Causa in corso
Costantino Vendrame
- Venerabile Serva di Dio -

Costantino Vendrame

(1893 - 1957)

Venerabilità:

- 22 maggio 2026

- Papa  Leone XIV

Nel suo apostolato missionario troviamo dei caratteri di grande eroicità, non solo per come lo ha vissuto, ma anche per i frutti di fede e di adesione al Vangelo presso le popolazioni da lui incontrate. Per lui Dio veniva prima di qualsiasi altra cosa e da lui tutti si sentirono amati con il cuore di Cristo. Fu sempre un esempio splendido di carità evangelica. La sua carità si tradusse per tutta la vita in un grande sacrificio di sé.

  • Biografia
Visse fino in fondo i propri doveri di cristiano, di religioso e missionario salesiano. In particolare risulta significativa la sua scelta di vivere come povero fra i poveri.

 

Nacque in località Pianche di San Martino di Colle Umberto (Treviso) il 27 agosto 1893, in una famiglia dignitosamente povera e di solidi valori cristiani, provata dalla malattia e alcuni lutti. Fu battezzato il giorno successivo con i nomi di Costantino Angelo. Suo padre era fabbro e la madre casalinga.

Costantino avverte giovanissimo la vocazione al sacerdozio ed entra nel 1908 nel Seminario della Diocesi di Ceneda (Vittorio Veneto), per passare poi – nel 1912 – tra i Salesiani a motivo dell’amore per le missioni. Novizio nel 1913, professo temporaneo nel 1914 e perpetuo nel 1920, egli si forma alla vita religiosa attraverso il tirocinio pratico. La Prima Guerra Mondiale lo vede soldato esemplare nella fedeltà alla vocazione.

Ordinato sacerdote il 15 marzo 1924 a Milano, riceve il 5 ottobre il crocifisso missionario a Torino, nella Basilica di Maria Ausiliatrice. Parte quindi per il Nord-Est India (Assam) e raggiunge Shillong il 24 dicembre 1924.

Missionario a Shillong-Laitumkhrah, Jowai, Wandiwash nel Tamil Nadu (India del Sud) e infine Shillong-Mawkhar (dal 1951 alla morte), egli percorre a piedi distanze immense per raggiungere le anime più lontane: si fa povero tra i poveri e tocca i cuori più induriti, accettando col sorriso l’usura delle fatiche e i pericoli della vita apostolica. Attrae a Cristo e alla Chiesa migliaia di anime, protestanti e pagane; musulmani e indù lo stimano vero uomo di Dio.

Costretto a un’interruzione forzata durante il Secondo Conflitto Mondiale – cittadino italiano sul suolo dell’Impero Britannico, è recluso con molti altri dapprima sotto custodia dei Gurkha, poi a Deoli, infine a Dehra Dun – rivela in quell’apparente immobilismo una forza che consola e sostiene i compagni di prigionia.

Colpito da grave artrosi e provato da dolori lancinanti sino allo svenimento, vive all’insegna di un’offerta totale gli ultimi mesi di vita. Ricoverato a Dibrugarh muore nella viglia della festa di san Giovanni Bosco: è il 30 gennaio 1957. I funerali sono un trionfo di fede e gratitudine. Lo aveva accompagnato, in vita, una diffusa fama di santità e segni.