Causa in corso
Francesco Cástor Sojo López e 3 Compagni

Francesco Cástor Sojo López e 3 Compagni

(† 1936).

Beatificazione:

- 30 ottobre 2021

- Papa  Francesco

  • Biografia

 

    La situazione politico-sociale, esistente in Spagna nel periodo della guerra civile (1936–1939), è storicamente nota, come pure il clima di persecuzione che i miliziani repubblicani instaurarono nei confronti di tutti coloro che si professavano membri della Chiesa cattolica, fossero essi consacrati o laici.

    La Causa in parola tratta del martirio di quattro Servi di Dio, appartenenti alla Fraternità Sacerdotale Operarios Diocesanos, uccisi fra il 1936 e il 1938. Essi sono:

    1. Francisco Cástor Sojo López. Nato a Madrigalejo (Spagna) il 28 marzo 1881, entrò nel Seminario di Plasencia e fu ordinato sacerdote il 19 dicembre 1903. Durante gli studi conobbe la Fraternità Sacerdotale Operarios Diocesanos; ne fece parte ufficialmente dall’11 ottobre 1903. Svolse il suo servizio sacerdotale soprattutto nell’ambito di vari seminari e collegi a Toledo, Plasencia, Badajoz, Segovia, Astorga e, dal 1933, a Ciudad Real. Il 23 luglio 1936 i miliziani irruppero nel seminario di Ciudad Real. Il 12 settembre 1936 il Servo di Dio fu arrestato e tenuto prigioniero per il resto della giornata. La notte tra il 12 e 13 settembre 1936 fu ucciso poco fuori Ciudad Real.

    2. Millán Garde Serrano. Nato il 21 dicembre 1876 a Vara del Rey (Spagna), entrò nel seminario di Cuenca e fu ordinato sacerdote il 21 dicembre 1901. Fece parte della Fraternità Sacerdotale Operarios Diocesanos a partire dal 12 agosto 1903. Svolse il servizio sacerdotale soprattutto nei seminari di Badajoz, dove rimase nove anni, Valladolid, Salamanca, Astorga e Plasencia e Leon. Il 7 luglio 1936 il Servo di Dio si recò nel suo paese natale. Dopo l’uccisione di un altro sacerdote, il Servo di Dio si ritirò in clandestinità, esercitando il ministero nel modo che era possibile. Il 10 aprile 1938 fu scoperto e denunciato. Venne incarcerato a Cuenca dove subì feroci torture. Nel giugno 1938, fu trasferito nel monastero delle Carmelitane Scalze, trasformato in carcere, dove morì nella notte del 7 luglio 1938, stremato dalle torture subite.

    3. Manuel Galcerá Videllet. Nato a Caseras (Spagna) il 6 luglio 1877, frequentò il seminario di Zaragoza. Il 1° giugno 1901 ricevette l’ordinazione sacerdotale. Entrò a far parte della Fraternità Sacerdotale Operarios Diocesanos nell’agosto del 1906. Svolse il servizio ministeriale a Zaragoza, Tarragona, Cuernavaca (Messico), Badajoz, Ciudad Real, Roma, Valladolid e Baeza. All’inizio della fase acuta della persecuzione religiosa, il Servo di Dio, con il Servo di Dio Aquilino (n. 4), suo confratello, cercarono di nascondersi in un domicilio, ma furono arrestati il 20 luglio 1936 e tenuti prigionieri con altri nel comune di Baeza. Il 3 settembre 1936, il Servo di Dio fu ucciso.

    4. Aquilino Pastor Cambero. Nato il 4 gennaio 1911 a Zarza de Granadilla (Spagna), studiò nel seminario di Coria e di Toledo e fu ordinato sacerdote il 25 agosto 1935. L’anno prima, era divenuto membro della Fraternità Sacerdotale Operarios Diocesanos. Esercitò il ministero a Baeza come prefetto degli alunni. Durante la persecuzione si nascose, insieme al Servo di Dio Manuel Galcerá Videllet, in un domicilio di Baeza. Entrambi furono arrestati il 20 luglio 1936 e portati nella prigione della città. Il 28 agosto 1936, il Servo di Dio e altri prigionieri furono portati fuori della città e uccisi.

    Il martirio materiale di tutti i Servi di Dio è sufficientemente provato. Si tratta di tre distinti episodi: il Servo di Dio Francisco Cástor Sojo López fu arrestato e ucciso a Ciudad Real; il Servo di Dio Millán Garde Serrano morì ex aerumnis carceris nel Monastero delle Carmelitane Scalze di Cuenca, trasformato in prigione; i Servi di Dio Manuel Galcerá Videllet e Aquilino Pastor Cambero furono uccisi a Baeza. Le tre Diocesi in cui si verificarono i fatti furono tra quelle maggiormente colpite dalla persecuzione della Spagna.

    L’odium fidei è provato dal fatto che tutti i Servi di Dio furono arrestati perché sacerdoti. La crudeltà delle torture inflitte in carcere al Servo di Dio Millán Garde Serrano, che ne cagionarono la morte, confermano l’odio dei carnefici verso la Chiesa e i suoi rappresentanti.

    A causa del clima di persecuzione che si stava diffondendo, i quattro sacerdoti erano coscienti della possibilità di subire una morte violenta. Sebbene si fossero nascosti, rimasero fedeli al ministero anche a costo di mettere a repentaglio la loro incolumità. Il Servo di Dio Millán Garde Serrano sopportò le torture con un atteggiamento di perdono verso i carnefici e con fiducia nel Signore.

    Si sono svolte quattro Inchieste diocesane, una per ciascun Servo di Dio, alle quali sono seguiti i rispettivi Decreti di validità giuridica della Congregazione delle Cause dei Santi.