Giuseppe Lazzati
(1909 - 1986)
Laico consacrato; uomo di grande umanità e di profonda cultura, si lasciò costantemente guidare da uno sguardo di fede e da una visione soprannaturale della vita, alimentata dalla preghiera, dalla meditazione e dallo studio. La sua spiritualità cristocentrica, che, compendiata nel mistero pasquale, si esprimeva in una condotta ascetica, educata alla scuola della Croce, soprattutto nei tempi delle prove più dolorose
Il Venerabile Servo di Dio Giuseppe Lazzati nacque a Milano il 22 giugno 1909, quarto di otto fratelli, da Carlo e Angela Mezzanotte. Fu battezzato il 25 giugno 1909. Rimase a Milano, dove iniziò le scuole elementari, fino al 1918. La famiglia si trasferì poi ad Alassio e qui frequentò per un biennio l’Istituto salesiano. Tornato a Milano nel 1920, frequentò il ginnasio-liceo statale C. Beccaria. Negli anni del ginnasio entrò nell’associazione S. Stanislao, nell’ambito della quale iniziò giovanissimo l’esperienza degli Esercizi spirituali. Nel 1927 si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia della Università Cattolica di Milano. Negli anni universitari accaddero eventi fondamentali per Giuseppe: la lettura della biografia di Pier Giorgio Frassati nel 1978 lo impressionò fortemente tanto che volle assumerlo a modello spirituale e il corso di esercizi del maggio 1931, guidato da padre Gemelli e da Mons. Olgiati, lo convinse a scegliere la via della consacrazione secolare nei Missionari della Regalità fondati nel 1929 dallo stesso padre Gemelli. Nell’ottobre del 1931 si laureò brillantemente con una tesi in letteratura cristiana antica. Dopo la laurea dovette prestare il servizio militare negli Alpini.
Nel 1932 don Pozzoni, che lo conosceva dai tempi dell’associazione S. Stanislao, lo chiamò a collaborare nel Centro diocesano di Azione Cattolica di Milano e nell’anno seguente il Card. Schuster lo volle presidente della Federazione diocesana della Gioventù Cattolica. Egli assolse questo incarico sino al 1943, quando fu internato nel lager. Nel 1938 lasciò il Sodalizio Missionario della regalità perché padre – per non disperdere le energie – aveva deciso di limitare l’attività dei suoi membri all’Azione Cattolica, all’Università Cattolica e al Sodalizio stesso. Questa limitazione di orizzonti non si addiceva alle aspirazioni che, in comunione con il cardinale Arcivescovo, dette inizio ad un nuovo Istituto Secolare dei Milites Christi Regis che, approvato nel 1952 come istituto di diritto diocesano, divenne di diritto pontificio nel 1963.
Nel 1939 Lazzati conseguì la libera docenza in Letteratura cristiana antica e ebbe la cattedra in Cattolica. Iniziò per lui un periodo molto intenso che aveva come centro la casa del prof. Padovani nella quale si riuniva ogni venerdì un cenacolo scelto di intellettuali cattolici di prima grandezza come Dossetti, Bontadini, la Vanni Rovighi, Fanfani e don Colombo e talvolta La Pira. Essi guardavano oltre il Fascismo per una rinascita democratica dell’Italia e per questo Lazzati fu anche incaricato di incontrare De Gasperi. Nel settembre del 1943, mentre la situazione italiana stava precipitando, Lazzati è richiamato alle armi e, quando, il 9 settembre gli viene richiesto di aderire alle ricostituite formazioni fasciste egli rifiutò e giurò fedeltà all’esercito regio, espressione della nazione italiana. Per questo fu deportato dai Tedeschi in campo di concentramento a Stablak e poi a Dęblin-Irena. Avrebbe potuto essere liberato per intervento del padre Gemelli, ma preferì restare per animare e sostenere gli internati e soprattutto i giovani della Azione Cattolica. Nel 1944 fu trasferito nel campo di Oberlangen-Lathen e poi a Sandbostel. Nonostante le dure condizioni di vita e le molte limitazioni alla sua attività, si impegna in un’opera stupefacente attraverso conferenze, meditazioni, corsi di esercizi, dialogo. Nel gennaio del 1945 fu ancora trasferito a Wietzendorf e più tardi fu preso come servo tuttofare da un contadino.
Finita la guerra nella primavera del 1945, poté tornare in patria. Il 31 agosto era di nuovo a Milano, dove fu ricevuto dal Card. Schuster che lo voleva impegnato in politica. La sua esperienza e la sua sensibilità ne fecero un uomo di punta per la ricostruzione e civile e morale dell’Italia, uscita stremata dagli eventi bellici e dalla guerra civile che seguì alla caduta del Fascismo. Nel 1946 viene eletto Consigliere comunale a Milano e poi Consigliere nazionale della Democrazia Cristiana, e infine membro dell’Assemblea costituente. Con Dossetti e Fanfani fondò il movimento Civitas Humana, il gruppo Servire e la rivista Cronache Sociali. Era fondamentale dare una coscienza e una formazione politica ai cattolici e per questo offrì la sua preziosa collaborazione alle Missioni religioso-sociali che l’Azione Cattolica Italiana fece nel 1947-1948, in vista delle elezioni politiche e dello scontro con una sinistra agguerrita e anticattolica. Nelle combattutissime elezioni del 1948, Lazzati fu eletto deputato. Come deputato fu fatto vicepresidente del gruppo Democrazia Cristiana e assegnato alla commissione Agricoltura e poi a quella della Istruzione e Belle Arti. Nel 1953 chiese alla Presidenza nazionale Democrazia Cristiana di non essere incluso fra i candidati alle elezioni e, nonostante le insistenze, rimase fermo nella sua decisione.
L’impegno civile di Lazzati continuò nei modi a lui più consoni della formazione del laicato cattolico attraverso molteplici canali culturali quali pubblicazioni, conferenze, simposi a vari livelli, anche internazionali. Nel 1956 l’Arcivescovo di Milano, Card. Montini, lo nominò presidente del Movimento Laureati Cattolici per la città di Milano e quindi dell’Istituto Sociale Ambrosiano (1957-1964). Fu presidente diocesano dei Laureati Cattolici nel triennio 1958-1961 e nel 1961 l’Arcivescovo lo volle direttore del quotidiano L’Italia.
Nel periodo conciliare e postconciliare Lazzati offrì un valido contributo al rinnovamento ecclesiale. Nel 1964-1966 fu presidente dell’Azione Cattolica milanese. Nel 1968 fu scelto come consultore della Congregazione dei Religiosi e della Commissione per la Revisione del Codice di Diritto Canonico. Nel 1973 fu fatto consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica e l’incarico fu rinnovato nel 1978. Significativo contributo dette nella definizione degli Istituti Secolari suggerendo l’inciso di Perfectae Caritatis n. 11 “quamvis non sint instituta religiosa”. Costante era la sua presenza attiva ai grandi eventi ecclesiali italiani, la sua collaborazione alle attività di formazione dei laici, la pubblicazione di articoli, saggi e volumi. Nel 1981, dopo il convegno ecclesiale Evangelizzazione e Promozione umana, si fece promotore con altri del tentativo di riaggregazione dell’area cattolica in Italia.
Intanto si intensificava anche l’attività a favore dell’Università Cattolica. Nel 1961 divenne ordinario di Letteratura Cristiana Antica. Nel 1965 divenne preside della Facoltà di Lettere e nel 1968 – anno drammatico per la vita universitaria – divenne Rettore. Fu confermato Rettore per altri cinque trienni fino al 1983. Il suo mandato di Rettore non fu senza polemiche che divennero roventi in occasione dei due referendum abrogativi nel 1974 per il divorzio e nel 1981 per l’aborto. La posizione personale di Lazzati era chiarissima e contraria sia al divorzio sia alla liberalizzazione dell’aborto, ma le sue decisioni di governo dell’Università parvero ad alcuni troppo lasse nei confronti delle Sinistre radicali. La crescente presenza del Movimento di Comunione e Liberazione nell’Università fu un’altra causa di polemiche, non condividendone i metodi e gli orientamenti politici. L’ultima crisi scoppiò nel 1983 quando Lazzati si dichiarò contrario a concedere l’Aula Magna dell’Università Cattolica per l’incontro di Giovanni Paolo II con il mondo della cultura. Alla fine del 1983 il clima in Cattolica era rovente e Lazzati non fu riconfermato rettore.
Nel 1984 gli fu diagnosticato un tumore addominale con aderenze epatiche che lo porterà in meno di due anni alla morte. Operato senza esser messo a conoscenza completamente della gravità del male, riprese la sua attività usuale finché alla fine dell’aprile 1986 si ebbe una ricaduta che obbligò ad un nuovo ricovero. Visse le ultime settimane di vita con fede, pronto a fare la volontà di Dio, circondato dai segni della fede e dall’affetto di tanti. Anche il Santo Padre volle comunicare la sua vicinanza spirituale.
Dopo breve agonia, rischiarata da lampi di preghiera e di invocazione, rese l’anima a Dio alle prime ore del 18 maggio 1986, festa di Pentecoste. I funerali furono solennemente celebrati in Sant’Ambrogio dal Cardinal Martini.
Nel 1988 i suoi resti mortali furono traslati nell’eremo di San Salvatore a Erba (Como) frequentato dal Venerabile Servo di Dio per incontri vocazionali e spirituali soprattutto per giovani.
MEDIOLANENSIS
Beatificationis et Canonizationis
Servi Dei
IOSEPHI LAZZATI
Christifidelis Laici
(1909 - 1986)
Decretum Super Virtutibus
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«La Croce è scuola di ogni virtù: di povertà, di umiltà, di mortificazione; di pazienza, di fortezza, e per dirla in una parola, di carità, radice e corona di ogni virtù».
Queste parole fanno parte di una lettera scritta dal Servo di Dio Giuseppe Lazzati durante la prigionia nel campo di concentramento di Oberlangen, il 7 aprile 1944, Venerdì Santo. Esse esprimono con sintetica efficacia il suo percorso spirituale sempre orientato alla ricerca della perfezione cristiana.
Il Servo di Dio nacque a Milano il 22 giugno 1909. Educato in una famiglia di profondi sentimenti religiosi, nel 1921 si iscrisse all’Associazione studentesca “Santo Stanislao”, che costituirà un’esperienza importante per la sua formazione umana e cristiana. Iniziò a farsi sempre più urgente in lui la vocazione alla santità, da lui considerata come risposta responsabile a una vita di fede integralmente vissuta. Nel 1931 si laureò in Letteratura cristiana antica e nello stesso anno divenne assistente universitario. Viene poi chiamato a collaborare con la Federazione della Gioventù Cattolica Ambrosiana e, nel 1931, durante un corso di esercizi spirituali, maturò la scelta del celibato consacrandosi a Dio nel mondo. Nel 1938, primo tra un gruppo di amici, diede vita al sodalizio di laici consacrati denominato “Milites Christi”, che successivamente assumerà il nome di Istituto Secolare “Cristo Re”. Nel 1934 venne nominato presidente diocesano della Federazione della Gioventù Cattolica.
In questi anni di fervido impegno, il Servo di Dio rifletté profondamente sulla responsabilità dei laici nella Chiesa e nel mondo e operò per concretizzare nella realtà secolare una presenza specificamente cristiana. La sua fede fu accompagnata e alimentata da un costante studio teologico, che, oltre alla Patristica, trovò soprattutto nel pensiero di Tommaso d’Aquino e di altri intellettuali cristiani un punto di riferimento anche per l’impegno politico, orientato a quella che egli definiva “l’umanizzazione dell’uomo”.
Ufficiale degli alpini durante il conflitto mondiale, con l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutata per fedeltà alla Patria l’adesione alla Repubblica Sociale, venne internato in campi di concentramento nazisti, dove testimoniò la sua fede e alimentò quella dei compagni di prigionia.
Rientrato a Milano il 31 agosto 1945, il Servo di Dio si dedicò, con rinnovata passione, all’insegnamento e si coinvolse nella ricostruzione morale e civile del Paese, partecipando alle missioni religioso-sociali dell’Azione Cattolica senza disdegnare l’impegno politico. Alle prime elezioni di Milano venne eletto consigliere comunale e, nel 1946, durante il Primo Congresso Nazionale della Democrazia Cristiana, consigliere nazionale e membro della direzione. Nello stesso anno fu eletto anche all’Assemblea Costituente, all’interno della quale diede un significativo contributo per l’elaborazione della Costituzione della Repubblica Italiana e nel 1948, deputato al Parlamento. Si dedicò inoltre ad iniziative formative quali l’Associazione di cultura politica “Civitas humana”, la nascita dei “Gruppi Servire” e la fondazione della rivista Cronache sociali. Nel 1953 si ritirò dalla vita politica attiva rendendosi disponibile per alcune diaconie ecclesiali e accettando la direzione del quotidiano cattolico L’Italia.
Nella sua ricca personalità si delineavano chiaramente le dinamiche della spiritualità laicale, che avrà modo di esprimersi compiutamente alla luce del magistero del Vaticano II. Uomo di grande umanità e di profonda cultura, Giuseppe Lazzati si lasciò costantemente guidare da uno sguardo di fede e da una visione soprannaturale della vita, alimentata dalla preghiera, dalla meditazione e dallo studio. La sua spiritualità si connotava per una spiccata dimensione cristocentrica, che, compendiata nel mistero pasquale, si esprimeva in una condotta ascetica, educata alla scuola della Croce, soprattutto nei tempi delle prove più dolorose. Alla meditazione della Parola di Dio e al Sacramento eucaristico, ricevuto nella comunione quotidiana e adorato nelle lunghe soste davanti al tabernacolo, attingeva forza per il quotidiano esercizio delle virtù e rinnovava nella speranza la sua instancabile operatività, soprattutto nell’ambito della “carità politica”.
Nel 1968 venne nominato rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel pieno delle contestazioni studentesche, il Servo di Dio mantenne la carica di rettore per cinque mandati triennali, fino al 1983. Sotto la sua guida, l’«Ateneo dei cattolici italiani», in continua fase espansiva, fu costantemente sollecitato a una rinnovata progettualità, nel segno di un più intenso dialogo fra ricerca scientifica e fede, di una maggiore apertura ai problemi della società e di un forte legame operativo con la Chiesa italiana. Terminato il rettorato, durante il quale non aveva mai trascurato un’intensa animazione vocazionale, volle dar vita all’associazione “Città dell’uomo”, un progetto politico al servizio del bene comune e dello sviluppo integrale della persona. Si spense il 18 maggio del 1986 a causa di un male incurabile, che lo aveva segnato già da alcuni anni.
In virtù della fama di santità, dal 17 dicembre 1994 al 14 dicembre 1996 presso la Curia ecclesiastica di Milano fu celebrata l’Inchiesta Diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 3 ottobre 1997. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 7 ottobre 2011 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 4 giugno 2013, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servi Dei Iosephi Lazzati, Laici consecrati, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 5 mensis Iulii a. D. 2013.
ANGELUS Card. AMATO, S. D. B.
Praefectus
+ MARCELLUS BARTOLUCCI
Archiep. tit. Mevaniensis
a Secretis
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«Crux est schola omnium virtutum; paupertatis, humilitatis, cupiditatum refrenationis, poenitentiae, fortitudinis, uno verbo, caritatis, quae omnium virtutum est radix et corona».
Haec verba decerpta sunt a quadam epistula scripta die 7 mensis Aprilis anno 1944, in festu Domini Passionis, a Servo Dei Iosepho Lazzati, cum captivus in castris dictis Oberlangen detinebatur. Ab istis verbis Servi Dei spirituale iter ad christianam perfectionem plane amimadvertitur
Hic Servus Dei Mediolani die 22 mensis Iunii anno 1909 ortus est. Firmissima fide e familia institutus, anno 1921 ascripsit se in Studentium Consociationem Sancti Stanislai, quae autem fuit ei magni momenti ad humanam et christianam educationem constituendam. In illo magis magisque instans facta est necessitas et desiderium vocationis ad sanctitatem, quae animo suo consentanea vitae solutio cum recte adhibita fide videbatur. Anno 1931 doctor Antiquarum Litterarum praecipueque Christianarum renuntiatus est et eodem anno nominatus adiutor in Universitate. Postea vocatus est ut in Foederatione Ambrosiana Iuvenum Catholicorum interesset et anno 1931, cum exercitia spiritualia ageret, exoptavit se caelebem vitam degere omnino Domino in mundo devovens se. Anno 1938 primus inter amicorum coetum sodalitium laicorum consecratorum instituit, qui nuncupabantur “Milites Christi” et deinde Institutum Saeculare “Christus Rex”. Anno 1934 dioecesanus praesidens Foederationis Catholicae Iuventutis electus est.
Istis annis ferventis industriae, Servus Dei valde meditatus est de laicorum munere in Ecclesia et in mundo et nixus est ut in re saeculari clara praesentia christiana naviter fieret. Eius fides constanti adsidebatur ac alebatur studio theologico, quod praeter Patrum doctrinam, praecipue in mente Thomae Aquinatis aliorumque christianorum eruditorum fultum est etiam quoad doctrinam politicam ut iuxta eius principium hominem humanitate informaretur.
In secundo bello orbis terrarum, cum praefectus Militum Alpinorum esset, die 8 mensis Septembris anno 1943, indutiis factis, patriae fide servata, noluit Rei Publicae Sociali Italicae adhaerere, qua re in castris publicae custodiae a militibus nazistis relegatus est, ubi testimonium fidei suae praebuit et comitum captivorum fidem aluit.
Die 31 mensis Augusti anno 1945 Servus Dei Mediolanum rediit et renovato ardore ad docendi laborem contulit ingenium, nationis tam moralem quam civilem restitutioni interfuit, interveniens Actionis Catholicae missionibus religiosis et socialibus politicaque officia non dedignans. In primis liberis suffragiis pro municipali Mediolanensi administratione auctor electus est et anno 1946 in primo Nationali Congressu Christianae Democratiae consultor nationalis et in numero superiorum moderatorum electus est. Eodem anno etiam in Coetu ad Constitutionem conscribendam cooptatus est, in quo multum contulit peritia sua in sessionibus ad Rei Publicae Italicae Constitutionis conformandam; anno 1948 factus est popularis legatus legibus ferendis. Navavit operam ad institutionem fovendam, sicut in operibus, quae dicuntur: Consociatio doctrinae politicae “Civitas Humana” aut Coetus “Ministrare” de quo ortum curavit periodicumque “Socialium Chronicarum” fundavit. Anno 1953 se ab omni rei publicae cura abduxit, ministrans tamen in aliquibus muneribus diaconalibus et suscipiens ductum actarum diurnarum catholicarum nomine “Italia”.
In eius praestanti ingenio inveniri datur omnia elementa laicorum spiritualitatis, quae autem profecto in fulgido magisterio Concilii Vaticani II plane expressura erant. Vir magna humanitate et solida doctrina praeditus, Iosephus Lazzati semper agebatur secundum fidem et persequebatur consilium divinitus inspiratum, et hunc animi habitum alebat oratione, meditatione et studio. Spiritualitas eius super Christi doctrinam et imaginem omnino fundabatur, et quae in mysterio paschali relucet, qua re ab eo fere ascetico regimine vitam, secundum exemplum crucis, maxime in angustioribus degebat. Ex commentatione Sacrarum Scripturarum et ex sacramento Eucharistiae, quod ille cotidie hauriebat et quod per diuturna intervalla ante tabernaculum venerabatur, Servus Dei sumpsit vim ad exercendas magis magisque virtutes et spe adiuvante industriosissimam operam suam maxime in caritate rebus publicis adhibita redintegravit.
Anno 1968 Mediolanensis Universitatis Catholicae Sacri Cordis electus est rector. Servo Dei, studentium motibus controversiarum flagrantibus, quinquies per triennium rectoris munus usque ad annum 1983 continuatum est. Eo rectore, “Universitas Italorum Catholicorum” valde propagabatur et novis propositis assidue sollicitabatur praecipue in dialogis inter scientiam et fidem aut in cura gerenda de rebus et quaestionibus socialibus denique in vinculo actionis cum Italica Ecclesia. Quamdiu Universitatem rexit, Christianae vocationum animationi favit, expleto autem rectoris munere, consociationem dictam “Civitas hominis”, ad bonum totius hominis et rei publicae fovendum constitutam, fundavit. Die 18 mensis Maii anno 1986, insanabili morbo, quo iam aliquibus annis cruciabatur, mortuus est.
Fama sanctitatis eius, a die 17 mensis Decembris anno 1994 ad diem 14 mensis Decembris anno 1996 iuxta Curiam Mediolanensem Inquisitio Dioecesana celebrata est, cuius iuridica validitas ab hac Congregatione de Causis Sanctorum per decretum diei 8 mensis Octobris anno 1997 approbata est. Exarata Positione, disceptatum est secundum normas an Servus Dei heroicum in modum virtutes excoluisset. Die 7 mensis Octobris anno 2011 habitus est, positivo cum exitu, Peculiaris Congressus Consultorum Theologorum. Patres Cardinales et Episcopi die 4 mensis Iunii anno 2013 Ordinaria in Sessione congregati, me Cardinale Angelo Amato praesidente, Servum Dei heroicum in modum virtutes theologales, cardinales et adnexas excoluisse agnoverunt.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servi Dei Iosephi Lazzati, Laici consecrati, in casu et ad effectum de quo agitur.