Causa in corso
Paschalina Jahn e 9 Compagne

Paschalina Jahn e 9 Compagne

(† 1945)

Data Decreto:

- 19 giugno 2021

- Papa  Francesco

Beatificazione:

- 11 giugno 2022

- Papa  Francesco

  • Biografia

 

    Il martirio di Paschalina Jahn e 9 Compagne, Religiose professe della Congregazione delle Suore di Santa Elisabetta, è avvenuto in Polonia nel 1945, durante l’invasione dell’Armata Rossa. Esse sono:

    1. Paschalina Jahn (al secolo: Maria Maddalena). Nata il 7 aprile 1916 a Górna Wieś, emise la professione temporanea il 19 ottobre 1939. Venne mandata dapprima a Kluczbork e Głubczyce come infermiera per l’assistenza dei bambini e delle persone anziane. Nel 1942 fu trasferita a Nysa con l’incarico della cucina e dell’assistenza alle suore anziane. A seguito dell’ingresso dell’Armata Rossa nella città, il 22 marzo 1945, per obbedienza alla Superiora lasciò Nysa rifugiandosi a Sobotín (Repubblica Ceca), dove fu uccisa da un soldato russo l’11 maggio 1945.

    2. Maria Edelburgis Kubitzki (al secolo: Julianna). Nata il 9 febbraio 1905 a Dąbrówka Dolna, emise la prima professione il 28 aprile 1931 e quella perpetua il 29 giugno 1936. Venne aggradita brutalmente e uccisa a Żary da un soldato dell’Armata Russa il 20 febbraio 1945.

    3. Maria Rosaria Schilling (al secolo: Elfrida). Nata il 5 maggio 1908 a Wrocław, emise la professione temporanea il 12 aprile 1930 e quella perpetua il 29 luglio 1935. Mentre si trovava in comunità a Nowogrodziec, con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, dinanzi alla fuga degli abitanti, la Serva di Dio decise di rimanere con i malati e gli anziani che non erano stati in grado di fuggire con il resto della popolazione. Il 22 febbraio 1945 venne aggredita, brutalmente violentata da circa 30 soldati e uccisa il giorno dopo.

    4. Maria Adela Schramm (al secolo: Clara). Nata il 3 giugno 1885 a Łączna, emise la prima professione il 16 agosto 1915 e quella perpetua il 29 giugno 1924. Fu uccisa il 25 febbraio 1945 a Godzieszów.

    5. Maria Sabina Thienel (al secolo: Anna Hedwig). Nata il 24 settembre 1909 a Rudziczka, emise la professione temporanea il 24 ottobre 1934 e quella perpetua il 31 luglio 1940. Fu uccisa a Lubań il 1° marzo 1945.

    6. Maria Sapientia Heymann (al secolo: Lucia Emmanuela). Nata il 19 aprile 1875 a Lubiesz, emise la prima professione il 26 luglio 1897 e quella perpetua il 2 luglio 1906. Fu uccisa a Nysa il 24 marzo 1945.

    7. Maria Adelheidis Töpfer (al secolo: Hedwig Agnes). Nata il 26 agosto 1887 a Nysa, emise la prima professione il 15 giugno 1910 e quella perpetua il 28 luglio 1919. Fu uccisa a Nysa il 24 marzo 1945 da un soldato russo di fronte ai malati di cui si stava prendendo cura.

    8. Maria Melusja Rybka (al secolo: Martha). Nata l’11 luglio 1905 a Pawłow, emise la prima professione il 22 aprile 1929 e quella perpetua il 31 luglio 1934. Fu uccisa a Nysa il 24 marzo 1945 da un soldato dell’Armata Russa che tentava di violentarla.

    9. Maria Felicitas Ellmerer (al secolo: Anna). Nata il 12 maggio 1889 a Grafing bei München, emise la prima professione il 16 giugno 1914 e quella perpetua il 5 luglio 1923. Fu uccisa a Nysa il 25 marzo 1945, per difendere le suore più giovani dalle violenze dei soldati sovietici.

    10. Maria Acutina Goldberg (al secolo: Helena). Nata il 6 luglio 1882 a Dłużek, emise la professione temporanea il 15 giugno 1908 e quella perpetua il 25 luglio 1917. Fu uccisa a Lubiąż il 2 maggio 1945, nel tentativo di difendere le allieve dallo stupro da parte dei soldati.

    Le martiri vennero uccise in luoghi diversi tra febbraio e maggio 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale, durante l’invasione da parte dell’Armata Rossa dei territori polacchi. Le religiose, originarie della Slesia, erano dedite alla cura delle persone bisognose, soprattutto malati e anziani.

    È accertato il martirio materiale per tutte loro. La loro uccisione si inserisce nel dramma vissuto dalle popolazioni nei territori compresi tra i fiumi Oder e Nysa, che con l’invasione dell’Armata Rossa subirono violenze di ogni genere. In quel contesto, l’accanimento dei militari verso le suore manifestava il loro odio verso la fede e nei confronti di appartenenti alla Chiesa cattolica. Alcune religiose al momento del martirio erano giovani, altre più anziane, alcune subirono violenza, altre furono minacciate, altre ancora vennero uccise nel tentativo di difendere le consorelle.

    I soldati sovietici erano indottrinati con la cultura marxista, l’atteggiamento ostile verso la fede si manifestava anche con gesti di profanazione. Lo stupro divenne un’arma di umiliazione, ma particolarmente feroci furono le violenze rivolte verso chi indossava l’abito religioso.

    Tutte le Religiose erano a conoscenza delle violenze compiute dai soldati ed erano consapevoli del pericolo che correvano. Decisero ugualmente di rimanere accanto alle persone che stavano accudendo, anziani e malati impossibilitati a fuggire. Hanno goduto, sin da subito, della fama di martirio e le loro tombe sono ancora oggi meta di pellegrinaggi.