La santità in Spagna

 

La santità in Spagna

Aggiornamenti sulle Cause di beatificazione e canonizzazione in Spagna

 

Recentemente l’Ufficio per le Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola mi ha consegnato il Rapporto Informe Jubileo 2025. Informe sobre las Causas de virtud en España. La raccolta dei dati completa il lavoro che già aveva portato, circa un paio di anni fa, alla pubblicazione dell’Informe Jubileo 2025. Informe sobre las Causas de martirio de la persecución religiosa del siglo XX en España e successivo Anexo. Si tratta della prima opera, pubblicata da una Conferenza Episcopale, che offra un quadro sintetico di tutte le Cause di beatificazione e canonizzazione di una nazione e del loro relativo stato, senza includere le Cause di cittadini spagnoli in altre parti del mondo.

Papa Leone XIV ha recentemente definito la Spagna «culla di grandi santi e ferventi missionari». La storia della Chiesa è stata arricchita dalla vita di uomini e donne nati in Spagna che, proclamati santi, che hanno esercitato un’immensa influenza sulla vita ecclesiale e culturale. Basti pensare a nomi come quelli dei fondatori Domenico di Guzmán, Ignazio di Loyola, Antonio Maria Claret; o di grandi riformatori, come Teresa di Gesù, Giovanni d’Avila o Giovanni della Croce, solo per citarne alcuni.

I dati forniti nei rapporti stilati dall’Ufficio delle Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola evidenziano l’attualità della santità in questa nazione. Ad oggi le Cause, che raccolgono complessivamente 3344 candidati, sono: 53 per martirio (48 delle quali relative alla persecuzione religiosa del XX secolo in Spagna); 292 per l’eroicità delle virtù, 1 per offerta della vita e 1 canonizzazione equipollente. Le diocesi coinvolte sono 57, su un totale di 70 in Spagna.

Al momento 42 Cause si trovano ancora in fase diocesana, mentre tra quelle in fase romana sono state dichiarate eroiche le virtù di 148 Servi di Dio, oggi Venerabili. In queste cause è rappresentato l’intero popolo di Dio: vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, seminaristi, laici, padri e madri di famiglia, giovani e bambini. Significativo è il numero delle 82 Cause di fondatori, di cui 71 di istituti religiosi e 11 di istituti secolari.

Il numero dei beati (compresi i decreti di martirio del 2026) è di 2449, di cui 2404 sono martiri della persecuzione religiosa del XX secolo in Spagna. Gli altri 45 sono cause per virtù e comprendono 2 cardinali, 1 vescovo diocesano, 7 sacerdoti diocesani, 4 sacerdoti religiosi, 2 religiosi, 22 religiose e 7 laici.

L’Ufficio per le Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola promuove una “pastorale della santità”, trasversale a tutte le realtà pastorali, affinché la chiamata universale alla santità del Concilio Vaticano II risuoni in tutti gli ambiti di vita del cristiano. Mentre segue direttamente il percorso delle Cause in essere, promuove numerose altre iniziative. Ultimamente sta preparando anche la pubblicazione di un libro nella collana «Biblioteca de Autores Cristianos», frutto di tutte le ricerche condotte per la stesura delle relazioni, e un nuovo sito web che dia visibilità alla santità nelle Chiese locali su tutto il territorio spagnolo.

Faccio mie le considerazioni della sig.ra Lourdes Grosso García, M.Id, Direttrice dell’Ufficio, la quale riconosce «che la pubblicazione dei Rapporti non è un punto di arrivo ma di partenza; ora si tratta di far conoscere la vita e l’esempio di tutti questi uomini e donne che possono aiutare ciascuno di noi nel cammino verso la propria santità».

L’Ufficio per le Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola, nato 25 anni fa come espressione della sollecitudine dei vescovi della Spagna verso il tema della santità e della santità canonizzata, offre quindi non solo un contributo sintetico di alto livello, ma anche un esempio di come le Cause di beatificazione e canonizzazione possano vivacizzare la vita pastorale di un’intera nazione. Il messaggio che ne promana è quello di provocare anche altre realtà territoriali, geograficamente più o meno rilevanti, a lavorare allo stesso modo. E questo è pure il mio personale auspicio. 

 

L'Osservatore Romano, 9 luglio 2026, pag. 2

 

Marcello Card. Semeraro