Causa in corso
Maria Costanza Panas (al secolo: Agnese Pacifica)
- Venerabile Serva di Dio -

Maria Costanza Panas (al secolo: Agnese Pacifica)

(1896 - 1963)

Venerabilità:

- 10 ottobre 2016

- Papa  Francesco

Monaca professa delle Clarisse Cappuccine del Monastero di Fabriano; fu donna appassionata e senza mezze misure, religiosa con i piedi per terra, con gli occhi rivolti al cielo, ma con le mani nella pasta del concreto quotidiano

  • Biografia
Pur facendo quello che facevano tutte, le sue azioni erano diverse, anche se nessuna sapeva spiegare come e perché

 

    La Venerabile Serva di Dio Maria Costanza Panas (al secolo: Agnese Pacifica) nacque il 5 gennaio 1896 ad Alano di Piave (Belluno, Italia). Sentendosi chiamata alla vita consacrata, nel 1917, entrò nel Monastero delle Clarisse Cappuccine di Fabriano. Terminato il Noviziato, emise la professione semplice l’8 maggio 1919 e quella solenne il 19 maggio 1922.

    Nel 1927 fu nominata Maestra delle Novizie e, nel 1936, venne eletta Abbadessa, incarico che mantenne per sedici anni. Nel 1955 fu eletta anche Consigliera della Federazione dei Monasteri delle Clarisse Cappuccine dell’Italia centrale e, nel 1958, fu nuovamente eletta Abbadessa.

    Nel 1960, a causa di un’artrite deformante e progressiva, accompagnata da gravi disturbi cardiaci e respiratori, fu costretta ad una forzata immobilità nell’infermeria del Monastero. Benché inferma, nel 1962, fu nuovamente eletta Abbadessa.

    Morì a Fabriano (Italia) il 28 maggio 1963.

    Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 10 ottobre 2016.

    Per la beatificazione, la Postulazione della Causa ha presentato all’esame della Congregazione l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, di una neonata da “grave sofferenza fetale da anemia feto-natale ed emorragia cerebrale; insufficienza multiorgano”. L’evento accadde nel 1985 ad Ancona (Italia). La piccola nacque a San Severino Marche (Macerata, Italia). Il decorso della gravidanza era stato regolare, ma alla nascita il liquido amniotico risultò fortemente tinto di meconio. Il quadro clinico della neonata si presentò molto grave, con insufficienza respiratoria, ipotonia muscolare ed emorragia cerebrale, elementi che, insieme all’insufficienza multiorgano, facevano prevedere inevitabili sequele neurologiche in caso di sopravvivenza. I medici decisero il trasferimento all’Ospedale “G. Salesi” di Ancona, nel Reparto di Rianimazione.

    Mentre la piccola era quasi in fin di vita, i nonni materni, insieme alle Monache del Monastero delle Clarisse Cappuccine di Fabriano, invocarono l’intercessione della Venerabile Serva di Dio. Il 29 novembre 1985 le condizioni della neonata, inaspettatamente, migliorarono fino alla risoluzione della principale sintomatologia, che avvenne il 7 dicembre 1985. Negli anni successivi non si manifestarono sequele neurologiche.

    L’invocazione alla Venerabile Serva di Dio fu univoca, mentre la neonata era in Terapia Intensiva in condizioni molto gravi. Sussiste il nesso causale tra l’invocazione e l’inattesa guarigione.