Causa in corso
Raffaele Mennella
- Venerabile Servo di Dio -

Raffaele Mennella

(1877 - 1898)

Venerabilità:

- 20 giugno 2025

- Papa  Leone XIV

Chierico professo della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori; la fede in Dio è stata il perno della sua vita. Sin da ragazzo egli si recava in parrocchia ogni giorno per la Messa e la sera andava in chiesa per ricevere la Benedizione eucaristica, tanto che l’assidua pratica religiosa gli fece maturare il desiderio di farsi sacerdote

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
Accolse la malattia tubercolotica con spirito di abbandono alla volontà di Dio, e fino all’ultimo ebbe parole di incoraggiamento per i sacerdoti che lo andavano a visitare per confortarlo

 

Il Venerabile Servo di Dio Raffaele Mennella nacque a Torre del Greco il 22 giugno 1877, in una famiglia numerosa che viveva in condizioni molto modeste. Riferimento di tutta la famiglia fu la madre, Annunziata Manguso, che si interessò alla formazione cristiana dei figli trasmettendo loro la sua solida fede cristiana. Pur amando lo studio, dopo aver ottenuto la licenza elementare, dovette lasciare la scuola per intraprendere un lavoro che sostentasse la famiglia e apprese la lavorazione del corallo. Frequentando assiduamente la parrocchia, venne in contatto con Padre Luigi Torrese, della Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fondata da San Gaetano Errico, e partecipò ad alcune missioni popolari che fecero maturare in lui il desiderio di consacrarsi al Signore.

Ammesso tra i novizi a Secondigliano, ricevette la tonsura clericale e gli ordini minori e nel 1897 fu inviato ad approfondire gli studi teologici all’Università Gregoriana. In quegli anni visse intensamente la sua vocazione religiosa impegnandosi costantemente nella preghiera e fu conosciuto per lo zelo pastorale e per la carità che esercitava recandosi a visitare gli ammalati negli ospedali. Il 3 luglio 1898 gli venne diagnosticata una grave forma di tubercolosi; per evitare il contagio agli altri sacerdoti che vivevano con lui tornò in famiglia a Torre del Greco dove morì il 15 settembre 1898.

La breve vita del Venerabile Servo di Dio si svolse in un ristretto ambito geografico, tra Torre del Greco e Secondigliano, in un contesto di povertà e sacrificio. La fede in Dio è stata il perno della sua vita. Sin da ragazzo egli si recava in parrocchia ogni giorno per la Messa e la sera andava in chiesa per ricevere la Benedizione eucaristica, tanto che l’assidua pratica religiosa gli fece maturare il desiderio di farsi sacerdote. Pregava con costanza ed era conosciuto per il suo grande amore per l’Eucaristia. Come chierico dei Sacri Cuori visse con amore i tratti caratteristici della sua Congregazione nutrendo una grande devozione verso il Sacro Cuore di Gesù e per il Cuore di Maria. Da tale spiritualità scaturì la sua vicinanza ai sofferenti.

Esercitò la carità innanzitutto nei confronti della sua famiglia, aiutandola col suo lavoro a superare le difficoltà economiche e si prodigò per aiutare i sacerdoti della sua parrocchia nel loro ministero partecipando, sin da professo, alla missione del suo Istituto con l’insegnamento del catechismo ai ragazzi. Esercitò l’obbedienza ai suoi Superiori in spirito filiale con docilità e deferenza, accettando di svolgere anche i compiti più umili e fu sempre pervaso dalla speranza cristiana che si evidenziava nella serenità di spirito, mantenuta pure in mezzo alle contrarietà della vita. Accolse anche la malattia tubercolotica, allora incurabile, con spirito di abbandono alla volontà di Dio, e fino all’ultimo ebbe parole di incoraggiamento per i sacerdoti che lo andavano a visitare per confortarlo. I funerali, che videro la spontanea partecipazione di una grande folla, rappresentarono il riconoscimento pubblico di una vita spesa interamente per il Signore.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

NEAPOLITANA

Beatificationis  et Canonizationis

Servi  Dei

RAPHAëLIS MENNELLA

Clerici Professi

Missionariorum a Sacris Cordibus

(1877-1898)

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DECRETUM  SUPER  VIRTUTIBUS

 

«Consummatus in brevi explevit tempora multa; placita enim erat Deo anima illius, propter hoc properavit educere illum de medio iniquitatis» (Sap. 4,13-14).

 

Il Servo di Dio Raffaele Mennella nacque a Torre del Greco (Napoli) il 22 giugno 1877, ottavo di dieci figli di padre pescatore e madre casalinga. Venne battezzato lo stesso giorno nella chiesa parrocchiale di Santa Croce.

A causa della povertà familiare, fu costretto a lavorare nel settore della produzione del corallo. Ogni giorno, prima e dopo il lavoro, partecipava alle celebrazioni religiose nella locale chiesa del Carmine. Riceveva ogni domenica la Comunione, facendo il servizio di ministrante durante la Santa Messa. L’impegno e la perseveranza nel compimento dei suoi doveri di figlio, di scolaro e di apprendista, attirarono l’attenzione di alcuni sacerdoti torresi che lo aiutarono per gli studi e la formazione perché potesse realizzare il suo proposito di diventare sacerdote.

Il 10 novembre 1894 fu ammesso al noviziato nella casa madre dei Missionari dei Sacri Cuori di Secondigliano, compiendo l’anno di noviziato sotto la guida del conterraneo P. Luigi Balzano. Il 21 novembre 1895 professò i voti semplici. Il 13 novembre 1896 ricevette la tonsura clericale e gli ordini minori.

Formatosi alla spiritualità del Fondatore, San Gaetano Errico, si mise in risalto per l’ubbidienza, la modestia, il silenzio, il raccoglimento, la purezza e l’osservanza della Regola. Terminato il noviziato fu impegnato anche nell’insegnamento della dottrina cristiana ai ragazzi del casale di Secondigliano. Nel settembre del 1897 venne trasferito a Roma per seguire gli studi filosofici e teologici presso la Pontificia Università Gregoriana.

Giunto nell’Urbe, il Servo di Dio si ammalò di tubercolosi. Anche se tale avvenimento causò l’interruzione dell’iter verso il sacerdozio, non fermò il suo dinamismo spirituale, che si declinò nella piena accettazione della malattia, nella conformazione completa alla volontà di Dio, nella serenità di sopportazione di una sofferenza sempre più invalidante. La sua fibra ne fu scossa, ma non fu travolta la sua fede, che anzi crebbe con l’avanzare del male, divenendo una testimonianza eroica di speranza nei beni eterni e di fiducia nella misericordia divina: superò l’angoscia della sofferenza e della morte con un coraggio e una determinazione che attingevano sostegno da una fede granitica.

Con grande fatica compì il viaggio da Roma al suo paese, dove trascorse l’ultimo mese e mezzo della vita. Finché poté si recò in chiesa, per adorare il Santissimo Sacramento; quando la malattia lo rese inabile a spostarsi, chiese e ottenne la carità di poter ricevere quotidianamente l’Eucaristia nella stanza presso la quale era stato portato e dov’era assistito amorevolmente dalla madre. Fu edificante per tutto il periodo della degenza, divenendo un esempio per tutti coloro che si recavano a fargli visita.

Chiesti i sacramenti, spirò nel sonno nel primo pomeriggio del 15 settembre 1898, dopo aver rivolto lo sguardo a un quadro della Vergine che aveva fatto appendere accanto al suo letto. Era la festa della Madonna Addolorata, a cui era dedicata la chiesa dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Secondigliano, verso la quale egli aveva sempre mostrato una particolare devozione.

I suoi funerali videro la partecipazione spontanea di moltissime persone, che accompagnarono il feretro al cimitero cittadino. Nel gennaio del 1956 i suoi resti mortali furono traslati nella chiesa dell’Addolorata a Secondigliano, nei pressi della tomba dell’amato e santo Fondatore Gaetano Errico, dove tuttora riposano.

Il Processo Ordinario Informativo sulla vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio si celebrò presso la Curia ecclesiastica di Napoli tra il 1956 e il 1959. Dopo ulteriori ricerche integrative, dal 2016 al 2018, presso la medesima Curia, venne celebrata un’Inchiesta suppletiva. Trasmessi gli Atti al Dicastero delle Cause dei Santi, il 19 ottobre 2018 fu emesso il Decreto di validità giuridica. Preparata la Positio, fu sottoposta, con esito positivo, prima alla Seduta dei Consultori Storici, il 16 marzo 2022, poi al Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, il 23 novembre 2023 e, infine, ai Padri Cardinali e Vescovi che, nella Sessione Ordinaria del 3 giugno 2025, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse e che gode di una fama di santità e di segni continua e diffusa.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Leone XIV. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Raffaele Mennella, chierico professo dei Missionari dei Sacri Cuori.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 20 giugno 2025

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario