Causa in corso
Mária Magdolna Bódi
- Venerabile Serva di Dio -

Mária Magdolna Bódi

(1921 - 1945)

Fedele Laica; Avrebbe voluto abbracciare la vita religiosa ma, poiché nessuna congregazione poteva accoglierla a causa della situazione irregolare dei suoi genitori, nel corso di un ritiro spirituale, si consacrò a Cristo Re, facendo voto privato di castità perpetua

  • Biografia
La sua vita è stata interamente contrassegnata dallo spirito di fede, che ne ha determinato la pratica sacramentale e l’ardore apostolico

 

Mária Magdolna Bódi nacque l’8 agosto 1921 a Szigliget, in Ungheria. I genitori, entrambi braccianti agricoli, non avevano potuto contrarre matrimonio perché il padre, di origini ignote, era sprovvisto di documenti. Seppur registrata all’anagrafe come figlia illegittima, prese il nome del padre, che era un uomo rude, ateo e dedito all’alcol. E’ in questo misero contesto sociale che ella, su influsso della madre, probabilmente di rito occidentale, maturò la sua formazione religiosa, frequentando assiduamente la parrocchia latina, dove, dopo aver ricevuto i sacramenti della Prima Comunione e della Cresima, s’impegnò al servizio dei bambini aderendo alla Szívgárda (l’Associazone della Guardia del Cuore) che mirava a curare l’educazione religiosa dei più piccoli mediante la devozione al Sacro Cuore di Gesù. La sua vita è stata interamente contrassegnata dallo spirito di fede, che ne ha determinato la pratica sacramentale e l’ardore apostolico. Ella nutrì sempre una intensa devozione per l’Eucaristia e, nel 1938, partecipò a uno dei ritiri spirituali che si svolsero numerosi nella sua nazione, in preparazione al Congresso Eucaristico internazionale di Budapest presieduto, nel maggio di quell’anno, dal cardinale Eugenio Pacelli, futuro Papa Pio XII. La giovane visse pienamente la virtù della carità, dedicandosi in maniera incondizionata al servizio dei poveri e degli anziani trascurati o abbandonati, confidando nella Provvidenza divina. Avrebbe voluto abbracciare la vita religiosa ma, poiché nessuna congregazione poteva accoglierla a causa della situazione irregolare dei suoi genitori, nel corso di un ritiro spirituale, si consacrò a Cristo Re, facendo voto privato di castità perpetua. Nel 1939 iniziò a lavorare in fabbrica, impegnandosi nella Associazione delle ragazze lavoratrici al fine di offrire supporto morale e spirituale alle compagne. Con serenità e fermezza, riuscì a compiere un paziente apostolato d’ambiente guadagnandosi il rispetto dei colleghi di lavoro, ottenendo diverse conversioni. Poco dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale, Ella, insieme alle sue compagne, aiutò molti anziani e madri con bambini piccoli, assistendo i feriti del vicino ospedale. Dopo le che truppe sovietiche raggiunsero il suo villaggio, per difendersi dall’ aggressione di un militare russo venne uccisa il 23 marzo 1945.

Il martirio materiale è adeguatamente provato.

All’alba del 23 marzo 1945 le milizie sovietiche raggiunsero Litér, il luogo dove abitava. Mária Magdolna aveva trascorso quella notte insieme alla madre e ad altre persone nel rifugio demaniale del paese. Nel corso del pomeriggio, dopo essersi recata a visitare una donna malata e a dar da mangiare agli animali, fu avvistata fuori dal rifugio insieme ad un gruppetto di donne, tra le quali la madre, da un soldato russo che le intimò di seguirlo, conducendola nella parte più oscura del bunker. Obbedì, pur consapevole delle cattive intenzioni del militare nei suoi confronti. Poco dopo si udì un colpo di pistola provenire dall’interno del bunker ed ella uscì invitando le altre donne alla fuga, consapevole che il suo assalitore l’avrebbe presto raggiunta per vendicarsi del suo rifiuto e della ferita che, per difendersi e salvaguardare la sua castità, gli aveva inferto. Il soldato che aveva cercato di abusare di lei, infatti, salì sopra il tetto del bunker e le sparò più volte colpendola di spalle e uccidendola. Morì invocando il Signore. Il corpo della giovane donna, derubato di alcuni indumenti, dell’orologio e della collana, venne recuperato dal padre che le diede temporanea sepoltura nel cimitero del paese.

Il martirio formale ex parte persecutoris è ben documentato.

Le truppe sovietiche terrorizzavano la popolazione ungherese, saccheggiando le abitazioni e depredando le chiese dei beni e degli arredi artistici adibendole ad usi profani. Si registrarono in quell’epoca molte aggressioni a sacerdoti, religiosi e laici cristiani. Le donne che tentavano di opporsi agli stupri erano uccise dai soldati assalitori.

Anche il martirio formale ex parte Servae Dei è ben provato. Sin da quando, nel 1944, con l’avvicinarsi del fronte di guerra al suo paese, si diffusero notizie sulle atrocità commesse dai soldati sovietici al loro ingresso in Ungheria, ella, di fronte a tale pericolo, si dichiarò decisa a restare fedele al suo voto di castità, anche a costo della vita.

La sua fama di santità e di martirio ha oltrepassato i confini nazionali, grazie anche all’opera del Circolo degli amici di santa Maria Goretti che, nella testimonianza di fede di Mária Magdolna e nel suo estremo sacrificio per difendere la sua castità, hanno ravvisato un parallelismo con la vicenda della giovane santa italiana.