Causa in corso
Anna Cantalupo (al secolo: Pia)
- Venerabile Serva di Dio -

Anna Cantalupo (al secolo: Pia)

(1888 - 1983)

Venerabilità:

- 22 giugno 2023

- Papa  Francesco

Della Società delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli; per le numerose iniziative benefiche a favore degli orfani, degli infermi e dei poveri, riuscì a farsi apprezzare dalla gente, tanto da diventare un punto di riferimento per la città. Incarnò il carisma vincenziano donando tutta se stessa a Dio attraverso l’amore al prossimo

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
“Essere sempre più e sempre meglio vittima d’amore del Sacro Cuore di Gesù deve essere l’unico mio desiderio, l’unica aspirazione del mio cuore”

 

La Venerabile Serva di Dio Anna Cantalupo (al secolo: Pia) nacque a Napoli (Italia) il 3 settembre 1888. Avvertì la chiamata alla vita consacrata a circa 13 anni e, il 31 maggio 1902, fece in privato il voto di verginità. Nel 1908 entrò tra le Figlie della Carità e, nel 1909, proseguì la formazione a Parigi. Successivamente, dopo aver svolto servizio presso la Scuola elementare della Casa Centrale di Napoli e al “Reale Albergo dei Poveri”, emise la professione religiosa a Natale del 1913. Nel 1916 durante la Prima Guerra Mondiale fu inviata presso l’Hotel Hassler per la rieducazione delle persone invalide di guerra.

Nel 1918 venne trasferita a Catania presso l’Istituto Pio IX, affidato alle Figlie della Carità, per servire nell’Opera di assistenza per gli infermi a domicilio. Nel 1923 con le consorelle si trasferì nella “Casa della Carità” dove, oltre all’assistenza degli infermi poveri, si svolgevano varie iniziative caritative e apostoliche, in particolare l’assistenza civile e religiosa agli orfani di guerra.

Durante la Seconda Guerra Mondiale organizzò anche l’assistenza spirituale dei soldati transitanti per Catania. Dal 1° marzo 1947 al 1959 svolse il servizio di Superiora. Nel 1958, ricevette le onorificenze di Cavaliere della Repubblica e la Croce pro Ecclesia et Pontifice.

Terminato il servizio di Superiora, continuò la sua opera caritativa e assistenziale verso i più bisognosi, pur dovendo rallentare il ritmo a causa dell’età e di varie infermità.

Morì a Catania il 17 marzo 1983.

La Venerabile Serva di Dio, per le numerose iniziative benefiche a favore degli orfani, degli infermi e dei poveri, riuscì a farsi apprezzare dalla gente, tanto da diventare un punto di riferimento per la città.

Incarnò il carisma vincenziano donando tutta se stessa a Dio attraverso l’amore al prossimo. Il suo zelo sensibile e delicato era radicato nella fede. Vedeva l’immagine di Gesù nei poveri, come nei ricchi, che riusciva a coinvolgere nelle opere di carità, favorendo molte conversioni. La sua fede traspare anche dai suoi scritti. Dotata di forte personalità, non si scoraggiava davanti alle difficoltà, affidandosi alla preghiera. In comunità era molto amata. Prontezza, creatività e allegria caratterizzavano la sua carità, consentendole di rispondere celermente alle urgenze.

I suoi modi di trasmettere la fede, come la diffusione della medaglia miracolosa, lasciarono profonde tracce tra la gente attirata dalla concretezza della sua testimonianza.

La sua fama di santità è giunta sino ad oggi, accompagnata da una certa fama signorum.

 

DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

 

CATANENSIS

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS

SERVAE  DEI

ANNAE CANTALUPO

(in saeculo: Piae)

E SOCIETATE  FILIARUM A CARITATE SANCTI VINCENTII A PAULO

(1888-1983)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

“Essere sempre più e sempre meglio vittima d’amore del Sacro Cuore di Gesù deve essere l’unico mio desiderio, l’unica aspirazione del mio cuore”. Questo pensiero, scritto dalla Serva di Dio Anna Cantalupo nell’aprile 1970 a 82 anni di età, ben sintetizza la sua vita e il suo messaggio. Infatti, già nel 1925 a 37 anni di età, nella Casa della Carità dove sarebbe rimasta fino alla morte occupandosi dell’assistenza ai bisognosi e della catechesi, aveva fatto il voto di vittima d’amore al Sacro Cuore di Gesù in favore dei sacerdoti.

 

La Serva di Dio nacque a Napoli il 3 settembre 1888 e venne battezzata due giorni dopo, nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Montesanto, dallo zio, il sacerdote Ernesto Cantalupo. Quest’ultimo ne curò la prima formazione cristiana culminata a 9 anni, con la ricezione della prima Comunione e della Cresima. A circa 13 anni, sentì il desiderio di una consacrazione totale al Signore e, guidata dal redentorista padre Antonio Di Coste, il 31 maggio 1902 emise privatamente il voto di verginità.

Nel 1908, entrò tra le Figlie della Carità. Accolta come aspirante, vestì l’abito, a Parigi il 14 novembre 1909 e venne mandata alla Scuola elementare della Casa Centrale di Napoli. Alla fine dell’anno scolastico, fu trasferita al “Reale Albergo dei Poveri”, sempre a Napoli, e destinata al servizio delle anziane bisognose. Emise la professione il giorno di Natale del 1913. Nel corso della Prima Guerra Mondiale, nel 1916, venne chiamata a prestare servizio presso l’Hotel Hassler, dove era stato aperto un Istituto per la rieducazione delle persone rimaste invalide a causa del conflitto.

Terminata la guerra, nel novembre 1918 venne mandata a Catania dove iniziò a collaborare con l’Opera di assistenza per gli infermi a domicilio, creata alla fine del XIX secolo con la collaborazione dei laici e la cui gestione era stata affidata alle Figlie della Carità. Nel 1923, insieme alle consorelle, si trasferì presso la Casa della Carità dove, oltre all’assistenza degli infermi poveri, le Suore proponevano varie iniziative caritative ed apostoliche, a partire dall’assistenza civile e religiosa agli orfani di guerra. Suor Anna vi rimase fino alla morte, acquisendo in città una fama sempre maggiore di suora santa.

Il suo apostolato risultò veramente capillare, tale da coinvolgere molti laici che gravitavano attorno alla Casa della Carità. Inoltre, organizzava esercizi spirituali in preparazione del precetto pasquale per varie categorie di lavoratori, cercando di scuoterli da una fede abitudinaria e poco vissuta e di coinvolgerli in un cammino di autentica conversione.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale organizzò un servizio di assistenza spirituale a favore dei soldati transitanti per Catania. Il 1° marzo 1947 venne nominata Superiora della Casa della Carità, carica ricoperta fino al 1959. In occasione del 50° anniversario del suo ingresso tra le Figlie della Carità, nel 1958, le vennero conferiti vari riconoscimenti a livello civile ed ecclesiale fra i quali, tra l’altro, la Croce pro Ecclesia et Pontefice e la cittadinanza onoraria di Catania.

Cessato l’ufficio di Superiora, continuò l’opera caritativa e assistenziale in favore dei più bisognosi anche se, con il trascorrere degli anni e le conseguenti infermità, dovette rallentare il proprio impegno apostolico. Morì a Catania il 17 marzo 1983. I funerali si svolsero il giorno successivo con una massiccia partecipazione popolare e furono presieduti dall’allora Arcivescovo di Catania, Monsignor Domenico Picchinenna.

La Serva di Dio godeva già in vita di una notevole fama di santità sia all’interno del suo Istituto che nella città di Catania. Tale fama si è mantenuta costante in morte e dopo la morte.

Dal 27 ottobre 1997 al 22 aprile 2008 si è celebrata l’Inchiesta diocesana presso la Curia ecclesiastica di Catania. Questo Dicastero delle Cause dei Santi ne ha riconosciuto la validità giuridica con decreto emesso il 18 settembre 2009. Il 23 giugno 2022 i Consultori Teologi hanno espresso il loro voto favorevole. I Padri Cardinali e Vescovi, nel corso della Sessione Ordinaria del 20 giugno 2023, hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato eroicamente le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito accuratamente tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e ratificando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico della Serva di Dio Anna Cantalupo, della Compagnia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, nel caso e per il fine di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 22 giugno dell’anno del Signore 2023

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario