Causa in corso
Agostino Cozzolino
- Venerabile Servo di Dio -

Agostino Cozzolino

(1928 - 1988)

Venerabilità:

- 14 aprile 2025

- Papa  Francesco

Sacerdote diocesano; visse le virtù in un grado pieno, santificandosi nel quotidiano. Ricolmo di fede e di speranza, si abbandonò in Dio verso il quale mostrò profondo amore che poi riversò caritativamente ai fratelli

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
«Ho dato e ho ricevuto tanto. Ho amato alla mia maniera e sono stato ricambiato al centuplo»

 

Il Venerabile Servo di Dio Agostino Cozzolino nacque a Resina, oggi Ercolano (Italia), il 16 ottobre 1928 in una famiglia povera e religiosa. Entrato nel Seminario di Napoli, fu ordinato Sacerdote il 27 luglio 1952. Inviato da subito come vicario parrocchiale della parrocchia rurale del SS.mo Rosario di Poggioreale, si dedicò all’attività formativa e alla catechesi dei giovani e degli adulti. Nel 1956, venne nominato parroco della parrocchia Regina Paradisi ai Guantai Nuovi.

Nel 1957, fu nominato Vicerettore del Seminario Maggiore di Napoli. Qui rimase circa tre anni, segnando con l’esempio e la parola la formazione di molti giovani seminaristi.

Il 30 settembre del 1960, venne trasferito nella Basilica Santuario di Santa Maria della Neve, nel quartiere Ponticelli di Napoli, dove rimase come parroco fino alla morte. Si sforzò di creare una comunità pastorale viva, capace di annunciare il Vangelo. Riuscì a incrementare la devozione per la Madonna della Neve, come anche diffuse il Movimento “Fraterno aiuto cristiano” (FAC), nato nell’esperienza di una parrocchia padovana alla fine degli anni Quaranta. L’amore concreto per i poveri e per i bisogni materiali e spirituali di tutti fu una delle caratteristiche del suo impegno pastorale in mezzo al suo popolo.

Divenne una presenza importante nel quartiere che, dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, si trasformò in un popoloso centro periferico con un contesto sociale eterogeneo e problematico, di degrado e povertà.

Lavorò instancabilmente per il bene delle persone che gli erano state affidate. Con spirito di accoglienza, iniziò ad applicare le nuove direttive pastorali del Concilio Vaticano II e dei Pastori della Chiesa partenopea. Promosse anche gruppi di spiritualità familiare, vedendo nella famiglia un “soggetto attivo della pastorale”. Curò i rapporti con i confratelli nel sacerdozio, promuovendo incontri periodici per assicurare momenti di condivisione e scambi di esperienze. Fu membro dell’Istituto Secolare dei Sacerdoti del Sacro Cuore.

Nel 1987, gli venne diagnosticato un tumore al pancreas. Operato a Brescia, rientrò a Napoli, dove visse la malattia come un’ulteriore occasione di apostolato. Morì il 2 novembre 1988.

Il Venerabile Servo di Dio visse le virtù in un grado pieno, santificandosi nel quotidiano. Ricolmo di fede e di speranza, si abbandonò in Dio verso il quale mostrò profondo amore che poi riversò caritativamente ai fratelli.

Ebbe uno zelo straordinario nell’apostolato, spendendosi per il suo popolo con carità pastorale, costanza e gioia. Condusse per sé una vita parsimoniosa, austera, basata sull’essenziale, ma fu generoso verso gli altri. Prestò particolare attenzione agli ammalati, ai quali assicurò un’assidua vicinanza. Per aiutare i poveri e gli emarginati creò in parrocchia i cosiddetti “FAC”, centri di “Fraterno Aiuto Cristiano”.

Fu un apprezzato direttore spirituale impegnato nella formazione cristiana dei fedeli che incentivò attraverso la diffusione degli esercizi ignaziani e della devozione al Sacro Cuore.

Si mantenne fedele al Vangelo nell’affrontare giorno per giorno con serenità le avversità, nell’obbedienza mostrata all’autorità ecclesiastica e nella disponibilità a cambiare il proprio ruolo quando richiesto, con fiducia e abbandono nella Provvidenza.

Quando scoprì che la malattia gli lasciava poco tempo di vita, non si scoraggiò, ma l’affrontò con dignità e grande fede, aumentando il tempo dedito alla contemplazione. Sino alla fine volle rimanere vicino alla sua gente malgrado le intense sofferenze. Trascorse gli ultimi mesi in comunione con la sua comunità cristiana accudito amorevolmente da alcuni fedeli della sua parrocchia.

La fama di santità si è consolidata nel tempo giungendo sino a oggi.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

NEAPOLITANA

Beatificationis  et  Canonizationis

Servi  Dei

AUGUSTINI COZZOLINO

Sacerdotis  Dioecesani

(1928-1988)

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DECRETUM  SUPER  VIRTUTIBUS

 

«Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10, 8).

«Ho dato e ho ricevuto tanto. Ho amato alla mia maniera e sono stato ricambiato al centuplo» (dal Testamento spirituale di don Agostino Cozzolino, punto 7).

 

L’esistenza del Servo di Dio Agostino Cozzolino, vissuta sotto la protezione della Vergine Maria in cui trovava rifugio e forza nella sequela Christi, si presenta come un vero itinerario di amore verso Dio e il prossimo. Il dialogo intimo con il Signore che caratterizzò il tempo della sua formazione e della vita sacerdotale, scandita dalla preghiera, dalla meditazione, dai ritiri e dagli esercizi spirituali, fu la fonte che alimentò costantemente il suo ministero. Egli fu un pastore attento e premuroso, capace di accogliere le persone con autentica umanità, rendendo la Parrocchia una comunità viva e dalle porte aperte.

Anche nella fase finale della vita, confermò il desiderio di vivere ogni attimo della sofferenza come offerta d’amore e speciale occasione di comunione con Cristo. Così scriveva nel suo diario: «O Gesù, Sommo ed Eterno Sacerdote… dammi di essere di fronte al mio fratello testimone di fede nell’accettare pienamente il disegno del Padre…».

 

Nato il 16 ottobre 1928 a Resina (Napoli), oggi Ercolano, da Ciro e Giuseppina Cozzolino, primo di tre figli, fu battezzato il 20 ottobre successivo nella parrocchia di Santa Caterina Vergine e Martire.

Fin da ragazzo manifestò i segni della vocazione sacerdotale e, dopo un percorso di discernimento, accompagnato dal suo padrino di Cresima Don Peppino Matrone, entrò nel Seminario Arcivescovile di Napoli.

Fu ordinato sacerdote il 27 luglio 1952. Dopo una breve collaborazione nella sua parrocchia di origine, dove si dedicò prevalentemente all’assistenza dei poveri, iniziò il ministero come Viceparroco nella Parrocchia, allora rurale, di Maria Santissima del Rosario, nel quartiere di Poggioreale, dove rimase per circa tre anni, dedicandosi soprattutto alla catechesi nelle campagne. Nel 1956 fu nominato Parroco della Parrocchia Regina Paradisi ai Camaldoli. In queste prime esperienze ebbe modo di maturare spiritualmente e pastoralmente, promuovendo iniziative volte alla crescita integrale dei fedeli.

Nell’ottobre del 1957 fu chiamato all’incarico di Vicerettore del Seminario Arcivescovile di Napoli, dove per tre anni accompagnò numerosi giovani nel cammino verso il sacerdozio, affinando al contempo la propria formazione e la spiritualità.

Nel 1960 fu nominato Parroco della Parrocchia di Santa Maria della Neve nel quartiere Ponticelli di Napoli, incarico che mantenne per ben 28 anni, fino alla morte. Svolse il ministero pastorale con profondo zelo, in un periodo di grandi cambiamenti sociali ed ecclesiali. Si impegnò a costruire una comunità “famiglia di famiglie”, inviata a testimoniare il Vangelo su un territorio non facile.

Incrementò la devozione alla Madonna della Neve e si prodigò instancabilmente per gli ammalati e i più bisognosi. Sensibile anche alle sfide della società, lavorò con le coppie, dando impulso a una nuova forma di pastorale familiare. Analogo lavoro volle farlo con i giovani, dando vita al Movimento Giovanile Parrocchiale. Coinvolse attivamente i laici, affidando loro ruoli di responsabilità in sintonia con lo spirito del Concilio Vaticano II, di cui studiò ogni documento e che ebbe come la bussola della sua azione pastorale.

Attento e fedele alle direttive dei Pastori, curò con singolare attenzione anche i rapporti con i confratelli, a cominciare dagli altri parroci del quartiere, e fece parte dell’Istituto Secolare dei Sacerdoti del Sacro Cuore, la cui frequentazione contribuì ad alimentare la sua intensa vita interiore.

Dal 1966 al 1970 venne chiamato nuovamente in Seminario, come direttore spirituale, accompagnando tanti giovani nella formazione interiore. Molti di essi continuarono ad avvalersi della sua guida anche dopo l’ordinazione.

Il Cardinale Michele Giordano, a qualche mese dal suo arrivo a Napoli, volle nominarlo vicario episcopale dell’allora VII zona pastorale, tra le più grandi dell’Arcidiocesi e più ricche di vocazioni.

Nel 1987, colpito da un tumore al pancreas, visse la malattia come un’espressione del disegno d’amore di Dio. La affrontò con coraggio e con fiducioso abbandono alla Sua Volontà, facendo della sofferenza un’ulteriore occasione di apostolato e un’eccezionale testimonianza di fede, di speranza e di carità.

Morì il 2 novembre 1988, assistito dai giovani della Parrocchia e sostenuto dalla preghiera della comunità e dei confratelli. Le esequie furono celebrate il 4 novembre, alla presenza di Vescovi, numerosi sacerdoti e gran concorso di popolo. La sua tomba è luogo di preghiera per tanti fedeli.

L’Inchiesta diocesana sulla vita, virtù e fama di santità e di segni del Servo di Dio fu istruita nell’Arcidiocesi di Napoli dal 5 dicembre 2014 al 12 giugno 2017. Trasmessi gli Atti al Dicastero delle Cause dei Santi, il 9 marzo 2018 fu emesso il Decreto di Validità dell’Inchiesta diocesana.

Preparata la Positio, fu sottoposta all’esame del Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 25 aprile 2024, con unanime esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria dell’8 aprile 2025 hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito quanto sopra al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Agostino Cozzolino, sacerdote diocesano.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente Decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 14 Aprile 2025

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario