Eduard Profittlich

Eduard Profittlich

(† 1942)

Beatificazione:

- 06 settembre 2025

- Papa  Leone XIV

- Tallinn – Estonia

Memoria Liturgica:

- 21 febbraio

Della Compagnia di Gesù, Arcivescovo titolare di Adrianopoli, Amministratore Apostolico dell’Estonia; il suo martirio materiale è stato conosciuto solo molti anni dopo la sua morte, solo  a seguito della caduta del regime sovietico. Nella prigione dove era stato condotto nel 1941, la sua salute si indebolì a causa degli stenti e delle aspre condizioni di vita

  • Biografia
  • decreto sul martirio
Sottoposto a molteplici torture alle quali rispose dichiarando che l’unica sua missione era stata rivolta alla formazione religiosa dei fedeli affidatigli

 

Eduard Profittlich nacque l’11 settembre 1890 a Birresdorf in Germania, da genitori contadini e crebbe in una numerosa famiglia. Terminati gli studi classici, nel 1912 entrò nel seminario di Treviri, ma l’anno successivo, attratto dalla spiritualità della Compagnia di Gesù, ottenne di essere accolto nel noviziato dei gesuiti a Heerenberg in Olanda. Allo scoppio della Prima guerra mondiale fu richiamato nell’esercito tedesco e assegnato al servizio sanitario. Finita la guerra riprese a studiare Filosofia e Teologia divenendo sacerdote il 27 agosto 1922. Inviato in Polonia, ottenne il dottorato in Filosofia e in Teologia nel centro studi dei gesuiti di Cracovia. In seguito fu mandato in Estonia nell’ambito della Missione orientale della Compagnia di Gesù e venne affidata alle sue cure pastorali la Parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo di Tallinn. L’11 maggio 1931 Pio XI lo nominò Amministratore Apostolico dell’Estonia. Nella sua attività ministeriale si impegnò nella ricostituzione della locale comunità cattolica che, a quel tempo, era di esigue dimensioni. Predispose un piano pastorale, migliorò la formazione del clero locale, istituì nuove parrocchie, invitando presbiteri, religiosi e religiose dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia a svolgere attività evangelizzatrice in Estonia per sostenere lo sviluppo della Comunità cristiana locale. Nel novembre 1936 Pio XI lo nominò Arcivescovo assegnandogli la sede titolare di Adrianopoli e nel dicembre successivo ricevette la consacrazione. A seguito dell’invasione sovietica dell’Estonia il 17 giugno 1940, quasi tutti i sacerdoti vennero arrestati. Egli, che avrebbe potuto rientrare in patria, scelse di restare in Estonia, con i suoi fedeli. Il 27 giugno 1941 fu arrestato e deportato a Kirov in Russia, dove venne sottoposto a molteplici torture alle quali rispose dichiarando che l’unica sua missione era stata rivolta alla formazione religiosa dei fedeli affidatigli. Condannato a morte, morì prima dell’esecuzione della sentenza per le sofferenze del carcere, il 22 febbraio 1942.

Il suo martirio materiale è stato conosciuto solo molti anni dopo la sua tragica morte a seguito della caduta del regime sovietico. Nella prigione dove era stato condotto nel 1941, la sua salute si indebolì a causa degli stenti e delle aspre condizioni di vita.

Per quanto riguarda il martirio formale ex parte persecutoris, il suo arresto venne causato dal carattere marcatamente antireligioso del regime comunista, come emerge con chiarezza dagli interrogatori ai quali fu sottoposto. L’odium fidei è stato quindi il motivo prevalente dell’uccisione.

Riguardo al martirio formale ex parte Servi Dei, egli era consapevole dei pericoli che correva restando in Estonia, anche a causa della sua origine tedesca. Scrivendo ai familiari l’8 febbraio del 1941 dichiarava la ferma decisione di affrontare gli avvenimenti e di offrire a Cristo la libertà e la vita. Nella lettera indirizzata al Segretario di Stato Vaticano, Card. Luigi Maglione, affermò di affidare il suo destino a Dio, convinto di averLo sempre al proprio fianco. Dai verbali degli interrogatori ai quali era stato sottoposto appare chiara la sua fede e la sua posizione sulla dignità dell’uomo e della sua libertà, in netto contrasto con l’ideologia comunista.

La figura di Eduard Profittlich è molto nota in Estonia ed estesa è la sua venerazione. Vi sono inoltre testimonianze di grazie ricevute per sua.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

ADMINISTRATIONIS APOSTOLICAE ESTONIENSIS

Beatificationis seu Declarationis Martyrii

SERVI DEI

EDUARDI PROFITTLICH

ex Societate Iesu

Archiepiscopi titularis Hadrianopolitani in Haemimonto

Administratoris Apostolici Estoniensis

(† 22 Februarii 1942)

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DECRETUM SUPER MARTYRIO

 

«Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore» (Gv 10, 14-15). Le parole dell’evangelista Giovanni riassumono mirabilmente la vicenda umana e spirituale del Servo di Dio Edoardo Profittlich, Arcivescovo e Amministratore Apostolico dell’Estonia, che scelse di rimanere accanto alla sua gente sofferente durante gli anni della persecuzione comunista, offrendo a Cristo e al suo Regno tutte le proprie forze e la stessa vita per accompagnare il suo gregge fino alla fine.

 

Nato l’11 settembre 1890 a Birresdorf, in Renania (Germania), in una numerosa famiglia contadina, ottavo di dieci figli, terminati gli studi classici, entrò nel seminario di Treviri e, un anno dopo, nel noviziato della Compagnia di Gesù a ‘s-Heerenberg nei Paesi Bassi. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, dovette interrompere gli studi per prestare servizio come infermiere militare nell’esercito tedesco. Finita la guerra, riprese gli studi, ricevendo l’ordinazione sacerdotale il 27 agosto 1922. Successivamente, a Cracovia, si specializzò in teologia dogmatica. Dal 1924, fu missionario in Polonia e in Germania, prima nella città di Opole, e dopo ad Amburgo, lavorando pastoralmente con i polacchi. Nel 1930 fu trasferito in Estonia e nominato parroco della parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Tallinn. Nello stesso anno, emise gli ultimi voti nella Compagnia di Gesù ad Amburgo. Nel 1931 Pio XI lo nominò Amministratore Apostolico dell’Estonia. In tale veste, iniziò la sua opera di evangelizzazione pubblicando il primo giornale mensile della Chiesa in lingua estone, Kiriku Elu (“La vita della Chiesa”), che ebbe una particolare influenza sugli intellettuali locali. Fondò numerose parrocchie in tutta l’Estonia, provvide alla traduzione della Bibbia in lingua locale, sviluppò il piano pastorale, si dedicò alla formazione del clero locale e si adoperò attivamente per l’educazione dei giovani. Per tale ragione, da molti, il Servo di Dio è considerato come colui che costruì la Chiesa cattolica in Estonia, che a quel tempo era molto piccola, povera e dispersa.

In riconoscimento dei suoi meriti, nel 1933, il Papa Pio XI lo nominò Protonotario apostolico e, il 27 novembre 1936, lo nominò Arcivescovo titolare di Adrianopoli e primo Vescovo cattolico ad operare in Estonia dal XVII secolo. Ricevuta l’ordinazione episcopale il 27 dicembre dello stesso anno, il Servo di Dio continuò a prodigarsi instancabilmente per espandere la Chiesa cattolica e promuovere l’unità con le altre confessioni cristiane.

Con l’invasione dell’Estonia da parte dei sovietici, nel giugno 1940, la situazione della Chiesa peggiorò: sacerdoti e fedeli furono perseguitati dal governo comunista e l’attività apostolica del Servo di Dio fu praticamente ridotta a nulla. Nelle sue lettere alla Santa Sede egli chiese se dovesse rimanere sul posto oppure partire, dichiarandosi pronto anche al martirio, interiormente convinto che esso, affrontato per la causa di Dio, ha un valore più grande del lavoro apostolico. Lasciato libero di giudicare in coscienza se rimanere in Estonia o partire, pur consapevole del rischio che correva, egli decise di restare accanto ai suoi fedeli, dichiarando che la volontà di Dio è che un pastore resti con il proprio gregge e ne condivida le gioie e le sofferenze.

Il 27 giugno 1941 l’Arcivescovo venne arrestato dai sovietici e trasferito in un carcere di sicurezza a Kirov, in Russia, dove fu ripetutamente interrogato nel 1941 con torture psicologiche. Fu accusato di condurre agitazioni antisovietiche, sfruttando i sentimenti religiosi delle masse per incitare all’odio contro i comunisti; fu anche accusato di spionaggio a favore del Terzo Reich. Professandosi sempre innocente, sostenendo con semplicità la sua posizione di pastore che doveva difendere il suo gregge contro gli attacchi dei comunisti atei, sopportò lunghi interrogatori notturni, fino all’esaurimento. Condannato a morte per fucilazione, presentò appello, che fu respinto. All’età di 51 anni, prima dell’esecuzione della sentenza, morì di stenti nel carcere di Kirov, il 22 febbraio 1942.

Dal giorno del suo arresto, del Servo di Dio non si seppe più nulla per quasi 50 anni, fino al crollo dell’impero sovietico. Nonostante questo silenzio, il ricordo del Servo di Dio come autentico testimone di Cristo, si era conservato sia in Estonia che in Germania. Una vera e propria fama di martirio con il tempo si è andata diffondendo, tanto che nel 2003 si è aperto a San Pietroburgo il processo di beatificazione di un gruppo di 16 martiri del comunismo sovietico, con a capo l’Arcivescovo Edoardo Profittlich. Successivamente, per motivi pratici si è deciso di estrapolare dal predetto gruppo il Servo di Dio. Il Dicastero delle Cause dei Santi concesse tale estrapolazione con il Rescritto del 17 gennaio 2014. Il 29 maggio 2018 si è celebrata presso la Curia dell’Amministrazione Apostolica di Tallinn la prima sessione dell’Inchiesta sulla vita e il martirio nonché la fama di martirio e di segni del Servo di Dio, che si è conclusa il 5 marzo 2019. Il Dicastero delle Cause dei Santi, esaminati gli atti dell’Inchiesta, il 10 giugno 2019 ha richiesto una Inchiesta supplementare che si è svolta a Tallinn dal 12 luglio al 16 ottobre 2019. Il Dicastero ha riconosciuto la validità giuridica di entrambe le Inchieste con decreto del 12 giugno 2020. Preparata la Positio, essa è stata esaminata nel Congresso dei Consultori Storici tenutosi il 9 maggio 2023. Dopo i necessari perfezionamenti, la Positio è passata al vaglio dei Consultori Teologi, che nel Congresso Peculiare del 12 marzo 2024 hanno espresso parere favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 10 dicembre 2024 hanno dichiarato che il Servo di Dio è stato ucciso per odio verso la fede e hanno riconosciuto in lui un esempio di coerenza e fedeltà a Cristo e alla Chiesa valido per i Vescovi e i sacerdoti di oggi.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutti questi dati al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano il martirio e la causa che ha determinato il martirio del Servo di Dio Edoardo Profittlich, in odio alla fede.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 18 dicembre 2024

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario