Stanisława Samulowska (al secolo: Barbara)
(1865 - 1950)
Della Società delle Figlie di San Vincenzo de’ Paoli; a dodici anni fu destinataria di alcune apparizioni Mariane, riconosciute dall’autorità ecclesiastica come un autentico fenomeno soprannaturale che lei non ha mai considerato come un privilegio; questo fatto ha causato per lei piuttosto sofferenze che accettava in spirito di fede. A vent'anni partì per il Guatemala, dove visse il resto della vita nel servizio del Signore e dei fratelli, conformemente al carisma vincenziano
La Venerabile Serva di Dio Stanisława Samulowska (al secolo: Barbara), nacque il 21 gennaio 1865, e il giorno seguente fu battezzata. Figlia dei coniugi Józef Samulowski e Karolina Barczewska, agricoltori di Woryty, nella diocesi di Warmia (Prussia Orientale) ebbe due fratelli maggiori: Józef e Jan. Educata cristianamente, ancora dodicenne, mentre si preparava alla Prima Comunione ebbe, insieme alla sua amica Justyna, un'apparizione della Vergine Maria. Per evitare l’arresto da parte delle autorità prussiane, ostili verso il cattolicesimo e verso i Polacchi, per interessamento del parroco fu dapprima ospite nella casa del proprietario terriero Joseph Gross, amico della sua famiglia, e poi presso le Figlie della Carità di S. Vincenzo de’ Paoli.
Nel 1880 Barbara ricevette il sacramento della Confermazione e dopo aver conosciuto la vita delle Vincenziane, chiese l’ammissione all’Istituto dove fece il suo ingresso l’8 settembre 1883 nel postulantato a Chełmno. Inviata nella Casa madre di Parigi, l’8 novembre dello stesso anno vestì l’abito, prendendo il nome di Suor Stanisława. Dopo gli anni della formazione, il 2 febbraio 1889 emise i voti, rimanendo a Parigi per circa 12 anni, dedita all’assistenza dei bambini e in un rifugio presso la casa delle Figlie della Carità di Belleville.
Sentendosi chiamata alla vocazione missionaria, il 9 agosto 1895 fu inviata in Guatemala dove rimase per il resto della sua vita spendendosi nel servizio del Signore e dei fratelli, secondo il carisma vincenziano. Ricoprì vari incarichi, tra i quali quello di superiora del noviziato e poi come superiora dell’ospedale provinciale di Antigua e di altri ospedali provinciali, carica che mantenne fino al 1917 e dove si distinse per una particolare sollecitudine verso i malati.
Fu poi trasferita, con l’incarico di superiora, all’Ospedale Generale di Città di Guatemala, la Capitale, intitolato a San Giovanni di Dio e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Lottò costantemente contro la mancanza di attrezzature mediche e di scorte alimentari adeguate. Fu particolarmente generosa nell'aiutare le vittime del terremoto che colpì il Guatemala per ben due volte nel 1917. Grazie al suo impegno, l'ospedale distrutto fu riaperto. Nel 1919 suor Stanisława fu eletta assistente della provincia delle Suore della Carità. Morì all'età di 85 anni in ospedale a Città del Guatemala, il 6 dicembre 1950, di cancro. Dei suoi 66 anni di vita vincenziana, 54 li spese in terra di missione.
Ai suoi funerali vi fu una grande partecipazione di popolo, oltre la presenza di numerose autorità civili ed ecclesiastiche.