Maria Serafina del Sacro Cuore di Gesù

Maria Serafina del Sacro Cuore di Gesù

(1849-1911)

Beatificazione:

- 28 maggio 2011

- Papa  Benedetto XVI

Ricorrenza:

- 28 maggio

 Religioda, fondatrice dell’Istituto delle Suore degli Angeli, che ancora oggi si dedicano all'istruzione e all'educazione dell'infanzia e della gioventù e all'assistenza agli ammalati

  • Biografia
  • il miracolo
  • REGINA CÆLI
“Figliole mie, imparate a sorridere sempre”

 

Clotilde Micheli nacque l’11 settembre 1849 a Imèr (Trento), allora Impero Austro-Ungarico. I genitori, Domenico e Anna Maria Orsingher, poveri di risorse ma profondamente cristiani, la educarono a porre ogni fiducia in Dio e a rendersi disponibile verso chiunque avesse avuto bisogno del suo aiuto.

Clotilde crebbe in una famiglia numerosa e più volte provata da lutti. Fin da bambina mostrò un carattere forte e schietto e rivelò un intenso sentimento religioso. A dieci anni, nella Pasqua del 1859, si accostò per la prima volta alla Mensa Eucaristica. All’età di diciotto anni, un singolare evento influì in modo definitivo sul percorso della sua vita.

Il 2 agosto 1867, festa di S. Maria degli Angeli, la Madonna le chiese di fondare un istituto religioso che, imitando gli Angeli, si dedicasse all’adorazione della Santissima Trinità, per mezzo dell’Eucaristia. Clotilde, con questa misteriosa chiamata nel cuore, lasciò Imèr, varcò i confini, venne in Italia e, nel Veneto, trovò lavoro e validi aiuti spirituali prima a Venezia, presso Mons. Domenico Agostini, esperto direttore di anime, futuro Patriarca di Venezia, e, successivamente, a Padova, presso Mons. Angelo Piacentini, professore del Seminario locale.

In seguito, a Castellavazzo (Belluno), pur in mezzo a difficoltà, cercò una prima volta di fondare la Congregazione religiosa come le aveva indicato la SS. Vergine Maria. Ostacolata, decise, quindi, di raggiungere i genitori, che nel frattempo erano emigrati in Germania.

Trovò lavoro come infermiera presso l’Ospedale delle Suore Elisabettine a Eppendorf. Questa esperienza la aiutò a conoscere da vicino la vita consacrata e la sua dimensione comunitaria. Alla morte dei genitori ritornò a Imèr, dove, secondo il suo stile, continuò a dedicarsi ai lavori domestici e alle attività parrocchiali, in modo particolare all’educazione dei ragazzi, e promosse la nascita dell’Unione delle Figlie di Maria. Decisa a realizzare la volontà di Dio e a scopo penitenziale, intraprese a piedi, con la nipote Giuditta, un lungo pellegrinaggio verso Roma.

Dal 3 maggio al 14 settembre 1887, festa dell’Esaltazione della Croce, visitò vari santuari, dai quali attinse non solo conforto e devozione, ma determinazione per affrontare con coraggio la sua vocazione. A Roma, dopo un’intensa preghiera sulla tomba dell’apostolo Pietro, venne ospitata dalle Suore Immacolatine e accettò momentaneamente di vestire l’abito turchino col nome di Suor Annunziata. Finalmente, il 28 giugno 1891, dopo aver superato, con grande coraggio, molte difficoltà e incomprensioni, col permesso del Vescovo Mons. Enrico De’ Rossi, nella cappella privata della famiglia Petriccione in Briano di Caserta, fondò l’Istituto delle Suore degli Angeli.

All’età di circa quarantadue anni vestì con quattro giovani l’abito religioso e prese il nome di Suor Maria Serafina del Sacro Cuore. " O Angeli Santi, - scrisse in un suo quaderno - io voglio essere vostra imitatrice, vostra compagna, […] potessi io quaggiù veder Dio in ogni cosa, amarlo come voi ed esclamare sempre: Santo, Santo, Santo! "; "io devo essere un Angelo per quelli che mi circondano". In breve tempo le suore aumentarono, si aprirono diverse case e crebbe sensibilmente il lavoro a servizio degli orfani, dei poveri, dei malati e della gioventù abbandonata. Una cura particolare, un autentico «quarto voto», fu riservata all’istruzione religiosa.      

Nel 1899, Madre Serafina aprì a Faicchio, Benevento, nell’antico convento carmelitano, la casa che particolarmente predilesse. Vi trasferì, infatti, dopo qualche anno, il noviziato e la trasformò in Casa madre. Il Vescovo di questa Diocesi, Mons. Angelo Michele Iannacchino, nel 1904, ne approvò le Costituzioni.

Madre Serafina, sempre accompagnata da sofferenze fisiche, visse a Faicchio gli ultimi anni della sua vita. Non si risparmiò mai nel sostenere e incoraggiare le sue suore, sparse ormai in varie parti d’Italia. Diceva loro: “Come gli Angeli adorerete la Trinità e sarete sulla terra come essi sono nei cieli”; "Siate Angeli di luce e di carità". Precisava poi:”La religiosa diverrà un Angelo quando sarà profondamente umile”. Tracciava così il profilo spirituale delle sue suore, intessuto di intenso amore a Dio e di generoso servizio ai fratelli, specie quelli più bisognosi.

Ella per prima dava costante testimonianza di questi valori. Le virtù della fede, speranza e carità si radicavano in lei nella preghiera e venivano fortificate dalla penitenza. La Venerabile Serva di Dio adempiva la sua attività quotidiana con ammirabile precisione, sempre sostenuta dal desiderio di unione con Dio, che si esprimeva in brevi invocazioni e continue giaculatorie. Assidua e delicata era la sua attenzione verso lo Sposo Celeste: il Signore Gesù, che occupava veramente il primo posto nella sua vita. La Venerabile Serva di Dio Serafina fu favorita dalla sapientia cordis e dall’azione della Grazia Divina, così che anche nella guida del giovane Istituto manifestò amore, prudenza, entusiasmo e spirito di obbedienza alla Chiesa.

Nel dicembre 1910 le sue condizioni fisiche peggiorarono e, logorata dalla fatica, il 24 marzo 1911, all’età di circa sessantadue anni, si spense santamente, portando al cospetto del Signore il desiderio di vedere sante tutte le sue suore e aperti al mistero di Dio-Amore tutti i popoli della terra. Ha lasciato scritto, infatti: “Bisogna che queste Suore siano sante”… “Che tutti i popoli della terra diano lode e gloria alla Santissima Trinità”. Nel 1939, i suoi resti mortali furono traslati nella chiesa del Carmine, presso la Casa Madre, dove tuttora riposano.   

In vista della sua Beatificazione la Postulazione della Causa ha sottoposto al giudizio della Congregazione delle Cause dei Santi la presunta guarigione di Suor Michelina Acocella, delle Suore degli Angeli, avvenuta nel novembre 1999.

La religiosa nell’anno 1980 viene sottoposta ad intervento chirurgico di gastro- resezione con gastro-digiunostomia. Nel periodo post-operatorio l’inferma inizia a sentire un malessere di ipotensione, sudorazione, astenia, accentuata dall’assunzione del cibo, specialmente di liquidi zuccherati. Un tale stato di prostrazione non le consente di svolgere le normali attività e spesso la limita anche nello svolgimento delle più semplici mansioni quotidiane. Un esame Rx dell’apparato digerente evidenzia gli esiti del precedente intervento “con stomaco resecato al III medio con svuotamento in tempo inferiore alla norma”.

Dal gennaio 1982 fino al 17 novembre 1999 Suor Michelina viene sottoposta ad esami e curata da diversi medici che le diagnosticano la sindrome da Dumping in gastro-resecata. L’inferma dimagrisce a vista d’occhio e le sue condizioni appaiono estremamente precarie, tanto che si decide l’intervento chirurgico, anche secondo il parere dei clinici.

La sera del 17 novembre 1999, Suor Michelina, assistendo ad un programma televisivo sulla Madonna del Pilar, devotamente ispirata e profondamente convinta di essere esaudita, invoca la Fondatrice Suor Maria Serafina del Sacro Cuore, dicendo: “Madre Serafina, mi fai risorgere lo stomaco”. Al risveglio del giorno seguente l’inferma percepisce uno stato di benessere che le permette di riprendere immediatamente una normale alimentazione, non manifestando più alcuna limitazione nello svolgimento delle normali attività della vita religiosa, compreso l’insegnamento, e attualmente gode di buona salute.

Appare chiaro la concomitanza cronologica e il nesso tra l’invocazione alla Venerabile e la guarigione della suora inferma.

BENEDETTO XVI

REGINA CÆLI

Piazza San Pietro
Domenica, 29 maggio 2011

  

Cari fratelli e sorelle!

Nel libro degli Atti degli Apostoli si riferisce che, dopo una prima violenta persecuzione, la comunità cristiana di Gerusalemme, eccettuati gli apostoli, si disperse nelle regioni circostanti e Filippo, uno dei diaconi, raggiunse una città della Samaria. Là predicò Cristo risorto, e il suo annuncio fu accompagnato da numerose guarigioni, così che la conclusione dell’episodio è molto significativa: “E vi fu grande gioia in quella città” (At 8,8). Ogni volta ci colpisce questa espressione, che nella sua essenzialità ci comunica un senso di speranza; come dicesse: è possibile! E’ possibile che l’umanità conosca la vera gioia, perché là dove arriva il Vangelo, fiorisce la vita; come un terreno arido che, irrigato dalla pioggia, subito rinverdisce. Filippo e gli altri discepoli, con la forza dello Spirito Santo, fecero nei villaggi della Palestina ciò che aveva fatto Gesù: predicarono la Buona Notizia e operarono segni prodigiosi. Era il Signore che agiva per mezzo loro. Come Gesù annunciava la venuta del Regno di Dio, così i discepoli annunciarono Gesù risorto, professando che Egli è il Cristo, il Figlio di Dio, battezzando nel suo nome e scacciando ogni malattia del corpo e dello spirito.

“E vi fu grande gioia in quella città”. Leggendo questo brano, viene spontaneo pensare alla forza risanatrice del Vangelo, che nel corso dei secoli ha “irrigato”, come fiume benefico, tante popolazioni. Alcuni grandi Santi e Sante hanno portato speranza e pace ad intere città – pensiamo a san Carlo Borromeo a Milano, al tempo della peste; alla beata Madre Teresa a Calcutta; e a tanti missionari, il cui nome è noto a Dio, che hanno dato la vita per portare l’annuncio di Cristo e far fiorire tra gli uomini la gioia profonda. Mentre i potenti di questo mondo cercavano di conquistare nuovi territori per interessi politici ed economici, i messaggeri di Cristo andavano dappertutto con lo scopo di portare Cristo agli uomini e gli uomini a Cristo, sapendo che solo Lui può dare la vera libertà e la vita eterna. Anche oggi la vocazione della Chiesa è l’evangelizzazione: sia verso le popolazioni che non sono state ancora “irrigate” dall’acqua viva del Vangelo; sia verso quelle che, pur avendo antiche radici cristiane, hanno bisogno di nuova linfa per portare nuovi frutti, e riscoprire la bellezza e la gioia della fede.

Cari amici, il beato Giovanni Paolo II è stato un grande missionario, come documenta anche una mostra allestita in questo periodo a Roma. Egli ha rilanciato la missione ad gentes e, al tempo stesso, ha promosso la nuova evangelizzazione. Affidiamo l’una e l’altra all’intercessione di Maria Santissima. La Madre di Cristo accompagni sempre e dovunque l’annuncio del Vangelo, affinché si moltiplichino e si allarghino nel mondo gli spazi in cui gli uomini ritrovano la gioia di vivere come figli di Dio.

Dopo il Regina Caeli

Cari fratelli e sorelle, ieri, a Cerreto Sannita, è stata proclamata Beata Suor Maria Serafina del Sacro Cuore di Gesù, al secolo Clotilde Micheli. Originaria del Trentino, fondò in Campania l’Istituto delle Suore della Carità degli Angeli. Mentre ricordiamo il centenario della sua nascita al Cielo, ci rallegriamo con le sue figlie spirituali e con tutti i suoi devoti.

Chers pèlerins francophones, les lectures d’aujourd’hui nous rapportent le zèle des Apôtres, après la Résurrection de Jésus. Ils parcourent le pays et visitent les communautés. Les malades sont guéris, beaucoup se convertissent. A leur suite, nous sommes appelés à annoncer sans relâche la bonne nouvelle du Salut donné à tous! Jésus Lui-même nous enseigne à aimer comme Lui. N’ayez pas peur de parler de Lui autour de vous et de faire découvrir la beauté de l’Evangile. Que Marie nous apprenne à chanter le Magnificat!

I greet the English-speaking visitors and pilgrims at today’s Regina Cæli, especially those from Sioux Falls, South Dakota. In the Gospel today, our Lord declares: “I will not leave you orphans”, promising that the gift of the Holy Spirit will make us adopted children of God. Let us pray that we may be faithful to that gift and live fully the new life that Christ offers us. May God bless you all!

Von Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher. Die liturgischen Lesungen des heutigen Sonntags lenken unser Augenmerk auf den Heiligen Geist. Die Menschen, die uns in der Apostelgeschichte begegnen, zeigen den Willen und die Bereitschaft, Gottes Wort zu hören. Aber um es zu beherzigen, um es von innen her zu verstehen, im Herzen aufgehen und Frucht bringen zu lassen, brauchen wir den Geist Gottes, den Geist der Wahrheit und der Stärke, den Jesus den Seinen versprochen hat. Bitten wir in diesen österlichen Tagen den auferstandenen Herrn um diese seine Gabe: Herr, schenke uns den Heiligen Geist, daß wir dich immer besser verstehen und dich wirklich lieben. – Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag und eine gute Woche.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española que participan en esta oración mariana. La liturgia de hoy nos invita a no sentirnos huérfanos de Dios en el mundo, porque Cristo vive y, por su Espíritu, el Espíritu de la verdad, sigue siendo nuestro consuelo, nuestra defensa y nuestra guía. Invito a todos a renovar con gozo la esperanza cristiana que nace del misterio pascual, para afrontar las dificultades, ahuyentar el desánimo y los esfuerzos por construir un mundo más digno del hombre, según los deseos de Dios. Que la Santísima Virgen María nos acompañe en este camino. Feliz domingo.

Słowo pozdrowienia przekazuję wszystkim Polakom. Wczoraj przypadała trzydziesta rocznica śmierci, kardynała Stefana Wyszyńskiego, Prymasa Tysiąclecia. Wypraszając dar jego beatyfikacji, uczmy się od niego zawierzenia swego życia Matce Bożej. Niech jego ufność wyrażona w słowach: „Wszystko postawiłem na Maryję” będzie dla nas szczególnym wzorem. Pamiętajmy o tym kończąc miesiąc maj, szczególnie poświęcony Matce Najświętszej. Z serca wam błogosławię.

[Rivolgo il mio saluto a tutti i Polacchi. Ieri ricorreva il 30° anniversario della morte del cardinale Stefan Wyszyński, il Primate del Millennio. Invocando il dono della sua beatificazione, impariamo da lui il totale abbandono alla Madre di Dio. La sua fiducia espressa con le parole: “Tutto ho posto su Maria” sia per noi un particolare modello. Ricordiamo questo al termine del mese di maggio dedicato in modo particolare alla Madonna. Vi benedico di cuore.]

Sono lieto di salutare i docenti e gli studenti del Pontificio Istituto di Musica Sacra, di cui si celebra il centenario di fondazione. Cari amici, rinnovo per voi l’assicurazione del mio ricordo nella preghiera.

E infine saluto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli di Piacenza, Pontassieve, Prato, Carmignano, Ascoli Piceno, Teramo e Montesilvano Colle, l’associazione “Apostoli della Divina Misericordia con Maria Regina della Pace”, la Corale “S. Roberto Bellarmino” di Davoli, i bambini della Prima Comunione della parrocchia di San Tommaso Apostolo in Roma, la scuola “Figlie di Gesù” di Carrara e la Federazione Italiana Hockey, che stamani ha organizzato una manifestazione sportiva presso Piazza S. Pietro. Saluto con particolare affetto i bambini colpiti da ernia diaframmatica e i loro genitori, e ricordo che oggi ricorre la Giornata Nazionale del Sollievo, dedicata alla solidarietà con i malati. A tutti auguro una buona domenica, una buona settimana. Grazie per la vostra attenzione. Buona domenica a tutti voi.