Margarita Bavosi
detta “Luminosa”
(1941 - 1985)
Fedele laica, consacrata dell’Opera di Maria (Movimento dei Focolari); ha affrontato la realtà restando ancorata alla speranza della vita eterna, il suo impegno era sostenuto dalla ferma volontà di costruire legami di carità validi anche dopo la morte. Quanti l'hanno frequentata hanno percepito la definitività e totalità della sua scelta per Dio
La Venerabile Serva di Dio Margarita Bavosi nacque a Buenos Aires il 19 settembre 1941, all’interno di una ricca famiglia di immigrati italiani. All’età di dieci anni rimase orfana della madre.
Svolse gli studi primari e frequentò regolarmente la parrocchia di San Cayetano per il catechismo e per gli incontri di Azione Cattolica. Terminati gli studi primari si iscrisse al liceo e poi all’università, presso la Facoltà di Storia, fino alla laurea con ottimi risultati.
Duranti gli anni giovanili maturò sempre più in lei il desiderio di porre Dio al centro nella sua vita.
L’invito di un’amica a un incontro del Movimento dei Focolari, le fece scoprire un Dio vivo, presente e vicino e in Maria trovò la risposta per realizzare la sua vocazione. Tornata a casa capì che doveva lasciare tutto per incarnare quel percorso. Frequentò la scuola di formazione a Grottaferrata (Roma) dove Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, andava spesso a comunicare loro il “carisma dell’unità”.
Grazie al suo carattere spontaneo e ottimista e al suo sguardo profondo e luminoso venne sopranominata da Chiara Lubich “la Luminosa”.
Nel maggio 1966 divenne responsabile dei Focolari del Paraná (Argentina) dove tenne anche lezioni di storia. Successivamente ritornò a Buenos Aires.
Nel 1970, Chiara Lubich gli affidò la corresponsabilità dell’Opera in Spagna e a Montevideo. Il ruolo era certamente impegnativo vista la sua giovane età di venticinquenne.
Personificava il carisma dei Focolarini e ne avvertiva sempre più forte l’esigenza di santità comunitaria. Nel 1981 Chiara Lubich, in un colloquio con i membri del Movimento, li invitava a “diventare santi insieme”. Luminosa fece suo questo pensiero e intensificò la sua adesione alla Volontà di Dio, al punto da poter dire prima di morire: “Ho fatto tutto e sempre davanti a Dio”.
Nel giugno del 1981 avvertì i primi sintomi della malattia che la portò alla morte, una fibrosi polmonare atipica. Gli ultimi quattro anni della sua vita furono una corsa incessante verso la perfezione dell’amore, pur nel mezzo della dolorosa malattia. Soffrì molto e morì all’età di 44 anni, il 7 marzo 1985.
Negli anni successivi alla sua morte, Luminosa ha continuato ad essere considerata un esempio di vita cristiana per le persone che compongono il Movimento dei Focolari nel mondo. Soprattutto in Spagna si diffuse la fama della sua santità. Il 7 marzo 2005 la sua salma è stata traslata dal cimitero di Rocca di Papa (Roma) alla cappella del Centro Mariápolis “Luminosa” a Las Matas (Madrid).
Margarita seppe armonizzare con naturalezza e semplicità l’esercizio straordinario delle virtù, segno di un profondo desiderio di conformarsi a Cristo con il suo carattere allegro, espansivo e affettuoso.
Nel pregare rivelava la sua straordinaria fede; il suo raccoglimento dinanzi all’Eucaristia attirava l’attenzione di chiunque; aveva un rapporto personale con Dio molto forte e che coltivava continuamente.
La speranza permeava i suoi atteggiamenti quotidiani, con una visione positiva della vita che la portava ad andare incontro alle difficoltà con il sorriso, perché fiduciosa in Dio misericordioso.
Affrontava la realtà restando ancorata alla speranza della vita eterna, e questo infondeva nuova speranza negli altri; il suo impegno era sostenuto dalla ferma volontà di costruire legami di carità validi anche dopo la morte. Quanti la frequentavano percepivano la definitività e totalità della sua scelta per Dio. La sua consacrazione a Dio aveva un chiaro carattere sponsale e l’orientamento della sua vita a Dio era qualcosa che incantava.
Verso il prossimo era abitualmente amabile e benevola però mostrava un’attenzione e una tenerezza particolare per coloro che erano lontani da Dio e dalla Chiesa. Il suo amore verso il prossimo era misericordioso e generoso, coinvolgendo le sue compagne nell’aiuto ai poveri e nella visita agli ammalati negli ospedali.
Godette della stima di molti come cristiana e consacrata esemplare; era ritenuta una autentica testimone di Cristo. La fama di santità dopo la morte è ulteriormente attestata dalla abbondante fama signorum per grazie ricevute.
Margarita Bavosi, nel corso della sua vita, è stata una donna e una consacrata che ha saputo lasciare il segno dell’amore di Dio a quanti l’hanno conosciuta. Contagiosa nell’allegria, ha trasmesso costantemente la gioia del Vangelo, e questo fino alla fine, fino al momento della morte. Attratta dalla conoscenza e dall’amore a Dio, ha realizzato la sua aspirazione alla perfezione evangelica nel continuo e sempre più profondo desiderio di fare la Volontà di Dio. Nello sguardo a Gesù Crocifisso e Abbandonato seppe vedere ogni prossimo e donare se stessa dispensando l’amore di Dio.
Semplice e spontanea, dal temperamento espansivo e a volte impulsivo, forgiò il suo carattere mediante la ferrea volontà di seguire Gesù e donarlo agli altri, nonostante i propri limiti, che da ostacolo trasformò in opportunità.
“La sua vita, imbevuta di amore evangelico vissuto nel presente, nel momento presente, è stata una veloce corsa verso Dio” (Chiara Lubich).