Causa in corso
Clara Andreu y Malferit (al secolo: Barbara Onofria)
- Venerabile Serva di Dio -

Clara Andreu y Malferit (al secolo: Barbara Onofria)

(1596 - 1628)

Venerabilità:

- 18 giugno 2026

- Papa  Leone XIV

Monaca professa del Monastero girolamino di San Bartolomeo di Inca; ha dedicato tutta la sua breve esistenza al servizio di Dio e all’esercizio delle virtù e la salvezza delle anime era ciò che aveva più a cuore. Tutti le riconoscevano una particolare vicinanza al Signore e il suo operato la mise in luce come donna piena di carità verso gli altri, capace di aiutare e consolare, dotata di pazienza e di straordinaria umiltà

  • Biografia
Visse in modo eroico l’obbedienza: tutto accettò con profonda umiltà

 

La Venerabile Serva di Dio Clara Andreu y Malferit (al secolo: Barbara Onofria) nacque il 4 dicembre 1596 a Palma di Mallorca (Spagna). Ultima di quattro figli di una famiglia di artigiani, la madre morì di parto dandola alla luce. Il padre si sposò di nuovo e la seconda moglie si prese cura di lei.

All’età di sette anni fu portata al monastero di San Bartolomeo ad Inca, nell’entroterra dell’isola. Era infatti pratica comune tra i monasteri del tempo il niñado, con lo scopo di offrire all’interno del chiostro un’educazione alle bambine. Barbara Onofria parlava e scriveva il catalano di Mallorca. Prese poi l’abito a 12 anni ed emise i voti, appena compiuti 16 anni, il 17 febbraio 1613, prendendo il nome di Clara.

Ebbe come primo incarico quello di prendersi cura degli ospiti del monastero. Fu poi aiuto maestra delle novizie, insegnando canto, lettura e scrittura.

Nel 1621 si occupò, per alcuni mesi, dell’infermeria del monastero. Fu quello il periodo di una sua profonda trasformazione spirituale, nonché l’inizio di una straordinaria esperienza mistica, che l’accompagnerà fino alla morte.

Due anni più tardi fu designata maestra delle novizie e clavaria. Con la morte improvvisa della priora, nell’ottobre 1625, passò a occupare il ruolo di vicaria.

Poiché la notizia di suoi doni preternaturali si diffuse in tutta l’isola, subendo anche critiche; il vescovo di Mallorca incaricò un religioso carmelitano di compiere un’indagine che impose diversi provvedimenti. Ella prese sul serio le indicazioni ricevute e le osservò.

Il 16 giugno 1628 comunicò al confessore di avere ricevuto una profezia: la sua infermità sarebbe stata rapida e chiese di confessarsi, come fosse stata l’ultima volta. Una settimana più tardi entrò in agonia e ricevette l’estrema unzione. Morì il 24 giugno 1628 a poco più di trentadue anni di età e quindici di vita religiosa.

Appena dopo la morte, il confessore negli ultimi mesi della sua vita, si mise a ricercare informazioni per stenderne una prima biografia. Una nuova biografia risale al 1777 e un’altra al 1807. Le fonti biografiche evidenziano il suo vissuto virtuoso come fuori dal comune e così fu considerato dai suoi contemporanei.

Madre Clara ha dedicato tutta la sua breve esistenza al servizio di Dio e all’esercizio delle virtù e la salvezza delle anime era ciò che aveva più a cuore. Tutti le riconoscevano una particolare vicinanza al Signore e il suo operato la mise in luce come donna piena di carità verso gli altri, capace di aiutare e consolare, dotata di pazienza e di straordinaria umiltà.

Visse in modo eroico l’obbedienza: tutto accettò con profonda umiltà e si sottomise alle decisioni dell’autorità ecclesiastica. Amava le consorelle trattandole con grande delicatezza.

Nel monastero e nella città sono ben presenti la sua fama di santità e di segni e il sepolcro continua a essere meta di pellegrinaggi.