Maria Teresa Bonzel
(1830-1905)
- 9 febbraio
Religiosa tedesca, fondatrice delle Povere Suore Francescane dell’Adorazione Perpetua di Olpe; l’Eucaristia era la fonte dalla quale attingeva energia spirituale, per dedicarsi con carità instancabile ai più deboli
Regine Christine Wilhelmine Bonzel nasce il 17 settembre 1830 ad Olpe, in Westfalia, nell’Arcidiocesi di Paderborn, da Friedrich Edmund e da Angela Maria Liese. La famiglia Bonzel è molto cristiana, di nobili origini e agiata. Riceve il Battesimo il giorno dopo la sua nascita prendendo i nomi di Regina Christine Wilhelmine: in famiglia è chiamata Alina. All’età di sette anni perde il papà, morto prematuramente. Entrata nel Collegio delle Orsoline di Colonia subito dopo le scuole primarie, deve tornare a casa dopo un anno, a motivo della salute della mamma. Una malattia cardiaca non le permette di rispondere alla vocazione alla vita religiosa e fonda, così, con altre amiche, la Congregazione o Lega Mariana, nella quale esse si impegnano a pregare, personalmente ed in comune, a crescere nella devozione alla Madre del Signore, a ornare l’altare a lei dedicato durante il mese di maggio e nelle altre ricorrenze mariane, e ad assistere il prossimo nei suoi bisogni, secondo le opere di misericordia corporale. Nella missione popolare che i Francescani tengono nella Parrocchia vicina di Drohshagen, nel 1850, ha modo di conosce la loro spiritualità ed entra nel Terz’Ordine di San Francesco, assumendo il nome di Maria Teresa.
Dopo alcune esperienze presso Istituti Religiosi (le Salesiane, le Suore del Povero Bambino Gesù), tornata ad Olpe, il 22 ottobre 1859, assieme con Regina Löser e Klara Pfänder, dà inizio ad una comunità religiosa avendo preso in affitto un’abitazione molto povera. Eletta la Pfänder come Superiora, il 30 ottobre 1860 il Vescovo di Paderborn, Monsignor Konrad Martin, approva gli Statuti del nuovo Istituto, che assume la Regola Agostiniana, e riceve il nome di “Suore di San Francesco, Figlie dei Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria”. Il 20 dicembre 1860, insieme ad altre otto giovani, assume l’abito religioso e il nome di Maria Teresa del Santissimo Sacramento. Impegno principale delle nuove Religiose è l’Adorazione eucaristica perpetua, la cura degli orfani e l’assistenza degli ammalati più poveri nelle loro case. Fondata una Casa a Salzkotten, la Superiora Suor Pfänder vi si trasferisce, spostando così la Casa Madre.
Per le difficoltà tra le due case, Monsignor Martin il 20 luglio 1863 dichiara le due Comunità indipendenti, scindendole in due diverse Congregazioni. Secondo il desiderio della Bonzel alle Suore di Olpe viene concesso di adottare la Regola del Terz’Ordine di San Francesco. Il 3 agosto è nominata Superiora e il 7 gennaio 1864 ha già elaborato i nuovi Statuti, che vengono approvati da Monsignor Martin il 6 luglio 1865: la nuova Congregazione viene chiamata delle “Povere Suore Francescane dell’Adorazione Perpetua di Olpe”. Negli anni successivi il Carisma ha modo di definirsi sempre meglio, in una felice armonia tra la dimensione contemplativa dell’Adorazione eucaristica e la vita attiva a servizio dei più bisognosi. Nel conflitto franco-prussiano tra il 1870 e il 1871 si prende cura dei militari feriti, così da meritarsi un encomio della stessa Imperatrice. Durante il Kulturkarnpf anche il nuovo Istituto subisce i contraccolpi della politica anticattolica e si decide di guardare fuori del Vecchio Continente fondando delle Case a Lafayette, nell’Indiana: apprezzate per il servizio agli ammalati ed ai bisognosi, da qui si diffondono nell’America del Nord, così da rendere opportuna una presenza della Fondatrice, che visita le nuove case, nonostante la fatica del viaggio transoceanico, nel 1878, nel 1885 e nel 1891. Il 22 luglio 1882 ottiene dal Secondo Reich il permesso di accogliere nuovi membri: si accettano così nuove Postulanti e si fondano le Case di Heimerzheim e Jülich. Il primo Capitolo Generale si riunisce il 12 agosto 1886 ed elegge all’unanimità come prima Superiora Generale. La Congregazione dei Religiosi emana il Decretum laudis del nuovo Istituto il 13 aprile 1897 e nel successivo Capitolo Generale, il 12 agosto 1904 Madre Maria Teresa viene rieletta Superiora Generale, nonostante per i suoi problemi di salute abbia chiesto di non esserlo più. Il 22 gennaio dell’anno successivo, essendosi recata a trovare una Consorella inferma per un morbo infettivo, viene contagiata manifestandone i gravi sintomi già il giorno dopo. Avendo ricevuto gli ultimi Sacramenti, la Venerabile Maria Teresa Bonzel muore la mattina del 5 febbraio 1905, lasciando una Congregazione che conta in quel momento in Germania 71 case con 870 membri e in America 42 case con circa 700 membri.
PADERBORNENSIS
Beatificationis et Canonizationis
Venerabilis Servae Dei
MARIAE TERESIAE BONZEL (in saeculo: Reginae),
Fundatricis Instituti Sororum Pauperum Franciscalium
ab Adoratione Perpetua de Olpe
(1830-1905)
Decretum Super Miraculo
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La Ven. Serva di Dio Maria Teresa Bonzel (al secolo: Regina) nacque il 17 settembre 1830 ad Olpe (Germania). Durante l’adolescenza si manifestarono in lei i primi segni di vocazione alla vita consacrata. Divenne terziaria francescana, ricevendo il nome di Maria Teresa, e successivamente diede origine ad una nuova Fondazione ad Olpe, in Westfalia. Nonostante alcune screzi e conseguenti scissioni, la Congregazione delle Povere Suore Francescane dell’Adorazione perpetua si sviluppò, dedicandosi al culto eucaristico, all’assistenza dell’infanzia povera e abbandonata e alla cura dei malati a domicilio. La Serva di Dio svolse con zelo e abnegazione il suo apostolato e si occupò personalmente della crescita spirituale delle religiose, orientandole ad una carità operosa. Durante la guerra franco-prussiana (1870-1871) la Serva di Dio mise a disposizione alcune suore per l’assistenza dei feriti, ricevendo pubblico apprezzamento; ma durante il travagliato periodo del Kulturkampf (1872-1882) la Congregazione subì restringimenti e limitazioni, spingendo la Serva di Dio ad allargare il suo orizzonte missionario e ad inviare alcune suore a Lafayette (Indiana, U.S.A.). La Congregazione fu ripartita, così, in due Province: quella tedesca e quella americana. Nel febbraio del 1903 la Serva di Dio cominciò ad accusare un peggioramento delle condizioni fisiche e nel gennaio 1905 si ammalò in modo grave. Dopo un’agonia di due settimane, spirò serenamente a Olpe il 6 febbraio 1905. Il decreto super virtutibus è stato promulgato il 27 marzo 2010.
In vista della beatificazione è stata presentata la guarigione di un bambino da “diarrea cronica post-infettiva per enterite acuta da Rotarovirus”. L’evento si verificò a Colorado Springs (Colorado, U.S.A.) il 22 febbraio 1999. Il fanciullo, che aveva quattro anni, da alcuni mesi aveva incominciato a soffrire di diarrea acquosa, che si manifestava molto frequentemente ogni giorno, con crescenti dolori addominali. Un’analisi, svolta dopo due settimane, evidenziò l’aggravamento della situazione, cosa che destò preoccupazione nei genitori e nei medici, anche perché il bambino diminuiva sensibilmente di peso. Ulteriori manifestazioni patologiche, quali la comparsa di sangue rosso vivo, convinsero i medici di trovarsi in presenza di una forma di “enterite virale”, di cui si ignorava la causa, e le indagini cliniche e strumentali evidenziarono un alto tasso di potassio, così da far sospettare un tumore surrenale. La colonscopia, programmata per il mese di febbraio 1999, fu rinviata perché l’infermo, nel frattempo, era stato colpito da otite bilaterale febbrile. In questa situazione, problematica e dolorosa, due Suore Francescane dell’Adorazione Perpetua, informate dalla madre del bambino, iniziarono una novena alla Venerabile Fondatrice, pregando per la guarigione del piccolo infermo, coinvolgendo progressivamente le Consorelle e altri fedeli, tra cui i genitori del bambino. Il 22 febbraio, il giorno precedente alla prevista colonscopia, il piccolo guarì improvvisamente, suscitando meraviglia nei familiari e nel personale sanitario per la straordinarietà del subitaneo e completo ristabilimento.
Appare evidente la concomitanza cronologica e il nesso tra l’invocazione alla Serva di Dio e la guarigione del piccolo infermo, che attualmente gode di buona salute ed è in grado di gestire una normale vita relazionale.
Sulla guarigione, ritenuta miracolosa, presso la Curia di Colorado Springs nel 2001 fu istruita l’Inchiesta diocesana, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione con Decreto del 30 novembre dello stesso anno. La Consulta Medica del Dicastero nelle sedute del 10 giugno e del 1 dicembre 2010 ha riconosciuto che la guarigione fu rapida, completa e duratura, inspiegabile alla luce delle attuali conoscenze mediche. Il 6 ottobre 2012 si è tenuto con esito positivo il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. Il 15 gennaio 2013 ha avuto luogo la Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi, presieduta da me, Card. Angelo Amato.
Et in utroque Coetu, sive Consultorum sive Cardinalium et Episcoporum, posito dubio an de miraculo divinitus patrato constaret, responsum affirmativum prolatum est.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de miraculo a Deo patrato per intercessionem Ven. Servae Dei Mariae Teresiae Bonzel (in saeculo: Reginae), Fundatricis Instituti Sororum Pauperum Franciscalium ab Adoratione Perpetua de Olpe, videlicet de celeri, perfecta ac constanti sanatione cuiusdam pueri a “diarrea cronica post-infettiva per enterite acuta da Rotarovirus”.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 27 mensis Martii a. D. 2013
ANGELUS Card. AMATO, S. D. B.
Praefectus
+ MARCELLUS BARTOLUCCI
Archiep. tit. Mevaniensis
a Secretis
PAPA FRANCESCO
ANGELUS
Piazza San Pietro
Domenica, 10 novembre 2013
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù alle prese con i sadducei, i quali negavano la risurrezione. Ed è proprio su questo tema che essi rivolgono una domanda a Gesù, per metterlo in difficoltà e ridicolizzare la fede nella risurrezione dei morti. Partono da un caso immaginario: “Una donna ha avuto sette mariti, morti uno dopo l’altro”, e chiedono a Gesù: “Di chi sarà moglie quella donna dopo la sua morte?”. Gesù, sempre mite e paziente, per prima cosa risponde che la vita dopo la morte non ha gli stessi parametri di quella terrena. La vita eterna è un’altra vita, in un’altra dimensione dove, tra l’altro, non ci sarà più il matrimonio, che è legato alla nostra esistenza in questo mondo. I risorti – dice Gesù – saranno come gli angeli, e vivranno in uno stato diverso, che ora non possiamo sperimentare e nemmeno immaginare. E così Gesù spiega.
Ma poi Gesù, per così dire, passa al contrattacco. E lo fa citando la Sacra Scrittura, con una semplicità e un’originalità che ci lasciano pieni di ammirazione per il nostro Maestro, l’unico Maestro! La prova della risurrezione Gesù la trova nell’episodio di Mosè e del roveto ardente (cfr Es 3,1-6), là dove Dio si rivela come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Il nome di Dio è legato ai nomi degli uomini e delle donne con cui Lui si lega, e questo legame è più forte della morte. E noi possiamo dire anche del rapporto di Dio con noi, con ognuno di noi: Lui è il nostro Dio! Lui è il Dio di ognuno di noi! Come se Lui portasse il nostro nome. Piace a Lui dirlo, e questa è l’alleanza. Ecco perché Gesù afferma: «Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui» (Lc 20,38). E questo è il legame decisivo, l’alleanza fondamentale, l’alleanza con Gesù: Lui stesso è l’Alleanza, Lui stesso è la Vita e la Risurrezione, perché con il suo amore crocifisso ha vinto la morte. In Gesù Dio ci dona la vita eterna, la dona a tutti, e tutti grazie a Lui hanno la speranza di una vita ancora più vera di questa. La vita che Dio ci prepara non è un semplice abbellimento di questa attuale: essa supera la nostra immaginazione, perché Dio ci stupisce continuamente con il suo amore e con la sua misericordia.
Pertanto, ciò che accadrà è proprio il contrario di quanto si aspettavano i sadducei. Non è questa vita a fare da riferimento all’eternità, all’altra vita, quella che ci aspetta, ma è l’eternità - quella vita - a illuminare e dare speranza alla vita terrena di ciascuno di noi! Se guardiamo solo con occhio umano, siamo portati a dire che il cammino dell’uomo va dalla vita verso la morte. Questo si vede! Ma questo è soltanto se lo guardiamo con occhio umano. Gesù capovolge questa prospettiva e afferma che il nostro pellegrinaggio va dalla morte alla vita: la vita piena! Noi siamo in cammino, in pellegrinaggio verso la vita piena, e quella vita piena è quella che ci illumina nel nostro cammino! Quindi la morte sta dietro, alle spalle, non davanti a noi. Davanti a noi sta il Dio dei viventi, il Dio dell’alleanza, il Dio che porta il mio nome, il nostro nome, come Lui ha detto: “Io sono il Dio di Abramo, Isacco, Giacobbe”, anche il Dio col mio nome, col tuo nome, col tuo nome…, con il nostro nome. Dio dei viventi! … Sta la definitiva sconfitta del peccato e della morte, l’inizio di un nuovo tempo di gioia e di luce senza fine. Ma già su questa terra, nella preghiera, nei Sacramenti, nella fraternità, noi incontriamo Gesù e il suo amore, e così possiamo pregustare qualcosa della vita risorta. L’esperienza che facciamo del suo amore e della sua fedeltà accende come un fuoco nel nostro cuore e aumenta la nostra fede nella risurrezione. Infatti, se Dio è fedele e ama, non può esserlo a tempo limitato: la fedeltà è eterna, non può cambiare. L’amore di Dio è eterno, non può cambiare! Non è a tempo limitato: è per sempre! E’ per andare avanti! Lui è fedele per sempre e Lui ci aspetta, ognuno di noi, accompagna ognuno di noi con questa fedeltà eterna.
Dopo l'Angelus
Oggi pomeriggio, a Paderborn, in Germania, verrà proclamata Beata Maria Teresa Bonzel, fondatrice delle Povere Suore Francescane dell’Adorazione Perpetua, vissuta nel secolo diciannovesimo. L’Eucaristia era la fonte dalla quale attingeva energia spirituale, per dedicarsi con carità instancabile ai più deboli. Lodiamo il Signore per la sua testimonianza!
Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine e di quella regione, che sono state colpite da un tremendo tifone. Purtroppo le vittime sono tante e i danni enormi. Preghiamo un attimo, in silenzio, e poi alla Madonna, per questi nostri fratelli e sorelle, e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto. Preghiamo in silenzio. (Recita dell’Ave Maria)
Ricorre oggi il settantacinquesimo anniversario della cosiddetta “Notte dei cristalli”: le violenze della notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 contro gli ebrei, le sinagoghe, le abitazioni, i negozi segnarono un triste passo verso la tragedia della Shoah. Rinnoviamo la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ebraico, i nostri fratelli più grandi, maggiori. E preghiamo Dio affinché la memoria del passato, la memoria dei peccati passati ci aiuti ad essere sempre vigilanti contro ogni forma di odio e di intolleranza.
In questa domenica, in Italia, si celebra la Giornata del Ringraziamento. Unisco la mia voce a quella dei Vescovi esprimendo la mia vicinanza al mondo agricolo, specialmente ai giovani che hanno scelto di lavorare la terra. Incoraggio quanti si impegnano perché a nessuno manchi un’alimentazione sana e adeguata.
Saluto tutti i pellegrini, venuti da diversi Paesi, le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni; in particolare, i fedeli delle Diocesi della Liguria, accompagnati dal Cardinale Bagnasco e dagli altri Vescovi della Regione.
Saluto l’Istituto Secolare Operaie Parrocchiali, il Centro Académico Romano Fundación, i fedeli degli Stati Uniti d’America e di Tahiti; come pure quelli di Riccione, Avezzano, Torino, Bertonico e Celano. Un pensiero speciale per i giovani delle Pontificie Opere Missionarie, i ragazzi di Pescara e Monte San Savino e la Croce Verde di Alessandria.
A tutti auguro una buona domenica. Arrivederci e buon pranzo!