Maria Teresa di San Giuseppe
(1855-1938)
- 20 settembre
Vergine, rimasta senza casa né lavoro, dopo un lungo vagare trovò a Berlino la sua via: iniziò a dedicarsi ai tanti ragazzi di strada abbandonati o trascurati. A tal fine fondò la Congregazione delle Suore Carmelitane del Divino Cuore di Gesù, che presto iniziò a dedicarsi anche ad anziani, poveri, emigranti, operai senza tetto, diventando una vera e propria "Casa per i senza casa"
Maria Teresa di San Giuseppe, al secolo Anna Maria Tauscher van den Bosch, nacque a Sandow, nella Marca di Brandenburgo (oggi Polonia) il 19 giugno 1855.
Il padre, Ermanno, era Pastore luterano, e la madre, Maria Paolina, pur essendo luterana, aveva un grande amore per la Madre di Dio, per cui, il 24 luglio, quando la piccola venne battezzata, le fece imporre il nome di Anna Maria. Il battesimo le fu amministrato dal nonno paterno, pure lui Pastore luterano.
La sua infanzia trascorse felice e spensierata, accanto alla mamma che amava teneramente ed accanto al papà, nel tempo libero dal suo ministero.
Nel maggio 1862 il padre fu nominato Sovrintendente ad Arnswalde, dove la famiglia, nel frattempo aumentata di altre due figlie, Lisa e Maddalena, si trasferì.
Per Anna Maria, in quest'ambiente tanto diverso, incominciò una vita nuova, non più nella solitudine della campagna, ma nel movimento di una grande casa parrocchiale, dove il papà e la mamma erano molto impegnati nelle diverse attività pastorali e caritative. La mamma, infatti, riuniva i bambini per il catechismo e visitava i poveri e gli ammalati, accompagnata dalla figlia, suscitando così in lei un grande amore per il prossimo specialmente più bisognoso.
Nel 1865 il padre fu trasferito a Berlino. Là, Anna Maria cominciò a stare poco bene, per cui dovette lasciare la scuola che riprese più tardi con grande fatica. A motivo della poca salute e in vista degli studi, nel 1870 i genitori decisero di mandarla con la sorella Lisa in un educandato di campagna dai Fratelli Moravi. Tra di loro erano persone molto devote e in Anna Maria si svegliò il desiderio di diventare "suora".
L'aria salubre la ristabilì presto e, a contatto con la natura, il suo temperamento timido divenne più aperto; resistette tuttavia ad ogni sorta di lusinghe e vanità, rimanendo ferma nel suo tenore di vita serio, leale e pieno di bontà, sempre pronta ad intervenire con generosità in qualsiasi bisogno o richiesta.
Per la Pasqua del 1872 il padre la fece ritornare a casa per la Confermazione, il che costituì per lei una grande prova, perché sentiva una ripugnanza sempre maggiore verso il luteranesimo. Più di una volta, anche in educandato, non si era pronunciata a quale religione appartenesse, dichiarando di averne una sua propria. In seguito, in discussioni con Pastori protestanti che frequentavano la sua famiglia, si sentì dire che il suo ragionamento era più cattolico che protestante.
Nel 1873 passò l'estate presso i nonni. In tale circostanza ebbe una proposta di matrimonio, che lei immediatamente respinse, affrontando con fermezza la collera del nonno pur tanto amato.
Nel 1874, a soli 45 anni, la mamma morì ed Anna Maria rimase, straziata dal dolore, con la famiglia a carico. Dopo cinque anni, quando il padre si risposò, lasciò libera la figlia da tali responsabilità.
Ora poteva finalmente attuare il desiderio da lungo accarezzato: costituire un'associazione di signorine che si dedicassero ai lavori manuali più vari, da mettere poi in vendita per aiutare le Missioni.
Allo scopo di offrire a Dio un grande sacrificio, accettò a Colonia l'ufficio di Direttrice del manicomio della città, ottenendo insperatamente il consenso del padre. Tra le prove inenarrabili, a contatto con dementi di ogni specie, l'aspettava la rivelazione piena della dottrina cattolica, verso la quale aveva sempre anelato.
Contro la volontà del padre, con animo straziato perché come cattolica le si impediva di porre piede nella casa avita, il 30 ottobre 1888 venne ufficialmente accolta nella vera Chiesa nella chiesa dei santi Apostoli a Colonia; dirà, poi, nei suoi ricordi, di non aver fatto abiura, perché non era mai appartenuta liberamente, neppure un'ora, alla chiesa luterana.
Il desiderio di consacrarsi completamente a Dio si faceva sentire sempre più insistente e, dopo la lettura dell'Autobiografia della grande santa, Teresa d'Avila, si orientò senz'altro verso la vita del Carmelo; ma, il suo confessore le disse che la sua strada non era quella di entrare in un convento già esistente.
Col tempo, le fu chiaro che doveva essere sì figlia di santa Teresa, ma non nel Carmelo di clausura. Si sentì infatti ispirata a dar origine ad una Congregazione che, pur essendo imbevuta dello spirito carmelitano di preghiera e di riparazione, nello stesso tempo si dedicasse all'assistenza dei bambini orfani, poveri e abbandonati.
Nell'Autobiografia lasciata alle sue figlie, Madre Maria Teresa descrive le incredibili sofferenze tollerate agli inizi e lo sviluppo della Congregazione che in pochi anni si è diffusa in Europa.
Cacciata dalla casa paterna, così anche dalla Germania dove il Cardinale Kopp le rifiutò l'autorizzazione di portare l'abito religioso, andava errando da un paese all'altro, e giunse finalmente a Rocca di Papa, nei pressi di Roma, dove nel giugno del 1904, il Cardinale Satolli, Titolare di Frascati, le diede il permesso di acquistare una vecchia casa che sarebbe diventata, dopo tante traversie, la prima Casa Madre del Carmelo del Divin Cuore di Gesù. Là, la Madre e le sue prime compagne emisero i primi voti religiosi validi secondo il diritto canonico il 3 gennaio 1906.
Passata l'acqua della tribolazione, come lei stessa si esprimeva, le fu permesso di rientrare in Germania ove le case denominate per venerazione al Padre putativo di Gesù, le "Case di San Giuseppe" si moltiplicarono e diffusero. Nel 1912, Madre Maria Teresa partì per l'America per impiantare il Carmelo del Divin Cuore di Gesù anche nel Nuovo Mondo. Mentre si occupava delle nuove fondazioni in America e nel Canada, la Prima Guerra Mondiale scoppiò in Europa e la Casa Madre a Rocca di Papa fu espropriata dal governo italiano, essendo "proprietà tedesca". Tornata dall'America nel 1920, si mise in cerca di una nuova Casa Madre e Dio la condusse a Sittard in Olanda.
Trascorse gli ultimi anni della sua vita nella Nuova Casa Madre di Sittard. Per ragioni di salute, non viaggiava più. D'altra parte attendeva, con delicatezza materna, alla formazione spirituale delle sue suore che voleva forti, generose, vere figlie della Chiesa e con un cuore di mamma per i piccoli affidati alle loro cure. S'impegnava alla consolidazione dell'opera fondata elaborando le Costituzioni, facendo i diversi registri e scrivendo i ricordi della guida meravigliosa di Dio nella sua vita.
Dopo aver edificato quanti la conobbero, spirò santamente, ritornando alla casa del padre, di cui, specialmente negli ultimi anni, aveva una nostalgia infinita. Era il 20 settembre 1938.
La fama di santità di Madre Maria-Teresa si divulgò a tal punto che il 2 febbraio 1953, a Sittard in Olanda, da Mons. Lemmens, Vescovo di Roermond, venne aperto il processo informativo che fu chiuso il 20 settembre 1957. Il processo per gli scritti ebbe inizio il 30 settembre 1953 e terminò il 28 agosto 1957; quello sul non-culto invece ebbe luogo tra il 17 giugno 1957 e il 20 settembre 1957.
Dopo la redazione della Positio super virtutibus nel 1992 il processo si fermò a causa della mancanza di un miracolo. C'erano, sì, molte preghiere esaudite e anche guarigioni miracolose, ma i dottori non attestarono la natura sovrannaturale della guarigione. Soltanto, nel 2002, dopo Pasqua, quando portarono gli atti diocesani del miracolo alla Congregazione per le Cause dei Santi, misero subito la Madre Tauscher al primo posto per andare nel Congresso.
Il 25 giugno 2002 dunque, a Roma si è riunito il Congresso Speciale della Congregazione delle Cause dei Santi per discutere sulla eroicità delle virtù eroiche di Madre Maria-Teresa Tauscher e tutti gli 8 Consultori Teologi hanno espresso un voto affermativo. In seguito, il giorno 20 dicembre 2002, è stato promulgato il Decretum super virtutibus in presenza di Papa Giovanni Paolo II a Roma.
Durante un ritiro a Sittard nella Casa Generalizia delle Suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù, vedendo che la signora Pieters non poteva partecipare a tutte le conferenze a causa dei disturbi ai piedi, P. Bonifacio Honings OCD le consigliò di fare una novena alla Fondatrice di queste Suore la cui tomba si trova nella cappella. Tornata a casa, la signora Pieters-Maas incominciò la prima novena, insieme con il marito, recitando la preghiera scritta sull'immaginetta. La signora si ricorda ancora una frase di questa preghiera: "Sia fatta la tua volontà". Durante la terza novena, il 16 dicembre 1996, di colpo, le pene si fermarono e poteva camminare senza problemi. Le unghie delle dita dei piedi che erano quasi state mangiate dalla malattia, cominciarono a crescere di nuovo. La malattia non è più tornata. Oggi - 10 anni più tardi, i piedi della Signora stanno sempre bene.
Il processo diocesano sull'asserita guarigione miracolosa della signora Maria Giuseppina Pieters-Maas da "dermatomicosi, onicomicosi e acrodinia" il 16 dicembre 1996, per intercessione della serva di Dio Maria Teresa di San Giuseppe, si è svolto nella diocesi di Roermond dal 14 al 27 marzo 2002 e gli atti diocesani sigillati furono consegnati al Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il 6 aprile 2002 dal Postulatore della causa, Bonifacio Honings OCD.
Il 19 dicembre 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha autorizzato il Card. Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in un'udienza privata, a promulgare il decreto sul miracolo.
CZESTOCHOVIENSIS – SOSNOVIENSIS
Beatificationis et Canonizationis
Servae Dei MARIAE TERESIAE A SANCTO IOSEPH
(in saeculo: Ioannae Kierocińska)
Fundatricis Congregationis Sororum Carmelitarum Infantis Iesu
(1885 - 1946)
____________
Super Virtutibus
«Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sulla tua santa montagna? Colui che cammina senza colpa, pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore» (Sal 15, 1-2).
L’invocazione dell’antico salmista di Israele riecheggia nella vita e nel profilo spirituale della Serva di Dio Maria Teresa di San Giuseppe (al secolo: Janina Kierocińska), che, nel percorso della sua esistenza e soprattutto nel tempo della prova, fu credibile testimone di amore, di giustizia e di verità.
La Serva di Dio nacque il 14 giugno 1885, in una famiglia numerosa e benestante, a Wieluń, diocesi di Częstochowa, in territorio polacco all’epoca sotto il dominio russo. Dopo una prima istruzione elementare, proseguì gli studi superiori presso una scuola privata e, soprattutto, intensificò la sua formazione umana e cristiana già avviata dai genitori. In età giovanile maturò la decisione di diventare suora, ma ricevette una risposta negativa da parte del padre. Non arretrò tuttavia dal percorso spirituale, e vivendo con i familiari approfondiva continuamente la sua fede. Praticava le opere di carità, sosteneva i poveri, visitava gli ammalati e i moribondi.
Sotto la guida di P. Anselmo di San Andrea Corsini OCD, iniziò una più profonda vita di preghiera e intensificò l’esercizio della mortificazione, della povertà evangelica e della purezza del cuore. Negli anni che seguirono, Janina, continuando l’attività di ricamatrice e poi educatrice dei bambini, mai dimenticò il suo primo proposito, anzi lo consolidò aderendo al Terzo Ordine dei Carmelitani Scalzi e alla Confraternita del Bambino Gesù, dedicandosi ad una vita di preghiera, di umiltà e di servizio al prossimo, soprattutto nelle dolorose circostanze della prima guerra mondiale.
Dopo la morte del padre, ebbe la possibilità di entrare in monastero. Ma in questo periodo il Padre spirituale le propose di diventare la prima Superiora della nuova Congregazione da lui fondata, compito che Janina accettò come volontà di Dio. Perciò dal 31 dicembre 1921 avviò l’esperienza delle Suore Carmelitane di Gesù Bambino a Sosnowiec, vivendo il carisma dell’infanzia divina, con lo scopo di coniugare la vita contemplativa con le esigenze di un’attività caritativa e assistenziale verso i poveri. Da questo momento le vicende della Serva di Dio si intrecciano con quelle della Congregazione, in cui assunse il nome di Maria Teresa di San Giuseppe.
Gli anni che seguirono, furono caratterizzati da una grande vivacità spirituale, che si riversava nel servizio dei bambini e degli adolescenti abbandonati e nell’educazione delle ragazze, insieme con momenti di tensioni, incomprensioni, situazioni problematiche. Durante il secondo conflitto mondiale le Suore, guidate dalla Serva di Dio, daranno assistenza, tra gli altri, anche a molti perseguitati, soprattutto prigionieri, partigiani ed ebrei. Così che nel 1992 la Serva di Dio riceverà dallo Stato di Israele il riconoscimento dei Giusti tra le Nazioni alla memoria.
La sua spiritualità si contraddistingue per una nota particolare: una straordinaria perseveranza nel perseguire il suo progetto vocazionale. Nonostante varie difficoltà, vissute sia prima sia dopo il suo ingresso nella vita consacrata, ella coltivò profondamente e mise a frutto le sue doti umane, le virtù cristiane, i valori della consacrazione religiosa. La Serva di Dio progredì costantemente in un cammino di perfezione: la sua fede, fin dalla più tenera età, si nutrì di preghiera; la sua speranza si incarnò in un atteggiamento di attesa costruttiva; la sua carità si orientò verso una vita di totale appartenenza al Signore e si riversò in una grande sensibilità e generosità nel servizio ai piccoli e agli oppressi. L’esercizio delle virtù, sostenuto da un completo abbandono alla volontà di Dio, fu per lei un’esperienza quotidiana. La sua indole naturale, serena e gioiosa, si intrecciò con una straordinaria fortezza: Madre Teresa fu veramente una “donna forte” di biblica memoria, capace di produrre frutti abbondanti e duraturi. L’instancabile operosità la portò ad affrontare situazioni difficili sia per proteggere le Suore sia per aiutare il prossimo nel difficile contesto della guerra e dell’occupazione nazista. Completamente dimentica di se stessa, Madre Teresa con assoluta semplicità ebbe come obiettivo della sua esistenza la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli.
Morì il 12 luglio 1946 a Sosnowiec in seguito ad un grave attacco di peritonite.
In virtù della fama di santità, fu celebrata a Częstochowa l’Inchiesta Diocesana dal 14 ottobre 1983 al 31 dicembre 1988, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione delle Cause dei Santi con decreto dell’11 maggio 1991. Preparata la Positio, si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, si è tenuto il 3 dicembre 2011 il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 9 aprile 2013, presieduta da me, Card. Angelo Amato, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Facta demum de hisce omnibus rebus Summo Pontifici Francisco per subscriptum Cardinalem Praefectum accurata relatione, Sanctitas Sua, vota Congregationis de Causis Sanctorum excipiens rataque habens, hodierno die declaravit: Constare de virtutibus theologalibus Fide, Spe et Caritate tum in Deum tum in proximum, necnon de cardinalibus Prudentia, Iustitia, Temperantia et Fortitudine, iisque adnexis, in gradu heroico, Servae Dei Mariae Teresiae a Sancto Ioseph (in saec.: Ioannae Kierocińska), Fundatricis Congregationis Sororum Carmelitarum Infantis Iesu, in casu et ad effectum de quo agitur.
Hoc autem decretum publici iuris fieri et in acta Congregationis de Causis Sanctorum Summus Pontifex referri mandavit.
Datum Romae, die 3 mensis Maii a. D. 2013.
ANGELUS Card. AMATO, S. D. B.
Praefectus
+ MARCELLUS BARTOLUCCI
Archiep. tit. Mevaniensis
a Secretis