Memoria, santità e speranza
Omelia nella conclusione del 50° anniversario del Giubileo parrocchiale
Fratelli e sorelle carissimi, la celebrazione che oggi ci riunisce ha un significato del tutto particolare. Celebriamo la solennità di Tutti i Santi e, nello stesso tempo, rendiamo grazie al Signore per i cinquant'anni di vita di questa comunità parrocchiale, posta sotto la protezione di Maria, Stella del Mare. Sono due ricorrenze che si illuminano reciprocamente. La festa di Tutti i Santi ci ricorda, infatti, la meta verso la quale siamo incamminati e il giubileo della parrocchia ci invita a ripercorrere la strada che abbiamo percorso e riconoscere quanto il Signore ha compiuto nella sua vita. Vorrei proporvi, allora, di raccogliere il significato di questa celebrazione attorno a tre parole: memoria, santità e speranza.
La prima lettura, tratta dal libro dell'Apocalisse, ci ha presentato una visione grandiosa: una moltitudine immensa, proveniente da ogni nazione, tribù, popolo e lingua, sta davanti al trono di Dio e davanti all'Agnello. È l’immagine della Chiesa nella sua pienezza, della comunità dei redenti che hanno attraversato la storia e ora partecipano alla vita di Dio. Quella moltitudine è composta da uomini e donne che hanno vissuto in tempi differenti, hanno conosciuto situazioni diverse, hanno affrontato prove e difficoltà. Non tutti hanno compiuto gesti straordinari agli occhi del mondo. Tutti, però, hanno lasciato che la grazia di Dio operasse nella loro vita. È questa la bellezza della solennità di Tutti i Santi: ricordarci che la santità non è il privilegio di pochi, ma la vocazione di tutti i battezzati.
Il Vangelo delle Beatitudini, a sua volta, ci mostra la strada per risponderle. Gesù proclama beati i poveri in spirito, i miti, i misericordiosi, gli operatori di pace, coloro che hanno fame e sete della giustizia. Non ci presenta persone sottratte alle difficoltà della vita, ma uomini e donne che, anche dentro le contraddizioni della storia, hanno scelto di vivere secondo il suo Vangelo. La santità, dunque, non è qualcosa che ci allontana dalla vita quotidiana. È il modo nuovo di vivere la vita quotidiana quando lasciamo che Cristo ne diventi il centro. In una parola, la santità è la vita di Cristo che prende forma nella nostra esistenza.
Ecco perché questa solennità è particolarmente adatta a celebrare il cinquantesimo anniversario della vostra parrocchia. Se è vero che oggi ricordiamo una storia che dura da cinquant'anni, è altrettanto vero che il significato più profondo di questa storia non si misura soltanto attraverso il tempo trascorso, le opere realizzate o le attività promosse. È questa, in definitiva, la storia che siamo chiamati a celebrare. Cinquant'anni sono un tempo significativo nella vita di una comunità. Sono abbastanza per attraversare generazioni, vedere cambiare la società, conoscere stagioni di entusiasmo e momenti di difficoltà, assistere alla crescita di bambini diventati adulti e di giovani che hanno costruito altrove la propria famiglia. Cinquant'anni sono anche il tempo di tante storie personali che si sono intrecciate con la storia della parrocchia: storie di fede, di amicizia, di servizio, di sofferenza e di speranza. Oggi siamo chiamati a fare memoria di tutto questo.
La memoria cristiana, però, non consiste soltanto nel ricordare ciò che è accaduto. Consiste soprattutto nel riconoscere, dentro gli avvenimenti della nostra storia, la presenza fedele del Signore. Non siamo qui, allora, semplicemente per dire: «Guardate quante cose abbiamo fatto in cinquant'anni!». Siamo qui, piuttosto, per riconoscere: «Guardate quante volte il Signore ci è stato vicino! Quante volte ci ha sostenuto! Quante persone ha chiamato a servirlo e ad amare i fratelli!».
Dietro la storia visibile della parrocchia c'è una storia più profonda, fatta di tante esistenze che hanno cercato di rispondere alla chiamata di Dio. Pensiamo ai sacerdoti che hanno servito questa comunità e a quanti hanno collaborato alla sua crescita con la catechesi, il decoro della liturgia e le opere di carità; ai genitori che hanno accompagnato i figli nella fede; agli anziani che hanno continuato a pregare e a sostenere la comunità anche quando le forze diminuivano. Pensiamo, soprattutto, a quanti hanno vissuto il Vangelo senza clamore: a chi ha saputo consolare una persona nella prova, a chi ha condiviso qualcosa con chi aveva meno, a chi ha perdonato un’offesa, a chi ha continuato a servire senza cercare riconoscimenti. Nessuno li ha dichiarati santi, eppure, la loro fedeltà quotidiana è stata una delle pagine più belle della storia di questa parrocchia. La solennità di Tutti i Santi ci invita proprio a riconoscere questa santità spesso nascosta, che non sempre trova spazio nei nostri ricordi, ma che non è nascosta agli occhi di Dio.
Cinquant'anni, però, non sono soltanto un traguardo raggiunto. Sono un dono ricevuto, una responsabilità da assumere e una storia da riconsegnare al Signore, perché continui a renderla feconda. Per questo vorrei sottolineare il titolo mariano con il quale questa comunità onora la Vergine Maria: Stella del Mare. La stella, infatti, non sostituisce il cammino e non percorre la strada al posto di chi viaggia. Offre un riferimento, permette di orientarsi e aiuta a non smarrire la direzione, soprattutto quando il mare è agitato e la meta sembra lontana. È un'immagine che possiamo applicare alla vita cristiana e, in modo speciale, alla storia di una comunità parrocchiale.
Il giubileo chiede certamente di custodire la memoria del cammino percorso e di ringraziare per il bene ricevuto, ma chiede anche di guardare avanti. L’augurio è, allora, che questa parrocchia continui a essere una comunità nella quale la Parola di Dio trova ascolto, l'Eucaristia alimenta la vita, la carità diventa testimonianza e la santità fiorisce nella semplicità dei gesti quotidiani. Maria, Stella del Mare, accompagni questo cammino e tutti i santi, che oggi contempliamo nella gloria di Dio, ci ricordino la meta verso cui siamo incamminati: vivere in Cristo, con Cristo e per Cristo, fino a partecipare pienamente alla sua vita. Amen.
Conversano (BA) – Parrocchia Maris Stella, 31 ottobre 2026
Marcello Card. Semeraro