Maria Pierina De Micheli

Maria Pierina De Micheli

(1890-1945)

Beatificazione:

- 30 maggio 2010

- Papa  Benedetto XVI

Ricorrenza:

- 26 luglio

Vergine, suora professa dell’Istituto delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires

  • Biografia
  • il miracolo
  • angelus
“Voglio tutto quello che vuole Gesù, costi quel che costi”

 

Giuseppina De Micheli nacque a Milano l’11 settembre 1890. Rimasta ben presto orfana di padre, sentì fin da tenera età la spinta ad entrare in religione, così che il 15 ottobre 1913 entrò nella Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione prendendo il nome di Suor Pierina.

Le molteplici attività educative della Congregazione la spinsero a perfezionarsi in vari lavori manuali e a perfezionare lo studio del violino e del pianoforte. Il 23 maggio 1915 emise la prima professione semplice, in Argentina, dove era stata mandata fin dall’inizio della sua vita religiosa. Vi rimarrà fino al 1921, quando, per motivi di salute ed anche organizzativi della Congregazione, tornò in Italia. Qui ricoprì cariche di alta responsabilità.

Fu dapprima Superiora della Casa di Milano, quindi, all’apertura della Casa di Roma, fu nominata Superiora ed infine Superiora Regionale. Il tratto caratteristico del modo d’essere della Venerabile Serva di Dio si è caratterizzato per la rettitudine, la fermezza e la carità. Ma la Venerabile Serva di Dio Madre Pierina De Micheli, oltre al dono del buon governo, ebbe dal Signore una speciale vocazione: è stata infatti la prima e principale ideatrice e propagatrice della devozione al Volto Santo di Gesù.

La contemplazione e l’amore del Sacro Volto, così come per il suo Sacro Cuore, vuole consolare Nostro Signore delle sue pene nell’orto del Getsemani e in tal modo si offre come atto riparatore delle offese al suo amore misericordioso. Così infatti visse suor Pierina: come vittima riparatrice.

Di tale opera mistica nessuno si accorse all’esterno, se non i suoi confessori e il suo direttore spirituale. Mantenne infatti grande discrezione e umiltà somma in merito alle grazie speciali ricevute dal Signore, mettendo così in pratica quanto detto dal Mistico Dottore della Chiesa San Giovanni della Croce sul fatto che “non bisogna rivelare i segreti del Re”.

Dopo non lunga malattia, morì santamente a Centonaran d’Artò, Novara, il 26 luglio 1945 e il profumo della sua santità si sparse immediatamente nel popolo di Dio. 

In vista della sua beatificazione, la Postulazione della Causa ha sottoposto al giudizio della Congregazione delle Cause dei Santi la presunta guarigione miracolosa del Signor Vittorio Ianni, il quale, già affetto da ipertensione arteriosa, nel 1988, poco più che cinquantenne, fu colpito da un ictus ischemico cerebrale. Pur avendo ricevuto un buon trattamento terapeutico in ospedale, cinque anni dopo ebbe bisogno di un nuovo intervento chirurgico a causa di un aneurisma dell’aorta cui fece seguito una grave ipertensione che causò un grave ictus cerebrale con stato di coma e paraplegia. Il quadro clinico apparve di una enorme gravità, al punto da far seriamente temere per la vita del paziente.

Di fronte a questa situazione ormai disperata, un figlio dell’infermo, su ispirazione di un’amica di famiglia, legò al polso del padre una medaglietta con l’immagine del Santo Volto, devozione iniziata e diffusa da Suor Pierina De Micheli, chiedendo il dono della guarigione per intercessione della Serva di Dio. Improvvisamente, il giorno dopo, 26 gennaio 1994, il Signor Vittorio uscì dal coma, si svegliò, chiese da mangiare e manifestò una chiara ripresa dell’attività motoria. Una dettagliata visita medica, eseguita il mese successivo alla prodigiosa guarigione, confermò ulteriormente il suo rapido e netto miglioramento cognitivo e motorio.

Appare evidente la concomitanza cronologica e il nesso tra l’invocazione alla Serva di Dio e la guarigione di Vittorio Ianni, che attualmente è autosufficiente ed è in grado di gestire una normale vita relazionale.

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 30 maggio 2010

 

Cari fratelli e sorelle!

Dopo il tempo pasquale, concluso domenica scorsa con la Pentecoste, la Liturgia è ritornata al “tempo ordinario”. Ciò non vuol dire però che l’impegno dei cristiani debba diminuire, anzi, entrati nella vita divina mediante i Sacramenti, siamo chiamati quotidianamente ad essere aperti all’azione della Grazia, per progredire nell’amore verso Dio e il prossimo. L’odierna domenica della Santissima Trinità, in un certo senso, ricapitola la rivelazione di Dio avvenuta nei misteri pasquali: morte e risurrezione di Cristo, sua ascensione alla destra del Padre ed effusione dello Spirito Santo. La mente e il linguaggio umani sono inadeguati a spiegare la relazione esistente tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e tuttavia i Padri della Chiesa hanno cercato di illustrare il mistero di Dio Uno e Trino vivendolo nella propria esistenza con profonda fede.

La Trinità divina, infatti, prende dimora in noi nel giorno del Battesimo: “Io ti battezzo – dice il ministro – nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Il nome di Dio, nel quale siamo stati battezzati, noi lo ricordiamo ogni volta che tracciamo su noi stessi il segno della croce. Il teologo Romano Guardini, a proposito del segno della croce, osserva: “lo facciamo prima della preghiera, affinché … ci metta spiritualmente in ordine; concentri in Dio pensieri, cuore e volere; dopo la preghiera, affinché rimanga in noi quello che Dio ci ha donato … Esso abbraccia tutto l’essere, corpo e anima, … e tutto diviene consacrato nel nome del Dio uno e trino” (Lo spirito della liturgia. I santi segni, Brescia 2000, 125-126).

Nel segno della croce e nel nome del Dio vivente è, perciò, contenuto l’annuncio che genera la fede e ispira la preghiera. E, come nel vangelo Gesù promette agli Apostoli che “quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità” (Gv 16,13), così avviene nella liturgia domenicale, quando i sacerdoti dispensano, di settimana in settimana, il pane della Parola e dell’Eucaristia. Anche il santo Curato d’Ars lo ricordava ai suoi fedeli: “Chi ha accolto la vostra anima – diceva – al primo entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la preparerà a comparire innanzi a Dio, lavandola per l’ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? … sempre il sacerdote” (Lettera di indizione dell’Anno Sacerdotale).

Cari amici, facciamo nostra la preghiera di sant’Ilario di Poitiers: “Conserva incontaminata questa fede retta che è in me e, fino al mio ultimo respiro, dammi ugualmente questa voce della mia coscienza, affinché io resti sempre fedele a ciò che ho professato nella mia rigenerazione, quando sono stato battezzato nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo” (De Trinitate, XII, 57, CCL 62/A, 627). Invocando la Beata Vergine Maria, prima creatura pienamente inabitata dalla Santissima Trinità, domandiamo la sua protezione per proseguire bene il nostro pellegrinaggio terreno.

Dopo l'Angelus:

Stamani, a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, è stata celebrata la beatificazione di Maria Pierina De Micheli, Religiosa dell’Istituto delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires. Giuseppina – questo il suo nome di Battesimo – nacque nel 1890 a Milano, in una famiglia profondamente religiosa, dove fiorirono diverse vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. A 23 anni anche lei imboccò questa strada dedicandosi con passione al servizio educativo, in Argentina e in Italia. Il Signore le donò una straordinaria devozione al suo Santo Volto, che la sostenne sempre nelle prove e nella malattia. Morì nel 1945 e le sue spoglie riposano a Roma nell’Istituto “Spirito Santo”.

Je salue cordialement les pèlerins francophones! La Solennité de la Sainte Trinité nous rappelle que Dieu est Amour et qu’il nous appelle à une vie de communion avec Lui et entre nous. Puisse la Vierge Marie vous aider à contempler le mystère de la grandeur et de la beauté de notre Dieu et à reconnaître sa présence dans le prochain. Je recommande aussi à votre prière la Visite Apostolique que j’effectuerai très prochainement à Chypre. Bon dimanche à tous!

On this Trinity Sunday, I greet all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Angelus. This week I am making an Apostolic Journey to Cyprus, to meet and pray with the Catholic and Orthodox faithful there and to consign the Instrumentum Laboris for the upcoming Special Assembly of the Synod of Bishops on the Middle East. I ask for your prayers for the peace and prosperity of all the people of Cyprus, as well as for the preparations for the Special Assembly. Upon each of you and your loved ones at home, I invoke the blessings of the most holy Trinity.

Gerne heiße ich am heutigen Dreifaltigkeitssonntag alle Pilger und Gäste aus den Ländern deutscher Sprache willkommen. Der Kern unseres christlichen Glaubens ist das Geheimnis der heiligsten Dreifaltigkeit. Gott offenbart sich als Vater, Sohn und Heiliger Geist, der alles erschaffen hat, erlöst und heiligt. Durch die Taufe auf den Namen des dreieinigen Gottes erhalten wir Anteil am Leben der göttlichen Dreifaltigkeit. Wir wollen dieser Gemeinschaft mit Gott stets treu bleiben und mithelfen, sein Reich der Gerechtigkeit, der Liebe und des Friedens aufzubauen. Von Herzen segne ich euch alle.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española que participan en esta oración mariana, en particular a los fieles de la Parroquia de Nuestra Señora de la Asunción, de Cieza. En la solemnidad de la Santísima Trinidad, os invito a bendecir, alabar y glorificar a Dios Padre, a su Hijo unigénito y al Espíritu Santo, por el inefable misterio de vida y comunión entre las Tres Personas Divinas, de única naturaleza e iguales en su dignidad. Que María Santísima sostenga y acompañe con su intercesión a la Iglesia, que vive para invocar el Santo Nombre de Dios, uno y trino. Feliz Domingo.

Pozdrawiam serdecznie Polaków. Szczególną modlitwą ogarniam wszystkich powodzian. Nasze trudne sprawy zawierzamy dzisiaj Trójcy Świętej. Niech Maryja, nasza Orędowniczka pomoże nam odczytać zamysły Bożej Opatrzności. Pamiętajmy słowa z Księgi Hioba: „Dobro przyjęliśmy z ręki Boga. Czemu zła przyjąć nie możemy?” (Hi 2,10). Wszystko jest objęte Bożym planem zbawienia. Niech Bóg w Trójcy Świętej umocni was i wam błogosławi.

[Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Sono vicino con una speciale preghiera alle persone colpite dall’alluvione. Oggi affidiamo alla Santissima Trinità le nostre difficoltà. Maria che intercede per noi ci aiuti a leggere i disegni della Provvidenza di Dio. Teniamo presenti le parole del libro di Giobbe: “Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare anche il male?” (Gb 2,10). Tutto è racchiuso nel piano divino della salvezza. Vi benedica e vi conforti Dio Uno e Trino.]

Infine, rivolgo con affetto il mio saluto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare al folto gruppo venuto da Pordenone per onorare la memoria del Cardinale Celso Costantini, del quale è stato presentato due giorni fa a Roma il volume del Diario, dal titolo Ai margini della guerra (1938-1947). Questa pubblicazione è di grande interesse storico. Il Cardinale Costantini, molto legato al Papa Pio XII, la scrisse quando era Segretario della Congregazione di Propaganda Fide. Il suo Diario testimonia l’immensa opera compiuta dalla Santa Sede in quegli anni drammatici per favorire la pace e soccorrere tutti i bisognosi. Saluto, inoltre, il Movimento dell’Amore Familiare che ha promosso alcuni incontri sulle radici cristiane della famiglia e della società, i fedeli provenienti da Sardagna di Trento, quelli di Lallio insieme con i loro amici tedeschi di Schöngeising, la Fondazione “Gigi Ghirotti” per i malati di tumore, l’Associazione Carabinieri da Firenze, i gruppi di ragazzi che hanno ricevuto la Cresima e le varie scolaresche. A tutti auguro una buona domenica.