Arnaldo Canepa
(1882 - 1966)
Fedele Laico Catechista; visse in profonda unione con il Signore e nella dedizione agli altri. Si impegnò come catechista, dimostrando uno zelo non comune nell’educazione cristiana dei fanciulli ed entrò a far parte di diversi movimenti e associazioni cattoliche
Il Venerabile Servo di Dio Arnaldo Canepa nacque a Roma (Italia) il 24 settembre 1882, in una famiglia benestante, proveniente dal Canton Ticino (Svizzera). Alla morte del padre, nel 1896, fu affidato per la formazione dapprima al parroco di Vallerano, presso Viterbo, e poi a vari collegi. Fino al 1920 rimase lontano dalla pratica cristiana, attraversando una crisi interiore, vivendo spesso fuori casa per dedicarsi al commercio e per investire con successo in Borsa.
Nel maggio 1921, a Roma, entrato nella chiesa di Santa Maria Odigitria, dopo essersi confessato, iniziò una fervente vita cristiana. Affascinato in particolare dalla figura di San Francesco d’Assisi, entrò nel Terz’Ordine Francescano e, desideroso di impegnarsi in favore del prossimo, offrì la sua disponibilità come catechista nella parrocchia di Santa Maria degli Angeli. Qui aderì anche alla Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli e alla Congregazione Mariana. Nel 1924, insieme ad altri laici, cominciò a frequentare il periferico, disagiato, quartiere romano del Quadraro dove adattò un capannone per facilitare la frequenza del catechismo ai ragazzi della zona.
Nel Venerdì Santo del 1928 in una cappella del Convento di Santa Sabina, insieme ad una decina di giovani, decise di consacrare al Signore tutte le domeniche dedicandosi al servizio dei ragazzi del Quadraro, dando inizio ad un oratorio in cui quotidianamente i bambini del quartiere potessero ritrovarsi per crescere spiritualmente, attraverso la catechesi e, materialmente, con l’aiuto, a sue spese, delle persone bisognose. Nel 1931, a causa delle pressioni del regime fascista, l’oratorio al Quadraro dovette chiudere.
Le iniziative pastorali ispirate alla sua attività cominciarono a moltiplicarsi in tutta Roma, soprattutto nelle periferie.
Nel 1941, morta sua madre, che aveva scelto di non sposarsi, rimase a vivere con la sorella, continuando a gestire assieme ai fratelli il ristorante di famiglia.
Nel 1943, diede inizio alla “Federazione Oratori Romani”, poi chiamata “Centro Oratori Romani” (C.O.R.), offrendo il servizio dell’oratorio per una più efficace pastorale parrocchiale a beneficio degli adolescenti con alla base quattro pilastri: Messa e catechismo; oratorio quotidiano; diverse attività peculiari mensili e apostolato missionario; devozione alla Madonna. Sul suo esempio, agli inizi degli anni ‘50, più della metà delle parrocchie della Diocesi aveva l’oratorio.
Il 28 giugno 1962, il Cardinale Vicario Clemente Micara approvò il primo Statuto del C.O.R., che veniva canonicamente eretto come Pia Associazione. In quel periodo cominciarono le critiche contro di lui e la stessa attività dell’oratorio conobbe una crisi, soprattutto a motivo dei movimenti di contestazione sia interni sia esterni agli ambienti ecclesiali.
Divenuto anziano, decise di ritirarsi nella clinica di Santa Maria della Fiducia dove, in una stanza piccola e priva di servizi, trascorse i suoi ultimi anni di vita in spirito di povertà, nella frequente adorazione del Santissimo Sacramento e nell’assidua preghiera del Santo Rosario.
Morì a Roma (Italia) il 2 novembre 1966.
Il Venerabile Servo di Dio visse in profonda unione con il Signore e nella dedizione agli altri. Si impegnò come catechista, dimostrando uno zelo non comune nell’educazione cristiana dei fanciulli ed entrò a far parte di diversi movimenti e associazioni cattoliche. Frequentando la periferia romana comprese che c’erano tanti giovani smarriti ai quali bisognava dare l’opportunità di un’educazione cristiana. Per circa quarant’anni si dedicò agli oratori giovanili come animatore, organizzatore e catechista in un contesto storico-sociale complesso.
I punti di riferimento principali della sua vita spirituale e dell’apostolato furono San Filippo Neri per quanto riguarda la spiritualità dell’oratorio, San Giovanni Bosco, per quanto riguarda l’uso del “metodo preventivo”, e San Francesco d’Assisi.
La fama di santità è giunta sino ai nostri giorni.
DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI
ROMANA
Beatificationis et Canonizationis
Servi Dei
ARNALDI CANEPA
Christifidelis Laici Catechistae
(1882-1966)
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DECRETUM SUPER VIRTUTIBUS
“Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato” (Mc 9,37).
Il Servo di Dio Arnaldo Canepa orientò generosamente la sua esistenza in una totale dedizione alla formazione umana e cristiana dei fanciulli abbandonati della periferia romana, dando anche vita al “Centro Oratori Romani” (C.O.R.), guidato e gestito da laici.
Nato a Roma il 24 settembre 1882, secondogenito di Giacomo e Maria Giacomini, fu battezzato il 9 ottobre successivo. Alla morte del padre, nel 1896, il Servo di Dio fu affidato per la formazione dapprima al parroco di Vallerano, presso Viterbo, e poi continuò gli sudi prima in un collegio del Canton Ticino, poi in quello degli Scolopi ad Alatri e nel Convitto Nazionale di Spoleto.
Rientrato a Roma nel 1902, con i fratelli, si occupò del ristorante e della gestione dei beni di famiglia. Fino al 1920 rimase lontano dalla pratica cristiana, attraversando una crisi interiore, vivendo spesso fuori casa per dedicarsi al commercio e per investire con successo in Borsa.
Riprendendo gradualmente le pratiche religiose, il 5 dicembre 1920 si iscrisse all’Apostolato della Preghiera. Nel maggio dell‘anno seguente, a Roma, entrato nella chiesa di Santa Maria Odigitria, dopo essersi confessato, iniziò una fervente vita cristiana. Frequentando i Cappuccini entrò a far parte del Terzo Ordine Francescano, diventò catechista e membro del consiglio nella propria parrocchia di Santa Maria degli Angeli, fondò un circolo giovanile, partecipò all‘Azione Cattolica e agli Scout, aderì alla Congregazione mariana, alle Conferenze di San Vincenzo de‘ Paoli e all’Arciconfraternita della Dottrina cristiana nella chiesa di Santa Maria del Pianto.
Nel 1926, con alcuni confratelli del Terzo Ordine Francescano e i giovani della Conferenza di San Vincenzo, iniziò a dedicarsi prima ai senzatetto e poi, con promessa solenne alla Vergine, si dedicò al catechismo domenicale ai bambini nell’abbandonata periferia romana del Quadraro e Centocelle. Nella parrocchia di Santa Maria del Buon Consiglio, Arnaldo e i giovani diedero vita a un Oratorio che, dopo una sospensione di due anni, voluta dal regime fascista, nel 1933, riprese ad essere attivo. In breve tempo si radunarono centinaia di bambini, privi di un luogo di riferimento, per i quali il Servo di Dio promosse la partecipazione dei fanciulli alla Messa e alla catechesi.
Nel 1942, nominato presidente della commissione “Pro-Infanzia” per i fanciulli delle periferie di Roma, insieme ad alcuni studenti dell’Azione Cattolica, il Servo di Dio maturò il progetto di un’opera che, dipendente direttamente dell’autorità diocesana, promuovesse l’oratorio nelle parrocchie della città. Nacque così, nel 1945, il “Centro Oratori Romani”, per una più efficace pastorale parrocchiale a beneficio degli adolescenti con alla base quattro pilastri: Messa e catechismo; oratorio quotidiano; diverse attività peculiari mensili e apostolato missionario; devozione alla Madonna. Sul suo esempio, agli inizi degli anni ‘50, più della metà delle parrocchie della Diocesi aveva l’oratorio.
Con il trasferimento della sorella ad Acilia, lasciata la casa di famiglia e chiuso il ristorante, il Servo di Dio andò ad abitare presso la chiesa dei Santi Patroni a Trastevere, condividendo la vita comune dei sacerdoti per i successivi quattordici anni e impegnandosi totalmente nella guida e nella pastorale del C.O.R.
Senza mai tralasciare l’attività di catechista, diede vita e finanziò la disponibilità dei sussidi didattici per gli oratori, creando il centro Sinite Parvulos. Nel curare i fanciulli, con eroica carità, considerò concretamente anche le condizioni povere delle loro famiglie. Accomunando sempre l’evangelizzazione con la promozione umana, organizzò incontri periodici, conferenze e pubblicò opere didattiche, devozionali e spirituali, tra cui “La Messa dei fanciulli” in lingua italiana, per aiutare i bambini alla partecipazione eucaristica.
Trascorse gli ultimi anni come pensionante nella Clinica di Santa Maria della Fiducia, impiegando il tempo tra rare partecipazioni agli oratori e lunghe ore di preghiera dinanzi al SS.mo Sacramento e all’immagine della Vergine. Colpito da emorragia cerebrale, si spense serenamente il 2 novembre 1966. Dal 1989 i resti mortali riposano nella chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio al Quadraro.
In virtù della diffusa fama di santità, presso il Vicariato di Roma, dal 26 febbraio 1994 al 30 ottobre 2001, si celebrò l’Inchiesta diocesana. Il Dicastero delle Cause dei Santi ne riconobbe la validità giuridica con decreto dell’8 novembre 2002. Preparata la Positio, venne sottoposta al Congresso Peculiare dei Consultori Teologi il 20 novembre 2018, il quale si è pronunciato favorevolmente. Parimenti, i Padri Cardinali e Vescovi, nel corso della Sessione Ordinaria del 2 maggio 2023, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.
Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico del Servo di Dio Arnaldo Canepa, laico, nel caso e per il fine di cui si tratta.
Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.
Dato a Roma il 20 maggio 2023
Marcello Card. Semeraro
Prefetto
+ Fabio Fabene
Arciv. tit. di Montefiascone
Segretario