Causa in corso
Albino Alves da Cunha e Silva
- Venerabile Servo di Dio -

Albino Alves da Cunha e Silva

(1882 - 1973)

Venerabilità:

- 20 febbraio 2021

- Papa  Francesco

Sacerdote diocesano, iniziava a costruire le opere confidando unicamente nella Providenza Divina e fu totalmente distaccato dai beni terreni. Visse in totale semplicità proteso verso le cose del cielo, preoccupandosi sempre di come poteva andare incontro nel migliore dei modi ai bisognosi

  • Biografia
  • Decreto sulle Virtù
La sua azione pastorale e le opere realizzate sono l'espressione perfetta del suo amore a Dio e al prossimo

 

    Il Venerabile Servo di Dio Albino Alves da Cunha e Silva nacque il 22 settembre 1882 a Codeçôso (Braga, Portogallo). In famiglia imparò la generosità e la carità verso i più bisognosi, così come la partecipazione alla vita parrocchiale. Entrato nel Seminario diocesano di Braga, fu ordinato sacerdote il 23 luglio 1905. Mentre svolgeva il servizio pastorale in una parrocchia nella sua terra natale, nel 1910, il Portogallo visse la caduta della monarchia e l’arrivo della Repubblica di Pombal, con la conseguente persecuzione della Chiesa. Per salvare la vita, fu costretto a fuggire prima nel nord del Portogallo e poi in Brasile, dove giunse il 21 settembre 1912. Dopo un periodo trascorso nelle parrocchie di Jaboticabal e Barra Bonita, nel 1918, venne nominato parroco a Catanduva, che all’epoca aveva circa 200 case, nella diocesi di Rio Preto, dove si incardinò nel 1931. Il suo primo impegno fu la costruzione della chiesa matrice. Poiché la città di Catanduva cresceva, nel 1949, si recò a Roma dove, con l’aiuto del Card. Benedetto Aloisi Masella, ottenne che i Padri Dottrinari aprissero una casa in città per l’evangelizzazione, la catechesi e l’istruzione dei giovani. 

    Successivamente, avviò altre opere in favore dei malati e sofferenti, dei poveri e degli abbandonati: cominciò la costruzione della “Santa Casa della Misericordia”, oggi “Ospedale P. Albino”; il pensionato per anziani; la scuola “Nossa Senhora do Calvário”; la Casa per fanciulli “Sinharinha Netto”; l’orfanotrofio “Ortega Josué”; lo studentato “São José”. Fece erigere diverse cappelle nella città e nei paesi vicini ed anche il Collegio Commerciale Catanduva, la Facoltà di Economia e Commercio, la Facoltà di Scienze Motorie e la Facoltà di Medicina. 

    Morì a causa di una insufficienza respiratoria il 19 settembre 1973 a Catanduva (Brasile). 

    Il Venerabile Servo di Dio visse la virtù della Fede in modo eroico. L’amore per l’Eucaristia si evidenziava nella celebrazione della Santa Messa, nella cura della liturgia e delle celebrazioni, nell’adorazione eucaristica. Il suo prodigarsi per la formazione religiosa e culturale, fece della piccola città un vero centro culturale, in cui si potevano raggiungere i diversi gradi accademici tra i quali quello in medicina. Anche da anziano e ammalato non tralasciò di curare gli altri. Nell´ospedale istituì una mensa per accogliere coloro che non potevano avere un pasto caldo. Nel cortile allestiva i tavoli e portava da mangiare. Tutti lo ammiravano per la sua umiltà e per il suo stile di vita. La sua azione pastorale e le opere realizzate sono l'espressione perfetta del suo amore a Dio e al prossimo. Fu un vero pastore, osservante della povertà evangelica, nell´intima unione con Gesù Eucaristico e si consumò nello zelo per la casa di Dio. 

    Quanto alla virtù della speranza, era notevole la fiducia deposta nella Divina Providenza. Fu un uomo totalmente distaccato dai beni terreni: visse in totale semplicità proteso verso le cose del cielo, preoccupandosi sempre di come poteva andare incontro nel migliore dei modi ai bisognosi. Iniziava a costruire le opere confidando unicamente nella Providenza Divina.

    In riferimento alla virtù della carità, orientò tutta la sua vita a Dio e alla Chiesa. I suoi preferiti erano i poveri e gli ammalati. Si adoperava in ogni modo per poter soccorrere i bisognosi perché vedeva nel prossimo la figura di Gesù Cristo.

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

CATANDUVA

 

BEATIFICAZIONE e CANONIZZAZIONE

del Servo di Dio

ALBINO ALVES DA CUNHA E SILVA

Sacerdote diocesano

(1882-1973)

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Decreto sulle Virtù

 

    “Farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele, che agirà secondo il mio cuore e il mio animo” (1Sam 2,35).

    Dietro un carattere energico e ad una intraprendente operosità, il Servo di Dio Albino Alves da Cunha e Silva ha saputo sapientemente custodire il tesoro della propria vocazione sacerdotale. Si consegnò alla volontà di Dio, al punto da avere, quale maggiore desiderio, quello di “morire completamente povero: senza denaro, senza beni, senza debiti e senza peccati”.

    Il Servo di Dio nacque a Codeçoso in Portogallo, nel territorio dell’arcidiocesi primaziale di Braga, il 21 settembre 1882 e fu battezzato nella chiesa di Sant’Andrea sei giorni più tardi.  Manifestato il proposito di diventare sacerdote, ebbe l’appoggio della madre, che a lungo aveva pregato per la sua vocazione. Fu promosso al presbiterato il 23 giugno 1905. Per alcuni anni svolse il ministero prima di vicario del parroco, poi di parroco nel proprio paese natale. Nel 1910 scoppiò in Portogallo la rivoluzione e iniziò la persecuzione del clero. Il Servo di Dio allora fuggì e, ottenuta l’autorizzazione del suo Arcivescovo e imbarcatosi con altri fuggitivi, raggiunse la diocesi di São Carlos do Pinhal in Brasile. Svolse il ministero sacerdotale in alcune parrocchie, finché il vescovo non lo scelse come parroco di Catanduva, dal 1929 nella diocesi di São José do Rio Preto. Gli abitanti erano poveri, di origine italiana, spagnola o portoghese. Per la liturgia non c’era che una piccola cappella. Il Servo di Dio si impegnò con entusiasmo per predicare a tutti il Vangelo e aiutare i più bisognosi. Mettendosi al lavoro in prima persona vinse l’iniziale diffidenza della popolazione. Durante l’epidemia di febbre spagnola, assisteva gli ammalati. Edificò una grande e ben decorata chiesa parrocchiale che, allorché fu eretta la diocesi di Catanduva, divenne la cattedrale. Istituì la Congregazione Mariana e la Confraternita del Rosario, e si prese cura della formazione cristiana dei giovani. Si interessò per la costruzione dell’ospedale della città, la “Santa Casa di Misericordia”, dove poi fu aperta una facoltà universitaria di medicina e che in seguito fu chiamato con il suo nome. Decise di offrire anche un ambiente ai poveri, ai lebbrosi, nonché un ospizio agli anziani, così come aprì un collegio femminile. Costruì il Villaggio San Vicenzo per quanti non avevano una degna dimora.

    Il Servo di Dio era sommamente operoso nella carità e tuttavia non trascurò mai la propria vita di fede. Anche se rientrava a tarda notte per i numerosi impegni, concludeva la giornata con il Signore e al mattino presto era puntuale per la celebrazione della Messa. L’Eucaristia era il centro della sua vita, davanti al tabernacolo quotidianamente recitava il breviario. Animato da profondo amore per la Vergine Maria, tutte le sere pregava il Rosario con i fedeli. Fu ammirato per l’obbedienza e l’umiltà. Sostenuto dalla speranza, soffrì molto per le vicende storiche in cui si trovò, per le resistenze nei confronti della sua attività e per portare avanti con fortezza e perseveranza il proprio impegno per la giustizia e l’aiuto dei più poveri. Personalmente non possedeva nulla, se non l’abito talare che indossava, e per la gestione di quanto riceveva in donazione volle l’Associazione di Beneficenza di Catanduva.

    Negli ultimi anni di vita il Servo di Dio abitò in una piccola stanza dell’ospedale, dove accoglieva i bisognosi, visitava i malati e trascorreva molto tempo nella cappella. Il 19 settembre 1973 rese con pietà la sua anima a Dio. Le sue esequie furono un’ingente manifestazione di riconoscenza nei confronti di questo uomo di Dio che tanto bene aveva compiuto e videro la partecipazione del vescovo, di tutti i sacerdoti della diocesi, dei militari e di circa 30000 persone.

    La sua fama di santità non si è mai estinta e perciò è stata aperta la Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio. Dal 5 marzo 2013 al 26 ottobre 2014 si è celebrata presso la Curia ecclesiastica di Catanduva l’Inchiesta diocesana, di cui questa Congregazione delle Cause dei Santi emise il decreto sulla validità giuridica il 26 giugno 2015. Realizzata la Positio, si è discusso secondo le normali procedure se il Servo di Dio abbia esercitato eroicamente le virtù cristiane. Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi si tenne, con esito positivo, il 13 febbraio 2020. I Padri Cardinali e Vescovi, riuniti in Sessione Ordinaria il 9 febbraio 2021, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in modo eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

    Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Sono provate le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico del Servo di Dio Albino Alves da Cunha e Silva, nel caso e per il fine di cui si tratta.

    Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti della Congregazione delle Cause dei Santi.

    Roma, 20 febbraio 2021.

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario

 

 

 

 

CONGREGATIO DE CAUSIS SANCTORUM

 

CATANDUVENSIS

 

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS

Servi Dei

ALBINI ALVES DA CUNHA E SILVA

Sacerdotis dioecesani

(1882-1973)

 

Decretum super Virtutibus

 

     “Et suscitabo mihi sacerdotem fidelem, qui iuxta cor meum et animam meam faciat” (1Sam 2,35).

    Ultra quandam valentem indolem promptamque industriam, Servus Dei Albinus Alves da Cunha e Silva suae sacerdotalis vocationis thesaurum sapienter servare valuit. Voluntati Dei se totum adeo commisit, ut maxime “omnino pauper mori: sine pecunia, sine bonis, sine debitis et sine peccatis” cuperet. 

    Servus Dei in Lusitana paroecia v.d. Codeçoso, intra Archidioecesis Primatialis Bracarensis fines, die 21 mensis Septembris anno 1882 ortum duxit atque in ecclesia Sancti Andreae sex post dies baptizatus est. Suo sacerdotis fiendi proposito ostento, matris, quae pro filii vocatione diu precata erat, favorem habuit. Presbyteratu auctus est die 23 mensis Iunii anno 1905. Aliquot annos primum parochi vicarii dein parochi munere in sua ipsa natali paroecia functus est. Anno 1910 rei publicae mutatio in Lusitania deflagravit et cleri persecutio incepit. Servus Dei inde fugit atque, sui Archiepiscopi licentia impetrata unaque aliis cum fugitivis nave conscensa, dioecesim Sancti Caroli in Brasilia petivit. Ministerium sacerdotale nonnullis in paroecis perfecit, donec Episcopus Catanduvae, deinde ab anno 1929 intra dioecesis Sancti Iosephi Riopretensis fines, parochum eum elegeret. Cives pauperiores erant, natione Italici, Hispani vel Lusitani. Ad liturgiam quaedam tantum parva aedicula aderat. Servus Dei Evangelium omnibus praedicandum egenioresque adiuvandos alacriter navavit. Ipse laborem faciens, primi temporis populi suspicionem confecit. Perfusa Hispanicae febris contagione, aegrotantibus ipse adsidebat. Amplam ac bene ornatam paroecialem ecclesiam condidit quae, cum dioecesis Catanduvensis erecta est, prima cathedralis est facta. Congregationem Marianam et Rosarii Sodalicium instituit, atque christianam iuvenum formationem curavit. Civitatis valetudinarii conditionem favit, id est Sanctae Misericordiae Domus, ubi deinde quaedam medicinae artis facultas orta est et quod postea eius ipsius nomine vocatum est. Consilium cuiusdam loci indigentibus leprosisque praebendi cepit, necnon hospitium senioribus, tamquam collegium puellarum aperuit. Vicum Sancti Vincentiis apta domo carentibus condidit.  

    Servus Dei caritatem maxime operabatur, attamen fidei vitam numquam neglexit. Etsi ob plurima officia domum in serum noctis rediret, diem claudere cum Domino solebat atque primo diluculo diligenter Missam celebrabat. Eucharistia totius vitae eius principatum gerebat, coram tabernaculo cotidie breviarium recitabat. Alta caritate in Virginem Mariam animatus, vesperi Rosarium una cum christifidelibus precabatur. Oboedientiae humilitateque admirationi erat. Spe sustentus, vicibus in quibus versatus est, recusationibus erga actuositatem suam, necnon ut opus suum pro iustitia atque ad egenos adiuvandos pergeret, valde laboravit. Ipse nil possidebat, praeter vestem talarem quam induebat, et ad pecuniam gerendam, quam muneri accipiebat, Catanduviensem Beneficentiae Societatem voluit.

    Extremis vitae annis Servus Dei parvum valetudinarii cubiculum habitavit, ubi egenos recipiebat, aegrotos visitabat atque multum tempus in sacrario degebat. Die 19 mensis Septembris anno 1973 animam pietate Deo reddidit. Exequiae huius viri Dei, qui multum bonum perfecerat, gratam memoriam maxime patefecerunt, quibus episcopus, omnes dioecesani presbyteri, milites et circiter hominum triginta milia adfuerunt.

    Eius fama sanctitatis numquam interiit, quam ob rem Servi Dei Causa Beatificationis et Canonizationis incepta est. A die 5 mensis Martii anno 2013 ad diem 26 mensis Octobris anno 2014 iuxta Curia ecclesiasticam Catanduvensem Inquisitio dioecesana est celebrata, cuius decretum de validitatem iuridicam haec Congregatio de Causis Sanctorum die 26 mensis Iunii anno 2015 edidit. Positione exarata, consuetas secundum normas an Servus Dei christianas in gradu heroico virtutes excoluisset disceptatum est. Peculiaris Consultorum Theologorum Congressus die 13 mensis Februarii anno 2020, fausto cum exitu, habitus est. Patres Cardinales et Episcopi, die 9 meneis Febriarii anno 2021 Ordinaria Sessione congregati, Servum Dei theologales, cardinales iisque adnexas virtutes heroico more exercuisse professi sunt.

    Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Fortitudine et Temperantia iisque adnexis in gradu heroico Servi Dei Albini Alves da Cunha e Silva, Sacerdotis dioecesani, in casu et ad effectum de quo agitur.

    Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.

    Datum Romae, die 20 mensis Februarii a.D. 2021.

 

Marcellus Card. Semeraro

Praefectus

 

                                        + Fabius Fabene

                                    Archiep. tit. Faliscodunensis

                                        a Secretis