Causa in corso
Martiri della Georgia
- Venerabili Servi di Dio -

Martiri della Georgia

(† 1597)

Beatificazione:

- 31 ottobre 2026

- Papa  Leone XIV

- Savannah – Stati Uniti d’America

Dell’Ordine dei Frati Minori; la prova della disponibilità a dare la vita per il Signore era compresa nella scelta di lasciare la Spagna e partire come missionari in terre e tra popoli in parte sconosciuti. consapevoli dei rischi connessi all’apostolato, diedero testimonianza esplicita e immediata della fedeltà a Cristo e al Suo messaggio trasmettendo integralmente l’insegnamento della Chiesa.

  • Biografia
  • decreto sul martirio
Accettarono di essere inviati in missione in territori del Nord America mossi da un autentico spirito d’amore a Cristo e di servizio alla Chiesa

 

I Venerabili Servi di Dio, Pedro de Corpa, Blas Rodríguez de Cuacos, Miguel de Añón, Antonio de Badajoz e Francisco de Veráscola, spagnoli dell’Ordine dei Frati Minori, nel XVI secolo accettarono di essere inviati in missione in territori del Nord America mossi da un autentico spirito d’amore a Cristo e di servizio alla Chiesa.

Pedro de Corpa nacque nel villagio di Corpa, Diocesi di Madrid- Alcalá, intorno al 1560 ed entrò nei Frati Minori nel 1577. Dopo l’Ordinazione sacerdotale si dedicò alla predicazione avvertendo ben presto il desiderio di annunciare il Vangelo nel Nuovo Continente. Nel 1587 sbarcò in America del Nord e fu assegnato alla Missione presso i Guales, una tribù indigena stanziata sulla costa dell’odierno territorio dello Stato americano della Georgia. I missionari, che avevano fondato nel villaggio di Tolomato la Missione di Nostra Signora di Guadalupe, furono inizialmente ben accolti.

Nella tribù vigeva l’usanza di prendere più mogli contemporaneamente ma i religiosi amministravano il battesimo solo agli adulti che si impegnavano a contrarre il matrimonio monogamico. Gli indigeni convertiti normalmente rispettavano la dottrina morale conforme all’insegnamento evangelico, ma il giovane Juanillo, nipote del capo villaggio e destinato a succedergli, pur battezzato, era deciso a prendere un’altra moglie. Padre Pedro lo richiamò, ricordandogli l’impegno assunto con il battesimo, ma egli divenuto aggressivo gli si scagliò contro uccidendolo con un colpo d’ascia nel settembre 1597.

Nei giorni seguenti Juanillo, insieme ad alcuni indigeni suoi seguaci, con feroci attacchi colpirono anche gli altri.

Blas Rodríguez de Cuacos, Sacerdote professo, originario della provincia spagnola di Cáceres, inviato nel 1590 come superiore nella Missione del villaggio Tupiquí, fu catturato, torturato e ucciso il 16 settembre 1597.

Miguel de Añón, Sacerdote professo, membro di una nobile famiglia di Saragozza, prima di essere trucidato il 17 settembre 1597, riuscì a celebrare Messa, perdonando i suoi assassini.

Antonio da Badajoz, fratello laico, affiancava Miguel de Añón anche come interprete tra gli indigeni e lo assistette nella celebrazione dell’ultima Messa prima di essere ucciso insieme.

Francisco de Veráscola, Sacerdote professo, fu ucciso dai ribelli con un colpo d’ascia, probabilmente il 18 settembre 1597.

Il martirio materiale dei cinque missionari si evince dalla dinamica degli eventi. La morte dei religiosi francescani avvenne nel territorio dei Guales, nell’attuale stato della Georgia, anticamente in Florida, nel mese di settembre del 1597. Il responsabile principale è unanimemente riconosciuto nel giovane Juanillo, nipote del capo del villaggio di Tolomato, che aspirava a ereditare il ruolo di capo dallo zio e per tale sua ambizione si sentì particolarmente offeso quando Padre Pedro de Corpa, che gli aveva rimproverato l’infedeltà coniugale e la decisione di prendere un’altra moglie, gli disse che si sarebbe opposto alla successione come capo villaggio se avesse persistito nella scelta poligamica.

Il martirio formale ex parte persecutoris trova la sua causa nell’avversione di un gruppo di indigeni capeggiati da Juanillo nei confronti dei martiri a causa della loro predicazione sulla dottrina del matrimonio cristiano e del loro modo di agire in coerenza con i valori della fede da loro professata.

Riguardo al martirio formale ex parte Servorum Dei, la prima prova della disponibilità a dare la vita per il Signore era compresa nella scelta compiuta di lasciare la Spagna e partire come missionari in una terra e tra popoli ancora in parte sconosciuti. I cinque erano consapevoli dei rischi e dei pericoli connessi al loro apostolato anche in relazione alla loro incolumità. La testimonianza esplicita e immediata della fedeltà a Cristo e al Suo messaggio è ben riconoscibile nella loro uccisione perché avevano trasmesso integralmente l’insegnamento della Chiesa.

Subito dopo la loro morte si diffuse la fama di martirio, che continuò ad accrescersi negli anni seguenti ben radicandosi nel territorio e nella memoria dei confratelli.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

Savannensis

Beatificationis  seu Declarationis Martyrii

Servorum Dei

PETRI DE CORPA ET IV SOCIORUM

Ex Ordine Fratrum Minorum

(+ 1597)

_________________________

DECRETUM  SUPER  MARTYRIO

 

«Francesco riteneva somma obbedienza, non inquinata dalla carne e dal sangue, quella di recarsi per ispirazione divina tra gli infedeli per salvare le anime o per desiderio del martirio. Chiedere tale obbedienza egli giudicava fosse molto gradito a Dio» (Specchio di perfezione, Fonti Francescane 1736).

 

I cinque Servi di Dio Pedro de Corpa, Blas Rodríguez de Cuacos Miguel de Añón Antonio de Badajoz Francisco de Veráscola, appartenenti all’Ordine dei Frati Minori, uccisi in odium fidei, nel 1597, in Florida (attuale Georgia, Stati Uniti d’America), condivisero il medesimo ardore missionario che animò San Francesco d’Assisi allorché volle inviare i suoi figli nel mondo come novelli apostoli. Essi risposero con generosità alla chiamata del Signore per evangelizzare le popolazioni dell'America fino al dono della propria vita.

Fra Pedro de Corpa, originario di Villalbilla, in diocesi di Madrid-Alcalá, nacque intorno al 1560. Sacerdote tra i Frati Minori di Castiglia, nel 1587 si imbarcò alla volta della Florida. Operò il proprio ministero nel villaggio di Tolomato, nei pressi dell’attuale Darien.

Fra Blas Rodríguez de Cuacos, originario del villaggio di Cuacos, nei pressi di Cáceres, in Estremadura, nacque tra il 1550 e il 1560. Sacerdote della Provincia alcantarina dei Frati Minori di San Gabriel, partì per la missione della Florida nel 1590 e operò nel villaggio di Tupiquí, vicino all'attuale Eulonia.

Fra Miguel de Añón, originario della regione di Saragozza, nacque tra il 1540 e il 1550. Sacerdote tra i Frati Minori di Castiglia giunse in Florida nel 1595. Operò in missione nell’isola di Santa Catalina.

Fra Antonio de Badajoz, religioso laico della Provincia alcantarina dei Frati Minori di San Gabriel, originario di La Albuera, nei pressi di Badajoz, giunse in missione nel 1587. Insieme a Fra Miguel de Añón operò nell’isola di Santa Catalina.

Fra Francisco de Veráscola, originario di Gordejuela, in Biscaia, nacque nel 1564. Sacerdote della Provincia francescana di Cantabria, partì per la missione della Florida nel 1595. Svolse il suo apostolato nell'isola di Asao, oggi di San Simón. Imponente per statura e forza fisica, fu popolare tra la gioventù guale, con la quale gareggiava nella lotta.

Questi degni figli di San Francesco morirono per la difesa della santità del matrimonio cristiano. Nella prassi pastorale tra le popolazioni guale, stante l’uso della poligamia, i Servi di Dio proponevano il battesimo solo agli adulti disposti ad assumere l’impegno del matrimonio monogamico. In tal modo, l’ideale del matrimonio cattolico veniva a costituire un momento centrale per saggiare l’effettiva volontà di abbracciare la fede. L’intento dei missionari, infatti, era quello di rendere efficace il messaggio evangelico con una proposta di vita corrispondente alla professione di fede.

La crisi sopraggiunse allorché un giovane guerriero, chiamato Juanillo, cristiano battezzato, sposato, nipote del capo tribù ed avviato ad assumere il comando del villaggio, decise di prendere una seconda moglie. Rigettando i richiami di Fra Pedro de Corpa riguardo agli impegni assunti nel battesimo, Juanillo si allontanò dalla missione e cospirò con altri nativi per eliminare il frate. Nei primi giorni del mese di settembre del 1597 i guerrieri assalirono Fra Pedro de Corpa nella propria capanna di Tolomato, lo colpirono a morte con un’ascia e oltraggiarono il suo corpo. L’odium fidei si rivolse presto anche contro gli altri quattro frati minori operanti nel medesimo territorio. Fra Blas Rodríguez, quando si trovò di fronte ai ribelli, chiese di poter celebrare la sua ultima messa nella piccola cappella di Tupiquí. Quindi fu barbaramente ucciso con un colpo di ascia. Fra Miguel e Fra Antonio de Badajoz, sebbene avvertiti del pericolo imminente, preferirono restare alla missione di Santa Catalina e subirono molte torture prima di essere uccisi. Fra Francisco de Veráscola, che si era recato momentaneamente nella città di San Agustín e non era al corrente della rivolta dei nativi, fu ucciso al suo rientro ad Asao, appena sbarcato dalla canoa.

La forza della testimonianza di questi Servi di Dio fino allo spargimento del sangue, fu ben compresa nella Chiesa e nella società del loro tempo. Essi avevano lasciato l’opulenza della Spagna ed erano approdati nel Nuovo Mondo per abbracciare una vita di sacrifici tra le genti native per amore del Vangelo. Avevano scelto una vita di privazioni, optando per uno stile di condivisione con gli Indios. La loro predicazione della legge di Dio, nella sua integrità, mirava alla promozione della famiglia, alla salvaguardia della sua moralità, all’educazione religiosa dei figli per una società cristiana. L’esempio dei martiri fu di stimolo ai confratelli Frati Minori e alle nuove generazioni di missionari per una rinnovata forza di annuncio ai nativi.

Per più di quattrocento anni i nomi di questi cinque Frati Minori uccisi sulle coste dell’antica Florida nel 1597 furono costantemente tramandati nelle antiche cronache e nei Martirologi francescani. Finalmente, con il favore dell’episcopato statunitense, l’Ordine dei Frati Minori promosse nel secolo XX la Causa di Beatificazione. L’Inchiesta diocesana fu istruita presso la Curia ecclesiastica di Savannah (Stati Uniti d’America), dal 1984 al 2007. Il Dicastero delle Cause dei Santi ne riconobbe la validità giuridica il 19 marzo 2012. Preparata la Positio, essa fu sottoposta all’esame della Seduta dei Consultori Storici, il 14 giugno 2022, e del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, il 22 febbraio 2024, i quali espressero parere favorevole unanime.

Il 14 gennaio 2025, i Padri Cardinali e Vescovi, riuniti nella Sessione Ordinaria, hanno riconosciuto che i Servi di Dio furono uccisi per la loro fede in Cristo e nella Chiesa.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: È provato il martirio e la sua causa dei Servi di Dio Pedro de Corpa, Blas Rodríguez de Cuacos, Miguel de Añón, Antonio de Badajoz, Francisco de Veráscola, dell’Ordine dei Frati Minori, nel caso e per il fine di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma il 27 gennaio 2025

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario