Crocifissa Militerni (al secolo: Teresina)
(1874 - 1925)
Religiosa professa della Congregazione di San Giovanni Battista; fu animata sin da ragazza da una fede profonda che si esprimeva nella preghiera costante e nell’ardore apostolico, manifestato in particolar modo nei confronti della gioventù di Cetraro. Sin da giovane si dedicò alla catechesi delle fanciulle mossa da grande zelo. Ella insegnava alle ragazze di provenienza più umile i fondamenti della fede, vigilava su di esse e organizzava anche delle piccole gare di catechismo tra di loro.
La Venerabile Serva di Dio Crocifissa Militerni (al secolo: Teresina) nacque nell’allora diocesi di San Marco e Bisignano (San Marco Argentano-Scalea), da Giuseppe Militerni e Pasqualina Giordanelli a Cetraro, provincia di Cosenza, il 24 dicembre 1874 e fu battezzata l’8 gennaio 1875. Ricevette la prima comunione nell’aprile del 1884. Dopo tale evento, nacque in lei il desiderio di seguire Cristo. Ancora tredicenne decise di consacrarsi al Signore. Sin dall’età giovanile mostrò una spiccata attitudine per la vita di preghiera e per l’apostolato, svolto soprattutto a favore dei contadini e della gioventù locale più bisognosa, e maturò l’ideale della consacrazione al Signore tanto che nel marzo 1894, con il consenso del direttore spirituale, emise privatamente il voto di castità.
Da quel momento diede inizio una vita austera, scandita dalla preghiera, dalle mortificazioni e dall’impegno apostolico catechetico ed evangelizzatore. Nel 1901 giunsero a Cetraro alcune suore Battistine appartenenti alla Congregazione di San Giovanni Battista, fondata da Sant’Alfonso Maria Fusco, le quali aprirono una casa religiosa il 19 marzo 1902 con il nome “Istituto San Giuseppe”. Teresina Militerni, che aveva collaborato con le suore dal momento del loro arrivo, il 7 settembre 1903 entrò nel postulandato in quella Congregazione. Il 7 luglio 1904 iniziò il noviziato e le fu dato il nome di Suor Crocifissa, motivato dall’amore per la Passione del Signore e dall’intenzione di immedesimarsi al Cristo Crocifisso. Emise la prima professione l’8 dicembre 1905.
Nel 1909 fu nominata Superiora della comunità di Cetraro e si impegnò nella costruzione di una nuova casa conosciuta con il nome di “il Ritiro”. Mentre svolgeva tale servizio, l’8 settembre 1910 emise la professione perpetua. Si impegnò attivamente per la fondazione di una casa dell’Istituto a Cetraro dal momento che le suore, fino ad allora, alloggiavano in edifici messi a disposizione dai benefattori. Per la fondazione venne scelto un vecchio convento locale abbandonato, il cosiddetto “Ritiro”, a cui era annessa una chiesa piuttosto fatiscente. Grazie anche all’aiuto del Vescovo del luogo, Monsignor Salvatore Scanu, riuscirono a superare gli ostacoli esistenti e il 15 dicembre 1912 venne posta la prima pietra della nuova struttura.
Nell’ottobre 1915 fu trasferita a Roma quale Maestra delle novizie, esercitando così, un instancabile ministero come formatrice, formando numerose suore. Nel 1919, nel Capitolo generale dell’Istituto, fu eletta Consigliera, ma dopo qualche anno, colta da grave malore, si ritirò dall’apostolato diretto, trasformando il resto della sua vita in una testimonianza autentica e autorevole di amore e di sua conformazione a Cristo Crocifisso.
Agli inizi di gennaio del 1925 la Superiora Generale dell’Istituto, Madre Artemisia Cirillo, si recò in visita alla Casa di Cetraro e si fece accompagnare dalla Serva di Dio, la quale cominciò però ad accusare disturbi fisici che si rivelarono sintomi di una grave malattia; venne colpita infatti da un tumore. Le fu dunque concesso di restare nella propria località natale per sottoporsi alle cure del caso, che si rivelarono alquanto inutili; dopo un ultimo tentativo tramite un intervento chirurgico: morì il 25 marzo 1925.
La Venerabile Serva di Dio fu animata sin da ragazza da una fede profonda che si esprimeva nella preghiera costante e nell’ardore apostolico, manifestato in particolar modo nei confronti della gioventù di Cetraro. Sin da giovane si dedicò alla catechesi delle fanciulle mossa da grande zelo; insegnava alle ragazze di provenienza più umile i fondamenti della fede, vigilava su di esse e organizzava anche delle piccole gare di catechismo tra di loro.
Per elevare il livello culturale della popolazione locale si prodigò per costruire un asilo e una piccola scuola. Alla sua intensa e fervorosa attività di apostolato e alla sua opera di discernimento si deve il fiorire di molte vocazioni religiose. Alle ragazze e alle sue consorelle raccomandò sempre l’importanza della preghiera per alimentare una fede autentica, conformata allo stile di vita.
Abbandonata alla volontà di Dio, era colma di speranza, che alimentava con la preghiera rivolta con particolare devozione alla Santa Eucaristia. Affidandosi al Signore, si prodigò per accudire gli ammalati, assistere i poveri, gli anziani e i moribondi. Con il suo agire dimostrò di praticare la giustizia sia nei rapporti col prossimo che attraverso un’azione incisiva a livello sociale, collocandosi tra quei cattolici che tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, in adesione agli insegnamenti della Chiesa, compirono non solo una fruttuosa evangelizzazione, ma anche un’opera di reale promozione umana nei confronti le classi sociali più povere.
Sempre obbediente alle disposizioni dei Superiori, agì saggiamente come Maestra delle novizie, conservando la virtù dell’umiltà, la temperanza, l’amore per la povertà e il distacco dai beni materiali. Nell’ultimo periodo della sua vita affrontò con serenità i gravi problemi di salute che le provocarono grandi sofferenze, accettate con spirito di fortezza e abbondono fiducioso alla volontà di Dio.
La sua fama di santità, già presente in vita, si sviluppo dopo la morte persistendo nella sua famiglia religiosa, sia in Italia, nelle zone ove visse e operò, che all’estero nei luoghi in cui si trovano le case della Congregazione.