Enrique Ernesto Shaw
(1921 - 1962)
Fedele Laico e Padre di famiglia, ebbe uno zelo straordinario nel difendere e propagare la fede cattolica, preoccupandosi che fosse capace di orientare e sostenere concretamente la vita e le scelte dei credenti, nel loro ambiente familiare e di lavoro.
Enrique Ernesto Shaw nacque a Parigi (Francia) il 26 febbraio 1921, in una famiglia aristocratica argentina. Rientrato in Patria, a quattro anni perse la madre e il padre affidò l’educazione e la formazione dei due figli dapprima ad un sacerdote sacramentino e poi al Collegio “La Salle”, di Buenos Aires.
A 16 anni, entrò nella Marina e, il 23 ottobre 1943, sposò Cecilia Bunge, con la quale ebbe nove figli. Sebbene fosse una famiglia agiata economicamente, tutti vivevano in un clima di austerità e sobrietà.
Nel 1945, come giovane ufficiale della Marina, si recò negli Stati Uniti d’America e lì sentì che Dio lo chiamava ad evangelizzare il mondo degli industriali a cui apparteneva la sua famiglia. Con energia e spirito d’iniziativa, sostenne gli operai affermando para juzgar a un obrero primero hay que amarlo. Lo zio materno della moglie lo invitò a lavorare nell’azienda familiare Cristalerias Rigolleau, della quale diventò poi amministratore delegato. Fece parte quindi dell’Azione Cattolica e del Movimento Familiare Cristiano e, sotto l’impulso dell’episcopato argentino, organizzò, insieme ad altri impresari, l’aiuto all’Europa nel post-guerra.
Nel 1952 fondò l’Asociación Cristiana de Dirigentes de Empresa e promosse l’Unión Internacional de Asociaciones Patronales Católicas e il Movimiento Empresarial Mundial Cristiano.
Nel 1957, gli fu diagnosticato un tumore maligno. Nonostante ciò continuò nelle sue attività, partecipando a congressi, preparando conferenze, scrivendo articoli e un diario personale. Partecipò pure al primo Consiglio di Amministrazione della Pontificia Università Cattolica Argentina e alla fondazione del “Serra Club”.
Nel 1961 fu designato Presidente de los Hombres de Acción Católica e partecipò al Congresso mondiale dell’Unione Internazionale delle Associazioni Patronali, in Cile. Mentre la salute peggiorava, intraprese un viaggio a Fatima e a Lourdes. Nonostante le precarie condizioni fisiche, mantenne i suoi incarichi di direttore e dirigente e, nel marzo 1962, scrisse uno dei suoi preziosi lavori: «... Y dominad la Tierra».
Morì il 27 agosto 1962 a Buenos Aires, all’età di 41 anni.
La sua vita di fede fu caratterizzata da intensa e assidua preghiera, partecipazione alla Santa Messa, vita sacramentale regolare, profonda devozione eucaristica e mariana, assoluta adesione al Magistero, specialmente nell’ambito della dottrina sociale. Ebbe uno zelo straordinario nel difendere e propagare la fede cattolica, preoccupandosi che fosse capace di orientare e sostenere concretamente la vita e le scelte dei credenti, nel loro ambiente familiare e di lavoro. Per tale ragione, il suo impegno nella pastorale della famiglia e nella pastorale del lavoro fu continuo ed intenso, anche quando la malattia cominciò a limitare le sue forze. Notevole fu anche la sua dedizione a diffondere la fede attraverso la buona stampa, con la “Casa del Libro”, da lui fondata e sostenuta con notevole sforzo finanziario e nessun guadagno.
La speranza eroica in lui rifulse in ogni momento della sua vita. Egli si affidò pienamente, con animo abbandonato, alla Divina Provvidenza, infondendo negli altri questa sua ferma confidenza nell’aiuto divino, specialmente nelle situazioni di difficoltà e di tensione nella vita sociale e politica del suo Paese, come anche durante la sua ultima malattia.
La virtù della carità verso Dio e verso il prossimo fu praticata costantemente e in grado non comune. Egli viveva alla presenza del Signore, parlava spesso di Gesù Cristo, lo amava con tutto il cuore e voleva realizzare il suo Regno e compiere la Sua volontà. Verso il prossimo fu straordinariamente generoso. Era amato e stimato da tutti coloro che lo conoscevano e lo frequentavano: i parenti, i colleghi, gli operai e gli impiegati alle sue dipendenze, gli ecclesiastici e i fedeli laici con cui collaborava nelle opere di apostolato, in particolare gli uomini dell’Azione Cattolica. Era molto caritatevole verso i poveri e verso le famiglie che attraversavano momenti di difficoltà materiali o morali, praticando costantemente, volentieri e in grado eroico le Opere di Misericordia. Nei suoi scritti si nota la centralità della “carità sociale”, necessaria per la promozione umana e cristiana delle persone e dei loro ambienti di vita.
In vista della beatificazione
Per la sua beatificazione, la Postulazione ha presentato all’esame del Dicastero l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, del piccolo Matías. All’età di 5 anni, il 21 giugno 2015, fu colpito alla nuca dal calcio di un cavallo in una fattoria nei pressi di Buenos Aires. Venne trasportato in stato di incoscienza nella città di Suipacha, ma a causa della gravità della ferita non poté avere cure adeguate. Condotto in ambulanza all’ospedale Municipale di Chivilcoy, intorno alle ore 15 fu ricoverato: la radiografia mostrò gravi danni cranici e cerebrali.
In questa fase vi fu la prima invocazione a Enrique Shaw da parte del padre di Matias, che invitò i conoscenti a fare altrettanto. Stabilizzata la situazione, quella sera stessa il bambino venne trasportato in aereo all’Ospedale universitario Austral di Pilar dove fu ricoverato, in condizioni critiche in terapia intensiva pediatrica con la diagnosi di “danno encefalico diffuso grave e ipertensione endocranica o intracranica della fossa posteriore”.
Venne urgentemente sottoposto a un intervento chirurgico di craniotomia per favorire la decompressione cerebrale; subì altri interventi chirurgici ma, dopo diversi giorni in cui la situazione rimase gravissima, il 15 luglio si rilevò, con sorpresa, che il sistema ventricolare era tornato di dimensioni normali. Da allora si riscontrò un miglioramento progressivo e il 28 luglio 2015 il bambino fu trasferito all’Istituto Fleni Escobar dove rimase ricoverato fino al 18 settembre per la riabilitazione motoria.
Il miglioramento fu confermato dai medici nel 2016 e nel 2018, pur con qualche lieve deficit a livello neurologico. Nel 2019, il sanato venne visitato da due periti “ab inspectione” che lo trovarono in buone condizioni di salute, senza conseguenze neurologiche importanti. Attualmente conduce una vita normale, pratica attività sportiva e ha un buon rendimento scolastico.
DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM
ALMERIENSIS
Beatificationis et Canonizationis
Venerabilis Servi Dei
HENRICI ERNESTI SHAW
Christifidelis Laici et Patrisfamilias
(1921-1962)
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DECRETUM SUPER MIRACULO
Il Venerabile Servo di Dio Enrique Ernesto Shaw nacque il 26 febbraio 1921, secondo figlio di Alejandro Shaw, avvocato e uomo d’affari, e di Sara Torquinst, membro di una famiglia aristocratica argentina, a Parigi dove la sua famiglia si trovava per motivi di lavoro del padre. Due mesi dopo, il 25 aprile, ricevette il battesimo. Rientrati in Argentina, il 27 agosto 1925, il Servo di Dio rimase orfano di madre. Il 16 gennaio 1936 venne ammesso alla Scuola Ufficiali dell’Armata Argentina dove si distinse per l’impegno accademico, l’osservanza della disciplina e la testimonianza di vita cristiana.
Nel 1940, leggendo il “Manual de Cuestiones Contemporaneas” del cardinale Jean Verdier, rimase colpito dal capitolo dedicato alla Dottrina Sociale della Chiesa. Iniziò così un cammino di fede cristiana in fedeltà alla volontà di Dio rispondendo con generosità alla chiamata alla santità. Sia da Ufficiale della Marina, fino al 1945 che, successivamente, da imprenditore e membro di diverse associazioni di apostolato laicale, si prodigò nel vivere le opere di misericordia. Compì con onestà e competenza la sua attività di imprenditore al servizio di impiegati e operai in cui vedeva dei fratelli in Cristo. Segni concreti furono la dedizione con la quale lavorò nel progetto di legge per le assegnazioni famigliari in Argentina, l’organizzazione degli aiuti per l’Europa devastata dalla Seconda Guerra Mondiale, i gesti concreti di aiuto agli operai, impiegati, persone bisognose, istituzioni religiose e associazione di apostolato laicale.
Il 23 ottobre 1943 contrasse matrimonio con Cecilia Bunge, laureata in Belle Arti e catechista, con la quale ebbe nove figli, che educarono con amore all’esercizio della libertà.
Aiutò economicamente il giornale “El Pueblo”, principale quotidiano cattolico nazionale, la casa editrice Hayne e fondò la Casa del libro consapevole dell’importanza della cultura cattolica. Nel 1947, aderì all’Azione Cattolica Argentina, di cui fu anche presidente nazionale degli uomini. Nel 1952 fondò l’Associazione cristiana dei dirigenti di impresa, di cui fu il primo presidente. Co-fondatore del Serra Club di Buenos Aires nel 1958. Partecipò con la moglie al Movimento Famigliare Cristiano.
Nel 1957, effettuò dei controlli medici dai quali emerse una diagnosi di tumore che accettò con cristiana serenità. Nonostante ciò, continuò la sua attività normale di imprenditore impegnato nell’apostolato dei laici ed entrò a far parte del primo Consiglio di amministrazione della nascente Università Cattolica Argentina, di cui fu tesoriere dal 1958. Nei primi mesi del 1962 la sua salute peggiorò e, il 27 agosto dello stesso anno, morì a Buenos Aires.
Papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione del Decreto sulle Virtù del Servo di Dio il 24 aprile 2021.
In vista della sua beatificazione, la Postulazione della Causa ha sottoposto al giudizio di questo Dicastero delle Cause dei Santi la presunta guarigione miracolosa del bambino Matías Oliva, da grave trauma cranio-encefalico con frattura complessa e affondamento occipitale sinistro e della fossa cranica posteriore; focolai emorragici cerebellari contusivi, ematoma sub ed extra durale e sub-aracnoideo della fossa posteriore; idrocefalo post-traumatico ed ipertensione endocranica; coma, insufficienza respiratoria acuta e danno assonale diffuso.
Domenica 21 giugno 2015, il piccolo Matías di 5 anni e 8 mesi di età si trovava nel recinto dei cavalli nella fattoria di Suipacha (a nord della provincia di Buenos Aires) insieme a sua madre. All’improvviso venne colpito dal calcio di un cavallo adulto, riportando un grave trauma cranio-encefalico.
I famigliari portarono Matías, in stato di incoscienza, al pronto soccorso dell’ospedale di Suipacha, distante circa 6 km dalla tenuta, unità sanitaria ospedaliera sprovvista delle attrezzature e competenze mediche necessarie per poter prestare un’assistenza primaria efficace in un trauma di questa natura. Qui fu chiamata immediatamente l’ambulanza che lo trasferì all’ospedale municipale di Chivilcoy a 40,5 km di distanza dove giunse in gravi condizioni cliniche.
I medici comunicarono al signor Gonzalo, padre del bambino, la gravità delle condizioni di suo figlio. In quel frangente, egli decise di andare nella cappellina dell’ospedale a pregare il Signore chiedendo l’intercessione di Enrique Shaw, con la certezza che questo avrebbe potuto essere il miracolo per la beatificazione del Servo di Dio.
Gonzalo, dopo aver pregato, iniziò a chiamare alcune persone per comunicare loro il grave incidente che aveva subito Matías. Tutti iniziarono a pregare per la salute di Matías, rivolgendo la preghiera al Signore per l’intercessione di Enrique Shaw.
Matías venne trasportato in aereo a Pilar per essere ricoverato presso l’ospedale universitario Austral, in condizioni cliniche definite critiche. Portato in terapia intensiva pediatrica, i medici decisero di procedere urgentemente con un intervento chirurgico. Al termine dell’intervento le condizioni cliniche risultarono stabili ma sempre critiche.
Il padre di Matías continuava a chiedere a parenti e amici anche via whatsapp, di pregare per la guarigione.
Matias subì altri tre interventi chirurgici ma le sue condizioni di salute rimasero gravi fino al 15 luglio 2015, quando venne constatata la scomparsa inattesa della dilatazione ventricolare evidenziata nella TAC, nonché conseguente risoluzione dell’idrocefalo e miglioramento dello stato neurologico.
Gli esami neurologici posteriori a cui venne sottoposto risultano nella norma.
Sulla guarigione, ritenuta miracolosa, fu istruita l’Inchiesta diocesana, presso la Curia ecclesiastica dell’Ordinariato militare argentino dall’11 marzo al 15 aprile 2019. La validità giuridica è stata riconosciuta da questo Dicastero con decreto il 20 settembre 2019.
La Consulta Medica del Dicastero, nella seduta del 9 maggio 2025, ha dichiarato che la sopravvivenza del paziente non sia spiegabile scientificamente.
Il 17 giugno 2025, si è riunito il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi ed il 16 dicembre 2025 la Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi. Alla domanda se si sia trattato di un vero miracolo compiuto da Dio per intercessione del Venerabile Servo di Dio Enrique Ernesto Shaw, gli uni e gli altri hanno dato risposta affermativa.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Leone XIV. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Consta il miracolo, compiuto da Dio per intercessione del Venerabile Servo di Dio Enrique Ernesto Shaw.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Dato a Roma, il 18 dicembre 2025
Marcello Card. Semeraro
Prefetto
+ Fabio Fabene
Arciv. tit. di Montefiascone
Segretario
BUENOS AIRES
BEATIFICAZIONE e CANONIZZAZIONE
del Servo di Dio
ENRICO ERNESTO SHAW
Fedele laico e Padre di famiglia
(1921-1962)
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DECRETO SULLE VIRTU'
«Senza la carità nulla è perfetto».
Aderendo pienamente alla volontà di Dio e facendo costante dono di se stesso, il Servo di Dio Enrico Ernesto Shaw ha risposto con generosità alla chiamata alla santità ed è divenuto esempio di virtù per tutti coloro che desiderano crescere nella carità. Marito fedele, padre di nove figli, imprenditore benestante, Presidente dell'Azione Cattolica Argentina, fondatore dell'Associazione Cristiana dei Dirigenti di Industria, fondatore della Casa del Libro Cattolico, ideatore di leggi in favore dei lavoratori, promotore dell'Università Cattolica Argentina e membro attivo di diverse associazioni cattoliche, ricercò sempre infatti «la via migliore di tutte» (1Cor 12,31).
Il Servo di Dio nacque il 26 febbraio 1921 a Parigi da famiglia argentina. A quasi 2 anni tornò a Buenos Aires e nel 1925 rimase orfano della madre. Frequentò il collegio dei Fratelli delle Scuole Cristiane, poi la Scuola Ufficiali dell'Armata Argentina, dove primeggiava per i risultati accademici, l'osservanza della disciplina e la testimonianza cristiana.
Leggendo il Manual de Cuestiones Contemporaneas del Cardinale Jean Verdier, rimase colpito dalla dottrina sociale della Chiesa e fu per lui l'inizio di un autentico cammino di fede. Cercava di compiere con letizia le opere di misericordia, divenendo per familiari, amici e colleghi di lavoro un riflesso della presenza di Dio. Con prudenza e perseveranza colse l'intima connessione tra annunzio del Vangelo e promozione umana, conciliando sapientemente il desiderio di un buon esito imprenditoriale con l'impegno per il progresso della società.
Svolse incarichi dirigenziali, fino a diventare amministratore delegato. Era membro del Consiglio di amministrazione di diverse aziende di famiglia. Si mise al servizio dei suoi impiegati ed operai, assicurandosi che fossero consapevoli dei propri diritti e doveri. Si diede da fare senza stancarsi per la pace la giustizia. Compi gesti concreti di assistenza e collaborò con l'episcopato argentino nella stesura della lettera pastorale collettiva del 1956 sulla pace sociale e sulla promozione e responsabilità dei lavoratori. Non si scoraggio mai davanti agli insuccessi, poiché sapeva che la fecondità molte volte è invisibile e non può essere contabilizzata.
Il 23 ottobre 1943 sposò Cecilia Bunge, dalla quale ebbe Jorge Enrique, Sara María, Cecilia Lucía María, Elsa María, Juan Miguel María, José María Leon, María Luisa, Isabel Teresa María e Gabriel María Manuel. Pose la sua famiglia sotto la protezione della Santissima Vergine Maria, fortificando i vincoli familiari, anche attraverso la recita quotidiana del Rosario. Fu esempio di fedeltà come marito e di amorevolezza come padre.
Figlio fedele ed obbediente della Chiesa, svolse attività evangelizzatrice in diverse associazioni e movimenti ecclesiali. Con la moglie partecipava al Movimento Famigliare Cristiano dei gruppi di Nazareth. Dal 1947 fu membro dell'Azione Cattolica Argentina e ne diventò Presidente nazionale degli uomini. Nel 1958 contribuì anche alla nascita del Serra Club di Buenos Aires.
Aveva una devozione eucaristica che permeava tutta la sua vita. Da essa traeva forza per il cammino di perfezione cristiana, il lavoro per il bene soprattutto dei più poveri, l'impegno come costruttore di pace sociale. Mediante l'amore per l'Eucarestia vedeva tutti gli uomini come fratelli.
Con un vero atteggiamento cristiano affrontò per diversi anni la malattia. Il 27 agosto 1962 iniziò la sua Pasqua Eterna, Come era stato stimato in vita, così in morte la sua memoria divenne sempre più una chiara fama di santità.
In virtù di questa fama si è istruita la Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio. Presso la Curia ecclesiastica di Buenos Aires si tenne un'inchiesta ne pereant probationes negli anni fra il 1999 e il 2002. Il 1° Aprile 2005 il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, apri l'Inchiesta diocesana, che si concluse il 19 settembre 2013. Questa Congregazione delle Cause dei Santi ne riconobbe la validità giuridica con decreto del 16 gennaio 2015.
Confezionata la Positio, si è discusso secondo le norme consuete se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù cristiane. Il 25 giugno 2019 il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi espresse voto favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi, riuniti nella Sessione Ordinaria del 20 aprile 2021, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in modo eroico le virtù teologali cardinali ed annesse.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti della Congregazione delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Sono provate le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico del Servo di Dio Enrico Ernesto Shaw, Fedele laico e Padre di famiglia, nel caso e per il fine di cui si tratta.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti della Congregazione delle Cause dei Santi.
Dato a Roma, il 24 aprile nell'anno del Signore 2021.
Marcello Card. Semeraro
Prefetto
+ Fabio Fabene
Arciv. tit. di Montefiascone
Segretario
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BONAËRENSIS
BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS
Servi Dei
HENRICI ERNESTI SHAW
Christifidelis laici et Patrisfamilias
(1921-1962)
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DECRETUM SUPER VIRTUTIBUS
“Sine Caritate nihil est perfectum”.
Divinae voluntati plane adherens atque sui ipsius oblationem continenter agens, Servus Dei Henricus Ernestus Shaw vocationi ad sanctitatem large respondit ac pro omnibus caritate augere cupientibus factus est exemplum. Sponsus fide praeditus, novem liberorum pater, susceptor bene de rebus domesticis constitutus, Actionis Catholicae Argentinae praeses, Sodalicii Catholici Rectorum Impresarum conditor, Domus Libri Catholici fundator, legum pro operariis inventor, Universitatis Catholicae Argentinae fautor ac plurimarum societatum catholicarum industriosus vir, “excellentiorem viam” (1Cor 12,13) nam semper quaesivit.
Servus Dei Lutetiae Parisiorum ortus est die 26 mensis Februarii anno 1921 Argentina quadam ex familia. Fere tertium annum agens, Bonum Aërem rediit atque anno 1925 matre est orbatus. Primum Collegium Fratrum Scholarum Christianarum, postea Scholam Officialium Copiarum Argentinarum frequentavit, ubi Academicis successibus, disciplinae observantia christianoque testimonio eminebat.
Ioannis Cardinalis Verdier operam v.d. Manual de Cuestiones Contemporaneas legens, Ecclesiae sociali doctrina affectus est et verum fidei iter inchoavit. Misericordiae opera laetitia complere exquirebat, ita ut Dei praesentis signum propinquis, amicis sociisque suis fieretur. Prudentia et perseverantia nexum inter Evangelium nuntiandum et humanitatem promovendam percepit, cupiditati boni susceptoris exitus sapienter miscens studium ad societatem provehendam.
Rectoris muneribus functus est, usque ad officium Procuratoris negotiorum. Plurimarum fabricarum familiae socius erat Consilii administrationis. Ministros operariosque adiuvit, ut suorum iurium officiorumque esset conscii cavens. Sine satietate pro pace et iustitia operabatur. Meras actiones beneficas fecit atque episcopatum Argentinum ad litteras pastorales collectivas anni 1956 de Pace societatis fovenda ac promovendis operariis eorumque munere edendas auxilio laboris adiuvit. Numquam ob iacturas fractus est animo, cum prosperitatem saepe invisibilem nec ratiocinandi arti subici posse novisset.
Die 23 mensis Octobris anno 1943 Caeciliam Bunge uxorem duxit, ex qua filios Georgium Henricum, Saram Mariam, Caeciliam Luciam Mariam, Elisabetham Mariam, Ioannem Michaëlem Mariam, Iosephum Mariam Leonem, Mariam Aloisiam, Isabellam Teresiam Mariam et Gabrielem Mariam Emmanuelem habuit. Sub tutela Sanctissimae Virginis Mariam familiam suam posuit, affinitatem roborans etiam Rosario cotidie recitando. Fidelitatis sponsus et benignitatis pater fuit exemplum.
Oboediens Ecclesiae filius, opus Evangelii nuntiandi perfecit variis in ecclesialibus consociationibus. Una cum uxore Motui Christiano Familiarum interfuit coetuum Nazareth. Ab anno 1947 socius fuit Actionis Catholicae Argentinae, cuius nationis Praeses factus est virorum. Anno 1958 auxilium laboris praestitit Bonaërensi sodalicio v.d. Serra Club erigendo.
Peculiarem Eucharisticam pietatem colebat, quae eius totam imbuebat vitam. Ex qua vim trahebat ad iter perfectionis christianae faciendum, ad opus pro bono in primis egeniorum exercedum, ad munus socialis pacis gerendum. Per Eucharistiae dilectionem homines suos cunctos fratres agnoscebat.
Sincero christiano habitu aliquot per annos infirmitatem substulit. Die 27 mensis Augusti anno 1962 Pascham Aeternam incepit. Tam in vita valde existimatus, quam in morte memoria eius usque facta est clara sanctitatis fama.
Quapropter Servi Dei Causa beatificationis et canonizationis est instructa. Apud Curiam ecclesiasticam Bonaërensem quadam Inquisitio “ne pereant probationes” habita est inter annos 1999 et 2002. Die 1 mensis Aprilis anno 2005 Georgius Marius Cardinalis Bergoglio, Archiepiscopus Bonaërensis, Inquisitionem dioecesanam instituit, quae ad finem pervenit die 19 mensis Septembris anno 2013. Haec Congregatio de Causis Sanctorum eius iuridicam validitatem agnovit per decretum diei 16 mensis Ianuarii anno 2015. Positione confecta, disceptatum est, consuetas secundum normas, an Servus Dei virtutes christianas heroico in gradu excoluisset. Peculiaris Consultorum Theologorum Congressus die 25 mensis Iunii anno 2019 adfirmativum votum protulit. Patres Cardinales et Episcopi, Ordinaria in Sessione diei 20 mensis Aprilis anno 2021 congregati, Servum Dei theologales, cardinales iisque adnexas virtutes heroico more exercuisse sunt professi.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Fortitudine et Temperantia iisque adnexis in gradu heroico Servi Dei Henrici Ernesti Shaw, Christifidelis laici et Paterfamilias, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 24 mensis Aprilis a. D. 2021.