Manuel Aparicio Navarro
(1902 - 1964)
Sacerdote diocesano; il suo desiderio di rinnovare cristianamente la gioventù spagnola si concretizzò attraverso le attività dell’Azione Cattolica, nella quale lasciò un’impronta profonda di apostolato vigoroso e militante ma, al tempo stesso, umile, semplice ed entusiasta
Il Venerabile Servo di Dio Manuel Aparicio Navarro nacque a Madrid l’11 dicembre 1902, in una famiglia di solide tradizioni cattoliche. Per i frequenti trasferimenti del padre, funzionario statale, il Servo di Dio frequentò dapprima le scuole a Barcellona e, successivamente, a Tarragona, dove si diplomò all’Istituto Tecnico.
Nonostante la buona formazione cristiana ricevuta, si dimostrò alquanto superficiale nella vita di fede, soprattutto durante l’arruolamento nel Corpo Tecnico delle Dogane.
Nel 1925 l’insistenza e le sofferenze della madre lo spinsero a frequentare un corso di Esercizi Spirituali. Da quel momento di profonda riflessione, intraprese un cammino di fede sempre più caratterizzato dai valori cristiani. La svolta decisiva (conversione) avvenne nel 1927 quando, dopo un ulteriore corso di Esercizi, decise di chiedere l’ammissione alla Congregazione Mariana di S. Luigi Gonzaga. Nel 1929 lasciò gli studi di diritto per mettersi a completa disposizione del Movimento Cattolico Giovanile e poco dopo, pur sentendosi chiamato al sacerdozio, accettò di rinviare l’ingresso in seminario per lavorare per i giovani disorientati dalle atrocità della guerra civile.
Nel 1933 fu nominato Vice-presidente nazionale di Azione Cattolica e, nel 1934, Presidente. Durante un pellegrinaggio a Roma, gli si fece ancora più chiara l’idea della vocazione sacerdotale. Ritornato in Spagna continuò, tuttavia, ad occuparsi della pastorale giovanile, ideando un periodico chiamato Signo e prodigandosi nell’organizzazione di pellegrinaggi a Santiago di Compostela. Terminata la persecuzione religiosa, la sua infaticabile attività apostolica si estese a tutta la Spagna: riorganizzò i gruppi preesistenti di Azione Cattolica e diede, altresì, un forte impulso a farne sorgere di nuovi.
Nel 1941, lasciando gli incarichi associativi, entrò in Seminario. Lo stesso anno fu insignito del distintivo d’onore “Croce Pro Ecclesia et Pontefice”, come riconoscimento per l’intensa attività apostolica svolta a favore della gioventù.
Durante gli anni di Seminario, si segnalò sia per la sua particolare dote nel dare consigli sia per la sua spiritualità matura e orante.
Il 31 maggio 1947 fu ordinato sacerdote e nominato coadiutore provvisorio nella parrocchia di San Lorenzo di El Escorial. Contemporaneamente, riprese il suo impegno pastorale con i giovani dell’Azione Cattolica. Il 31 maggio del 1950 ne venne nominato Consigliere Nazionale. Nonostante l’infarto subito nel 1956, che minò definitivamente le sue condizioni di salute, mantenne l’incarico associativo fino al 1959, quando un peggioramento generale dello stato fisico lo costrinse alle dimissioni. Lentamente divenne sempre più immobile e il 28 agosto 1964 morì a Madrid.
Inchieste Diocesane
L’Inchiesta Diocesana principale si svolse presso la Curia ecclesiastica di Madrid, dal 13 luglio 1994 al 14 ottobre 1998, in quarantacinque Sessioni, con l’escussione di trenta testi, dei quali sei ex officio.
In quegli anni furono celebrate, in Spagna, dieci Inchieste Rogatoriali per l’audizione di undici testi: a Tuy-Vigo, a Salamanca, a Cuenca, a Orense, a Valencia, a Burgos, a León, a Santiago de Compostela, a Cartagena-Murcia e a Soria.
La validità giuridica delle Inchieste fu riconosciuta con il Decreto del 15 ottobre 1999.
Congresso Peculiare dei Consultori Teologi
Si svolse il 10 giugno 2011, presieduto dal Promotore della Fede, con la presenza dei Consultori prescritti, i quali ripercorsero i tratti più significativi del profilo virtuoso del Venerabile Servo di Dio. Dopo la sua conversione, si dedicò a un’intensa vita di preghiera e a un apostolato incisivo e appassionato che portò molti giovani a Dio. Divenuto sacerdote fu fedele alla chiamata del Signore e alla responsabilità che il ministero comportava. Durante il periodo della persecuzione religiosa spagnola si sforzò di ravvivare, in tutta la Spagna, la vita di fede e la pratica religiosa. Nelle difficoltà mai perse la speranza, mantenendo la serenità e la tranquillità interiori. Il suo desiderio di rinnovare cristianamente la gioventù spagnola si concretizzò attraverso le attività dell’Azione Cattolica, nella quale lasciò un’impronta profonda di apostolato vigoroso e militante ma, al tempo stesso, umile, semplice ed entusiasta.
Inoltre, ebbe l’intuizione del valore del “pellegrinaggio” come esperienza adatta a favorire l’evangelizzazione e la comunione delle persone: fu tenace propugnatore del “Camino de Santiago”, riscoprendo una devozione tanto antica quanto fruttuosa.
Al termine del dibattito, i Consultori si espressero unanimemente con voto affermativo a favore del grado eroico delle virtù, della fama di santità e di segni del Venerabile Servo di Dio.
Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi
Si riunì l’8 gennaio 2013. L’Ecc.mo Ponente, dopo avere tratteggiato la figura del Venerabile Servo di Dio, si soffermò sulla svolta decisiva della sua conversione. Fu la scoperta del primato di Dio, della centralità dell’Eucaristia, della missionarietà che sgorga da un amore concreto e coerente verso la Chiesa e verso i fratelli. A partire dalla Parola di Dio, maturò una spiritualità fondata sulla vita interiore e sull’esperienza sacramentale. In una stagione di odio, fu testimone di carità invitando tutti al perdono e alla riconciliazione. Il suo impegno nella promozione e formazione dei laici, in particolare dei giovani, si concretizzò nella proposta del pellegrinaggio, considerato immagine dell’esistenza cristiana e strumento di evangelizzazione.
Al termine della Relazione dell’Ecc.mo Ponente, che concluse constare de heroicitate virtutum, gli Em.mi ed Ecc.mi Padri risposero unanimemente al dubbio con sentenza affermativa.