Causa in corso
Francesca Lancellotti
- Venerabile Serva di Dio -

Francesca Lancellotti

(1917 - 2008)

Venerabilità:

- 14 dicembre 2023

- Papa  Francesco

Fedele Laica e Madre di Famiglia; la sua vita fu costellata di carismi e doni mistici che ella visse nel nascondimento, rimanendo coerente nella ricerca costante di Dio. Visse un’esistenza austera; fu umile, prudente e dotata di un profondo senso di povertà che la rendeva credibile e testimone vivente dei valori evangelici

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
«Raccomando a voi giovani di rinnovare la fede verso Dio e di accompagnare quelli che non credono: avvicinateli a Dio, avvicinateli alla Madonna»

 

La Venerabile Serva di Dio Francesca Lancellotti nacque a Oppido Lucano (Potenza, Italia) il 7 luglio 1917. Ricevette il battesimo il 15 agosto dello stesso anno, la cresima il 3 giugno 1921 e si accostò per la prima volta all’Eucarestia nel 1925. Introdotta in tenera età ai lavori nei campi, frequentò la scuola fino alla seconda elementare. La sua adolescenza e giovinezza fu segnata da un’intensa vita di preghiera, in particolar modo verso la Madonna della Purità venerata nel Santuario del Belvedere di Oppido.

Pur desiderando abbracciare la vita religiosa, acconsentì alla volontà del padre che dispose per lei la scelta del matrimonio. Dopo tre anni di fidanzamento, il 10 ottobre 1938, sposò Faustino Zotta, di professione sellaio e agricoltore, con il quale ebbe due figli. Nel 1939, decise di rilevare col marito una rivendita di tabacchi, liquori e generi alimentari. Nel frattempo, continuava a coltivare la vita spirituale. In molti si affidavano a lei per ricevere conforto e consiglio, la sua casa divenne un rifugio per quanti ricercavano pace.

A seguito di una presunta rivelazione privata nel luglio 1956, dopo aver venduto l’attività e le proprietà, nel 1960 si trasferì con la famiglia a Roma, dapprima nel quartiere di Primavalle, poi vicino al Pantheon e infine in via del Seminario, dove frequentò regolarmente la chiesa di Sant’Agostino.

Ben presto la sua casa divenne un punto di riferimento per bisognosi e per quanti chiedevano aiuto spirituale e materiale. Dopo la morte del marito, avvenuta il 24 novembre 1987, si trasferì presso l’abitazione della figlia, in via Cavour. Nel 2002 subì un intervento chirurgico al colon in seguito del quale non riuscì più ad uscire di casa, pur restando sempre lucida e presente a se stessa.

Morì il 4 settembre del 2008 presso l’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma (Italia).

Il 7 luglio 2021 i resti mortali furono traslati nella chiesa di Santa Maria ai Monti.

La Venerabile Serva di Dio visse una fede concreta e nella semplicità. La sua vita fu costellata di carismi e doni mistici che ella visse nel nascondimento, rimanendo coerente nella ricerca costante di Dio. Visse un’esistenza austera; fu umile, prudente e dotata di un profondo senso di povertà che la rendeva credibile e testimone vivente dei valori evangelici. Per tale motivo, attirò l’attenzione di tanta gente che cercava da lei conforto. Si accorgeva dei bisogni degli altri e amava prendersi cura delle persone che aiutava spiritualmente e materialmente con grande generosità. Sapeva consigliare con il suo linguaggio semplice anche i sacerdoti.

Non fu risparmiata da sofferenze e tribolazioni, soprattutto le ostilità del Parroco di Oppido, a causa dei pellegrinaggi alla Madonna del Belvedere. Affrontò tutto con fortezza, sforzandosi di non mostrare le sue afflizioni agli altri e affidandosi con fiducia e speranza all’aiuto del Signore.

L’intera esistenza della Lancellotti fu impregnata dall’abbandono alla volontà di Dio. Guidata dalla preghiera, dalla pratica del Vangelo, dall’obbedienza alla Chiesa e al Magistero, divenne un faro di luce per coloro che erano lontani da Dio. Si distinse per l’apostolato che ella sentì come una chiamata del Signore e a cui si donò generosamente. L’amore all’Eucaristica e la devozione mariana furono un tratto distintivo della sua spiritualità insieme alla costante fiducia in Dio nell’attesa della vita futura.

La fama di santità si diffuse già durante la sua vita e si è sviluppata dopo la morte.

 

DICASTERO DELLE CAUSE DEI SANTI

 

ROMANA

BEATIFICATIONIS et CANONIZATIONIS SERVAE DEI

FRANCISCAE LANCELLOTTI

CHRISTIFIDELIS LAICAE ET MATRISFAMILIAS

(1917-2008)

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DECRETO SULLE VIRTÚ EROICHE

 

«Io avevo tanta fede in Dio, la fede in Dio mi portava avanti. […] Raccomando a voi giovani di rinnovare la fede verso Dio e di accompagnare quelli che non credono: avvicinateli a Dio, avvicinateli alla Madonna». (Racconto autobiografico, 1979; Parole ai compaesani di Oppido, 1986).

 

La vicenda umana e cristiana della Serva di Dio Francesca Lancellotti si può riassumere in queste sue parole: esse indicano come la fede fosse un elemento vitale che ha motivato le sue scelte, le sue azioni e il suo apostolato in favore delle persone sofferenti nel corpo e nello spirito, per le quali divenne emblema credibile dell’autentica discepola del Signore.

Nacque a Oppido Lucano, arcidiocesi di Acerenza e provincia di Potenza, il 7 luglio 1917 e ricevette il battesimo il 15 agosto. Visse un’infanzia e adolescenza arricchita da preghiera intensa, con una speciale devozione alla Vergine Maria venerata al Santuario mariano del monte Belvedere, dove si recava ogni giorno. La partecipazione alla vita parrocchiale le consentiva di trovare nei Sacramenti e nel catechismo il nutrimento principale della fede. A causa delle precarie condizioni della famiglia, la Serva di Dio dovette lasciare la scuola mentre frequentava i primi anni delle classi elementari per dedicarsi al lavoro nei campi.

Pur desiderando di consacrarsi al Signore, entrando in un Istituto religioso, dovette misurarsi con la volontà del padre che dispose per lei il matrimonio. In un primo tempo tentò di opporsi, ma acconsentì in seguito a quello che lei chiamò sogno, nel quale la Madonna le indicò che la sua vocazione era il matrimonio. Il 10 ottobre 1938, sposò Faustino Zotta, di professione sellaio e agricoltore; la coppia intraprese un’attività commerciale per il sostentamento della famiglia, e fu allietata dalla nascita di due figli. Oltre ad occuparsi con solerzia della loro educazione, in comunione di affetto e di intenti con il marito, Francesca si dedicava al prossimo che ricorreva alla sua preghiera di intercessione a Dio, ricevendo dal Signore grazie e favori celesti: così a poco a poco tutti compresero che ella aveva ricevuto dal Signore speciali doni spirituali. Accoglieva tutti con carità, elargendo consigli retti al fine di riprendere una vita di fede, consolava e infondeva nei cuori serenità e pace. Molti sperimentarono la sua concreta carità, specialmente negli anni drammatici della seconda guerra mondiale, quando la povertà colpì tante famiglie.

In un periodo personale di vivida e crescente adesione a Dio, fece una straordinaria esperienza mistica che ne segnò il percorso umano e cristiano. Il 7 luglio 1956 asserì di avere avuto la visione dell’Arcangelo Michele che le portò l’indicazione celeste di trasferirsi a Roma per avvicinare tanta gente a Dio. Ella visse questo evento con fede, preghiera e prudenza e nel 1960 abbandonò ogni sicurezza e si trasferì con la famiglia nella capitale. Nella città eterna, Francesca continuò a vivere con lo stesso ritmo di prima: cura della vita spirituale personale sotto la guida di santi sacerdoti, sempre docile alla volontà di Dio e agli insegnamenti della Chiesa; dedizione alla famiglia come sposa e madre esemplare; oblatività incessante alle persone che, numerose, accorrevano a lei.

Fu umile, prudente e dotata di grande senso di austerità che la rendeva credibile e testimone dei valori evangelici. Per tale motivo, attirò l’attenzione di tanta gente che cercava da lei conforto. La sua casa divenne un punto di riferimento spirituale per Roma; la sua fede e le sue virtù cristiane irradiarono luce e infusero speranza nei cuori. Dotata di singolari carismi e doni preternaturali, con la sua preghiera ottenne da Dio anche eventi straordinari: guarigioni fisiche e conversioni alla fede. Si spargeva così sempre più la sua fama di santità e la sua esemplare condotta cristiana, ma lei con grande umiltà si definiva una nullità.

Non fu risparmiata da sofferenze e tribolazioni che affrontò con fortezza, affidandosi con fiducia all’aiuto del Signore.

Le sue condizioni fisiche peggiorarono a causa dell’età e in seguito a un intervento chirurgico subito all’età di 85 anni. Pertanto non fu più in grado di uscire di casa. Furono gli anni dell’adesione più intima alla persona del Cristo, del perseguimento della missione in favore delle anime, nonostante il venir meno delle forze. Riceveva frequentemente la comunione e diversi sacerdoti andavano in casa sua per celebrare la Santa Messa. Il 27 agosto 2008, ricevette il viatico e l’unzione degli infermi e, il 4 settembre, all’Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma rese l’anima a Dio. Era il giorno della memoria liturgica di Maria Madre della Consolazione, che con la sua materna protezione ha sempre sorretto Francesca nello sforzo di diventare essa stessa consolazione per i fratelli. Il funerale si tenne il 5 settembre nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, concelebrato da alcuni sacerdoti e alla presenza di tanta gente.

In virtù della fama di santità, fu celebrata l’Inchiesta Diocesana presso il Vicariato di Roma dal 16 giugno 2016 al 17 gennaio 2020. Il Dicastero delle Cause dei Santi ne emise il Decreto di validità giuridica il 23 ottobre 2020. Preparata la Positio, essa fu sottoposta alla valutazione dei Consultori Teologi il 16 marzo 2023, con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 12 dicembre 2023 hanno riconosciuto che la Serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, della Serva di Dio Francesca Lancellotti, Fedele Laica e Madre di Famiglia, nel caso e per le finalità di cui si tratta.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, il 14 dicembre dell’anno del Signore 2023

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario