Maria Maddalena Frescobaldi Capponi
(1771 - 1839)
Fedele Laica e Madre di Famiglia, Fondatrice della Congregazione delle Suore Passioniste di San Paolo della Croce; fu una madre di famiglia e fondatrice di una comunità religiosa ed ebbe fama di “donna virtuosa e piena di carità”. Educata in un ambiente familiare molto religioso, condivise la sua fede cristiana col marito e manifestò una particolare devozione verso l’Eucaristia e per la Vergine Addolorata e San Giuseppe
La Venerabile Serva Di Dio Maria Maddalena Frescobaldi Capponi nacque a Firenze l’11 novembre 1771, in seno a una illustre famiglia di marchesi d’antica nobiltà. I suoi genitori le fecero avere una buona istruzione e una solida educazione cristiana. Nel 1790 venne data in sposa al marchese Pier Roberto Capponi. Con il marito, di molti anni più grande di lei e già impegnato nella vita di corte fiorentina, ebbe tre figlie, tutte morte prematuramente e un figlio, il marchese Gino Capponi, che diventerà animatore dei circoli letterari e culturali fiorentini, restando sempre vicino alla madre e sostenendola nelle sue attività benefiche. Entrata con il marito a far parte della vita di corte di Firenze, rimase in città anche quando, all’avvento delle truppe francesi, il coniuge dovette seguire il Granduca Ferdinando III che si era rifugiato in Austria. Riuscì a gestire con mitezza e prudenza la presenza dei francesi che avevano occupato anche il suo palazzo finché, nel 1800, insieme al figlio raggiunse il marito a Vienna restando esule per tre anni nella capitale austriaca. Qui entrò in contatto con il movimento dell’Amicizia Cristiana, che valorizzava il ruolo del laicato cristiano nella società. Tornata a Firenze la marchesa Maria Maddalena aderì alle iniziative che, pure nel capoluogo toscano, il movimento stava portando avanti. Frequentò l’ospedale Bonifazio, servendo le donne ricoverate, spesso indigenti, e si accostò a quelle che, per sopravvivere, si davano alla prostituzione. Incoraggiata dal suo direttore spirituale, radunò alcune di queste donne disagiate in una casa, nota come il Ritiro delle Convertite, appositamente creata per redimerle e dare loro una vita migliore. Alcune di esse, riavvicinatesi alla fede, manifestarono il desiderio di dedicarsi al servizio del Signore. Dopo un attento discernimento, incoraggiata dal pontefice Pio VII, che aveva incontrato personalmente, fondò a Firenze la Comunità delle Ancelle della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo e di Maria Santissima Addolorata, ispirandosi alla spiritualità di san Paolo della Croce, tanto che due anni dopo, la comunità venne affiliata ai Padri Passionisti. A questa sua fondazione la si dedicò completamente dopo la morte del marito, curandosi direttamente della formazione spirituale delle giovani, fino alla morte avvenuta l’8 aprile 1839.
La Venerabile Serva di Dio fu una madre di famiglia e fondatrice di una comunità religiosa ed ebbe fama di “donna virtuosa e piena di carità”. Educata in un ambiente familiare molto religioso, condivise la sua fede cristiana col marito e manifestò una particolare devozione verso l’Eucaristia e per la Vergine Addolorata e San Giuseppe. La sua fede si mantenne salda anche quando, a seguito del matrimonio, fu chiamata a partecipare alla vita di corte fiorentina. La sua esemplarità è testimoniata pure dalla maniera in cui seppe vivere i momenti più difficili della sua vita familiare, sopportando con rassegnazione la perdita di tre figlie in tenera età, e trasmettendo solidi principi religiosi all’unico figlio rimastole vicino e alle nipoti. Fu esemplare nella sua fedeltà alla Chiesa e al Papa in un momento storico segnato da grandi sconvolgimenti politici e sociali. Accostandosi con particolare fervore alla spiritualità passionista, visse e meditò con particolare profondità il mistero salvifico della Croce, assumendolo come ispirazione e criterio costitutivo nell’impegno caritativo della sua famiglia religiosa. Con grande spirito di carità e scevro da ogni pregiudizio, avvicinò molte giovani prostitute incoraggiandole e sostenendole in un cammino di redenzione, chiamandole figlie e provvedendo a loro come fossero realmente tali. Visse pienamente la virtù della carità verso Dio e verso il prossimo, dedicandosi all’istruzione religiosa delle persone più ignoranti e prendendosi cura personalmente dei bisognosi e delle ammalate che visitava in ospedale. La fama di santità si diffuse rapidamente nelle comunità delle suore passioniste, ed è riscontrabile anche una certa fama di segni.
L’Inchiesta diocesana si svolse presso la Curia diocesana di Firenze (Italia) dal 28 marzo 2009 al 19 febbraio 2011.
Validità giuridica dell’Inchiesta diocesana: 9 giugno 2012
Seduta dei Consultori Storici (26 gennaio 2021): con esito unanimemente affermativo.
Congresso Peculiare dei Consultori Teologi (15 dicembre 2022): esito affermativo.
Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi (12 marzo 2024): esito affermativo.
DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM
FLORENTINA
Beatificationis et Canonizationis
Servae Dei
MARIAE MAGDALENAE FRESCOBALDI CAPPONI
MATRISFAMILIAS
FUNDATRICIS CONGREGATIONIS SORORUM PASSIONISTARUMA SANCTO PAULO A CRUCE
(1771-1839)
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DECRETUM SUPER VIRTUTIBUS
«In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
La Serva di Dio Maria Maddalena Frescobaldi Capponi ha coltivato e insegnato il senso autentico della giustizia che l’ha avvicinata ai poveri, agli invasori, agli ospiti di casa e a qualunque categoria con l’unico scopo di ricondurre a Dio ogni persona. Seguendo l’esempio di San Paolo della Croce, al quale ha affidato la sua fondazione, ha indicato a tutti il mistero pasquale come centro e senso pieno dell’amore.
La Serva di Dio nacque l’11 novembre 1771 a Firenze da aristocratici fiorentini. Il 3 novembre 1790 si unì in matrimonio col marchese Pier Roberto Capponi. Nel 1803 Maddalena aderì al Movimento dell’Amicizia Cristiana di Firenze. Nel 1806, mossa dallo Spirito, cominciò ad andare all’ospedale Bonifazio a servire le donne malate; qui si imbatté direttamente col dramma della prostituzione. Sostenuta e incoraggiata dal direttore spirituale e con la collaborazione di alcune amiche, si donò a questa missione, senza mai trascurare i suoi doveri di sposa, di madre e di dama di corte. Affittò una casa dove accolse e istruì giovani donne, che volevano ritornare ad una vita cristiana. La sua arma vincente fu l’amore misericordioso del Crocifisso e della Madre Addolorata. Alcune di queste giovani, convertite a nuova vita, le manifestarono il desiderio di ridonare al Signore la loro esistenza per poter essere a loro volta di aiuto a tante altre sorelle rimaste sulla strada e impegnarsi per la loro salvezza. Nel 1814 sottopose il suo progetto a favore delle ex prostitute al Sommo Pontefice Pio VII, il quale diede la sua benedizione e l’anno successivo avvenne la vestizione delle prime quattro giovani, che chiamò Ancille Passioniste. Nel 1817 chiese ed ottenne di affiliare la piccola comunità alla Famiglia Passionista, mentre nel 1819 ottenne il riconoscimento giuridico dell’opera. Nel 1821 presentò il testo delle Costituzioni, redatte sulla falsariga di quelle delle claustrali passioniste, all’approvazione del Pontefice Pio VII. Dopo la morte del marito nel 1825, si dedicò totalmente alla Fondazione. Nel 1832, alla vista di alcune bambine oziose nel villaggio di San Romano di Pisa, aprì e sostenne a sue spese una scuola femminile per accogliere gratuitamente le bambine povere e istruirle nella missione di future educatrici dei loro figli. Nel 1835 fu colpita da una lunga malattia. L’esistenza della Seva di Dio fu radicata nella fede, nella preghiera, nei sacramenti e permeata della carità verso Do e verso il prossimo. Tutto accettò serenamente dalle mani di Dio, Padre di misericordia. Morì a Firenze l’8 aprile del 1839 e venne sepolta nel cimitero del Ritiro come aveva desiderato.
In virtù della fama di santità goduta in vita e dopo la morte, si è istruita l’Inchiesta diocesana presso l’Arcidiocesi di Firenze, dal 28 marzo 2009 al 19 febbraio 2011. Questo Dicastero ha emesso il Decreto sulla validità giuridica dell’Inchiesta il 9 giugno 2012. Preparata la Positio essa fu sottoposta all’esame dei Consultori Storici il 26 gennaio 2021 e quindi al Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 15 dicembre 2022, entrambi con esito positivo. Infine, i Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 12 marzo 2024 hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Maria Maddalena Frescobaldi Capponi, Fondatrice dell’Istituto delle Suore Passioniste di San Paolo della Croce.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Dato a Roma, il 14 marzo 2024
Marcello Card. Semeraro
Prefetto
+ Fabio Fabene
Arciv. tit. di Montefiascone
Segretario