Causa in corso
Edward Joseph Flanagan
- Venerabile Servo di Dio -

Edward Joseph Flanagan

(1886 - 1948)

Venerabilità:

- 23 marzo 2026

- Papa  Leone XIV

Sacerdote diocesano, Fondatore della Città dei Ragazzi, “Boys Town”; 

  • Biografia
«Lover of Christ and man»

 

Il Venerabile Servo di Dio Edward Joseph Flanagan nacque il 13 luglio 1886 in una località della campagna irlandese, a 175 km da Dublino. Era l’ottavo degli 11 figli di John e Honora Larkin. Suo padre, come fattore di un produttore di whisky scozzese, allevava bestiame; era stimato per onestà e onorabilità. La madre era una donna di fede, gentile e premurosa. La famiglia Flanagan era rinomata per il senso di ospitalità e perché andava alla Messa ogni domenica. Edward diventò presto chierichetto.

Iniziò gli studi nella “Scuola nazionale” del luogo, distante un paio di km da casa sua, e dava una mano al padre nella cura del bestiame. Si iscrisse in seguito al Summerhill College di Sligo dove, con un anno di anticipo, conseguì la Maturità. Era il 1904, lo stesso anno che lo vide emigrare, ormai diciottenne, verso gli Stati Uniti.

Suo fratello Patrick infatti era stato ordinato sacerdote per la missione americana e quindi inviato ad Omaha, nel Nebraska. Fu lui a convincere il fratello minore Edward e tutta la famiglia delle opportunità che avrebbero trovato in America. I genitori, insieme ai due fratelli più piccoli, raggiunsero il resto della famiglia due anni più tardi.

Anche in America la famiglia Flanagan si distinse per l’attenzione all’educazione e istruzione dei ragazzi, per la generosità e l’operosità per il bene del prossimo, per l’assiduità alla vita della Chiesa cattolica.

Il Venerabile Servo di Dio frequentò da subito il Mount St. Mary’s College ed ivi conseguì in due anni la laurea di primo livello in lettere e filosofia. Fu quindi ammesso al Saint Joseph’s Seminary a Yonkers (New York), ma durante il primo anno si ammalò gravemente: rimase nell’infermeria del seminario per quasi cinque mesi, finché i medici non gli consigliarono di sospendere lo studio e tornare a casa. La diagnosi di broncopolmonite fu l’episodio acuto di una debolezza polmonare cronica, che di fatto lo accompagnò per tutta la vita.

Una volta che si fu ristabilito, il vescovo di Omaha lo mandò a studiare presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, ma una ricaduta della malattia lo costrinse, durante il primo anno, a fare ritorno ad Omaha (febbraio 1908).

Seguì un tempo di lavoro nel reparto contabilità della Cudahy Packing Company, una ditta produttrice di carne, azienda importante nella regione ed in un momento di grande sviluppo.

Riprese gli studi verso il sacerdozio l’anno successivo, entrando nell’Università Reale Imperiale Leopold-Franzen di Innsbruck. Vi rimase dal 1909 al 1912, anche se, a seguito dell’occupazione nazista, di ciò non si ha documentazione. Risiedeva in un dormitorio internazionale, istituito per seminaristi stranieri, molti dei quali provenienti dagli Stati Uniti. Venne finalmente ordinato sacerdote a Innsbruck il 26 luglio 1912.

Il vescovo di Omaha gli assegnò il servizio di vice-parroco a O’Neill, una parrocchia vasta e scarsamente popolata, con diverse cappelle di missione. Nel 1913 fu richiamato ad Omaha, per diventare vice-parroco di Saint Patrick in città. Otto giorni dopo il suo arrivo, un tornado si abbatté sul Nebraska, con morti e feriti in gran numero. Padre Flanagan si diede da fare per stare vicino alla gente, aiutare le vittime e le loro famiglie, rispondere nei mesi successivi alle necessità di tutti coloro che abitavano nei dintorni. Durante un viaggio del fratello in Irlanda, assunse temporaneamente la guida della parrocchia Holy Angels a Omaha.

Una seconda ondata di devastanti condizioni climatiche colpì allora le pianure del Midwest, tanto che molti lavoratori agricoli non avevano più modo di guadagnarsi da vivere. Padre Flanagan comprese immediatamente la portata sociale di questa calamità: nel 1914, in collaborazione con l’associazione San Vincenzo de Paoli, realizzò il progetto di un ostello per lavori disoccupati, il Workingmen’s Hotel, per la cui apertura la Commissione per il Welfare aveva già manifestato un certo interesse. La struttura, che sorse col sostegno di molte persone di ogni ceto sociale, arrivò ad ospitare fino a 50 uomini per notte. Proprio per dedicarsi di più al lavoro nell’ostello, nel 1916 Padre Flanagan si spostò da Saint Patrick a Saint Philomena (dal 1961, Saint Frances Xavier Cabrini).

Padre Flanagan si rese conto che molti problemi degli adulti ospiti del suo ostello avrebbero potuto essere evitati, se questi uomini avessero fin da piccoli ricevuto un’adeguata educazione. Avrebbe detto un giorno: «What a pity that these men as boys had not received the right care, guidance, and love. They would have been good men today»; e ancora: «This is what caused me to change my views on the type of social work that would bring better results». Istitutì quindi, il 12 dicembre 1917 a Omaha, la Boys Home, un ambiente in cui accogliere ragazzi abbandonati o vittima di abusi, in grado di alimentare le loro migliori qualità così da diventare un giorno buoni cittadini. Iniziò con 2 ragazzini di Omaha e 3 ragazzi affidatigli dal tribunale dei minori. Scriverà poi in una memoria:

It is not the business of society to reproach and condemn these boys, who are, in the last analysis, largely the results of its neglect. We need to study them, to find out why they became bad boys so called, and to remedy the causes of delinquency.

Due anni più tardi Padre Flanagan divenne per naturalizzazione cittadino statunitense. Nel giro di pochi mesi l’opera del Venerabile Servo di Dio crebbe e passò da 5 a 50 ragazzi. L’arcivescovo di Omaha, Jeremiah James Harty, garantì al progetto il suo pieno sostegno.

Divenuta troppo piccola la prima casa, Padre Flanagan acquistò Overlook Farm, una fattoria di circa 60 ettari ad ovest della città. La Boys Home vi si spostò nel 1921. Dal 1930 la struttura prese il nome di Boys Town, con 280 ragazzi e un progetto edilizio di nuovi edifici, per il quale partì un’ingente raccolta fondi. Nel 1934 divenne una municipalità incorporata.

La cittadella si fondava su una forma di autogoverno. La fiducia in sé stessi, il rispetto di sé e la cittadinanza esemplare erano gli obiettivi per ogni ragazzo. Erano proibite le punizioni corporali, in voga nei sistemi educativi del tempo. La pratica religiosa era obbligatoria per tutti, indipendentemente dalla razza e dal proprio credo: accanto alla cappella cattolica, il Venerabile Servo di Dio s’impegnò nella costruzione di un luogo di culto protestante e di una sinagoga per gli ebrei.

Nella grande famiglia di Boys Town Padre Flanagan ricoprì un ruolo paterno per centinaia e centinaia di ragazzi, senza contare l’intenso lavoro finalizzato a far conoscere l’opera e raccogliere fondi per sostenerla. Tutta questa attività ebbe un impatto decisivo sulla sua salute fisica e mentale. Da agosto a novembre del 1931 fu ricoverato a Denver: i medici collegarono l’iperventilazione respiratoria e la debolezza muscolare ad una forma di nevrastenia. Nel 1937 rimase nuovamente ricoverato per alcuni giorni a Rochester, in Minnesota.

Durante il secondo conflitto mondiale, il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti istituì un programma di addestramento militare a Boys Town. Nel 1945 quasi 750 giovani della città erano in servizio attivo nelle forze armate e di loro 30 caddero in guerra. Padre Flanagan non era un sostenitore della guerra: aveva messo sé stesso e gli abitanti di Boys Town a disposizione della Patria, in quanto cittadini americani pronti a servire la nazione e sostenere i suoi principi di libertà, democrazia, uguaglianza, equità e autosufficienza. Si impegnò pure nella vendita di obbligazioni nazionali, al fine di raccogliere fondi per lo sforzo bellico nel suo complesso.

Quando nel 1942, dopo l’attacco di Pearl Harbor, Franklin Delano Roosevelt ordinò l’evacuazione di massa e l’incarcerazione di tutti gli americani di ascendenza giapponese, Padre Flanagan si diede da fare perché una parte di nippo-americani fosse ricollocata a Boys Town. Si trattò di 43 tra individui e famiglie, tutti provenienti dalla California.

Nel settembre 1945, a guerra finita, lavorò per accogliere a Boys Town un gran numero di ragazzi orfani o con le famiglie di origine disintegrate. Abbassò per questo l’età minima di ammissione da 12 a 6 anni ed aumentò la capacità di accoglienza dell’opera da 450 unità fino a 1000 ragazzi.

Il governatore della California chiese il suo aiuto per riformare la casa di correzione di Whittier School, oggetto a quel tempo di molte critiche da parte della stampa ed effettivamente sprofondata nel caos. Grazie a Padre Flanagan l’istituto entrò in una nuova fase della sua storia, proseguita di fatti fino alla chiusura della scuola nel 2004.

Nel 1946 visitò una ad una, nell’arco di un mese, moltissime strutture educative in Irlanda, esprimendo la propria disapprovazione per come venivano trattati i bambini nelle scuole industriali e nei riformatori. Denunciò il ricorso alle punizioni corporali, i regimi di lavoro di sfruttamento, la mancanza di vere politiche governative per il welfare dell’infanzia. La sua divenne così una figura controversa. Nel 2009 la relazione della Ireland’s Commission to Inquire into Child Abuse riconobbe come giuste le critiche mosse da Padre Flanagan nei confronti del sistema correzionale irlandese.

Davanti ad una drammatica impennata del tasso di criminalità giovanile, il procuratore generale degli Stati Uniti Tom Clarke nominò nel 1946 Padre Flanagan membro del National Panel for the Study of Juvenile Delinquency.

Il segretario alla guerra Robert Porter Patterson e il generale Douglas MacArthur ricorsero a lui per lo sviluppo di strutture di assistenza pubblica per i minori nel Giappone reduce dalla guerra. Si recò quindi nel 1947 in Giappone e Corea, dove per altro già esisteva un movimento per la costruzione di una Città dei ragazzi in un sobborgo di Tokyo. Nei suoi discorsi pubblici ed incontrando l’imperatore e l’imperatrice del Giappone, Padre Flanagan sottolineò l’importanza della formazione religiosa dei giovani, elemento indispensabile per prepararsi a vivere in una democrazia pacifica. Nel luglio di quell’anno riferì le sue osservazioni su Giappone e Corea a Washington DC.

Il grande successo di questo viaggio spinse il Dipartimento a chiedere a Padre Flanagan di recarsi a Vienna per aiutare la pianificazione del sistema di assistenza agli orfani di guerra. Partì nel febbraio 1948. Preparò per l’esercito degli Stati Uniti una relazione sullo stato della cura dei giovani e sulla delinquenza minorile in Austria.

Il 15 maggio 1948, mentre si trovava a Berlino, subì un improvviso attacco cardiaco e morì. La salma venne fatta rimpatriare: nei due giorni che precedettero la sepoltura (23 maggio) la visitarono circa 30.000 persone. In quei giorni una persona scrisse: «I never saw or felt a more genuine tribute to the loss, and devotion to the spirit of a mortal man». Sulla lapide della sua tomba, Padre Flanagan è stato definito «Lover of Christ and man».