Antonio Kowalczyk
(1866 - 1947)
Fratello Laico della Congregazione dei Missionari Oblati della Beata Vergine Maria Immacolata; la sua vita virtuosa si espresse anche nel suo modo di pregare confidente e perseverante con le tipiche manifestazioni dei “piccoli”, trascorrendo in cappella ogni momento libero dai gravosi lavori e impegnandosi, come sacrista, a rendere splendida la chiesa per ogni festa liturgica
Il Venerabile Servo di Dio Antonio Kowalczyk nacque il 4 giugno 1866 a Dzierzanów (Polonia), in una numerosa famiglia cristiana. Conclusa la scuola primaria, aiutò la famiglia nel lavoro dei campi. Trasferitosi nel 1883 a Theresienstein, nella contea di Krotoszyn (Polonia), apprese il mestiere di fabbro. Dopo il periodo di apprendistato, prestò il proprio servizio come aiutante-fabbro a Dresda (Sassonia) e, successivamente, ad Amburgo (Germania), dove si trovò a lavorare con operai socialisti e protestanti. Avvertendo un violento male agli occhi, andò in una chiesa e, pregando la “Via Crucis”, si sentì guarito. Da allora, lo spirito di fede del diventò sempre più fervente e cominciò a maturare la vocazione alla vita religiosa.
Verso la fine di marzo del 1890, si trasferì a Mülheim sul Reno (Germania) e, alloggiando presso i coniugi Prummenbaum, conobbe i Missionari di Maria Immacolata. Sentendosi chiamato a consacrarsi al Signore in questo Istituto Religioso, decise di entrarvi. La vocazione, però, incontrò la forte opposizione del padre e del parroco di Lutogniew, don Giuseppe Wroblewski, che non conosceva gli Oblati e voleva che il giovane restasse in Polonia. Ma, vinta ogni opposizione, il 1° ottobre 1891 entrò in Noviziato a St. Gerlach (Paesi Bassi). Il 2 ottobre 1892 fece la professione dei voti temporanei e fu inviato presso la casa di formazione di St. Charles (Paesi Bassi), dove si distinse per lo straordinario spirito di preghiera, la dedizione al lavoro e l’obbedienza esemplare.
In comunità prestava soprattutto servizi manuali, in particolare di fabbro, e, contemporaneamente, dedicava molte ore alla preghiera, specialmente di notte. Nel 1896 fu inviato nelle Missioni degli Oblati in Canada e, dopo viaggi lunghi e faticosi, nel 1896 giunse alla Missione di Lac La Biche, situata sul lago omonimo a circa 300 chilometri a nord della città di Edmonton. Fu incaricato del mulino e della segheria. Nel 1897, mentre voleva riparare la macchina a vapore, ebbe il braccio dilaniato tra la cinghia e le ruote. In seguito a questo grave incidente, gli fu amputato il braccio destro. Nello stesso anno, fu trasferito a St. Paul des Métis (Canada).
Emessa la professione perpetua il 17 gennaio 1899, gli furono affidati diversi lavori, tra cui anche la cura dei maiali, che spesso doveva accudire di notte. Anche nella nuova comunità, si distinse per una vita religiosa esemplare, intensamente dedita al lavoro e alla continua preghiera. Coltivando una profonda devozione a Maria, venne chiamato ‘fratello Ave’, perché come ringraziamento per i suoi servizi chiedeva un’Ave Maria. Dopo quattordici anni a St. Paul des Métis, fu trasferito al Collegio St. Jean di Edmonton. Qui visse trentasei anni, dedicandosi ai lavori manuali della Casa, tra cui la manutenzione degli impianti idraulici e di riscaldamento, la coltivazione dei campi, il pollaio, la cucina, il suono delle campane e la sveglia.
Svolse questi incarichi con dedizione e abnegazione, nonostante il braccio destro artificiale, e l’altro braccio, afflitto da forti reumatismi. Spesso andava a pregare nella chiesa parrocchiale di S. Gioacchino a Edmonton e, se vi era l’esposizione del Santissimo Sacramento, restava nella chiesa anche nel pomeriggio, saltando il pranzo. Ogni anno si recava in pellegrinaggio al Santuario sul Lago St. Anne, molto visitato dagli Indiani. Il 15 agosto 1943 fece la “Consacrazione di Gesù in Maria” di San Luigi Maria Grignion de Montfort.
Il 10 luglio 1947, assistito dai confratelli, si spense serenamente a Edmonton dopo aver ricevuto il Viatico.
Iter della Causa
Il Processo Ordinario si svolse presso la Curia ecclesiastica di Edmonton, dal 14 aprile all’11 agosto 1952, in novantasei Sessioni, con l’escussione di quarantaquattro testi, di cui due ex officio.
Il 1° giugno 1979 fu emanato il Decreto super introductione Causae.
Il Processo Apostolico si svolse presso la medesima Curia ecclesiastica, dal 23 settembre 1982 al 24 giugno 1983, in cinquantadue Sessioni, con l’escussione di ventiquattro testi, di cui tre ex officio.
La validità giuridica dei Processi fu riconosciuta con il Decreto del 26 marzo 1993.
Congresso Peculiare dei Consultori Teologi
Si svolse il 15 novembre 2011, presieduto dal Promotore della Fede, con la presenza dei Consultori prescritti, i quali delinearono il ritratto virtuoso del Venerabile Servo di Dio. Egli visse la consacrazione religiosa come fratello laico nella donazione totale a Dio e al servizio dei fratelli, soprattutto nell’adempimento dei lavori più semplici, anche quelli più sgradevoli o pesanti.
La sua vita virtuosa si espresse anche nel suo modo di pregare confidente e perseverante con le tipiche manifestazioni dei “piccoli”, trascorrendo in cappella ogni momento libero dai gravosi lavori e impegnandosi, come sacrista, a rendere splendida la chiesa per ogni festa liturgica.
Al termine del dibattito, i Consultori si espressero unanimemente con voto affermativo a favore del grado eroico delle virtù, della fama di santità e di segni del Servo di Dio.
Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi
Si riunì il 5 febbraio 2013. L’Ecc.mo Ponente, dopo avere tratteggiato la storia della Causa e la figura del Venerabile Servo di Dio, si soffermò sull’esercizio delle virtù, sottolineando, in particolare, che la sua fede fu sostenuta da un’intensa vita di orazione e da una generosa attività caritativa. La sua fu una santità feriale, vissuta nel quotidiano. Malgrado le avversità della vita e le sofferenze fisiche, non si perse mai di coraggio, ma sempre confidò nella Divina Provvidenza e questa fiducia raccomandava spesso agli altri.
Al termine della Relazione dell’Ecc.mo Ponente, che concluse constare de heroicitate virtutum, gli Em.mi ed Ecc.mi Padri risposero unanimemente al dubbio con sentenza affermativa.
EDMONTONENSIS
Beatificationis et Canonizationis
Servi Dei
ANTONII KOWALCZYK
Fratris Laici e Congregatione Missionariorum Oblatorum
Beatae Mariae Virginis Immaculatae
(1866 - 1947)
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Super Virtutibus
«Vi esorto dunque fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio: è questo il vostro culto spirituale» (Rm 12,1).
Il Servo di Dio Antonio Kowalczyk nacque il 4 giugno1866 a Dzierzanów (Polonia), sesto di dodici figli. Fin da bambino aiutò il padre nei lavori agricoli; poi, a diciassette anni, frequentò come apprendista l’officina di un fabbro: con questo mestiere avrebbe avuto la possibilità di trovare un posto di lavoro in Germania. Antonio, difatti, si trasferì prima a Dresda, poi ad Amburgo, come operaio nelle fabbriche metallurgiche.
Nel contempo andava forgiandosi il suo carattere e la sua sempre più convinta adesione alla fede ricevuta in famiglia, al punto che, in un ambiente materialistico e blasfemo, il Servo di Dio si distingueva per correttezza, onestà e testimonianza di vita. Trasferitosi, poi, a Colonia, fu ospite di una coppia di cattolici praticanti, che lo accolsero come un figlio e gli proposero di seguire la vocazione religiosa che andava maturando in lui. Perciò Antonio si recò nella vicina Olanda ed entrò tra i Missionari Oblati di Maria Immacolata. Nel 1891 iniziò il noviziato e, in seguito, emise i voti.
Alcuni anni dopo, la sua richiesta di andare in territorio di missione fu accolta ed egli potette imbarcarsi per il Canada. Raggiunse, quindi, il suo luogo di residenza, una cittadina chiamata Lac-la-Biche, a circa trecento chilometri da Edmonton, adagiata sulle rive del lago omonimo: qui i missionari avevano aperto una scuola per ragazzi e una segheria alimentata da una macchina a vapore per preparare legname necessario per le costruzioni. Ma, dopo appena un anno, un incidente di lavoro causò al Servo di Dio l’amputazione dell’avambraccio destro, prova che egli affrontò con grande forza d’animo. Sembrava che il suo prezioso contributo alle missioni del nord Canada fosse svanito.
Ma Antonio si era distinto anche per la ricerca intensa di Dio attraverso la preghiera e il servizio umile alla comunità. Qualche anno dopo l’incidente, perciò, egli potette dare il suo contributo in una serie di altre mansioni a servizio delle comunità dove fu trasferito (St. Paul des Métis, Edmonton), dalla cura dell’orto e del giardino alla riparazione di macchine e di oggetti.
Un clima di spiritualità intensa e genuina, che rievoca i Fioretti di San Francesco, caratterizzò la vita di Frate Antonio. Egli fu un uomo che pose la ricerca di Dio e della sua volontà al centro della sua vita. Una fede incrollabile e una speranza costante sostennero la sua disponibilità e il suo spirito di servizio. Nella preghiera, incentrata specialmente nell’adorazione eucaristica, attingeva la forza per vivere con fedeltà e coerenza la sua esperienza di vita consacrata. Con amore filiale venerava la Vergine Maria, soprattutto con la preghiera del rosario. La sua condotta esemplare fu una grande scuola, soprattutto per i giovani che si preparavano alla vita missionaria. Orientò il suo carattere energico e la sua impulsività verso una intensa e convinta carità nei confronti di tutti, che si esprimeva in una costante mitezza, nella prudenza del tratto e del consiglio, in un sincero atteggiamento di gratitudine. Evidenziò sempre grande onestà nell’uso del denaro e distacco dai beni materiali, spirito di penitenza e umiltà, sobrietà e moderazione. Raggiunse la straordinarietà della perfezione cristiana nell’ordinarietà della vita quotidiana.
Morì a Edmonton il 10 luglio 1947.
In virtù della fama di santità, dal 14 aprile all’11 agosto 1952 presso la Curia ecclesiastica di Edmonton fu celebrato il Processo Ordinario, cui fece seguito il Processo Apostolico presso la medesima Curia dal 23 settembre 1982 al 24 giugno 1983: la loro validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 26 marzo 1993. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 15 novembre 2011 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 5 febbraio 2013, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servi Dei Antonii Kowalczyk, Fratris Laici e Congregatione Missionariorum Oblatorum Beatae Mariae Virginis Immaculatae, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 27 mensis Martii a. D. 2013.
ANGELUS Card. AMATO, S. D. B.
Praefectus
+ MARCELLUS BARTOLUCCI
Archiep. tit. Mevaniensis
a Secretis
«Obsecro itaque vos, fratres, per misericordiam Dei, ut exhibeatis corpora vestra hostiam viventem, sanctam, Deo placentem, rationabile obsequium vestrum» (Rm 12, 1).
Servus Dei Antonius Kowalczyk die 4 mensis Iunii anno 1866 Georgianovii in Polonia sextus e duodocim filiis natus est. Iam inde a pueritia patrem in arvorum operibus adiuvit et, cum duodevicesimum aetatis annum egit, mediastinus fabri frequentavit pergulam, cuius fabrilis artis gratia laboris in Germania inveniendi facultate gavisus est, quo enim, ut Dresdae primum ac dein Hamburgi tamquam operarii apud officinas ferrarias fungeretur munere, demigravit.
Interdum, indole paulatim procusa, sub lare adeo receptae fidentius fidei adhaesit, ut probitate honestateque ac testimonio vitae, etiam in adiunctis bona mundi praeter cetera recolentibus ac Deo pervicaciter infensis, summopere emineret. Coloniae deinde, quo se postremo traiecerat, hospes fuit coniugum, qui, christiana doctrina et pietate penitus informati, eum uti filium reapse receperunt ac vocationem religiosam in eo iam augescentem omnimodis foverunt. Exinde in finitimam Nederlandiam se contulit ibique inter Missionarios Oblatos Beatae Mariae Virginis Immaculatae ingressus est. Anno 1891, noviatiatum igitur incepit ac vota religiosa perpetua deinde professus est.
Aliquibus post annis petitio eius, ut ad terras missionis destinari posset, accepta est et Servus Dei in navem inscensus ad Canadiam contendit. Incolatum suum denique adeptus est in vico vulgo Lac-la-Biche nuncupato, qui fere trecentos chilometros ab Edmontonio, ad ripas laci eiusdem nominis reclinis, distabat: scholam missionarii hic pro pueris aperuerant una et officinam serratoriam, quam mechanica instrumenta vaporis ope sustentata provehebant, ut materiam ad aedificia exstruenda necessariam caederent. Vix anno post propter infaustum operis Antonius autem brachio dextero obtruncatus est, quod scelus summa quidem animi fortitudine pertulit.
Licet seposita eius apud missiones in Canadia septentrionali navitas quasi videretur dilapsa, Antonius tamen eminenti Dei perquisitione per orationem et humili pro communitate servitio emicuit. Paucos annos enim post infelicissimum casum illum, ad plurima alia officia, sicuti curam hortus et viridarii vel machinarum rerumque restitutionem, in bonum communitatis, ad quam traiectus est Paulopoli des Métis prope Edmontonium, proficienter valuit.
Ardens ac genuina spiritualitas, quae Florilegia sancti Francisci Assisiensis revocat, Fratris Antonii vitam incendit, qui Deum perquirendum eiusque voluntatem adimplendam suipsius super omnia fecit conversationis fundamentum. Perseverantia fidei speique constantia sollicitudinem eius ac famulatus spiritum exceperunt: nam, ex oratione, quae praesertim eucharisticae adorationi innitebatur, virtutem fideliter et constanter vitae consecratae usus vivendi hausit et filiali insuper pietate, maxime per marialis coronae precationem, Beatam Mariam Virginem coluit. Conversatio eius exemplaris summa iuvenibus potissime vitam missionariam quaerentibus fuit palaestra. Promptam acremque indolem suam fervidam in caritatem erga omnes intendit ac fretam, quae assidua mansuetudine, habitus consiliique prudentia ac genuina animi gratia loquebatur. Miram integritatem in pecunia adhibenda, sicut et bonorum mundi neglectum, studium paenitentiae et humilitatis parsimoniamque et continentiam iugiter exprompsit et insignem christianarum virtutum cotidianis in communis vitae adiunctis contigit perfectionem.
Edmontonii die 10 mensis Iulii anno 1947 pie in Domino quievit.
Ob sanctitatis famam Causa Beatificationis et Canonizationis apud Curiam Episcopalem Edmontonensem inita est per celebrationem Processus Ordinarii a die 14 mensis Aprilis ad diem 11 mensis Augusti anno 1952, quem Processus Apostolicus a die 23 mensis Septembris anno 1982 ad diem 24 mensis Iunii anno 1983 apud eandem Curiam habitus, secutus est, quorum auctoritas et vis iuridica a Congregatione de Causis Sanctorum die 26 mensis Martii anno 1993 probatae sunt. Positione confecta, die 15 mensis Novembris anno 2011 in Congressu Peculiari Consultorum Theologorum prospero cum exitu disceptatum est, iuxta consuetudinem, an Servus Dei more heroum virtutes christianas exercuisset. Patres Cardinales et Episcopi in Sessione Ordinaria diei 5 mensis Februarii anno 2013, cui egomet ipse Angelus Cardinalis Amato praefui, professi sunt Servum Dei virtutes theologales, cardinales iisque adnexas in modum heroum exercuisse.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per infrascriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine iisque adnexis in gradu heroico Servi Dei Antonii Kowalczyk, Laici Professi e Congregatione Missionariorum Oblatorum Beatae Mariae Virginis Immaculatae, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 27 mensis Martii a. D. 2013.