Silvia Cardoso
Ferreira da Silva
(1882 - 1950)
Laica; come laica, si impegnò per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime, rivestendo un ruolo di primaria importanza nella vita ecclesiale portoghese della prima metà del secolo XX. Mise a disposizione, infatti, le sue energie e i suoi beni per promuovere il benessere spirituale e sociale dei connazionali, tanto da essere definita da alcuni: “l’uragano di Dio”
La Venerabile Serva di Dio Silvia Cardoso Ferreira da Silva nacque a Paços de Ferriera (Porto, Portogallo) il 26 luglio 1882, in una famiglia profondamente cattolica e di condizione agiata. L’anno seguente partì con i genitori per il Brasile, dove rimase fino al 1889, quando la famiglia fece ritorno in patria.
Fin dalla giovinezza manifestò amore alla preghiera ed attenzione verso il prossimo, in particolare quello bisognoso. Nel 1912, per opportunità familiari, dovette fidanzarsi con un cugino ateo, che però, dopo essersi convertito, morì improvvisamente prima del matrimonio, lasciando alla promessa sposa i suoi beni. Da questo momento, grazie anche al patrimonio ricevuto, la poté intensificare la sua azione caritativa verso i poveri e i malati, a tal punto da essere contagiata dall’epidemia detta “Spagnola”. Nel 1917, nel corso di un ritiro spirituale, fece voto perpetuo di castità.
Ricordando i frutti ottenuti durante il suo ritiro spirituale, comprese l’importanza degli Esercizi Spirituali anche per i laici. A tale scopo, nel 1923, aprì a Sequeiros (Porto) la prima casa di Esercizi per laici e, due anni dopo, venne ammessa nella “Lega dei Servi di Gesù”, associazione laicale promossa dal Servo di Dio João de Oliveira Matos, Vescovo ausiliare di Guarda, con lo scopo di curare la santificazione personale e l’apostolato, animando dall’interno le opere e confraternite esistenti nelle parrocchie.
Nel 1926, durante un pellegrinaggio a Lourdes e Lisieux, si sentì ispirata ad offrire la propria vita per la fondazione di un’opera dedicata alla salvezza delle anime. Nel 1928, in seguito a un ritiro con P. Sebastião Pinto da Rocha, sj, emise il “voto di vittima”, consistente in lunghe ore di preghiera e penitenza quotidiana e nel peregrinare per città e paesi per invitare i peccatori alla conversione. Contemporaneamente, entrata in contatto con la Congregazione denominata “Opera di Cedofeita” (nome di un’antica strada di Porto), fondata dallo stesso P. Pinto da Rocha e da sua sorella, pensò di dare vita ad una nuova opera con la specifica finalità di predicare missioni attraverso la pratica dei ritiri spirituali. A tale scopo, acquistò una casa, chiamata “Quinta Amarela”, affinché ne divenisse la Sede centrale. Affidò ad una delle prime compagne la gestione delle opere sociali, mentre lei stessa mantenne la missione dell’apostolato e degli Esercizi Spirituali.
Nel 1939, il Card. Cerejera, Patriarca di Lisbona la orientò all’Azione Cattolica quale azione di Dio per la formazione di una nuova generazione di laici. Contemporaneamente, la Serva di Dio promosse numerosi ritiri in tutto il Portogallo, in particolare nelle Diocesi di Coimbra, Guarda ed Évora.
Nel 1948 le fu diagnosticato un cancro allo stomaco. Nonostante ciò, continuo la sua opera evangelizzatrice: aprì a Espinho il “Patronato della Divina Provvidenza” e dedicò un anno e mezzo al suo consolidamento, affidandolo poi a una commissione di laici. Nello stesso anno fondò, insieme a una commissione di signore, l’associazione “Opera del Riscatto”, per la protezione delle giovani donne.
Nel 1950, riuscì ancora a fondare il Pensionato di Santa Rita, a Porto, per la protezione delle donne. Ormai consumata nel fisico, ma sostenuta da una fede incrollabile, morì il 2 novembre dello stesso anno a Porto.
Inchieste diocesane
L’Inchiesta diocesana principale si svolse presso la Curia ecclesiastica di Porto, dal 6 giugno 1984 al 23 giugno 1992, in quarantuno Sessioni, con l’escussione di 28 testi, dei quali 2 ex officio.
Furono celebrate dieci Inchieste Rogatoriali (tutte in Portogallo) per l’escussione di trentasette testi: Braga, Guarda, Lisbona, Vila Real, Viseu, Horta (Azzorre), Coimbra, Évora, Lamego e Viana do Castelo.
La validità giuridica delle Inchieste fu riconosciuta con il Decreto del 22 ottobre 1993.
Congresso Peculiare dei Consultori Teologi
Si svolse il 4 ottobre 2011, presieduto dal Promotore della Fede, con la presenza dei Consultori prescritti. Inizialmente essi presero in considerazione il contesto storico del Portogallo, nel quale si sviluppò la vita della Venerabile Serva di Dio: la proclamazione della Repubblica nel 1910 con orientamento liberale e laicista; l’adozione di una legislazione anticlericale; lo scioglimento delle Congregazioni religiose non autorizzate e l’espulsione dei loro membri; la soppressione dell’insegnamento religioso nelle scuole; l’incameramento dei beni ecclesiastici; in breve tempo la separazione tra la Chiesa e lo Stato con l’intento di eliminare il cattolicesimo dal Portogallo. Per tali ragioni, la Chiesa del Paese venne perseguitata e numerosi ecclesiastici furono imprigionati o impediti di esercitare il ministero.
In un clima così difficile, la Venerabile Serva di Dio, come laica, si impegnò per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime, rivestendo un ruolo di primaria importanza nella vita ecclesiale portoghese della prima metà del secolo XX. Mise a disposizione, infatti, le sue energie e i suoi beni per promuovere il benessere spirituale e sociale dei connazionali, tanto da essere definita da alcuni: “l’uragano di Dio”. Nella sua vita, collaborò sempre attivamente e generosamente con i Pastori della Chiesa nella risoluzione di questioni delicate, nella promozione dei ritiri spirituali e nell’apostolato dei laici. Visse una spiritualità vittimale e riparatrice, saldando il carisma di S. Ignazio di Loyola con la mistica di S. Teresa di Gesù Bambino. Riuscì a propagare in tutto il Portogallo un vasto movimento ecclesiale di rinnovamento e di impegno apostolico, che poi sfociò specialmente nella grande diffusione dell’Azione Cattolica, dalla quale, ancora oggi, viene additata come protettrice ed esempio.
Al termine del dibattito, i Consultori si espressero unanimemente con voto affermativo a favore del grado eroico delle virtù, della fama di santità e di segni della Serva di Dio.
Sessione Ordinaria dei Cardinali e dei Vescovi
Si riunì l’8 gennaio 2013. L’Em.mo Ponente, dopo aver ripercorso le tappe significative della Causa e tratteggiato il profilo biografico della Venerabile Serva di Dio, ne sottolineò l’esercizio delle singole virtù, in particolare della fede, che si concretizzò in tre piste preferenziali: l’amore per Cristo che si trasformava in amore per l’uomo, il graduale addentrarsi nel mistero della Santissima Trinità e il servizio e l’amore alla Chiesa.
Al termine della Relazione dell’Em.mo Ponente, che concluse constare de heroicitate virtutum, gli Em.mi ed Ecc.mi Padri risposero unanimemente al dubbio con sentenza affermativa.
Portugallensis
Beatificationis et Canonizationis
Servae Dei
SILVIAE CARDOSO FERREIRA DA SILVA
Christifidelis Laicae
(1882-1950)
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Super Virtutibus
«L’anima mia anela e desidera gli atri del Signore. Il mio cuore e la mia carne esultano nel Dio vivente» (Sal 84,2-3).
Con il cuore immerso nel mistero divino, la Serva di Dio Silvia Cardoso Ferreira da Silva camminò sulla via della santità e svolse un molteplice apostolato per il bene della Chiesa e della società.
Questa fervente laica nacque a Paços de Ferriera (Porto, Portogallo) il 26 luglio 1882, in una famiglia di condizione agiata, profondamente cattolica. L’anno seguente partì con i genitori per il Brasile, dove rimase fino al 1889, quando la famiglia fece ritorno in patria. Fin dalla giovinezza la Serva di Dio manifestò amore alla preghiera ed attenzione verso il prossimo, in particolare quello bisognoso. Nel 1912, per opportunità familiari, dovette fidanzarsi con un cugino ateo, che però, dopo essersi convertito, morì improvvisamente prima del matrimonio, lasciando alla promessa sposa i suoi beni. Da quel momento, grazie anche al patrimonio ricevuto, la Serva di Dio poté intensificare la sua azione caritativa verso i poveri e i malati, a tal punto da essere contagiata dall’epidemia detta “Spagnola”. Nel 1917, nel corso di un ritiro spirituale, emise voto perpetuo di castità.
Ricordando i frutti ottenuti durante il suo ritiro spirituale, comprese l’importanza degli Esercizi Spirituali anche per i laici. A tale scopo, nel 1923, aprì a Sequeiros (Porto) la prima casa di Esercizi per laici e, due anni dopo, venne ammessa nella “Lega dei Servi di Gesù”, associazione laicale promossa dal Servo di Dio João de Oliveira Matos, Vescovo ausiliare di Guarda, con lo scopo di curare la santificazione personale e l’apostolato, animando dall’interno le opere e confraternite esistenti nelle parrocchie.
Nel 1926, durante un pellegrinaggio a Lourdes e Lisieux, si sentì ispirata ad offrire la propria vita per la fondazione di un’opera dedicata alla salvezza delle anime. Nel 1928, in seguito a un ritiro, emise il “voto di vittima”, consistente in lunghe ore di preghiera e penitenza quotidiana e nel peregrinare per città e paesi per invitare i peccatori alla conversione. Contemporaneamente, entrata in contatto con la Congregazione denominata “Opera di Cedofeita” (nome di un’antica strada di Porto), fondata da P. Pinto da Rocha e da sua sorella, pensò di dare vita ad una nuova opera con la specifica finalità di predicare missioni attraverso la pratica dei ritiri spirituali. A tale scopo, acquistò una casa, chiamata “Quinta Amarela”, affinché ne divenisse la Sede centrale. Affidò ad una delle prime compagne la gestione delle opere sociali, mentre lei stessa mantenne la missione dell’apostolato e degli Esercizi Spirituali.
Nel 1939 il Patriarca di Lisbona la orientò all’Azione Cattolica quale opera di Dio per la formazione di una nuova generazione di laici. Contemporaneamente, la Serva di Dio promosse numerosi ritiri in tutto il Portogallo, in particolare nelle Diocesi di Coimbra, Guarda ed Évora.
La vita della Serva di Dio andava svolgendosi in un particolare contesto storico del Portogallo, caratterizzato da un crescente orientamento liberale e laicista, dopo la rivoluzione repubblicana del 1910, che favorì l’adozione di una legislazione antiecclesiale con l’intento di eliminare il cattolicesimo dal Portogallo. In questo clima l’azione della Serva di Dio fu veramente preziosa: come laica, ella si impegnò per il bene della Chiesa e la salvezza delle anime, rivestendo un ruolo di primaria importanza nella vita ecclesiale portoghese della prima metà del secolo XX. Visse una intensa spiritualità, che trovava il suo orientamento nella preghiera, nella partecipazione all’Eucaristia, nella devozione mariana e nell’offerta della vita. Mise a disposizione le sue energie per promuovere il benessere spirituale e sociale dei connazionali, collaborò sempre attivamente e generosamente con i Pastori della Chiesa nella risoluzione di questioni delicate, nella promozione dei ritiri spirituali e nell’apostolato dei laici. Riuscì ad animare un vasto movimento ecclesiale di rinnovamento e di impegno apostolico, che poi sfociò specialmente nella grande diffusione dell’Azione Cattolica, dalla quale, ancora oggi, viene additata come esempio.
Nel 1948 le fu diagnosticato un cancro allo stomaco. Nonostante ciò, continuo la sua opera evangelizzatrice: aprì a Espinho il “Patronato della Divina Provvidenza” e dedicò un anno e mezzo al suo consolidamento, affidandolo poi a una commissione di laici. Nello stesso anno fondò, insieme a una commissione di signore, l’associazione “Opera del Riscatto”, per la protezione delle giovani donne. Nel 1950, riuscì ancora a fondare il Pensionato di Santa Rita, a Porto, per la protezione delle donne. Ormai consumata nel fisico, ma sostenuta da una fede incrollabile, morì il 2 novembre dello stesso anno a Porto.
In virtù della fama di santità, dal 6 giugno 1984 al 23 giugno 1992 presso la Curia ecclesiastica di Porto fu celebrata l’Inchiesta Diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con decreto del 22 ottobre 1993. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 4 ottobre 2011 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria dell’8 gennaio 2013, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servae Dei Silviae Cardoso Ferreira da Silva, Christifidelis Laicae, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 27 mensis Martii a. D. 2013.
Super Virtutibus
«Concupiscit et deficit anima mea in atria Domini. Cor meum et caro mea exultaverunt in Deum vivum» (Ps 84, 3).
Serva Dei Silvia Cardoso Ferreira da Silva, corde suo divinitatis mysterio immerso, in viam sanctitatis processit et pro bono Ecclesiae et societatis multiplicem variumque apostolatum exercuit.
Fervens Christifidelis laica in pago v. d. Paços de Ferriera non longe a Lusitaniae Portu Calensi die 6 mensis Iulii anno 1882 ex familia satis diviti et maxime catholica orta est. Insequenti anno, una cum parentibus in Brasiliam profecta est, ubi usque ad annum 1889 commorata, postea familia in patriam rediit. Iam ab adulescentia Serva Dei studium orationis et curae erga proximos potissimum in egentiores ostendit. Anno 1912, familiari commodo, consobrino atheo desponderi debuit, qui autem ad Dei cultum converso, ex improviso mortuus est, suae sponsae omnia bona et possessiones suas relinquens. Hinc etiam patrimonio fulta, Serva Dei vehementiorem reddit operam caritatis in pauperes et aegrotos, eo ut contagione morbi Hispanici corriperetur. Anno 1917, intercurrente pietatis exercitio, votum perpetuae castitatis emisit. Memor multorum fructuum, quos ex spiritulalitatis exercitio consecuta est, quod et laicis res magni momenti esse spiritualitatis exercitia intellexit. Hac re anno 1923 in pago v. d. Sequeiros prope Portum Calensem primam domum pro laicorum exercitiis spiritualibus fundavit duobus post annis recepta est in “Societate Servorum Iesu”, quae erat consociatio laicalis a Servo Dei Ioanni de Oliveira Matos, Episcopo auxiliari Guardensi, constituta ad uniuscuiusque sanctificationem et apostolatum fovendum, intus excitans tam opera quam consociationes iam in paroecis existentes.
Anno 1926, sacram peregrinationem in Lapurdum et Noviomagum Lexoviorum persequens, divino afflatu concitata est vitam suam pro institutione alicuius operae ad animarum salutem offerre. Anno 1928 post spiritualem exercitium “victimae votum” emittere voluit, quod est cotidie adhibere multas horas in oratione et poenitentia peregrinans per pagos et regiones ad conversionem peccatorum concitandam.
Eodem tempore cognovit Congregationem dictam “Opus Cedofeitae” (quod est nomen antiquae viae Portus Calensis), fundata a P. Pinto da Rocha et a sorore eius, et voluit instituere operam novam ad missionum praedicationem per exercitia spiritualia. Hac re comparavit domum dictam “Quinta Amarela”, ut maior fieret sedes. Munus operae socialis commendavit suae pristinae sociae sibique apostolatum et spiritualia exercitia servavit.
Anno 1939 Olisiponensis Patriarca direxit eam ad Actionem Catholicam ut instrumentum ad novam generationem laicorum instituendam.Illo tempore Serva Dei multa spiritualia exercitia paravit praecipue in Dioecesi Conimbrigensi, Guardensi et Eborensi. Serva Dei vitam degebat singularissimo tempore pro natione Lusitana in qua liberalismus et laicismus valde increbuerunt, maxime post rerum perturbationem instaurantem populare rei publicae regimen anno 1910, quod leges contra Ecclesiam sumpsit ut Catholica fides e Lusitania certe et definite arceretur. Istis condicionibus Servae Dei opus magni pretii fuit enim ut laica pro bono Ecclesiae et animarum salute navit; suis operibus in Lusitana Ecclesia saeculi XX valde praestitit et aestimata est.
Vitam summa pietate et religionis sensu degit, in oratione, in Eucharistiae participatione, in Mariano cultu et denique sui in oblatione. Suis viribus pro bono spirituali ac sociali omnium civium suae gentis usa est, semper Ecclesiae Pastores naviter et generose adiuvavit in difficiliora explicanda, in exercitiis spiritualibus fovendibus et in laicorum apostolatu. Excitavit magnum motum instaurationis Ecclesiae et muneris apostolici, quod deinde in praecipua propagatione Catholicae Actionis evasit, a qua adhuc hodie exemplo habetur.
Anno 1948 medici in ea stomachi tumoris signa cognoverunt. Hac re neglecta, Serva Dei operam evangelizationis non intermisit: in pago v. d. Espinho fundavit institutionem dictam “Patronatus Divinae Providentiae”, per sesquiannum hanc solidavit deinde laicorum consilio eam commendavit. Eodem anno, una cum mulierum consilio fundavit societatem dictam “Opera Redemptionis”, ad iuvenes mulieres tuendas. Anno 1950 in Portu Calensi deversorium Sanctae Ritae ad mulierum presidium instituit. Valetudine consumpta sed firmissima fide fulta in oppido Portus Calensis die 2 mensis Novembris anno 1950 mortali e vita excessit.
Fama sanctitatis, a die 6 mensis Iunii anno 1984 ad diem 23 mensis Iunii anno 1992 iuxta Curiam Portugallensem Inquisitio Dioecesana celebrata est, cuius iuridica validitas ab hac Congregatione de Causis Sanctorum per decretum diei 22 mensis Octobris anno 1993 est approbata. Exarata Positione disceptatum est secundum normas an Serva Dei virtutes heroicum in modum excoluisset. Positivo cum exitu, die 4 mensis Octobris anno 2011 Congressus Peculiaris Consultorum Theologorum habitus est. Patres Cardinales et Episcopi in Sessione Ordinaria se congregaverunt die 8 mensis Ianuarii anno 2013, me Angelo Cardinale Amato praesidente, et agnoverunt Servam Dei virtutes theologales, cardinales et adnexas heroicum in gradum excoluisse.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servae Dei Silviae Cardoso Ferreira da Silva, Christifidelis Laicae, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 27 mensis Martii a. D. 2013.
ANGELUS Card. AMATO, S. D. B.
Praefectus
+ MARCELLUS BARTOLUCCI
Archiep. tit. Mevaniensis
a Secretis