Angelo Bughetti
(1877 - 1935)
Sacerdote diocesano, Fondatore dell’Istituto di Santa Caterina; fu fedele alla sua missione, obbediente all’Autorità ecclesiastica e pieno di spirito apostolico. Fu coraggioso nel saper trovare soluzioni adeguate a situazioni complesse con capacità ed entusiasmo. Si dedicò con grande passione all’apostolato fra i giovani e alla predicazione.
Il Venerabile Servo di Dio Angelo Bughetti nacque ad Imola (Italia) il 27 agosto 1877, in una famiglia di umili condizioni e di profonda fede cristiana, e venne battezzato lo stesso giorno dallo zio materno, canonico della Cattedrale. Conclusi gli studi elementari, nel 1892 si iscrisse alla quinta ginnasio del Seminario diocesano, ma non potendo pagare la retta e a causa della sua salute malferma, lo frequentò come alunno esterno. Ordinato sacerdote il 31 marzo 1900, nei primi anni di ministero insegnò catechismo nelle scuole elementari, Sacra Liturgia presso il Seminario di Imola, materie letterarie presso il Seminario vescovile ed esercitò l’Ufficio di Cerimoniere della Diocesi. Nel 1906 fu destinato come Vicario parrocchiale presso la parrocchia di Sant’Ambrogio di Castel del Rio.
La sua attività sacerdotale si svolse principalmente in tre ambiti: la predicazione; l’attività di articolista in diversi periodici della Diocesi; l’avvio e la gestione di iniziative e attività di carità. Fra queste ultime, diede vita al Ricreatorio del Carmine (1908), al Ricreatorio di Palazzo Monsignani e al Circolo Silvio Pellico (1911), al Patronato Giovani (1913), all’Istituto Santa Caterina (1915) per gli orfani di guerra e, in seguito, per l’accoglienza e la formazione professionale di ragazzi di famiglie povere, alla Federazione Diocesana Gioventù Cattolica Italiana (1920); al Reparto S. Giorgio Esploratori Cattolici e alla Pia Opera della Divina Provvidenza (1922); alla Casa Pii Studenti (1926), alla Piccola Società Filippini della Divina Provvidenza, per ragazzi poveri orientati al sacerdozio.
Attraverso queste iniziative, mirava a formare la coscienza cristiana e civile dei giovani. In un clima anticlericale, socialista e massone, seppe donarsi generosamente ai ragazzi e ai giovani, intuendo i loro disagi, ma anche facendo fruttificare le loro potenzialità, secondo una vita evangelica e gioiosa.
Il 27 febbraio 1930 don Angelo fu nominato cappellano della Coorte avanguardisti di Imola fino al 29 novembre 1930 e poi cappellano dell’Opera Nazionale Balilla. Tuttavia, egli si oppose sempre alle ideologie liberali, socialiste, come pure verso quelle fasciste, ma sempre con oggettività, prudenza delicata e mai contro le persone, mantenendo quelle relazioni necessarie anche per poter proseguire la propria opera di educazione della gioventù.
A causa di disturbi alla vescica, fu ricoverato all’ospedale Villa Torri di Bologna, dove morì il 5 aprile 1935 all’età di 57 anni.
Il Venerabile Servo di Dio fu un sacerdote diocesano fedele alla sua missione, obbediente all’Autorità ecclesiastica e pieno di spirito apostolico. Vissuto a cavallo fra il secolo XIX e il XX, in un contesto storico travagliato e fortemente anticlericale, seppe cogliere i bisogni della Chiesa locale, riuscendo a riavvicinare al Signore molta gente. Fu coraggioso nel saper trovare soluzioni adeguate a situazioni complesse con capacità ed entusiasmo. Si dedicò con grande passione all’apostolato fra i giovani e alla predicazione.
Nelle opere di carità e nella preghiera sapeva coinvolgere i parrocchiani, aiutando tutti a crescere nella santità.
Era solito affidarsi all’aiuto del Signore, tanto da essere chiamato dai fedeli “sacerdote della Provvidenza” e l’aiuto divino non gli venne mai meno, come testimoniato dallo sviluppo delle Opere e dai frutti spirituali prodotti. Attraverso la preghiera instaurò un rapporto speciale con il Signore e con la Sua Provvidenza.
La fama di santità, già presente in vita e in morte, soprattutto dopo la morte si è sviluppata sino a giungere ai giorni nostri, persistendo innanzitutto nella Chiesa di Imola, unita ad una certa fama signorum.
DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM
IMOLENSIS
BEATIFICATIONIS ET CANONIZATIONIS
Servi Dei
ANGELI BUGHETTI
Sacerdotis dioecesani
Fundatoris Instituti a Sancta Catharina
(1877-1935)
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DECRETUM SUPER VIRTUTIBUS
«A fare del bene agli altri si guadagna sempre!». Con queste parole il Servo di Dio Angelo Bughetti, sacerdote della diocesi di Imola, commentava il «Date e vi sarà dato» (Lc 6,38) di Gesù. Don Bughetti sapeva che ogni dono fatto a Dio e al prossimo ritorna sempre, come un beneficio ancora maggiore. Animato da tale certezza, egli coltivò il suo quotidiano rapporto con Dio, una dedizione paterna verso i più giovani e i poveri, lo spirito di sacrificio di cui la sua vita fu continuamente intessuta. Da tutti era chiamato «il buon Canonico».
Il Servo di Dio nacque a Imola il 27 agosto 1877. Il padre era ortolano e poi operaio; la madre, abile tessitrice, si industriò per migliorare gli introiti, creando in casa un piccolo gruppo di lavoranti. L’ambiente familiare, già ricco di vocazioni alla vita consacrata, costituì il terreno favorevole per la vocazione sacerdotale del Servo di Dio. Fu iscritto al Seminario come chierico esterno, a causa delle scarse condizioni economiche della famiglia. Scrittore e poeta fin dalla giovinezza, eccellente negli studi, portò a compimento con fedeltà la via intrapresa.
Ordinato sacerdote il 31 marzo 1900 dal vescovo Luigi Tesorieri, di venerata memoria, nel primo decennio di sacerdozio fu, fra le altre cose, insegnante nelle Scuole elementari e nel Seminario. Iniziò al contempo a dedicarsi al ministero della predicazione, tanto confacente alle sue doti e indole, nonché all’attività pubblicistica su innumerevoli periodici e settimanali, divenendo lui stesso di alcuni promotore e fondatore. Con bolla di Papa Benedetto XV fu nominato Canonico effettivo della Cattedrale di Imola “San Cassiano martire”.
Personalità determinata e forte, benché cagionevole di salute, instancabile nel perseguire il bene del prossimo, intellettualmente vivace e lungimirante, il Servo di Dio fu appassionato educatore e iniziatore di una serie di istituzioni a carattere educativo ed assistenziale, in un tempo e in un’area geografica marcatamente caratterizzata dal diffondersi dell’anticlericalismo e dal susseguirsi di altre ideologie. Fra le tante opere apostoliche, fondò il Circolo “Silvio Pellico”, base per la diffusione dell’Azione Cattolica nella città e diocesi.
Fondò nel 1915 l’Istituto Artigianelli, dedicato a Santa Caterina, per accogliere orfani e profughi dalle zone di guerra; in seguito vi accolse bambini in situazioni di difficoltà familiari o economiche, assicurando loro una formazione umana e spirituale, un’adeguata istruzione e l’avviamento al lavoro fino alla maggiore età. Per tale opera il Servo di Dio profuse le sue maggiori energie, impegnandosi notevolmente anche per dare all’Istituto stabilità, organizzazione ed ambienti adeguati. Per questo suo zelo è conosciuto e ricordato ancora oggi come “il don Bosco d’Imola”. Per la cura delle vocazioni sacerdotali diede vita alla Piccola Società dei Filippini della Divina Provvidenza ed istituì per i laici l’Opera dei Ritiri Spirituali. In queste ed in tutte le altre realtà, che è perfino difficile enumerare, ebbe una straordinaria capacità di attirare e indirizzare, mediante un ministero fecondo di amore per Dio e per il prossimo.
Nel marzo 1935 il suo stato di salute degenerò. Ricoverato nella casa di cura “Villa Torri” di Bologna, il 27 marzo vi celebrò la sua ultima Santa Messa e morì il 5 aprile. Fu sepolto a Imola nel famedio del cimitero del Piratello. Nel 1961 i suoi resti mortali vennero traslati presso l’Istituto Santa Caterina.
Il Servo di Dio, fedele ai doveri del proprio stato di vita, si impegnò con costanza a vivere e osservare il Vangelo di Gesù e i comandamenti del Signore. Ebbe una fede viva ed incrollabile, che non venne meno neanche di fronte alle più gravi difficoltà, capace di portare frutti copiosi di opere buone. Per ogni cosa si affidava, in modo non comune, alla Divina Provvidenza, domandando anche, attraverso una preghiera intensa, insistente e piena di speranza, ciò che umanamente appariva impossibile. Invocava con particolare fervore l’intercessione della Vergine Maria, venerata con i titoli di Madre della Divina Provvidenza e Madonna del Piratello, patrona di Imola, che onorò con preghiere e inni.
Per tutta la vita scelse di essere povero, privandosi di tutto in favore dei suoi “orfanelli”. Di fronte a incomprensioni e contrarietà, non si perse mai d’animo e si fece carico con coraggio di tutte le situazioni. Visse l’obbedienza alla Chiesa come possibilità di ascolto e adesione alla volontà di Dio.
La sua consistente e prolungata fama di santità ne ha sollecitato l’apertura della Causa di beatificazione. Il 25 novembre 1989 il vescovo Giuseppe Fabiani, di venerata memoria, ne apriva l’Inchiesta diocesana. I lavori ripresero nel 2007, durante l’episcopato del vescovo Tommaso Ghirelli, e pervennero alla chiusura dell’Inchiesta diocesana il 25 aprile 2012. Con la celebrazione di una Inchiesta suppletiva fra il 19 marzo e il 17 dicembre 2013, il 4 aprile 2014 gli atti hanno ottenuto il decreto de iuridica validitate. Il 23 maggio 2023 il Congresso dei Consultori storici ha emesso il proprio giudizio positivo sul materiale probatorio raccolto nella Positio. Il 20 giugno 2024 si è poi tenuto il Congresso peculiare dei Consultori teologi, anch’esso con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi hanno quindi riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse, durante la Sessione Ordinaria dell’1° aprile 2025.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha dunque riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Angelo Bughetti, Sacerdote diocesano, Fondatore dell’Istituto Santa Caterina, nel caso e per le finalità di cui si tratta.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Dato a Roma, il 14 aprile 2025.
Marcello Card. Semeraro
Prefetto
+ Fabio Fabene
Arciv. tit. di Montefiascone
Segretario