Causa in corso
Giovanni Filippo Jeningen

Giovanni Filippo Jeningen

(1642 - 1704)

  • Biografia

    Giovanni Filippo Jeningen nacque il 5 gennaio 1642 a Eichstätt (Baviera, Germania). Nel 1663 entrò nella Compagnia di Gesù, a Landsberg. L’11 giugno 1672 venne ordinato presbitero e, il 2 febbraio 1677, emise i voti solenni.

    Nel 1680 fu inviato ad Ellwangen, nel Ducato di Württemberg, dove gli venne affidato l’incarico di reggere una piccola cappella dedicata alla Madre di Dio, posta sul colle di Schönenberg. Con il notevole aumento dei pellegrini, gli fu permesso di edificare una chiesa che incorporasse al suo interno la cappella della Madre di Dio. Tale tempio, che rappresenta un gioiello del Barocco, fu costruito per l’impegno e i sacrifici del Venerabile Servo di Dio e divenne un popolare Santuario Mariano, meta di sempre più numerosi pellegrinaggi.

    Pur desiderando partire per le Missioni, spinto anche dall’esempio di San Francesco Saverio, egli svolse il ministero nelle zone rurali delle regioni intorno a Ellwangen e in quattro Diocesi: Augsburg, Konstanz, Eichstätt e Würzburg. Per lo stile della sua predicazione, raggiunse persone di ogni classe sociale.

    Morì a Ellwangen (Germania) 1’8 febbraio del 1704.

    Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 21 dicembre 1989.

    Per la beatificazione del Venerabile Servo di Dio Giovanni Filippo Jeningen, la Postulazione della Causa ha presentato all’esame della Congregazione l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, di un uomo da “coliciste acuta alitiasica flemmonosa, grave sepsi, polmonite con insufficienza ventilatoria, emorragia digestiva da ulcera gastroduodenale, emobilia”. L’evento accadde nel 1985 a Ulma (Germania). Il presunto sanato il 25 dicembre 1984, all’età di 42 anni, avvertì dolori acuti all’addome, con febbre molto alta. Il medico di famiglia prescrisse una terapia ma, il 30 dicembre successivo, fu necessario il ricovero nell’Ospedale di Ellwangen, dove gli fu diagnosticata un’infiammazione acuta della cistifellea con alterazioni pleuro-polmonari. Sottoposto ad intervento chirurgico, poiché le condizioni restavano gravissime con l’insorgenza di complicazioni, il 14 gennaio 1985 il paziente fu trasferito in elicottero al Policlinico Universitario di Ulma, dove giunse in imminente pericolo di vita. Il 17 gennaio si rese necessario un secondo intervento chirurgico, ma neanche questo diede l’esito sperato. Improvvisamente, il 23 gennaio 1985, l’uomo si risvegliò dal coma a cui seguì il miglioramento. L’8 febbraio 1985 fu dimesso dall’ospedale in buone condizioni di salute.

    L’iniziativa di invocare il Venerabile Jeningen fu presa dai familiari del presunto sanato ed in particolare dalla moglie e dalla loro figlia. Le preghiere si intensificarono a partire dal 1° gennaio 1985, giorno in cui la persona, in fin di vita, ricevette gli ultimi sacramenti. Altri familiari, amici e conoscenti si unirono alle invocazioni. Anche il suo medico curante, di confessione evangelica, pregò per la guarigione del presunto sanato presso la tomba di Padre Jeningen. Le invocazioni furono fatte sia in forma collettiva che individuale, anche con visite alla tomba del Venerabile Servo di Dio. Esse furono antecedenti il viraggio favorevole del decorso clinico, avvenuto il 23 gennaio 1985.