Causa in corso
Angelo Riesco Carbajo
- Venerabile Servo di Dio -

Angelo Riesco Carbajo

(1902 - 1972)

Venerabilità:

- 06 luglio 2019

- Papa  Francesco

Vescovo titolare di Limisa, Vescovo Ausiliare dell’Amministratore Apostolico di Tudela, Fondatore dell’Istituto delle Missionarie della Carità, nonostante le umiliazioni e le ferite morali subite, compì il proprio servizio pastorale con serenità per la gloria di Dio e la salvezza delle anime

  • Biografia
Amava stare tra la gente; era attento ai poveri, agli infermi e agli anziani; visitava i carcerati; si prendeva cura dei gitani

 

    Il Venerabile Servo di Dio Angelo Riesco Carbajo nacque il 9 luglio 1902 a Bercianos de Vidriales (Spagna). Nel 1910 la famiglia dovette trasferirsi a Buenos Aires, per motivi di lavoro del padre. Tornati in Spagna nel 1914, il Servo di Dio entrò nel seminario di Comillas a Santander e fu ordinato presbitero il 25 luglio 1926.

    Svolse vari incarichi in Diocesi, fra cui coadiutore nella parrocchia di El Salvador a La Bañeza; direttore dell’Ufficio Catechistico; collaboratore delle riviste Hojita parroquial e El Adelanto; predicatore di missioni al popolo; promotore e animatore dell’Azione Cattolica e confessore delle religiose Carmelitane.

    Durante la Guerra Civile, si impegnò a difendere i deboli e i piccoli.

    Nel 1943 fu nominato Vicario Generale e canonico della Cattedrale. Si adoperò molto per il rinnovamento della pastorale e per la formazione dei candidati al sacerdozio. Nel 1953 fondò la Fraternità di Amici del Seminario, per sostenere i giovani in formazione, e l’Istituto Secolare Misioneras Apostólicas de la Caridad, con lo scopo di offrire una presenza umile nel mondo, soprattutto fra i più poveri.

    Il 2 febbraio 1958 fu nominato Vescovo ausiliare di Oviedo e l’11 maggio ricevette la consacrazione episcopale con il titolo di Limisa. Fu nominato Co-Vicario Generale, decano della cattedrale, visitatore delle religiose, incaricato della catechesi e della visita pastorale alla diocesi. I rapporti con il Vescovo, eccentrico e introverso, con l’invadente Vicario e con i membri della Curia furono, però, molto difficili. Anche una parte del clero lo accolse male perché veniva da fuori diocesi. Inoltre, cominciarono a manifestarsi problemi alla voce che si rivelarono dovuti ad un cancro laringeo. L’intervento chirurgico lese le corde vocali lasciandogli una voce alterata.

    Il 1° dicembre 1959 fu rimosso dall’incarico di Oviedo e designato Ausiliare dell’Amministratore Apostolico di Tudela, Mons. Delgado Gómez, Arcivescovo di Pamplona. Il trasferimento fu considerato una sorta di punizione, diventando l’Ausiliare di un Amministratore apostolico in una diocesi di solo nove parrocchie che, fra l’altro, stava per essere assorbita da quella di Pamplona. Il Venerabile Servo di Dio, comunque, obbedì prontamente e accettò la nuova destinazione. Il suo ministero pastorale a Tudela fu caratterizzato da una grande carità pastorale: amava stare tra la gente; era attento ai poveri, agli infermi e agli anziani; visitava i carcerati; si prendeva cura dei gitani. Seguiva con paterna delicatezza l’Istituto delle Missionarie Apostoliche. Come Vescovo ausiliare prese anche parte alla seconda fase del Concilio Vaticano II nel 1963-1965.

    Nel 1969, dopo che il Papa ebbe accettate le sue dimissioni, si ritirò nella casa della sorella a La Bañeza. Dedicò gli ultimi anni all’Istituto Secolare da lui fondato e continuò ad avere a cuore il ministero delle confessioni e l’aiuto ai poveri e ai malati.

    Morì a La Bañeza (Spagna) il 2 luglio 1972.

    Il Venerabile Servo di Dio si distinse per lo zelo pastorale e per l’esercizio delle virtù. Diede impulso alla catechesi, con corsi ed esercizi spirituali diversificati per categorie di fedeli. Garantì un’assidua presenza nel confessionale. Frequentemente visitava gli infermi, i carcerati, le famiglie bisognose e i poveri, che sosteneva anche materialmente. Fu vicino agli operai che rivendicavano migliori condizioni di lavoro. Come pastore curò la formazione del clero, promuovendo anche la vita consacrata maschile e femminile. La sua spiritualità si distinse per la pietà eucaristica e mariana e per la devozione al Sacro Cuore.

    Nonostante le umiliazioni e le ferite morali subite, compì il proprio servizio pastorale con serenità per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.