Causa in corso
Maria del Monte Carmelo della Santissima Trinità (al secolo: Carmen Caterina Bueno)
- Venerabile Serva di Dio -

Maria del Monte Carmelo della Santissima Trinità (al secolo: Carmen Caterina Bueno)

(1898 - 1966)

Venerabilità:

- 23 gennaio 2020

- Papa  Francesco

Monaca professa dell’Ordine delle Carmelitane Scalze; nata a Itú, Campinas (Brasile) il 25 novembre 1898 e morta il 13 luglio 1966 a Taubaté (Brasile)

  • Biografia

    La Venerabile Serva di Dio Maria del Carmelo della Santissima Trinità (al secolo: Carmen Caterina Bueno) nacque il 25 novembre 1898 a Itú, frazione di Campinas (São Paulo, Brasile). Giacché la madre era ancora quindicenne, la bambina fu affidata alla zia che, rimasta vedova, si dedicò completamente alla sua educazione. Nel 1917, mentre frequentava il Gruppo delle Figlie di Maria, la Serva di Dio comprese la sua vocazione al Carmelo. Trasferitasi con la zia a Rio de Janeiro, andò ad abitare vicino alla cappella di Nossa Senhora do Carmo, consentendole di frequentare i Carmelitani della Provincia Romana e di iniziare con loro una collaborazione più stretta. Nel 1926, entrò nel Carmelo di São José, fondato da poco più di un mese a Rio de Janeiro. Il 1° novembre 1927 emise la professione temporanea dei voti per tre anni e, il 2 novembre 1930, quella solenne. Oltre ai voti di castità, povertà e obbedienza, il 25 luglio 1937 emise i voti di mansuetudine, di abbandono fino alla morte e di lavorare per la gloria di Maria. Diversi furono i compiti da lei svolti all’interno del Monastero: ruotara, archivista, ostiaria, portinaia e infermiera. Inoltre, la Serva di Dio svolse anche il ruolo di priora e di maestra delle novizie. Nel 1955, il Vescovo di Taubaté, Mons. Francisco Borja do Amaral, amico di infanzia della Serva di Dio, le manifestò il desiderio di avere un Carmelo nella sua diocesi. Il Vicario Provinciale del Brasile dei Carmelitani autorizzò la fondazione del nuovo monastero di Tremembé, nominato “Carmelo del Volto Santo e Pio XII”, dove si trasferirono la Serva di Dio e altre cinque monache. La Serva di Dio venne eletta priora e successivamente maestra delle novizie. Colpita da una emorragia cerebrale, trasportata in ospedale a Taubaté (Brasile), morì il 13 luglio 1966.

    La Venerabile Serva di Dio cercò di esercitare le virtù, in particolare l’umiltà. Emise tre voti particolari – quello di essere sempre mansueta, di offrire la sua opera per la gloria di Maria e di abbandonarsi fiduciosamente a Dio – che le servirono nel cammino spirituale, caratterizzato dai tratti tipici della spiritualità carmelitana. Condusse una vita di pietà e di fervore eucaristico. La costante preghiera la custodiva nel dialogo con Dio. Semplice, obbediente, ebbe un elevato senso della giustizia e del rispetto dei diritti altrui. Nonostante la salute cagionevole, non venne mai meno ai propri doveri. L’opera più importante compiuta dalla Serva di Dio fu la fondazione del monastero del “Volto Santo e Pio XII”, progetto che maturò durante un periodo di sofferenza interiore. Preoccupata per la salvezza spirituale del popolo, divenne un solido punto di riferimento per molta gente desiderosa di ricevere consigli. La sua apertura all’azione dello Spirito Santo rappresenta un tratto di perenne modernità.