorum Praefectus, textum Litterarum Apostolicarum legit, quibus Nos in Beatorum numerum Venerabilem Dei Servam Barbaram Maix adscribimus:

Nos, vota Fratris Nostri Dadei Grings, Archiepiscopi Portalegrensis, necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium explentes, de Congregationis de Causis Sanctorum consulto, auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabilis Serva Dei Barbara Maix, religiosa, Fundatrix Congregationis Sororum ab Immaculato Corde Mariae, quae, voluntatem Dei in omnibus quaerens ac pristinarum spiritu communitatum christianarum imbuta, pauperes curavit, Beatae nomine in posterum appelletur, eiusque festum die sexta mensis Novembris, in locis et modis iure statutis quotannis celebrari possit. In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti.

Haec vero quae statuimus firma usquequaque esse volumus ac valida fore iubemus, contrariis quibuslibet rebus minime obstantibus.

Datum Romae, apud Sanctum Petrum, subanulo Piscatoris, die VI mensis Novembris, anno MMX, Pontificatus Nostri sexto.

 

De mandato Summi Pontificis
Tharsicius card. Bertone
Secretarius Status