Causa in corso
Giuseppe Marrazzo
- Venerabile Servo di Dio -

Giuseppe Marrazzo

(1917 - 1992)

Venerabilità:

- 08 novembre 2023

- Papa  Francesco

Sacerdote professo della Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù; la carità verso Dio fu il fulcro della sua vita. La grazia è fonte di tutto il suo agire, il presupposto di ogni opera, il frutto di un’orazione sempre intensa e costante

  • Biografia
  • decreto sulle virtù
Gesù fu il modello e il punto di riferimento per ogni sua azione, curando al meglio il dialogo con il Signore, soprattutto davanti al Tabernacolo

 

Giuseppe Marrazzo nacque a San Vito dei Normanni (Brindisi, Italia) il 5 maggio 1917, in una famiglia contadina e profondamente religiosa. Terminate le scuole elementari, sentì il forte desiderio di diventare sacerdote e fu indirizzato alla Scuola Apostolica dei Rogazionisti di Oria, dove entrò nel 1930. Terminate le scuole medie, passò alla Scuola Apostolica di Trani, dove frequentò il ginnasio e iniziò il noviziato il 29 settembre 1934. Emise la professione religiosa temporanea dei voti il 20 marzo 1936 e quella perpetua il 24 dicembre 1940. Trasferito a Messina, fu ordinato presbitero il 9 maggio 1943.

Trascorse i primi anni di sacerdozio nelle Segreterie Antoniane di Santa Lucia del Mela e di Trani. La sua missione quella era di diffondere la devozione a Sant’Antonio di Padova, Patrono principale della Congregazione dei Rogazionisti, e di occuparsi della corrispondenza con i numerosi benefattori e devoti antoniani. Nel 1948 fu trasferito al Santuario di Sant’Antonio a Messina, dove si dedicò in modo speciale alle confessioni. Il suo modello era San Leopoldo Mandić.

Nel 1956 venne trasferito alla Casa Rogazionista di Padova con l’incarico di padre spirituale e animatore vocazionale e, un anno dopo, ritornò al Santuario di Messina.

Nel 1972 fu trasferito a Zagarolo (Roma), nella sede del noviziato. Qui fu vice superiore e parroco della parrocchia della Madonna della Fiducia, dove s’impegnò nella cura degli infermi e degli anziani, coinvolgendo anche i giovani.

Nel 1974, ritornò al Santuario di Sant’Antonio a Messina, dove riprese il suo servizio delle confessioni.

Morì a Messina (Italia) il 30 novembre 1992, per arresto cardiaco.

Il Venerabile Servo di Dio visse la virtù della Fede in modo eroico. L’amore per l’Eucarestia e per la Vergine Maria rappresentano una caratteristica dominante del suo vissuto spirituale. La Parola di Dio è costantemente al centro delle sue riflessioni. In lui vi era un continuo desiderio di aggiornamento teologico ai fini del suo progresso spirituale. Gesù fu il modello e il punto di riferimento per ogni sua azione, curando al meglio il dialogo con il Signore, soprattutto davanti al Tabernacolo. Elaborò la teoria della maternità sacerdotale. Essa si concretizza nello stare vicino al sacerdote da parte di una donna come fa la madre nei confronti del figlio. Per giungere a questa formulazione, trasse ispirazione dal suo saldo legame con la madre e dall’esempio di Maria nei confronti di Gesù. Consapevole della delicatezza e dell’importanza della missione presbiterale, riteneva importante per ogni sacerdote di essere custodito da una “mamma spirituale” nel corso del proprio cammino.

Riguardo alla virtù della speranza, si abbandonò alla volontà di Dio, soprattutto nelle situazioni più difficili.

La carità verso Dio fu il fulcro della sua vita. La grazia è fonte di tutto il suo agire, il presupposto di ogni opera, il frutto di un’orazione sempre intensa e costante. Solo con questa forza poté dedicarsi ai fratelli e alle sorelle nel sacramento della confessione, nella direzione spirituale, nei gesti di generosità, nell’assistenza dei gruppi e nella cura pastorale. Fu generosamente disponibile verso gli ammalati e i poveri e verso la sua famiglia religiosa, alla quale non fece mancare il suo contributo, mediante la formazione offerta ai giovani in cammino verso la consacrazione e il sacerdozio.

Il 1° ottobre 2023, la Postulazione Generale dei Rogazionisti, in risposta ai suggerimenti della Sessione Ordinaria, inviò due studi atti a rispondere alle richieste. In riferimento al contesto e allo sviluppo storico del concetto di “maternità spirituale” si sottolineò che è possibile distinguere nella vita del Venerabile Servo di Dio due fasi nella crescita e nell’evoluzione dell’idea: una prima fase collocabile tra il 1930 ed il 1960 circa; la seconda tra il 1967 ed il 1970. Circa l’aspetto teologico della “maternità sacerdotale” vennero portati come esempi alcune figure di Santi che approfondirono tale tematica.

Il Congresso Ordinario del Dicastero del 23 ottobre 2023, dopo aver preso in esame la documentazione presentata dalla Postulazione, ha ritenuto che tale materiale abbia soddisfatto il suggerimento della Sessione Ordinaria. Pertanto, ha presentato la questione al Papa, comunicando previamente l’esito dell’approfondimento offerto dalla Postulazione alla Sessione Ordinaria del 7 novembre 2023, insieme all’intervento che Sua Santità ha fatto durante la 18° Congregazione Generale della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, del 25 ottobre 2023, sulla dimensione della donna e la sua importanza nella Chiesa.

 

DICASTERIUM DE CAUSIS SANCTORUM

 

MESSANENSIS – LIPARENSIS – SANCTAE LUCIAE

Beatificationis  et  Canonizationis

Servi  Dei

IOSEPHI MARRAZZO

Sacerdotis Professi Congregationis Rogationistarum a Corde Iesu

(1917-1992)

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DECRETUM  SUPER  VIRTUTIBUS

 

“Mihi vivere Christus est” (Fil 1,21). Questa è la parola “unica, unicissima” che percorre l’esistenza sacerdotale del Servo di Dio Giuseppe Marrazzo: innamorarsi di Gesù, portargli le anime e amare il prossimo come Lui lo ha amato. In questo modo, ha fatto proprio e proposto a tutti come programma giornaliero l’insegnamento del fondatore, Sant’Annibale M. Di Francia: “Innamoratevi di Gesù”.

 

Il Servo di Dio nasce il 5 maggio del 1917 a San Vito dei Normanni (BR) da Luigi, contadino, e da Maria Concetta Parisi, casalinga, settimo di dieci figli. Il giorno seguente alla nascita viene battezzato nella matrice di S. Maria della Vittoria. All’età di otto anni, il 7 giugno 1925 si avvicina per la prima volta all’eucaristia e ad 11 anni, il 3 giugno 1928, riceve il sacramento della confermazione per mano dell’Arcivescovo di Brindisi, Mons. Tommaso Valeri (1910-1942).

Da bambino, mentre aiutava il papà nei campi, soleva appoggiare il libro della Dottrina Cristiana su una grossa pietra e, lavorando, leggeva e ripeteva.

La madre, che comprende i segni vocazionali del figlio, consigliatasi col parroco del paese, nel 1930 lo accompagna nella Scuola Apostolica dei Rogazionisti del Sacro Cuore di Gesù ad Oria (Br). Al suo ingresso il ragazzo viene affidato dalla mamma a Padre Carmelo Drago, responsabile degli apostolini. Questo “passaggio di mano”, molto sofferto, rimane particolarmente impresso nella memoria del ragazzo e, nel futuro, maturerà nella sua devozione mariana incentrata sulla Madre del Buon Consiglio e nella maternità spirituale sacerdotale.

Nel 1934 inizia il noviziato che terminerà il 29 marzo 1936, quando emetterà la prima professione religiosa che rinnoverà annualmente fino al 1940, anno in cui si consacrerà al Signore per sempre.

Ordinato sacerdote il 9 maggio del 1943 nella Chiesa Madre di S. Sebastiano in Barcellona Pozzo di Gotto (Me) per l’imposizione delle mani di Mons. Angelo Paino (1870-1967), per la sua devozione a Maria, celebra la prima messa a S. Lucia del Mela (Me) nel santuario della Madonna della Neve.

Dal 1943, facendo parte della Comunità della Casa Madre, p. Giuseppe dimora nel seminario di S. Lucia del Mela con l’incarico di aiutare nella segreteria Antoniana. Nel 1947, i superiori lo destinano alla Casa di Trani (Ba) con la mansione di Addetto alla Segreteria. Dopo soli sei mesi, viene richiamato a Messina per aiutare nel Santuario di Sant’Antonio con l’incarico di confessore, direttore spirituale e assistente dei Paggetti Antoniani e dell’Azione Cattolica.

Nel 1956 viene trasferito a Padova come direttore spirituale dei seminaristi rogazionisti e animatore vocazionale. Nella città veneta conosce meglio la figura di San Leopoldo Mandić, che prende come modello per il suo ministero.

L’anno successivo ritorna a Messina dove, oltre a seguire come Assistente la Pia Unione Rogazionista, si dedica prevalentemente al ministero della confessione, alla visita e all’aiuto dei poveri e degli ammalati.

Dopo due anni circa trascorsi a Zagarolo (Rm) come vicario parrocchiale della Parrocchia della Madonna della Fiducia e formatore dei novizi rogazionisti, nel 1975 ritorna al Santuario di Sant’Antonio a Messina. Nel 1979 gli viene dato l’incarico di Assistente delle Zelatrici del Rogate.

Il Servo di Dio muore il 30 novembre del 1992. La sua salma riposa nella Basilica di Sant’Antonio a Messina, dove ha esercitato il suo ministero per 40 anni.

Numerosissima la folla accorsa per l’estremo saluto. È stato un autentico Rogazionista, religioso apprezzato e stimato dai confratelli per la testimonianza della vita fraterna. La sua vita, infatti, è stata incentrata su Cristo, costantemente incontrato nella celebrazione eucaristica e adorato nel Sacramento fin dalle prime ore del mattino, quotidianamente cercato, riconosciuto, amato e servito specialmente nei poveri, negli infermi, nei carcerati e nei confratelli.

A lui ricorrevano persone di diversi livelli sociali, sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi, perché lo ritenevano uomo illuminato e prudente, tanto è vero che spesso al suo confessionale si trovava la coda.

La Maternità sacerdotale è frutto dell’amore alla Madonna, invocata come Madre del Buon Consiglio, e dello zelo con cui il Servo di Dio ha obbedito al comando di Gesù «Pregate il padrone della messe… » (Mt 9,36-38). L’invocazione «Manda, Signore, Sacerdoti Santi» lentamente si sviluppa in «Manda, Signore, Sacerdoti e Mamme sante», mamme sacerdotali che, come Maria, guardino unicamente a Cristo vedendo e amando in Lui ogni sacerdote. Così diceva: “Avverto il bisogno che la donna faccia molto, molto, molto di più nella Chiesa, mentre le è concesso ben poco, ma i tempi vanno cambiando. O Gesù, manda mamme, mamme sante ai tuoi sacerdoti, alla tua Chiesa”.  Per il Servo di Dio la mamma sacerdotale – come Maria – deve guardare unicamente a Cristo e vedere il sacerdote in Cristo.

In forza della fama di santità e di segni, fu celebrata presso la Curia ecclesiastica di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela l’Inchiesta Diocesana, dal 2006 al 2015, la cui validità giuridica venne riconosciuta dal Dicastero con decreto del 14 settembre 2016. Preparata la Positio, essa venne sottoposta all’esame dei Consultori Teologi il 23 giugno 2020, con esito positivo. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 2 marzo 2021, da me presieduta, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali e annesse.

Il sottoscritto Cardinale Prefetto ha quindi riferito tutte queste cose al Sommo Pontefice Francesco. Sua Santità, accogliendo e confermando i voti del Dicastero delle Cause dei Santi, ha oggi dichiarato: Constano le Virtù teologali, Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le Virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza, e le Virtù annesse, in grado eroico, del Servo di Dio Giuseppe Marrazzo, Sacerdote professo della Congregazione dei Rogazionisti del Cuore di Gesù.

Il Sommo Pontefice ha poi disposto che il presente decreto venga pubblicato e inserito negli atti del Dicastero delle Cause dei Santi.

 

Dato a Roma, l’8 novembre dell’anno del Signore 2023

 

Marcello Card. Semeraro

Prefetto

 

                                        + Fabio Fabene

                                        Arciv. tit. di Montefiascone

                                        Segretario