Causa in corso
Generoso del Ss.mo Crocifisso <br> (Angelo Fontanarosa)
- Venerabile Servo di Dio -

Generoso del Ss.mo Crocifisso
(Angelo Fontanarosa)

(1881 - 1966)

Venerabilità:

- 27 marzo 2013

- Papa  Francesco

Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; si dedicò con grande disponibilità al ministero della confessione e della direzione spirituale, favorito da una profonda sensibilità, che gli permise di donare sollievo a quanti ricorrevano al suo aiuto e ai suoi consigli

  • Biografia
Una vita totalmente consacrata a Dio nella vita religiosa e dedita all’esercizio del ministero sacerdotale

 

 Il Venerabile Servo di Dio Generoso del Ss.mo Crocifisso (al secolo: Angelo Fontanarosa) nacque a Vetralla (Viterbo), il 6 novembre 1881, in una famiglia laboriosa e profondamente religiosa. Nel 1895, nonostante la malferma salute, entrò nel seminario dei Padri Passionisti a Rocca di Papa. Dopo due anni di formazione umana e culturale, fu accolto nel noviziato passionista a Monte Argentario (Grosseto), ricevendo il nome di fratel Generoso del SS. Crocifisso. Emessi i voti temporanei il 27 maggio 1898, fu trasferito a Lucca e, successivamente, a Roma per lo studio della teologia. Il 24 settembre 1904 venne ordinato sacerdote nella Basilica Lateranense.

Trascorsi i primi sei anni di ministero alla Scala Santa, a Roma, come Vice-Rettore e a Lucca, come Rettore della Casa, nel 1915 fu inviato in Sicilia, per predicarvi delle missioni popolari, riscuotendo copiosi frutti spirituali, fino al punto di essere incaricato dai Superiori di fondare la prima comunità passionista a Borgetto (Palermo), insieme al Servo di Dio Carlo Russel.

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo costrinse a interrompere l’avvio della nuova comunità e a partire per il fronte, dove fu gravemente ferito mentre soccorreva altri soldati. Il Ministero della guerra lo decorò con medaglia di bronzo.

Terminato il servizio militare, rientrò nella comunità di Borgetto che, nel 1920, accettò la direzione del Santuario della Vergine Addolorata del Romitello. Qui si dedicò alacremente non solo ai lavori di costruzione e di restauro dell’edificio, ma soprattutto alle predicazioni popolari. Mentre si trovava a Zafferana Etnea (Catania), fu colpito da encefalite letargica, che lo tenne in coma per circa quindici giorni. I fedeli e i religiosi di Borgetto elevarono intense preghiere alla Vergine Addolorata del Romitello, formulando anche un voto: se il Padre Generoso fosse completamente guarito, avrebbero incoronato solennemente l’immagine della Madonna. E così avvenne. Recuperò salute e forze, per cui i fedeli e i religiosi del Santuario, tenendo fede al voto, celebrarono con particolare solennità l’incoronazione dell’effige mariana.

A questo magnifico evento, seguì un epilogo di critiche all’indirizzo dei padri passionisti, accusati di poca trasparenza nella gestione delle offerte dei fedeli al Santuario. Per ristabilire la serenità, i passionisti restituirono il Santuario alla Diocesi e diversi religiosi, fra cui il Servo di Dio, furono trasferiti a Mascalucia (Catania), dove il Card. Giuseppe Francica Nava de Bontifé, Arcivescovo di Catania, aveva loro donato un villino. La piccola comunità, guidata dal Venerabile Servo di Dio, si dedicò ad una intensa attività apostolica. In questa cittadina egli rimase dal 1923 fino alla morte, lavorando con alacrità, ampliando la casa, impegnandosi per rendere più decorosa la cappella e riordinando la biblioteca.

Contemporaneamente, fondò la rivista L’Addolorata, con lo scopo di promuovere la devozione alla Madonna, nonché raccogliere fondi per l’edificazione di un Santuario a lei dedicato, con annessa casa di Esercizi. Le opere furono concluse nel 1949 e la comunità passionista di Mascalcia vi si trasferì. Intanto, il Servo di Dio continuò a dedicarsi alla predicazione con ritiri mensili, esercizi spirituali, missioni popolari e direzione di moltissime anime che con fiducia ricorrevano al suo aiuto. Contemporaneamente, fu incaricato dell’assistenza spirituale delle Orsoline di San Giovanni La Punta, ove era Superiora la Ven. Serva di Dio Lucia Mangano.

La salute, già duramente provata, subì un rapido declino tanto che fu costretto a celebrare la Santa Messa in sacrestia, sempre assistito dal confratello infermiere, con la partecipazione devota di molti fedeli. L’inesorabile declino fisico, tuttavia, non gli spense né la serenità interiore né l’acuta arguzia che l’aveva sempre accompagnato. Il giorno dell’Epifania del 1966 ebbe una trombosi e il 9 gennaio successivo, dopo aver ricevuto il santo Viatico con pieno abbandono alla volontà di Dio, si addormentò serenamente nel Signore.

 

Iter della Causa

L’Inchiesta diocesana principale si svolse presso la Curia ecclesiastica di Catania, dal 3 dicembre 1986 al 17 novembre 1990, in ottanta Sessioni, con l’escussione di sessantuno testi, di cui cinque ex officio.

Un’Inchiesta rogatoriale si svolse presso il Vicariato dell’Urbe, dal 19 settembre 1987 al 18 aprile 1988, in tredici Sessioni, con l’escussione di sette testi, di cui uno ex officio.

La validità giuridica delle Inchieste fu riconosciuta con il Decreto del 12 Dicembre 1992.

 

Congresso Peculiare dei Consultori Teologi

Si svolse il 29 novembre 2011, presieduto dal Promotore della Fede, con la presenza dei Consultori prescritti, i quali delinearono il ritratto virtuoso del Venerabile Servo di Dio. Egli, particolarmente, si dedicò con grande disponibilità al ministero della confessione e della direzione spirituale, favorito da una profonda sensibilità, che gli permise di donare sollievo a quanti ricorrevano al suo aiuto e ai suoi consigli. I Consultori Teologi individuarono in lui la capacità di scrutare i cuori e di consolare gli afflitti.

Al termine del dibattito, i Consultori si espressero unanimemente con voto affermativo a favore del grado eroico delle virtù, della fama di santità e di segni del Servo di Dio.

 

Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi

Si riunì il 19 febbraio 2013. L’Em.mo Ponente, dopo avere tratteggiato la storia della Causa e la figura del Venerabile Servo di Dio, si soffermò sull’esercizio delle virtù, sottolineando, in particolare, che si tratta di una vita totalmente consacrata a Dio nella vita religiosa e dedita all’esercizio del ministero sacerdotale: la predicazione, le confessioni, la guida spirituale. Con l’aiuto della grazia di Dio, egli seppe plasmare il suo carattere ed il suo temperamento, fino ad averne un adeguato dominio ed essere un modello di santità sacerdotale e religiosa.

Al termine della Relazione dell’Em.mo Ponente, che concluse constare de heroicitate virtutum, gli Em.mi ed Ecc.mi Padri risposero unanimemente al dubbio con sentenza affermativa.