Juana de la Cruz

Juana de la Cruz

(1481 - 1534)

Venerabilità:

- 18 marzo 2015

- Papa  Francesco

Beatificazione:

- 25 novembre 2024

- Papa  Francesco

Monaca professa del Terzo Ordine di San Francesco, Abbadessa del Convento di Santa Maria della Croce a Cubas di Madrid; donna con grandi doti personali di intelligenza, di animo e di relazione, visse con piena dedizione la consacrazione religiosa, segnata dalla componente mistica che iniziò a manifestarsi in età giovanile, dall’impegno di guida spirituale e dal servizio alla Chiesa del suo tempo. Fin da fanciulla, ella visse la fede in maniera eroica, dimostrando il suo amore a Gesù, che considerò sempre il centro della sua vita

  • Biografia
  • DECRETO SUL CULTO IMMEMORABILE
Il culto a Juana de la Cruz, comunemente conosciuta come Santa Juana, cominciò immediatamente dopo la sua morte, incrementato dalla constatazione che il suo corpo si era mantenuto incorrotto a distanza di anni

 

Juana de la Cruz (al secolo: Juana Vázquez Gutiérrez), nacque probabilmente il 3 maggio 1481 a Villa de Azaña (oggi Numancia La Sagra, Toledo, Spagna). A causa di diverse malattie in età infantile, la madre affidò la bambina alla protezione di Santa Maria de la Cruz e fu guarita.

Alla morte della madre, avvenuta nel 1488, visse insieme alla nonna e alla zia materna, che l’indirizzarono alla vita di fede e di preghiera. Poco tempo dopo, la zia decise di entrare nel convento di Santo Domingo el Real, a Toledo. Attratta dalla vita consacrata, chiese di poter entrare anche lei in Monastero ma, per la giovane età e per la contrarietà del padre, non poté realizzare tale desiderio. Inoltre, quest’ultimo, sperando di dissuadere la figlia dal pensiero della consacrazione a Dio, nel 1494, la mandò a vivere a Illescas (Spagna), presso la casa di un altro zio. Qui venne promessa in matrimonio ad un nobile locale. Tuttavia, convinta e ferma nella sua decisione di consacrarsi al Signore, contravvenendo alla volontà del padre e dello zio, fuggì di casa per raggiungere il Monastero di Santa Maria de la Cruz, a La Ciroleda, nel territorio di Cubas de La Sagra (Spagna), dove viveva un gruppo di donne del Terz’Ordine Francescano, che conducevano vita di preghiera, di penitenza e di condivisione dei beni. Nonostante la fragilità delle condizioni di salute e la mancanza della dote, visto il suo fervore, venne accolta in comunità contro la volontà del padre e dei parenti.

Nel tempo del noviziato, visse intensamente la preghiera e si impegnò nello studio delle Costituzioni delle Clarisse. Lesse i “Fioretti di San Francesco”, la vita di Santa Chiara e le opere di grandi mistiche come Santa Caterina da Siena e Sant’Angela da Foligno. Emise la professione religiosa il 3 maggio 1497, assumendo il nome di Giovanna della Croce. In comunità si distinse per l’intensa vita spirituale, culminata nelle nozze mistiche e nella stigmatizzazione, avvenuta il Venerdì Santo del 1508 e che si ripeteva ogni settimana, essendo testimoni alcune consorelle ed il suo confessore. Tali esperienze furono da lei vissute con responsabilità ed umiltà, evitandone la pubblicità. Nello stesso anno, dall’11 febbraio all’11 agosto, perse la facoltà della parola. Totalmente guarita, ottenne il dono della predicazione.

Nel 1509, le consorelle, vedendo il grande bene che ella realizzava con la sua parola e le sue opere, la elessero Abbadessa a soli ventisette anni di età. In tale ruolo si distinse per le esortazioni spirituali trasmesse alle religiose, guidandole nella riforma fino a professare come Terz’Ordine Regolare. Inoltre scrisse l’opera “Conhorte del alma”, consistente in settantadue sermoni, organizzati secondo l’anno liturgico. Nel 1510, il Cardinale Francesco Ximenez de Cisneros, Arcivescovo di Toledo, firmò il Rescritto di annessione della parrocchia di Cubas al Monastero de La Cruz, dandone la responsabilità Juana de la Cruz, per speciale privilegio.

Nel 1524 venne colpita da artrosi reumatoide deformante. Accusata di calunnie montate dalla Vicaria del Monastero, nel 1527 venne deposta da Abbadessa. Nel 1528, alla morte della nuova Abbadessa e scoperta l’infondatezza delle calunnie, le consorelle la rielessero come Abbadessa, nonostante il progredire della malattia e le sofferenze fisiche, vissute con serenità e abbandono alla volontà di Dio.

Morì il 3 maggio 1534 a Cubas de La Sagra (Spagna).

 

ITER DELLA CAUSA

Il Processo Informativo Ordinario si celebrò presso la Curia ecclesiastica di Toledo (Spagna), dal 1614 al 1616, con l’escussione di novanta testi.

Dal 1619 al 1621, presso la medesima Curia ecclesiastica, si svolse il Processo Apostolico, durante il quale furono escussi centoventitre testi.

La validità giuridica dei Processi fu riconosciuta con il Decreto del 10 luglio 1621.

Il 21 luglio 1668 venne emesso il Decreto super non cultu.

Nel 1729 la Sacra Congregazione per i Riti stabilì che la Causa non posse procedi ad ulteriora, nisi exhibeatur libri originales. Ritrovati gli scritti originali nel 1977, la Causa venne riattivata con la preparazione della Positio.

 

SEDUTA DEI CONSULTORI STORICI

Si svolse il 25 febbraio 2003. A conclusione del dibattito, il risultato finale per i tre quesiti di rito, sull’esaustività delle prove, sull’attendibilità dei documenti archivistici e sul fondamento delle virtù eroiche, fu affermativo.

 

CONGRESSO DEI CONSULTORI TEOLOGI

Si riunì il 5 dicembre 2013. I Consultori sottolinearono che ella visse nel periodo della riforma ecclesiastica promossa dal Cardinale francescano Francisco Jimenez de Cisneros, Arcivescovo di Toledo.

Nel suo libro “Conhorte del alma”, descrisse le sue esperienze mistiche. Nelle sue prediche, seguite da molte persone, condivideva con il prossimo, con estrema umiltà, la sua vita di intimità con il Signore.

Figlia del francescanesimo, visse e presentò l’esperienza dell’umanità di Cristo e della Mistica sponsale, sulla scia di Sant’Angela da Foligno e delle mistiche francescane della fine del ’400 e dei primi anni del ‘500.

Già in vita era chiamata “Santa Juana” dalla gente che accorreva alle sue prediche. La sua fama di santità coinvolgeva sia le famiglie nobili che le persone semplici, soprattutto per la sua parola propositiva e al contempo suggestiva.

Al termine del dibattito, i Consultori si espressero unanimemente con voto affermativo a favore del grado eroico delle virtù, della fama di santità e di segni.

 

SESSIONE ORDINARIA DEI CARDINALI E DEI VESCOVI

Si riunì il 3 marzo 2015. L’Ecc.mo Ponente, dopo aver ripercorso l’iter della Causa e tratteggiato il profilo biografico Juana de la Cruz, mise in evidenza i tratti caratteristici della sua santità, a partire dall’esercizio delle virtù. Fin da fanciulla, ella visse la fede in maniera eroica, dimostrando il suo amore a Gesù, che considerò sempre il centro della sua vita. Riguardo alla speranza, incoraggiò e incitò le consorelle e i cristiani a dare una ferma testimonianza del proprio amore a Dio. Tutta la sua vita fu dedicata all’obbedienza e al servizio generoso di Dio e dei fratelli. Si distinse per la sua prudenza e saggezza, soprattutto nei compiti di superiora e guida spirituale.

Formata alla scuola francescana, si dedicò alla predicazione del Vangelo con gioia ed entusiasmo, trasmettendo agli altri le sue esperienze spirituali.

Donna con grandi doti personali di intelligenza, di animo e di relazione, visse con piena dedizione la consacrazione religiosa, segnata dalla componente mistica che iniziò a manifestarsi in età giovanile, dall’impegno di guida spirituale e dal servizio alla Chiesa del suo tempo.

Al termine della Relazione dell’Ecc.mo Ponente, che concluse constare de heroicitate virtutum, gli Em.mi ed Ecc.mi Padri risposero unanimemente al dubbio con sentenza affermativa.

 

Super Cultu ab immemorabili tempore praestito

Già nel corso del Congresso Peculiare i Consultori teologi avevano sostenuto che la Causa poteva procedere super cultu ab immemorabili tempore praestito. A seguito del Decreto di eroicità delle virtù, il Dicastero ritenne opportuno tener conto del parere dei teologi. Fu quindi approntata una Positio super cultu ab immemorabili tempore praestito in modo da poter pervenire ad una beatificazione equipollente. Essa fu esaminata positivamente nella seduta degli storici del 20 aprile 2023 e approvata all’unanimità nel Congresso peculiare dei teologi del 18 gennaio 2024 e nella Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi del 5 novembre 2024.

Il culto a Juana de la Cruz, comunemente conosciuta come Santa Juana, cominciò immediatamente dopo la sua morte, incrementato dalla constatazione che il suo corpo si era mantenuto incorrotto a distanza di anni. Da subito si diffuse la pratica della rievocazione del suo Transito con le preghiere dei primi vespri, la veglia notturna e la celebrazione della Santa Messa solenne ogni anno il 3 maggio, giorno della sua nascita al Cielo. Il suo culto non si limitò alla sola Spagna, ma si propagò in Europa, nelle Filippine e in Nord America. Il Messale dell’Abbazia benedettina di Bruges (Belgio) riportava alla data del 3 maggio la festa liturgica di Santa Juana de la Cruz. Il monastero di Santa Maria de la Cruz, a Cubas de la Sagra (Madrid) è ancora oggi conosciuto come “Convento de Santa Juana” ed è stato meta di molti pellegrinaggi, proseguiti ininterrottamente negli anni.

Sulla base di queste informazioni si ritiene di poter confermare il culto attribuendo a Juana de la Cruz il titolo di Beata sin dai tempi antichi.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

XETAFENSIS  seu TOLETANA

Beatificationis  et  Canonizationis

Venerabilis Servae  Dei

IOANNE  A  CRUCE

(in saeculo: Ioanne Vázquez Gutiérrez)

Monialis Professae Tertii Ordinis Sancti Francisci

Abbadissae Conventus Sanctae Mariae a Cruce

in loco v.d. “Cubas” Matriti

(1481-1534)

____________________

DECRETUM  SUPER

CULTU  ab  IMMEMORABILI  TEMPORE  PRAESTITO

 

«Tra gli altri benefici, che abbiamo ricevuto ed ogni giorno riceviamo dal nostro Donatore e Padre delle misericordie, per le quali siamo tenute a rendere a Lui glorioso vive azioni di grazie, grande è quello della nostra vocazione». (Dal testamento di Santa Chiara d’Assisi).

 

La Venerabile Serva di Dio Juana Vázquez Gutiérrez o Juana de la Cruz è stata una credibile annunciatrice del Regno di Dio attraverso la partecipazione alla vita liturgica. L’ascolto della Parola e la vita sacramentale furono il fondamento e il nutrimento del suo essere Maestra di vita spirituale, portatrice della Buona Novella del Vangelo e richiamo alla conversione dei cuori.

La Venerabile Serva di Dio è stata anche una donna di Chiesa che invitava prima di tutto ad amarla e a sperimentarne la bellezza. Con vero spirito ecclesiale, non si allontanava dalla dottrina e dagli insegnamenti della Chiesa, impegnandosi in un servizio di predicazione al popolo di Dio, clero e fedeli, perché restasse unito a Cristo Signore e con Lui portasse la vera letizia e la vera pace al mondo intero.

Allo stesso tempo visse con grande delicatezza le sue esperienze mistiche, non mettendole in pubblico, ma insegnando ciò che sperimentava in tutta umiltà e gratuità, fosse anche il patire di Cristo sulla croce.

La Venerabile Serva di Dio Juana Vázquez Gutiérrez o Juana de la Cruz, conosciuta anche popolarmente come “Santa Juana, nacque il 3 maggio dell’anno 1481 a circa 14 chilometri da Cubas, ad Azaña (oggi Numancia de la Sagra). Quando compì quindici anni, la sua famiglia le organizzò un matrimonio con un ricco cavaliere ma, desiderando diventare monaca, Juana fuggì dalla casa paterna e si recò nel Beaterio di Santa María de la Cruz. Vedendo la sua determinazione, il padre acconsentì al suo desiderio di consacrazione. Lì fece la sua professione l’anno successivo con il nome di Juana de la Cruz.

Donna di grandi doti umane e spirituali, verso i 26 anni iniziò a manifestarsi in lei il carisma speciale della predicazione, che inizialmente si concentrò nei suoi discorsi alle monache e poi successivamente a quelle di altri monasteri, fino a giungere oltre le mura del monastero. Con il permesso dei suoi superiori, per tredici anni predicò per rafforzare la fede dei semplici e chiamare tutti alla santità, attirando persone di ogni tipo, persino le grandi personalità spagnole dell’epoca: il Gran Capitano, il Cardinale Cisneros, Don Juan de Austria e l’imperatore Carlo V.

Parte della sua predicazione venne raccolta in un manoscritto chiamato El Conorte, che contiene 72 suoi sermoni.

Inoltre, per la fama acquisita da lei a causa delle sue visioni e per la sua opera di riforma dei francescani spagnoli, Suor Juana ottenne per il Convento di Cubas de la Sagra, grazie all’intercessione del Cardinale Cisneros, il privilegio di avere il “beneficio” della parrocchia associata al convento. In tal modo, l’abadessa aveva autorità sulla parrocchia locale. Tale privilegio, successivamente, causò disagio in alcuni ecclesiastici e, poco dopo la morte del Cardinal Cisneros, alcuni di questi cercarono di privare le monache di Santa María de la Cruz del beneficio della parrocchia dando inizio ad una serie di intrighi nel monastero che portarono, nel 1527, alla deposizione di suor Juana. Una situazione che non durò a lungo perché fu presto reintegrata nel suo ruolo di superiora e parroco, compito che mantenne fino alla morte.

Suor Juana morì il 3 maggio 1534 e fu immediatamente proclamata “santa” dalla voce del popolo.

“Santa Juana” non solo fu venerata nel nome, ma anche in un culto immediato e spontaneo da parte dei fedeli. Culto che non venne ostacolato ma favorito, dalle Autorità ecclesiastiche. Tuttavia, solamente a molti anni dalla morte si pensò di istruire una regolare procedura canonica che portò all’istruzione dei Processi diocesani di Toledo, 1614-1616, e di un Processo Apostolico, 1619-1621. Seguì poi una lunga pausa dovuta ai decreti di Urbano VIII. La Causa fu riassunta nel 1664 con i Processi sul Non Culto e sugli Scritti, quest’ultimo rallentato a causa della loro non reperibilità. Nel 1977, la scoperta dell’originale del Conorte permise, oltre alla sua pubblicazione, la ripresa della Causa nel 1999, procedendo con lo studio della vita e delle virtù. Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, 5 dicembre 2013 e successivamente anche i Padri Cardinali e Vescovi, 3 marzo 2015, davano voto unanime affermativo. Il 18 marzo 2018 veniva emesso il Decreto di eroicità delle virtù.

Negli anni successivi furono inoltrate al Santo Padre numerose richieste di procedere alla beatificazione di “Santa Juana”, ma si preferì alla fine procedere per la via del culto ab immemorabili tempore praestito.

Preparata la Positio, il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 18 gennaio 2024 l’ha esaminata con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 5 novembre 2024, hanno riconosciuto che la Venerabile Serva di Dio, dopo la morte, è stata sempre accompagnata dal culto ab immemorabili tempore praestito.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Consta il culto che da sempre ha accompagnato la Venerabile Serva di Dio Juana de la Cruz (al secolo: Giovanna Vázquez Gutiérrez), monaca professa del Terz’Ordine di San Francesco, Abbadessa del Monastero di Santa Maria della Croce, v.d. “Cubas” a Madrid.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 25 novembre 2024.

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario